Bioetica
Vaccino, religione, linee cellulari da feti abortiti: commento al comunicato della FSSPX americana
Il distretto USA della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) ha fatto uscire nei giorni scorsi un comunicato intitolato «Can a Catholic in Good Conscience Receive a Coronavirus Vaccine?»
Si tratta di un documento che sta avendo molta eco anche dai noi, visto che pare essere in sostanza il primo in ambito tradizionalista a trattare direttamente il tema della liceità dei vaccini ed in particolare del venturo vaccino anti-COVID.
Come fedeli delle Sante Messe officiate dalla FSSPX dobbiamo dire purtroppo dire di essere stupiti e scandalizzati. Ancora peggio, tutti noi stiamo ricevendo telefonate e messaggi da altri fedeli disorientati, che ora si sentono smarriti e che quasi non riescono a credere che un tale documento possa avere una tale provenienza.
In questo scritto ci limiteremo a circoscrivere più che altro gli errori materiali del testo della FSSPX USA.
Premettiamo, innanzitutto, che il documento non rappresenterebbe l’intera FSSPX ma, a quanto dicono le nostri fonti, il solo distretto americano. La Casa Generalizia della FSSPX a Menzingen, infatti, non pare aver ancora detto nulla sull’argomento; al contempo, ci fanno notare, il distretto americano già in passato si era reso protagonista di singolari «fughe in avanti», come nel caso della comunione ai celiaci.
Il comunicato sul vaccino COVID non rappresenterebbe l’intera FSSPX ma, a quanto dicono le nostri fonti, il solo distretto americano
1. L’efficacia del vaccino
«Lo studio Pfizer / Biontech che ieri ha mostrato un’efficacia del 95% e il vaccino Moderna che ha riportato un’efficacia del 94%, sono sviluppati utilizzando metodi per creare una molecola sintetica realizzata in laboratorio» scrive il distretto americano.
Ebbene, ciò significa che il vaccino non è infallibile. È bene inoltre ricordarlo, perché si sta quindi assumendo un farmaco – che ha sempre effetti collaterali – a fronte della possibilità che si sia già immuni o che si possa, come accade alla quasi totalità dei casi, essere «asintomatici», cioè portatori sani e quindi, con buona probabilità, produttori di anticorpi (IgG) naturali.
A tutto il documento della Fraternità statunitense sfugge infatti il principio di proporzionalità: assumere un vaccino non infallibile e con eventuali effetti collaterali, in cambio di cosa? Della supposta immunità nei confronti di una malattia la cui mortalità si attesta attorno al 3% per i casi ad oggi archiviati, ma che, considerando la totalità dei casi attualmente attivi solo per l’1% della popolazione risultata positiva comporta conseguenze gravi per la propria salute?
Assumere un vaccino non infallibile e con eventuali effetti collaterali, in cambio di cosa? Della supposta immunità nei confronti di una malattia la cui mortalità si attesta attorno al 3% per i casi ad oggi archiviati, ma che, considerando la totalità dei casi attualmente attivi solo per l’1% della popolazione risultata positiva comporta conseguenze gravi per la propria salute?
Senza il compulsivo allarmismo di media mainstream, virologi improvvisati da salotto TV e oscuri «filantropi» coi loro piani globali miliardari, in altri tempi non ci saremmo nemmeno accorti di una malattia che per il 97% dei casi risulta asintomatica e che colpisce, in media, una popolazione di età di pochissimo inferiore all’aspettativa di vita attuale, e per di più già affetta da comorbilità.
2. I vaccini mRNA
«I vaccini a mRNA, poiché sono sintetici, si sviluppano più rapidamente, da qui il rapido lancio di vaccini che normalmente richiederebbe molto più tempo» scrive il distretto USA.
Non ci è chiaro cosa si voglia affermare qui, ma ci preme ricordare che nessun vaccino a mRNA è mai stato approvato prima per l’uso sugli esseri umani.
Poiché non c’è mai stato un vaccino mRNA autorizzato prima, non sappiamo davvero quali saranno le lesioni. Poiché i vaccini sono stati sviluppati così rapidamente, con studi clinici così brevi, le lesioni a lungo termine sono completamente sconosciute.
Ci preme ricordare che nessun vaccino a mRNA è mai stato approvato prima per l’uso sugli esseri umani.
Sappiamo invece che nel caso del vaccino di Moderna, vi sono stati casi di reazione avversa, anche grave. Le testimonianze dei volontari sono state raccolte dalla CNBC.
«Dopo la prima dose ho avuto un po’ di nausea, ma niente in confronto alla seconda: ho avuto 40 di febbre e ho temuto di dover andare in ospedale» ha dichiarato un ventenne del Maryland. Alcuni hanno riferito di sentirsi letteralmente morire dopo la seconda dose inoculata. Gli effetti descritti dai volontari del vaccino di Moderna, da quanto risulta, sono praticamente identici a quelli rivelati dai volontari del vaccino di Pfizer.
Anche qui, ribadiamo la questione della proporzionalità: si corre il rischio del vaccino a fronte di quale vantaggio per la salute del paziente, che in genere supera la malattia senza alcun tipo di conseguenza e talvolta non è nemmeno cosciente di essere infetto?
Ricordiamo, inoltre, che lo stesso produttore Moderna ha ammesso in un documento visibile su un sito del governo USA che «alcuni aspetti dei nostri farmaci sperimentali possono indurre reazioni immunitarie sia dal mRNA sia dai lipidi (…) ciascuna delle quali potrebbe causare gravi eventi avversi in uno o più dei nostri test clinici».
