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Bioetica

Vaccini e obiezione di coscienza: come producono le linee cellulari da feto abortito

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Pubblichiamo la trascrizione dell’ intervento della dottoressa Martina Collotta al convegno organizzato da Renovatio 21 «Fede, Scienza e Coscienza» tenutosi a Roma il 13 marzo 2019.

 

 

 

Buona sera a tutti,

 

come avete sentito io sono un medico e una quasi mamma tutti gli effetti, quindi l’invito che farò in questo incontro è quello all’obiezione di coscienza per quanto riguarda i vaccini ottenuti da linee cellulari provenienti da feti abortiti, [invito] che non va unicamente ai genitori ma anche agli operatori sanitari e ai medici prima di tutto, che sono coloro che sono chiamati a somministrare questi vaccini. 

 

Vorrei spiegarvi brevemente e come vengono ottenute queste linee cellulari a partire dalle tecniche di aborto, che vedremo, sono a dir poco degli omicidi efferati.

 

È vero che da un punto di vista della ricerca scientifica, per ottenere dei vaccini da virus, vaccini contro dei virus, sono necessarie delle cellule. Questo perché i virus non possono crescere da soli se non hanno un macchinario della cellula in cui replicarsi.

 

Queste cellule devono essere delle cellule sane: i feti provengono quindi da aborti volontari e non da aborti spontanei

Quello che non è vero, come è stato detto anche nella relazione precedente, è che queste cellule debbano essere umane, tanto meno che debbano essere necessariamente cellule di feti.

 

Questo fa ovviamente comodo perché, come abbiamo visto, una cellula proveniente da un feto abortito è una cellula estremamente giovane, cioè una cellula che in laboratorio per il ricercatore ha una resa grandissima perché si può replicare molte più volte rispetto alla cellula di un individuo anziano. Ma si tratta di una questione che è meramente economica.

 

L’altro punto fondamentale è che queste cellule devono essere delle cellule sane: i feti provengono quindi da aborti volontari e non da aborti spontanei. Un aborto spontaneo, soprattutto a delle età gestazionali così basse come quelle da cui sono state ottenute le linee cellulari, è un aborto che in molti casi è dovuto a degli errori genetici importanti e questo, da un punto di vista meramente utilitaristico, dal punto di vista del ricercatore, significa che quelle cellule sono inutili.

 

Un aborto spontaneo quindi non è materia utile. Cercano aborti esclusivamente volontari.

 

L’altro motivo è che gli aborti volontari permettono di essere organizzati, pianificati. Permettono di avere a disposizione un ricercatore o un tecnico di laboratorio che immediatamente va, preleva quei tessuti quegli organi, stacca le cellule le separa chimicamente e le prepara per essere coltivate in laboratorio. Se tutto questo non fosse stato organizzato prima, per il ricercatore non ci sarebbe nulla da fare.

 

Questo quindi non solo ci porta a dire che l’aborto è ovviamente un omicidio, ma in questo caso è un omicidio premeditato, il che è una aggravante.

 

Ora vi voglio spiegare brevemente le tecniche perché alcune sono state già citate, e sono essenzialmente quella dell’isterotomia addominale, che possiamo tradurre semplicemente con un taglio cesareo. Solo che in questo caso il bambino non viene tolto dal grembo per essere lasciato vivere ma per essere ucciso.

 

Gli aborti volontari permettono di essere organizzati, pianificati. Permettono di avere a disposizione un ricercatore o un tecnico di laboratorio che immediatamente va, preleva quei tessuti quegli organi, stacca le cellule le separa chimicamente e le prepara per essere coltivate in laboratorio

Gli altri casi sono ancora più crudeli e qui mi permetto di dire che utilizzerò delle parole che sono dei tecnicismi, ma questo non significa che non si riconosca quello che chiamo o embrione o feto come persona umana, perché lo è dal concepimento. Non ci sono immagini anche perché le immagini di questo tipo di aborti sono veramente cruente e quindi se qualcuno ha interesse le guardi separatamente.

 

Le due tecniche infatti che sono principalmente utilizzate prevedono, sostanzialmente, lo smembramento del corpo del feto, perché il canale cervicale viene dilatato o meccanicamente o con l’ausilio di farmaci e all’interno di esso vengono introdotti degli strumenti come il forcipe o delle pinze, attraverso cui il feto viene afferrato generalmente per un arto, una gamba o un braccino e viene estratto a forza dal corpo della mamma.

 

Questo significa che non certo in tutti i casi il corpo del feto esce integro, e anche qualora uscisse integro viene semplicemente lasciato morire perché in quel momento il bambino è vivo.

 

In molti casi invece succede che viene di fatto dilaniato:  un feto muore per smembramento ma questo poco importa chi sta raccogliendo quelle cellule, perché i metodi vengono definiti non traumatici per i tessuti fetali che non significa affatto che non siano traumatici per il feto.

 

 

L’altra tecnica invece, quella che si usa addirittura fino alle ultime settimane di gravidanza, prevede di praticare un foro con delle forbici nel cranio del piccolo bambino e di aspirarne il contenuto: questo permette alla testa di collassare. La testa è la parte più voluminosa e quindi tutto il corpo può essere quindi estratto dall’utero della madre. 

 

Queste due procedure, lo sottolineo,  sono fatte con il feto che è vivo: alcuni abortisti dicono che cercano di tagliare il cordone ombelicale, come atto di misericordia in qualche modo, per provocare prima la morte del feto in utero, ma nella maggior parte dei casi questo non avviene perché di fatto è una complicazione tecnica e che ben poco interessa a chi sta praticando l’aborto in quel momento.

 

Isterotomia addominale, che possiamo tradurre semplicemente con un taglio cesareo:  in questo caso il bambino non viene tolto dal grembo per essere lasciato vivere ma per essere ucciso

Per di più se pensiamo all’utilizzo in cui servono dei tessuti o degli organi che sono vivi, vitali, perfusi, tagliare prima del tempo il cordone ombelicale significherebbe esporre inutilmente le cellule, che sono questo prezioso materiale, a un danno da asfissia.

 

In tutto questo il feto che è vivo sente dolore.

 

E il tema del dolore fetale, che è molte volte trascurato, ha delle prove scientifiche che sono forti. Alle obiezioni come il feto sta dormendo, il feto è in uno stato di sonno,  è facile rispondere che anche noi durante il sonno da un forte stimolo, a maggior ragione doloroso, veniamo risvegliati e comunque il sogno del feto non copre tutto il tempo della sua vita nel grembo uterino, nel grembo materno.

 

Ancor più sappiamo che il feto ha una sensibilità al tatto molto molto sviluppata: è vero questo addirittura nel neonato fino a un anno di vita, quindi possiamo immaginarci, non solo che senta in maniera ancora più intensa di noi il tocco o la presa delle pinze, ma che senta ancora più fortemente uno stimolo doloroso che gli venga comunicato proprio attraverso la cute.

 

Un’altra obiezione che viene fatta e che apparentemente sembra più scientifica è che il feto non ha ancora una corteccia cerebrale sviluppata, ma basta uno studio della neuroanatomia per dire che le vie del dolore sono in realtà delle vie molto profonde che in coinvolgono il talamo, coinvolgono dei nuclei che nel feto si sviluppano prestissimo. Quindi di fatto il dolore viene avvertito o perlomeno nulla ci permette di dire che non ci sia stato di coscienza nel feto, quindi nel momento in cui quel bimbo viene ucciso con queste tecniche così crudeli è vivo.

 

Abbiamo dunque parlato di un aborto che è di fatto un omicidio premeditato, con in più l’aggravante dell’efferatezza. C’è una crudeltà estrema nelle tecniche di aborto che vengono utilizzate in questi casi. Tanto più se il feto dovesse essere estratto vivo, essere sopravvissuto, a queste tecniche, di fatto viene vivisezionato perché quello che conta è raccogliere gli organi, raccogliere i tessuti. Altrimenti viene lasciato morire di fame di sete e di freddo perché in quel momento il bambino non ha nessuna protezione nessuna difesa contro l’ambiente esterno. 

 

In tutto questo il feto che è vivo sente dolore

La crudeltà di un aborto eseguito  in questo modo, di un aborto che è un omicidio,  neanche di fronte alla legge potrebbe cadere in prescrizione:  un omicidio premeditato con l’aggravante dell’efferatezza non cade in prescrizione.

 

Un omicidio non cade in prescrizione e questo è valido anche dal punto di vista morale eppure c’è qualcosa che lascia sconcertati: c’è stato un cambio di paradigma, possiamo dire, dal documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2005 [che vi è stato appena presentato] a un documento della nuova Pontificia Accademia per la Vita del luglio del 2017. 