In breve: non sono sicuri di cosa vi vogliono iniettare, né lo possono essere, perché questa è una tecnologia totalmente nuova, e i dati sono talmente pochi e perlopiù sconosciuti da far rifiutare l’idea di vaccinarsi persino scienziati vaccinisti come Burioni e Crisanti, i quali ora parlano apertis verbis dell’attuale insufficienza dei dati forniti per questo vaccino.
Un vaccino che, ribadiamo ancora una volta, sfrutta una tecnologia genetica mai prima d’ora approvata per uso sugli esseri umani.
3.Vaccini e Chiesa
«Per quanto riguarda i vaccini o le terapie sviluppati sinteticamente o senza cellule fetali, la Chiesa ne consente e ne promuove l’uso, nello stesso modo in cui promuove, incoraggia e – sì – impone ai suoi figli di prendersi cura del proprio corpo con buon cibo e medicine» scrive il documento americano.
Ignoriamo da dove il distretto USA abbia preso quest’idea del legame tra la Chiesa – ma di quale Chiesa parlano? – e i vaccini
Ignoriamo da dove il distretto USA abbia preso quest’idea del legame tra la Chiesa – ma di quale Chiesa parlano? – e i vaccini, visto che uno dei pochi documenti ufficiali ad oggi disponibile è quello della Pontificia Accademia per la Vita prodotto nel 2005, atto sostanzialmente ad affrontare la dimensione del problema morale riguardante non pochi vaccini, come si può facilmente evincere dallo stesso titolo del documento in questione: «Riflessioni morali circa i vaccini preparati a partire da cellule provenienti da feti umani abortiti».
Ci limitiamo ad accennare che negli ultimi due secoli e più la «vaccinazione universale», così chiamata dai seguaci, è stata un cavallo di battaglia di tanta massoneria, in Europa e non solo. L’ossessione per i vaccini — strane coincidenze — va al passo con quelli che poi vengono indicati come gli arconti del cambiamento sistemico in atto: pensate ai Gates, a e a tutte le fondazioni filo-massoniche che per decenni hanno finanziato l’OMS per portare avanti progetti sostanzialmente privati a beneficio dell’implementazione della vaccinazione di massa, specie nel terzo mondo, ovverosia la cavia geopolitica delle sperimentazioni farmacologiche, talvolta con esiti disatrosi, come il recente caso, amesso persino dall’OMS, della polio tornata in Africa proprio per mezzo del vaccino antipolio!.
Sottolineiamo – ricorre spesso in questo attesto – la strizzatina d’occhio al concetto di obbligo, qui suggerito come imposizione – sì – da parte della Chiesa ai suoi fedeli (!).
Ci limitiamo ad accennare che negli ultimi due secoli e più la «vaccinazione universale», così chiamata dai seguaci, è stata un cavallo di battaglia di tanta massoneria, in Europa e non solo
4.Vaccini e cellule di aborto:
Continua il comunicato della Fraternità USA:
«Per quanto riguarda i vaccini o le terapie sviluppate utilizzando cellule fetali, la Chiesa ne consente l’uso da parte del pubblico in generale, ma non la loro fabbricazione. Questa sembra essere un’affermazione contraddittoria – tuttavia, la Chiesa si rende conto che se non ci sono altri trattamenti disponibili per un problema di salute pubblica diffuso, oltre a quelli sviluppati da cellule abortite, la partecipazione del destinatario a questo peccato è materiale, non formale»
Ancora una volta non ci è chiaro a quale «Chiesa» faccia riferimento il distretto americano della FSSPX: il documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2005? O quello invece emesso dalla PAV di Monsignor Paglia nel 2017 alla vigilia della legge Lorenzin?
Ci sembra in onestà che questo documento ricalchi più le direttive di Paglia che non quelle dei tempi di Giovanni Paolo II, un papa che i sacerdoti FSSPX americani dovrebbero quantomeno ricordare a partire dal 1988.
Quale «Chiesa» faccia riferimento il distretto americano della FSSPX: il documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2005? O quello invece emesso dalla PAV di Monsignor Paglia nel 2017 alla vigilia della legge Lorenzin?
Rimane poi un forte dubbio in riferimento ai termini con cui viene descritto o, meglio, percepito, il «problema di salute pubblica diffuso» qui descritto, e la risoluzione alla partecipazione del destinatario al peccato materiale ma non formale: in ogni caso vi è una sorta di cooperazione al male per ciò che in nessun modo può essere preso in considerazione come qualcosa di irrinunciabile. Il vaccino rientra in quel genere di farmaci iniettati a scopo teoricamente preventivo. Non si tratta quindi di una scelta di vita o di morte, dove la discussione morale potrebbe farsi più sottile, ma di qualcosa che potrebbe ipoteticamente, idealmente, prevenire una malattia che, sempre ipoteticamente (e mai così tanto come nel caso del COVID o di altre malattie per il quale il vaccino è già reso obbligatorio — si pensi alla varicella!) potrebbe causare alcune, eventuali ed ipotetiche conseguenze.
5. Trump e le linee cellulari fetali
Parlando delle linee cellulari derivate da aborti, scrivono: «Queste sono le stesse – o simili alle – cellule utilizzate nello sviluppo di altri vaccini, come il vaccino contro la rosolia, nonché trattamenti clinici di vario genere. Infatti, sono stati sviluppati anche i trattamenti farmacologici più efficaci del virus, Remdesivir e Regeneron, che hanno aiutato la guarigione del presidente Donald Trump dal Coronavirus, utilizzando cellule fetali».