 

Io vi cito testualmente quello che c’è scritto in questo documento:

 

«le linee cellulari attualmente utilizzate sono molto distanti dagli aborti originali e non implicano più quel legame di cooperazione indispensabile a una valutazione eticamente negativa del loro utilizzo».

 

Non appare più quel legame di cooperazione indispensabile per una valutazione eticamente negativa: sulla base di che cosa?

 

Si dice che queste linee cellulari sono distanti. Io mi sono interrogata sul possibile significato di questo distanti sotto due punti di vista: uno diciamo così filosofico e l’altro prettamente biologico. Possiamo dire innanzitutto che non c’è una distanza se non nel tempo, nel senso che si ha una perfetta continuità: per il principio di continuità, dal momento stesso del concepimento che è l’unico momento in cui sia un cambio sostanziale, tutto il resto del processo di crescita dell’embrione prima del feto poi del bambino e dell’adulto è in perfetta continuità.

 

Non c’è una distanza tanto più che lo riprova anche la biologia stessa: la genetica ci dice che quelle cellule sono le stesse, 50 anni fa come oggi, sono semplicemente invecchiate. Se a quel bambino fosse stata data la possibilità di venire al mondo sarebbe lo stesso di 50 anni fa, solo più vecchio.

 

C’è una crudeltà estrema nelle tecniche di aborto che vengono utilizzate in questi casi. Tanto più se il feto dovesse essere estratto vivo, essere sopravvissuto, a queste tecniche, di fatto viene vivisezionato perché quello che conta è raccogliere gli organi, raccogliere i tessuti

Quindi questa distanza non sembra essere una valida giustificazione per dire che non c’è più un appiglio per questa valutazione eticamente negativa.

 

In questo documento, oltre a ripetersi che gli aborti fatti sono stati solo due, mentre abbiamo visto questo contraddice ogni evidenza, si dice anche che esiste un obbligo morale che è quello di garantire la copertura vaccinale.

 

È scomparso un obbligo morale che era presente nel primo documento del 2005 [ed è quello che siamo qui a ribadire], cioè l’obbligo morale di richiedere un’alternativa etica a questi vaccini, perché se [da un lato] c’è un rischio significativo è vero che questa è una giustificazione,  perché:

 

  •  la cooperazione che viene esercitata da parte dei genitori o degli operatori sanitari che somministrano i vaccini è esclusivamente una cooperazione di tipo materiale, cioè non formale, che non condivide l’intenzione 

 

  • è una cooperazione mediata cioè in cui non si ha partecipazione diretta all’atto in sé malvagio dell’aborto 

 

  • ed è una cooperazione remota nello spazio e nel tempo e anche concettualmente. 

 

[Dall’altro lato] tutto questo però non esonera dall’obbligo morale di chiedere un’alternativa.  

 

Per di più sembra esserci un apertura inquietante in questa frase:

 

«Il male in senso morale sta nelle azioni non nelle cose o nella materia in quanto tale».

 

Il male sta nelle azioni non nelle cose o nella materia. Attenzione che se leggiamo questa frase suona un po’ come il fine giustifica i mezzi, ma quel che è peggio è che qui stiamo parlando di una materia che non è assolutamente moralmente neutra, la materia qui sono delle cellule che provengono da degli esseri umani uccisi.

 

Qui stiamo parlando di una materia che non è assolutamente moralmente neutra, la materia qui sono delle cellule che provengono da degli esseri umani uccisi

Quella materia può diventare, se così concepita, come qualcosa di fatto ridotto a neutro o qualcosa che non è né bene né male, può diventare oggetto di scambio di trattative commerciali: già sappiamo che Planned Parenthood ha fatto una serie di cataloghi, sostanzialmente dei prezzari, di parti del corpo fetali.

 

Quindi il primo dovere morale, seppure non esista questa cooperazione formale, questa volontà di condividere l’intento che scusa, giustifica l’utilizzo di vaccini in assenza di un’alternativa etica, è quella di chiedere questa alternativa e di farlo a gran voce.

 

Il diritto dovere dell’obiezione di coscienza ce lo ribadisce quello che è il magistero di sempre in un documento, l’Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II, al numero 73: troverete proprio l’invito, il forte invito, che suona proprio come un dovere morale all’obiezione di coscienza nei casi di aborto, per tutto quello che riguarda l’aborto di esseri umani.