Dobbiamo considerare lecita la pratica dell’uso di linee cellulari da aborto esiste da tempo perché già esistente e usata nella creazione di vari farmaci?
Significa dunque che, esistendo già questa immonda pratica – la cui diabolicità intrinseca speriamo possa essere ancora percepita dai sacerdoti rimasti cattolici in seno alla FSSPX – dobbiamo considerarla lecita?
Troviamo altresì scorretta la citazione del Presidente Trump a mo’ di testimonial per le linee cellulari fetali abortite. È la medesima mossa perseguita dal progressismo infame del New York Times, che attaccò Trump per la cura con il Regeneron. Alcuni, come la testata americana Breitbart, hanno messo in dubbio l’intera storia, ma ci preme qui significare lo schema: Trump è stato attaccato dal quotidiano di Nuova York per aver messo limiti ai fondi federali alla ricerca con cellule di feto abortito; il distretto USA della Fraternità ci pare utilizzare la medesima storia per cercare di normalizzare l’uso di cellule da aborto per i suoi fedeli, visto che con certezza la quasi totalità dei fedeli americani della FSSPX ha votato Donald Trump.
Non si può poi non ricordare che nel giugno del 2019, sempre sotto l’amministrazione Trump, il Dipartimento della salute e dei servizi umani (HHS) degli Stati Uniti ha annunciato che non sarebbero più stati forniti finanziamenti per la ricerca ove vengono richiesti tessuti raccolti da vittime di aborto volontario — anche se, purtroppo, è stato consentito di continuare il finanziamento di nuove ricerche utilizzando cellule derivate dall’aborto raccolte prima della nuova regola HHS (e cioè HEK29 e Per.C6).
Da fedeli noi non abbiam dubbi che la continuazione di esperimenti e commerci farmaceutici delle linee cellulari da aborto sono l’abominio a cui il mondo anticristiano è votato con tutto il cuore, poiché consente la persistenza del sacrificio umano e dell’umiliazione dell’Imago Dei, come da programma del Principe di questo mondo e dei suoi soci
A margine, ci preme di ricordare di cosa stiamo parlando: da fedeli noi non abbiam dubbi che la continuazione di esperimenti e commerci farmaceutici delle linee cellulari da aborto sono l’abominio a cui il mondo anticristiano è votato con tutto il cuore, poiché consente la persistenza del sacrificio umano e dell’umiliazione dell’Imago Dei, come da programma del Principe di questo mondo e dei suoi soci.
Non per niente il vaccino viene considerato da molti come una sorta di «battesimo laico» da impartire necessariamente ai bambini.
6. «I principi sono gli stessi nel 2020»
«… In modo che laddove non vi siano alternative a tali vaccini e laddove la salute dei bambini o della comunità in generale lo richieda, non solo è consentito utilizzare tali vaccini per i quali non esiste alternativa, ma a volte anche obbligatorio».
Quali altri documenti del post-concilio dobbiamo ritenere giusti?
Il testo qui afferma che la fonte è il testo del PAV del 2005, e viene ribadito con evidenza che «I principi sono gli stessi nel 2020». Si tratta un documento della Chiesa conciliare che dobbiamo quindi accettare pedissequamente? Quali altri documenti del post-concilio dobbiamo ritenere giusti?
Obbligatorio, poi, lo richiediamo, in virtù di cosa? Di quale reale emergenza o urgenza stando ai dati che rappresentano il tasso di mortalità e di situazioni critiche, senza tenere conto del fatto che non tutti i sistemi sanitari sono uguali nel mondo?
7. Linee cellulari
«Una posizione rigorosa del tipo “nessuna cellula fetale”, è probabilmente impossibile per chiunque prenda le terapie moderne. Dato che queste cellule fetali sono in uso da quasi 5 decenni, è certo che accademici e aziende come Pfizer, Moderna, ecc. abbiano utilizzato le cellule fetali per portare avanti la propria ricerca. Anche se questo vaccino può essere sintetico, la ricerca che lo produce potrebbe aver utilizzato queste cellule»
Obbligatorio in virtù di cosa? Di quale reale emergenza o urgenza stando ai dati che rappresentano il tasso di mortalità e di situazioni critiche, senza tenere conto del fatto che non tutti i sistemi sanitari sono uguali nel mondo?
Fa capolino qui, più che l’argomentazione della PAV 2005, quelle tipiche del pensiero vaccinale cattolico della PAV in era Paglia.
Dicono «queste cellule fetali sono in uso da quasi 5 decenni, è certo che accademici e aziende come Pfizer, Moderna, ecc. abbiano utilizzato le cellule fetali per portare avanti la propria ricerca»: quindi va tutto bene? Dobbiamo accettare qualcosa perché tutto il mondo lo fa?
Esiste, come sembravano dire i corifei della chiesa conciliare ai tempi della legge di obbligo vaccinale Lorenzin (2017), una sorta di decorrenza dei termini per quanto riguarda il peccato? Se un omicidio, un sacrificio umano, è compiuto qualche decennio fa, cade in prescrizione?
E ancora: è fuorviante dire che queste cellule esistono da 5 decenni. Esistono quantità di linee cellulari da feto abortito prodotte negli ultimi anni (un esempio la cinese Valvax 2), e le stesse vengono modificate nel tempo. Molte ricerche con tessuto fetale si sono susseguite, con le cliniche abortiste a procurare tessuti e organi fetali ai laboratori di ricerca. En passant facciamo notare che Kamala Harris, ora proiettata verso la Casa Bianca, ordinò raid e perquisizioni contro chi svelò il traffico di tessuti organici da aborto, la filiere che dal feticidio porta direttamente ai laboratori scientifici.
«Queste cellule fetali sono in uso da quasi 5 decenni»: esiste una sorta di decorrenza dei termini per quanto riguarda il peccato? Se un omicidio, un sacrificio umano, è compiuto qualche decennio fa, cade in prescrizione?
8. Il «vaccino sintetico»
Il documento cita quindi «lista, prodotta da Children of God for Life», una lista piuttosto esauriente stilata dall’associazione di Debi Vinnedge riguardo le linee cellulari nei vari vaccini COVID in sperimentazione; «di per sé uno sforzo lodevole» scrive il distretto, ma essa «mostra il vaccino Moderna come inaccettabile, anche se si tratta di un vaccino sintetico».
Il fatto che il vaccino di Moderna, basato su tecnologia mRNA, sia sintetico non esclude il fatto – come il Pfizer e come moltissimi altri — , che sia stato comunque testato su linee cellulari di feto abortito, in particolare nello sviluppo e nei test attraverso la linea cellulare HEK-293 nella proteina Spike.
Tutto ciò è ammesso dallo stesso distretto americano della FSSPX, epperò non tenendo conto che vi può essere già qui, di per sé, nella sua fabbricazione, una reale collaborazione con il Male.
È fuorviante dire che queste cellule esistono da 5 decenni. Esistono quantità di linee cellulari da feto abortito prodotte negli ultimi anni
La spiegazione la fornisce la stessa associazione di Children of God for Life in un recente articolo, puntuale quanto preciso:
«Alcuni sostengono che poiché non ci sono cellule fetali abortite nei vaccini, essi sono moralmente leciti. Niente potrebbe essere più lontano dalla verità perché le cellule fetali abortite sono state sicuramente parte integrante nella realizzazione del vaccino di Moderna».
«Ora alcuni hanno sostenuto — continua CoG for Life — che alcuni dei brevetti che stiamo citando non sono per il vaccino vero e proprio, tuttavia ciò è del tutto irrilevante perché la tecnologia è stata stabilita utilizzando cellule fetali abortite. E non importa che le cellule non vengano utilizzate più e più volte nemmeno dal punto di vista morale. Questo vale anche per la proteina Spike prodotta utilizzando anche le cellule HEK-293. Una volta che la proteina è stata costruita, le cellule non vengono più utilizzate. Ma la proteina è usata, così come l’mRNA, ed entrambi sono stati ottenuti attraverso una tecnologia che si è servita di cellule fetali abortite, rendendo il vaccino assolutamente immorale dall’inizio alla fine».
Il fatto che il vaccino di Moderna, basato su tecnologia mRNA, sia sintetico non esclude il fatto – come il Pfizer e come moltissimi altri — , che sia stato comunque testato su linee cellulari di feto abortito, in particolare nello sviluppo e nei test attraverso la linea cellulare HEK-293 nella proteina Spike.
9. Obblighi cattolici
«I cattolici sono obbligati a istruirsi su questi argomenti» scrivono.
Curioso: e da chi il cattolico dovrebbe istruirsi, visto che – lo apprendiamo ora – c’è l’obbligo perfino di quello? Dai TG e dai giornali? Dalle riviste di virologia? Dai documenti della Chiesa conciliare? Dai consigli di Papa Francesco? Da Bill Gates? Dal distretto americano della FSSPX e dai suoi «esperti di genomica cattolica»?
Colpisce inoltre il fatto che la parola «obbligo» ricorra varie volte nel testo. Come mai? Quale legge divina o terrena prevede l’obbligo di cura?
La realtà, è che nemmeno di cura stiamo parlando. Esiste quindi un comandamento che imponga la prevenzione, a maggior ragione se questa non è certa, non è sicura e, quel che è peggio, non è moralmente lecita?
Da chi il cattolico dovrebbe istruirsi, visto che – lo apprendiamo ora – c’è l’obbligo perfino di quello? Dai TG e dai giornali? Dalle riviste di virologia? Dai documenti della Chiesa conciliare? Dai consigli di Papa Francesco? Da Bill Gates? Dal distretto americano della FSSPX e dai suoi «esperti di genomica cattolica»?
10. Disinformazione
«La disinformazione che circonda questo vaccino è dilagante. Non lasciatevi ingannare facilmente né dagli ideali fondamentalisti protestanti che suppongono che qualsiasi cooperazione nella vaccinazione sia peccato, né dall’altra parte dai barbari sostenitori dell’uso di cellule fetali in ogni momento, per qualsiasi capriccio» denuncia la FSSPX USA.
Qui il distretto pare parlare come un mainstream media qualsiasi, come un Fact Checker di Facebook&Co, un sito anti-bufale a caso da quelli di Mentana in giù.
Rebus sic stantibus, con gli errori che abbiamo qui sottolineato, pensiamo che la disinformazione la stia facendo il distretto americano, che si risolve anche nell’insulto di considerare quelli come noi «fondamentalisti protestanti».
Colpisce inoltre il fatto che la parola «obbligo» ricorra varie volte nel testo. Come mai? Quale legge divina o terrena prevede l’obbligo di cura?