 

Se poi ci rifacciamo a quello che è l’insegnamento che, grazie a Dio finora non è stato messo in discussione, sugli embrioni umani [e] sulla ricerca per esempio sulle staminali embrionali, dove troviamo un forte divieto da parte del magistero della Chiesa, dobbiamo dire lo stesso per tutto quello che riguarda la ricerca sui feti umani, perché come ho detto, non c’è differenza, non c’è soluzione di continuità tra il concepito, l’embrione, il feto e il bambino poi.

 

Quindi ancora una volta, e lo dico prima di tutto a me stessa, il nostro diritto ma soprattutto il nostro dovere è quello di chiedere un’alternativa etica.

 

 

Martina Collotta

Bioetica

Bioetica: trasgressione all’orizzonte del 2028

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Dal 12 gennaio 2026, la Francia ha avviato una nuova fase delle sue deliberazioni legislative con l’avvio degli Stati Generali di Bioetica. Questo importante dibattito nazionale, guidato dal Comitato Consultivo Nazionale di Etica (CCNE) – che ha un carattere etico solo di nome – costituisce la base per la futura revisione della legge prevista per il 2028. Di fronte alle inquietanti implicazioni di una tecnologia trasgressiva, non più guidata dalla fede, la Chiesa dovrà impegnarsi pienamente in questo dibattito e svolgere il suo ruolo di custode.

 

Il CCNE (Comitato Consultivo Nazionale di Etica) ha avviato la sua importante consultazione il 12 gennaio con la massima discrezione. Il motivo è semplice: in conformità con le disposizioni di legge, qualsiasi progetto di riforma in materia di etica e questioni sociali deve essere preceduto da un ampio dibattito pubblico: gli Stati Generali della Bioetica. Sotto l’egida del CCNE, e in consultazione con gli organi parlamentari, questa fase di riflessione collettiva sta iniziando a preparare la futura legge prevista per il 2028.

 

Ufficialmente, l’ambizione di questa consultazione si basa su due pilastri fondamentali:

 

  • Anticipare le interruzioni: identificare nuove questioni etiche derivanti dai progressi tecnologici e dalle «pressioni sociali», ovvero dalle lobby della comunità.

 

  • Guidare il legislatore: fornire un’analisi approfondita affinché la legge futura non sia una mera risposta tecnica, ma una scelta sociale informata da argomentazioni sostanziali… O meglio, argomentazioni che toccano le profondità della follia umana.

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Un’architettura multilivello

Per garantire, in teoria, che la voce di ogni cittadino possa essere ascoltata – per vincolare il dibattito in una direzione progressista, come direbbero i più critici – il sistema si basa su tre assi:

 

Ancoraggio territoriale: gli Spazi Regionali di Riflessione Etica (ERER) faciliteranno i dibattiti locali nella Francia metropolitana e all’estero.

La voce dei cittadini: un comitato specifico, formato in collaborazione con il CESE, approfondirà due temi chiave per rappresentare l’opinione del popolo francese.

Competenza e coinvolgimento della comunità: fino al 10 aprile, il CCNE ascolterà le principali istituzioni, accademie e associazioni per raccogliere la diversità di prospettive e competenze.

Il processo è un impegno a lungo termine: a giugno 2026 saranno pubblicati il ​​riassunto e la valutazione dei contributi. Il prossimo autunno, la CCNE emetterà il suo parere ufficiale, gettando le basi etiche per il futuro disegno di legge, ed entro il 2028, il progetto di revisione della legge sulla bioetica sarà esaminato dal Parlamento.

 

Trasgressioni all’orizzonte

Non ci vuole un genio per prevedere che i dibattiti dovrebbero concentrarsi sull’estensione della procreazione medicalmente assistita (PMA) alle persone transgender – già disponibile dal 2021 per coppie di donne e donne single – e sull’allentamento delle regole sulla conservazione dei gameti. Le voci conservatrici, come quelle dei gruppi pro-life, mettono in guardia dal rischio di «trasgressioni» etiche, mentre altre auspicano una maggiore inclusività.

 

Attualmente vietata in Francia, la maternità surrogata potrebbe tornare a essere un argomento centrale di discussione. A ciò si aggiunge la ricerca su embrioni e cellule staminali, con un probabile allentamento delle restrizioni sulla ricerca che coinvolge organoidi (mini-organi coltivati) o chimere, rafforzando al contempo, per il momento, i divieti sulla clonazione o sulla creazione di embrioni a fini di ricerca.

 

Ai cattolici non mancheranno le occasioni di mobilitazione per scongiurare gli incantesimi lanciati dagli apprendisti stregoni della genetica.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

 

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Bioetica

Trump afferma che la «battaglia» per costruire una cultura della vita «deve essere vinta» nel discorso video alla Marcia per la Vita

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Il presidente Donald Trump ha ringraziato i sostenitori della vita per aver difeso i nascituri e ha spiegato come la sua amministrazione stia sostenendo la sacralità della vita nel suo discorso video alla Marcia nazionale per la vita del 2026. Lo riporta LifeSite.   «Nel 2026, mentre celebriamo i 250 anni da quando i nostri Padri Fondatori hanno riconosciuto il diritto alla vita nella nostra Dichiarazione di Indipendenza, desidero ringraziare ognuno di voi che è fuori in questa giornata invernale, una giornata bellissima, ma pur sempre inverno, per difendere i nascituri», ha affermato.   Trump ha sottolineato la nomina, nel suo primo mandato, dei giudici della Corte Suprema che hanno contribuito a ribaltare la sentenza Roe v. Wade nel 2022, affermando: «grazie a ciò, il movimento pro-life ha ottenuto la più grande vittoria della sua storia».

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Il presidente ha affermato che «il lavoro per ricostruire una cultura che sostenga la vita continua in ogni stato, in ogni comunità e in ogni parte della nostra splendida terra. Questa è una battaglia che deve essere combattuta, che deve essere vinta, non solo nei corridoi del potere, ma soprattutto nei cuori e nelle anime delle persone».   Elencando gli sforzi della sua amministrazione per difendere la sacralità della vita, Trump ha osservato che ha «fermato il finanziamento forzato dei contribuenti all’aborto in patria e all’estero» e sta «difendendo fermamente la libertà religiosa… sostenendo l’adozione e l’affidamento basati sulla fede e sostenendo i nostri genitori investendo 1.000 dollari in un conto che crescerà nel tempo per ogni neonato».   «Con il vostro aiuto e il vostro sostegno, continueremo a lottare per l’eterna verità che ogni bambino è un dono di Dio», ha concluso.   Il bilancio pro-life di Trump durante il suo secondo mandato è stato altalenante, nota LifeSite. Tra i risultati ottenuti nelle sue prime settimane figurano l’applicazione dell’emendamento Hyde, il ripristino della Mexico City Policy che vieta alle organizzazioni non governative di utilizzare i soldi dei contribuenti per la maggior parte degli aborti all’estero, il taglio di milioni di dollari ai sussidi pro-aborto e la grazia per i sostenitori pro-life incarcerati dall’amministrazione Biden. Il National Institutes of Health (NIH) ha recentemente annunciato che porrà fine all’uso di tessuti di bambini abortiti nella ricerca finanziata dal NIH.   D’altro canto, Trump ha costantemente sostenuto la fecondazione in vitro e ha personalmente chiesto un compromesso sull’emendamento Hyde (una disposizione legislativa che vieta l’uso di fondi federali per pagare l’aborto, tranne che per salvare la vita della donna), invitando i legislatori repubblicani a «essere un po’ flessibili» sulla questione. La sua amministrazione ha approvato una nuova pillola abortiva generica e ha silenziosamente ripristinato alcuni finanziamenti a Planned Parenthood, sebbene in seguito abbia affermato di non esserne a conoscenza.   In seguito ai commenti di Trump su Hyde, la Casa Bianca ha negato un cambiamento ufficiale nel sostegno dell’amministrazione alla disposizione, ma non ha escluso tentativi di compromesso. Il presidente della Camera USA Mike Johnson ha successivamente chiarito che non avrebbe «permesso» ai legislatori di fare a meno dell’ Hyde Amendment.  

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Bioetica

Trump pubblica un messaggio presidenziale per la Giornata nazionale della sacralità della vita

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Il presidente americano Donald Trump ha pubblicato un messaggio presidenziale per la Giornata nazionale della sacralità della vita, il 22 gennaio, anniversario della sentenza Roe v. Wade che ha federalizzato il diritto di aborto in tutti gli Stati Uniti. Lo scrive LifeSite.

 

Il messaggio di Trump condanna Roe definendola un’«atrocità» e sottolinea «l’eterna verità che ogni essere umano è creato a immagine e somiglianza di Dio, dotato di un valore infinito e di un potenziale sconfinato».