Ci preme informare il distretto americano che gli studi più competenti sugli orrori delle linee cellulari fetali, con i loro effetti biologici oltre che morali, sono stati condotti da cattolici.
Troviamo risibile, infine, l’idea di trovare un mezza via tra coloro «che suppongono che qualsiasi cooperazione nella vaccinazione sia peccato» e i «barbari sostenitori dell’uso di cellule fetali in ogni momento, per qualsiasi capriccio». Insomma, le cellule fetali da aborto vanno usate, ma con moderazione, magari solo per le occasioni particolari.
Conclusioni
In conclusione riteniamo questo documento confuso, fuorviante, inaccettabile, scandaloso: nel vero senso della parola, giacché ha generato e continua a generare scandalo fra i fedeli. Ciò è molto grave.
Pensiamo che la disinformazione la stia facendo il distretto americano, che si risolve anche nell’insulto di considerare quelli come noi «fondamentalisti protestanti»
Restiamo in attesa di chiarimenti, sia da parte del distretto USA – dove, immaginiamo, abbiano raccolto delle proteste – sia della Casa Generalizia della FSSPX a Menzingen, da cui attendiamo i rilievi per la parte formale, teologica, di questa problematica.
Di nostro, accenniamo solo a personali dubbi di carattere morale: come si può non definire cooperazione materiale l’accettazione di un orrore che – giocoforza – ne produrrà altri? Come si può non capire che l’accettazione delle cellule di aborto nel vaccino dei vaccini – il vaccino COVID – sposterà la Finestra di Overton verso la definitiva normalizzazione di questo cannibalismo scientifico?
Rimane inoltre aperto il problema cardine della proporzionalità, sopra al quale torniamo un’ultima perché lo riteniamo essere fondamentale: a fronte di quale emergenza obbligare i fedeli all’assunzione di un determinato farmaco di origine controversa e di cui non si conoscono del tutto gli effetti collaterali?
Le cellule fetali da aborto vanno usate, ma con moderazione, magari solo per le occasioni particolari?
E ancora: è accettabile che si sia gettato via il Codice di Norimberga e tutto il contorno di pensiero che assicurava la salute di coloro che si sottoponevano a sperimentazione, e ora si possa sperimentare anche sui bambini, senza che essi peraltro siano esposti al rischio COVID?
È legittimo che le Big Pharma coinvolte nella produzione del vaccino del secolo in tempi record saranno esonerate (come già lo sono) dalle richieste di danno da vaccino?
Possiamo fidarci di un farmaco fortemente sostenuto a suon di miliardi – non milioni – di dollari da individui e forze transnazionali che per anni, prima che riguardo ai vaccini, hanno predicato e soprattutto operato riguardo la riduzione della popolazione?
Come fedeli italiani troppo bene abbiamo imparato a conoscere il linguaggio del compromesso, ed ancora più importante, l’effetto perverso (quello sì con danni a lungo termine) del compromesso sulla vita umana
Comprendiamo che il distretto USA abbia attività da riavviare, scuole ed istituti da riaprire, tuttavia come fedeli italiani troppo bene abbiamo imparato a conoscere il linguaggio del compromesso, ed ancora più importante, l’effetto perverso (quello sì con danni a lungo termine) del compromesso sulla vita umana.
Roberto Dal Bosco
Cristiano Lugli
Bioetica
Una madre e i medici sudcoreani condannati dopo che un neonato nato vivo è stato messo nel congelatore per morire
Una donna sudcoreana sulla ventina, identificata con il cognome Kwon, è stata condannata insieme a due medici per l’omicidio del suo neonato. Lo riporta LifeSite.
Come prevedibile, la stampa mainstream sta presentando la vicenda, che era emersa lo scorso anno, come prova della necessità dell’aborto tardivo legale.
«La donna voleva interrompere la gravidanza a 36 settimane, ma i pubblici ministeri hanno affermato che il bambino è nato vivo e poi è stato ucciso», ha riferito la BBC. Naturalmente, «interrompere la gravidanza» avrebbe comportato anche l’uccisione dello stesso bambino, dopo che avrebbe potuto sopravvivere fuori dall’utero.
Il bambino era nato vivo tramite parto cesareo e i medici lo hanno messo in un congelatore. Il bambino è così morto assiderato. La Kwon, che insistette di non sapere «che la procedura sarebbe stata eseguita in quel modo» (come disse la BBC), è stata condannata a tre anni di carcere con sospensione condizionale; il chirurgo che aveva operato e il direttore dell’ospedale sono stati condannati a quattro e sei anni di carcere.
Il caso ha attirato enorme attenzione pubblica in Corea del Sud. Kwon aveva caricato un vlog su YouTube nel 2024 in cui descriveva la sua esperienza di quello che lei chiamava aborto a 36 settimane; il video aveva suscitato indignazione pubblica, accuse di infanticidio e richieste di un’indagine ufficiale. Il ministero della Salute e del Welfare richiese un’indagine di polizia, che ha scoperto che il bambino era nato vivo e successivamente ucciso.
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Quando si è scoperto che il bambino era nato vivo, la polizia ha cambiato l’indagine da «aborto non regolamentato» a omicidio – il che, come il caso evidenzia in modo agghiacciante, è una distinzione senza alcuna differenza. Tuttavia, la stampa mainstream sottolinea che queste condanne segnano «la prima volta che vengono mosse accuse di omicidio contro donne che chiedevano un’interruzione di gravidanza in fase avanzata e contro i medici coinvolti nella procedura».
L’indagine della polizia ha rivelato che l’ospedale aveva falsificato i propri registri, registrando la morte del bambino, morto nel congelatore, come un feto morto. L’ospedale gestiva un’attività di aborto e, secondo i pubblici ministeri, «avrebbe ricevuto un totale di 1,4 miliardi di won (816.260 dollari) per praticare aborti su oltre 500 pazienti», la maggior parte delle quali, come Kwon, era stata presentata all’ospedale da intermediari.
Al processo, sia il direttore dell’ospedale che il chirurgo curante hanno confessato di aver ucciso il bambino della Kwon, ed entrambi sono stati immediatamente arrestati. La Kwon ha affermato di non aver saputo di essere incinta fino al settimo mese e di aver cercato di abortire perché aveva bevuto alcolici, fumato e non aveva un reddito stabile.
Ma il giudice ha stabilito che la Kwon era stata informata dal personale medico che il suo bambino era sano e aveva sentito il battito cardiaco tramite un’ecografia; è stato anche confermato che la Kwon era consapevole che il suo bambino sarebbe nato vivo tramite taglio cesareo. Il giudice, tuttavia, le ha inflitto una pena più mite a causa della mancanza di supporto per Kwon nella «fase avanzata della gravidanza» e della confusione che circonda il regime abortivo della Corea del Sud.
La Corte Costituzionale della Corea del Sud ha annullato il divieto di aborto nel Paese nel 2019 e ha raccomandato ai legislatori di approvare emendamenti che consentano l’aborto fino a 22 settimane (la prima settimana di vita di un bambino fuori dall’utero è di 21 settimane). Il Parlamento ha avuto tempo fino alla fine del 2020 per modificare le leggi sull’aborto. Il governo dio Seul ha proposto un disegno di legge che legalizza l’aborto su richiesta fino a 14 settimane, con il feticidio consentito fino a 24 settimane in caso di stupro o specifiche condizioni di salute.
«Tuttavia, quel disegno di legge è rimasto bloccato in Parlamento, a causa dell’opposizione dei legislatori conservatori per motivi religiosi», ha riferito la BBC. «Quando la rimozione del divieto è entrata in vigore nel 2021, il Paese non aveva alcuna legislazione in vigore per regolamentare l’aborto». Pertanto, l’aborto è ora praticato in un vuoto giuridico.
L’aborto è depenalizzato e non regolamentato: il Paese estremo orientale, dove spopolano sette protestanti di ogni genere, è ora un Far West del feticidio.
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Il Lussemburgo vuole sancire l’aborto nella sua Costituzione
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Un tradimento delle radici cattoliche
Per chi sostiene una cultura della vita, lo shock rimane profondo. Il CSV, storico partito cristiano-sociale, ha votato a stragrande maggioranza (circa 16 membri su 21), nonostante la sua eredità cattolica. Accettando questa iscrizione per consolidare la sua coalizione con il Partito Democratico (DP) e altri, sembra allontanarsi dai suoi valori fondanti. Come può un partito che si dichiara cristiano contribuire a stabilire come principio costituzionale ciò che per molti resta un crimine, una tragedia umana e un attentato alla vita innocente? Consacrando questa libertà nella legge fondamentale, lo Stato non si limita più a depenalizzare l’aborto a determinate condizioni (come dal 1978, con recenti allentamenti): lo protegge in modo permanente da qualsiasi arretramento politico, presentandolo come una conquista irreversibile.Aiuta Renovatio 21
Una grande rottura antropologica
Guidata in particolare dalla ministra per le Pari Opportunità, Yuriko Backes (DP), questa riforma mira a posizionare il Lussemburgo come un «pioniere» dei diritti sociali. Tuttavia, inverte la gerarchia: l’autonomia individuale prevale sul diritto naturale alla vita, spezzando il legame intergenerazionale che obbliga i più forti a proteggere i più deboli. Segno di un generale calo di interesse, il dibattito è stato relativamente calmo, nonostante alcuni accesi scambi di opinioni. Le obiezioni morali rimangono discrete o timide. Eppure, la costituzionalizzazione dell’aborto cambia radicalmente la situazione. Per non parlare della negazione della legge naturale che questa pratica implica, essa minimizza anche il trauma psicologico per molte donne e la mancanza critica di alternative reali – massicce politiche pro-maternità – che potrebbero offrire una vera alternativa all’aborto. Una cosa è certa: mentre l’Europa si trova ad affrontare un inverno demografico senza precedenti , la scelta del Lussemburgo suona come un’ammissione di resa. Di fronte a questo diktat ideologico, cattolici e attivisti pro-life hanno il dovere di testimoniare che ogni vita umana è un dono del Creatore, dal concepimento alla morte naturale, un dono che nessuna maggioranza parlamentare può legittimamente abolire.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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Circoncisione, scoppia l’incidente diplomatico: il Belgio convoca l’ambasciatore americano
Giorni fa Belgio ha convocato l’ambasciatore statunitense Bill White dopo che questi ha accusato le autorità del Paese di molestare la comunità ebraica. Si tratta di un importante sviluppo che porta alla luce il cortocircuito della circoncisione, che è di fatto una mutilazione genitale infantile al pari dell’infibulazione ma che, specie in ambito delle comunità ebraiche gode di un qualche status privilegiato, mentre va ricordato come essa abbia una sua storia precipua anche negli Stati Uniti d’America.