 

Il messaggio evidenzia le varie azioni pro-life di Trump, nonostante abbia dovuto affrontare critiche da parte dei pro-life per non aver preso provvedimenti contro la diffusione delle pillole abortive che stanno minando le leggi pro-life statali e per aver recentemente suggerito che i repubblicani potrebbero dover scendere a compromessi con i democratici sui finanziamenti per l’aborto.

 

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Il 4 luglio 1776, la nostra Dichiarazione d’Indipendenza ha giustamente affermato che ogni essere umano è dotato da Dio Onnipotente del diritto inalienabile alla vita.

 

Nei 250 anni trascorsi da allora, il nostro impegno per questa verità è stato la fonte della nostra forza e il fondamento della nostra grandezza, e ha aiutato l’America a rimanere la più grande forza per la giustizia e la prosperità umana nella storia del mondo.

 

In questa Giornata Nazionale della Sacralità della Vita Umana, rinnoviamo il nostro fermo impegno a promuovere una cultura che rispetti, sostenga e custodisca la dignità intrinseca e il valore infinito di ogni preziosa anima umana.

 

Oggi ricorre il 53° anniversario della sentenza Roe contro Wade, un’atrocità morale e costituzionale che ha messo a tacere il popolo americano e privato gli Stati del diritto di proteggere i nascituri. Fortunatamente, nel giugno 2022, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha corretto questa disastrosa decisione, e decenni di eccessiva influenza giudiziaria della sinistra, restituendo la politica sull’aborto al popolo americano negli Stati Uniti. Durante il mio primo mandato, sono stato orgoglioso di aver nominato tre dei Giudici Associati che hanno ottenuto questa trionfale vittoria per la vita, la libertà e la democrazia americana.

 

Dal momento in cui sono tornato in carica come 47° Presidente degli Stati Uniti, ho intrapreso azioni decisive per proteggere i nascituri e ripristinare una cultura che difende senza mezzi termini la sacralità della vita. Sono stato orgoglioso di far rispettare l’emendamento Hyde e di ripristinare la Mexico City Policy, ponendo fine all’aborto finanziato dai contribuenti in patria e all’estero.

 

Ho anche graziato 23 attivisti pro-life che erano stati ingiustamente presi di mira e perseguiti da un Dipartimento di Giustizia (DOJ) trasformato in arma per aver praticato la loro fede e vissuto secondo coscienza. Su mia indicazione, il DOJ sta ora indagando sulla strumentalizzazione del governo contro i cristiani e gli americani di fede.

 

L’estate scorsa, ho anche firmato con orgoglio la legge One Big Beautiful Bill, una vittoria monumentale per la vita e la famiglia americana che amplia il credito d’imposta per i figli, aumenta l’accesso all’assistenza all’infanzia, rende permanente il credito d’imposta per il congedo retribuito, protegge Medicaid dal finanziamento di grandi fornitori di servizi per l’aborto e istituisce conti Trump per i neonati per il futuro della nostra nazione.

 

La mia amministrazione è inoltre impegnata a sostenere politiche che promuovano l’adozione, promuovano l’affidamento e proteggano le donne incinte e le madri. A ogni livello del governo federale, la mia amministrazione sta promuovendo con coraggio politiche che proteggano i più vulnerabili tra noi e promuovano la crescita e il successo delle famiglie americane.

 

Oggi sosteniamo l’eterna verità che ogni essere umano è creato a immagine e somiglianza di Dio, dotato di un valore infinito e di un potenziale sconfinato. Celebriamo gli eroici leader, genitori, studenti e cittadini comuni – compresi coloro che si sono riuniti per la Marcia per la Vita a Washington, DC, questo fine settimana – che hanno coraggiosamente difeso i più vulnerabili e si sono schierati dalla parte di coloro che non possono difendersi da soli.

 

Come Presidente, mi impegno a essere sempre una voce per chi non ha voce e a non stancarmi mai di lottare per proteggere la dignità intrinseca di ogni bambino, nato e non ancora nato.

 

Oggi, invito il popolo americano a unirsi a me nell’onorare la dignità di ogni vita umana, comprese quelle non ancora nate, a continuare a prendersi cura delle donne in gravidanze inaspettate e a sostenere l’adozione e l’affidamento in modo più significativo, affinché ogni bambino possa avere una casa amorevole

 

Infine, chiedo a ogni cittadino di questa grande Nazione di ascoltare il suono del silenzio causato da una generazione per noi perduta e di alzare la voce per tutti coloro che sono stati colpiti dall’aborto, sia visibili che invisibili.

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