In un post su X White aveva chiesto al Belgio di ritirare l’azione penale nei confronti di tre mohel (figure religiose ebraiche che praticano circoncisioni) sospettati di aver eseguito tali procedure ad Anversa – antica capitale del taglio dei diamanti, attività principale di una nutrita comunità di famiglie ebraico-ortodosse – senza una licenza medica.
«Fermate questa inaccettabile molestia nei confronti della comunità ebraica qui ad Anversa e in Belgio», ha scritto White, aggiungendo che i mohel stavano «facendo ciò per cui sono stati addestrati per migliaia di anni».
Anti Semitism is UNACCEPTABLE in any form & it must be rooted out of our society.
President TRUMP @POTUS @realDonaldTrump @JDVance @VP @SecRubio @StateSEAS @DeputySecState and I call upon all of Belgium to do a much better job on this subject !
TO BELGIUM,
SPECIFICALLY YOU…
— Ambassador Bill White (@BillWhiteUSA) February 16, 2026
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White ha inoltre accusato il ministro della Salute belga Frank Vandenbroucke di essere stato «molto maleducato» e di essersi rifiutato di stringergli la mano o di posare per una fotografia durante il loro primo incontro. «Era chiaro che non ti piaceva l’America», ha scritto White.
Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot ha condannato le dichiarazioni di White. «Qualsiasi insinuazione che il Belgio sia antisemita è falsa, offensiva e inaccettabile. Il Belgio condanna l’antisemitismo con la massima fermezza», ha scritto Prevot su X.
«Gli attacchi personali contro un ministro belga e l’ingerenza in questioni giudiziarie violano le norme diplomatiche fondamentali», ha aggiunto. Il Prevot ha precisato che, secondo la legge belga, solo i medici qualificati sono autorizzati a eseguire circoncisioni e ha affermato che si asterrà dal commentare il caso specifico.
(EN) Any suggestion that Belgium is antisemitic is false, offensive, and unacceptable. Belgium condemns antisemitism with the greatest firmness. The fight against antisemitism, and all forms of hatred and discrimination, is an absolute priority for our country.
Everyone must be…
— Maxime PREVOT (@prevotmaxime) February 16, 2026
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In seguito lo White ha dichiarato ai giornalisti che «non c’era bisogno di scuse» da parte sua e ha espresso la speranza che il Belgio «legalizzerebbe questo processo in modo che queste persone possano riprendere la loro vita».
Il ministro degli Esteri israeliano Gedeone Saar ha appoggiato White, citando quello che ha descritto come «un forte e continuo aumento degli attacchi antisemiti in Belgio», esortando il Prevot a «guardarsi attentamente allo specchio e riconoscere la realtà».
In risposta, il Prevot ha messo in guardia contro «l’uso inflazionistico del termine antisemitismo» e ha respinto le affermazioni di un diffuso sentimento antiebraico in Belgio – sì, persino nel «laico» (cioè, massonico) Regno del Belgio l’accusa di antisemitismo sembra essersi stinta sino a non significare più nulla, se non la protervia dell’accusatore, che è spesso giudeo o schierato per qualche ragione con gli interessi dello Stato di Israele.
Come riportato da Renovatio 21, accuse di antisemitismo al Paese ospitante erano state mosse anche dall’ambasciatore USA a Parigi, Kushner, palazzinaro giudeo padre del genero di Trump Jared, ex galeotto e grande finanziatore di Netanyahu in Israele (in America, invece, sosteneva il Partito Democratico).
La circoncisione è un tema che nessuno vuole dibattere, tuttavia la sua rivoltante contraddizione talvolta emerge dalla cronaca.
È bizzarro come il mondo «laico», che ritiene il battesimo dei bambini come una forzatura religiosa su di una persona che non può decidere in autonomia, non abbia niente da dire contro questa oscena mutilazione genitale infantile – e dobbiamo ancora trovare qualcuno che ci convinca del fatto che la circoncisione sia diversa dall’infibulazione, quella sì, per qualche motivo, invisa alla società.
«Il taglio genitale non terapeutico priva il bambino, quando diventerà l’adulto, dell’opportunità di rimanere geneticamente immodificato (o intatto)» hanno scritto due bioeticisti oxoniani i due bioeticisti Lauren Notini e Brian D. Earp «Plausibilmente, la persona le cui “parti private” saranno permanentemente influenzate dal taglio dovrebbe avere la possibilità di valutare se è ciò che desidera, alla luce delle loro preferenze e valori a lungo termine»
Di fatto, l’individuo circonciso perde per sempre la sua integrità, vedendosi amputata una parte del corpo straordinariamente ricca di terminazione nervose, che sono quelle che danno il piacere durante l’atto sessuale. Notoriamente, l’infibulazione – condannata da tutte le società occidentali – agisce nello stesso identico modo.
C’è poi la questione della sicurezza dell’operazione mutilativa: i casi di bambini morti per circoncisione abbondano, anche in Italia, Nel 2023 bambino nigeriano è morto pochi giorni fa in zona Castelli Romani dopo una circoncisione fatta in casa. A Tivoli, nel 2018, morì un altro bambino nigeriano di appena due anni: aveva subito la circoncisione da parte di un sedicente medico; in quel caso, almeno, si salvò il gemello, portato d’urgenza in ospedale. Reggio Emilia, marzo 2019: neonato di famiglia ghanese, cinque mesi, morto dopo «diverse ore di agonia». Monterotondo, provincia di Roma, tre mesi prima: bimbo nigeriano di due anni morto per lo stesso motivo. Genova, aprile 2019, neonato morto nel quartiere Quezzi, e condannato a otto anni di carcere il nigeriano 34enne che aveva eseguito il taglio del prepuzio. Torino, giugno 2016: bebè di genitori ghanesi, circonciso in casa, morto in ospedale. Treviso, ottobre 2008: bimbo di due mesi morto per emorragia. Bari, luglio 2008: bambino deceduto per grave emorragia, «causata probabilmente da circoncisione fatta a domicilio».
Secondo dati ripetuti in questi giorni da tutti i giornali, le circoncisioni clandestine in Italia costituirebbero il 40% del totale. Su più di 15.000 circoncisioni richieste all’anno solo 8.500 vengono eseguite su territorio nazionale, mentre 6.500 operazioni di taglio del prepuzio sono effettuate nei Paesi d’origine dove gli immigrati tornano per «turismo etnico» (talvolta, come si è appreso, anche quando si dichiarano «rifugiati» e stanno facendo il percorso burocratico per essere riconosciuti tali totalmente a spese del contribuente italiano).
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Secondo una sigla di medici stranieri operanti in Italia, il 99% delle famiglie musulmane circoncide il bambino quando ha ancora pochi mesi. La realtà è che tuttavia la circoncisione è di fatto istituzionalizzata grazie agli accordi tra lo Stato italiano e la minoranza ebraica.
Come riportato in passato da Renovatio 21, grazie alla legge 101 del 1989 che ratifica l’intesa tra l’Italia e le comunità ebraiche italiane, i maschi di religione ebraica e musulmana possono usufruire di alcuni progetti «clinico-culturali» ed essere circoncisi per 400 euro da un medico in regime di attività libero professionale. La prestazione è da considerarsi al di fuori dei LEA (Livelli essenziali assistenziali). Tra i sottoscrittori il Policlinico Umberto I di Roma, l’Associazione internazionale Karol Wojtyla, la Comunità ebraica di Roma e il Centro islamico culturale d’Italia.
La pressione ebraica si dice abbia fatto cambiare rotta anche all’Islanda, che aveva tentato di liberarsi della pratica barbara. Si tratta della stessa procedura per cui ora, per aver parlato della circoncisione, Kennedy è definito «antisemita».
«Ogni individuo, non importa di che sesso o di quanti anni dovrebbe essere in grado di dare il consenso informato per una procedura che è inutile, irreversibile e può essere dannosa», aveva dichiarato nel 2018 la deputata Silja Dögg Gunnarsdóttir, 44 anni, del Partito progressista dell’Althing, il Parlamento islandese. «Il suo corpo, la sua scelta». «Autonomia» corporale: è lo slogan delle femministe e dell’aborto. È un dogma inscalfibile del mondo moderno.
Il disegno di legge non passò, perché le microcomunità ebraiche e musulmane alzarono un polverone: «l’impatto di questa legge sarebbe sentito molto al di là dei confini dell’Islanda», scriveva una lettera dello spaventatissimo Comitato degli affari esteri della Camera dei Rappresentanti, spiegando che la «mossa renderebbe l’Islanda la prima e unica nazione europea a mettere fuori legge la circoncisione. Mentre le popolazioni ebraiche e musulmane in Islanda possono essere poco numerose, il divieto di questo paese sarebbe sfruttato da coloro che alimentano la xenofobia e l’antisemitismo in Paesi con popolazioni più diversificate».
La circoncisione nel mondo è tollerata, forse, anche per la sua straordinaria diffusione presso la popolazione americana. Contrariamente a ciò che possono pensare beceramente alcuni, la questione in nessun modo è legata ai rapporti tra l’ebraismo e gli USA. La fonte della pratica è la stessa dei cereali che con probabilità il lettore consuma il mattino: John Harvey Kellogg (1852-1943).
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Il Kellogg era un dottore nutrizionista, oltre che un imprenditore di successo e un gran cultore dell’eugenetica. Tuttavia, un pensiero lo ossessionava: quello della riduzione della masturbazione presso la popolazione maschile.
Ecco quindi che raccomandò la circoncisione come rimedio: si taglia subito il prepuzio al bambino e lui non si toccherà crescendo. La cosa ancora più allucinante è che anche i cereali da lui commerciati (da qualche mese di proprietà della Ferrero) avevano in teoria lo stesso scopo: erano sostanze che riteneva «anafrodisiache» e che quindi andavano impiegate in massa per scoraggiare l’onanismo.
Kellogg, che come si è visto godeva di una certa influenza, era convinto sostenitore anche del vestirsi di bianco e dei clisteri, da praticare soprattutto se si erano assorbiti veleni come tè, caffè, cioccolato. Il Kelloggo, inoltre, scoraggiava il mescolarsi tra le razze: a fine carriera si dedicò alla creazione di una «Race Betterment Foundation, («Fondazione per il miglioramento della razza»), che propalava pure eugenetica razzista americana (registri genetici, sterilizzazioni delle «persone mentalmente difettose»), di quella che poi piacque assai allo Hitler, che – cosa poco nota – prese alcune leggi degli Stati americani come suo modello per la Germania nazionalsocialista.
L’America odierna, e il mondo tutto, si trova quindi ancora alle prese con l’eredità di questo tizio: circoncisione e colazione con cereali tostati. L’eugenetica, nel frattempo, la si fa con le provette.
Come riportato da Renovatio 21, l’attuale segretario alla Saluta USA Roberto Kennedy jr. fu sommerso di critiche ed improperi quando osò ricordare studi esistenti che ipotizzano una correlazione tra la circoncisione e l’autismo.
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