Gender
Ultras tedeschi multati per lo striscione «Ci sono solo due sessi»
La DFB, Federcalcio tedesca, ha multato il Bayer Leverkusen per aver esposto uno striscione con la scritta «ci sono solo due sessi».
Il Leverkusen è stato incriminato dalla DFB per «comportamento discriminatorio e antisportivo da parte dei suoi tifosi» contro la comunità LGBT lo scorso novembre e colpito con una multa di 18.000 euro dopo che i suoi sostenitori avevano srotolato uno striscione che diceva: «Ci sono molti stili di musica ma solo due sessi».
Il giudice unico ha quindi insistito affinché 6.000 euro del denaro fossero destinati a «misure preventive contro la discriminazione».
Gaga-Gulag Deutschland: Bayer Leverkusen muss 18.000 Euro Strafe zahlen, weil es für seine Fans nur zwei Geschlechter gibt – https://t.co/3BtWHzb9W8 pic.twitter.com/sTgD8hudDd
— Journalistenwatch ???????? (@jouwatch) January 30, 2024
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La squadra ha accettato la multa, tuttavia i tifosi di un’altra squadra, la Dynamo Dresda, hanno voluto esprimere solidarietà con i colleghi ultras del club rivale.
Ieri, durante una partita, i loro fan hanno mostrato uno striscione che diceva: «c’è solo una ridicola DFB e due sessi».
#Nur2, nicht zu verwechseln mit #MeToo:
„Gibt nur zwei Geschlechter“: Fans von Dynamo Dresden kontern DFB-Urteil
Vor wenigen Tagen verurteilte der DFB Bayer Leverkusen zu 18.000 Euro Strafe wegen eines Banners zur Geschlechter-Debatte. Die Dresdner Fans zogen nun nach, was… pic.twitter.com/uBzXa1slg6— Markus Haintz (@Haintz_MediaLaw) February 4, 2024
Come scrive Modernity News, c’è un chiaro doppio standard in gioco che impone che siano consentiti solo gli striscioni che sostengono l’ideologia di sinistra.
Nel 2015, quando la Germania decise di consentire a oltre un milione di migranti di entrare nel paese con una mossa che si rivelò disastrosa per il paese, i tifosi di calcio di numerosi club diversi mostrarono striscioni con la scritta «Rifugiati benvenuti». Striscioni che ovviamente hanno ricevuto zero multe.
Julian Reichelt, ex direttore del più grande tabloid tedesco Bild, ha criticato la sentenza contro la Bayer Leverkusen e ha affermato che lo striscione «afferma semplicemente il fatto biologico fondamentale della nostra esistenza».
«Lo spirito delle nostre istituzioni viene divorato da un virus ideologico», ha aggiunto.
Come riportato da Renovatio 21 , il parlamentare AfD René Springer ha promesso di deportare gli stranieri dalla Germania «a milioni» dopo che il suo partito ha appena raggiunto un nuovo massimo nei sondaggi di approvazione.
L’establishment tedesco sta cercando di mettere al bando del tutto l’AfD con la giustificazione della «difesa della democrazia». Persino l’ex diretto dei servizi di sicurezza interna BfV è ora sotto osservazione dalle sue stesse spie per presunti legami con l’estremismo di destra.
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Immagine da Twitter
Gender
Politica brasiliana si dipinge la faccia: «mi identifico come negra, fatemi presiedere la commissione antirazzismo»
Fabiana Bolsonaro, a Brazilian politician, protests transgenderism using blackface to prove that changing your appearance doesn’t change what you are.
“I identify as black…why can’t I preside over the anti-racism commission?.. Because I am not black.” pic.twitter.com/uMRHepuHjd — Libs of TikTok (@libsoftiktok) March 20, 2026
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Durante il discorso, trasmesso su TV Alesp, la parlamentare si è dichiarata donna bianca e ha chiesto: «Io, essendo una persona bianca, avendo vissuto tutto ciò che ho vissuto come una persona bianca, ora a 32 anni, decido di truccarmi, di travestirmi da persona nera, truccandomi e lasciando trasparire solo l’aspetto esteriore. E qui, chiedo: e adesso? Sono diventata nera?», elaborando un’analogia per sostenere che le persone trans non potevano rappresentare le cause delle donne cisgender.
Dopo la sessione, la Fabiana ha negato di aver praticato il cosiddetto blackface, descrivendo l’atto come un’«analogia» e un «esperimento sociale», e ha affermato che il suo discorso era stato «distorto». La messa in scena ha generato una reazione immediata in plenaria da parte delle forze gosciste. La deputata Mônica Seixas (PSOL) ha sollevato una questione di ordine, classificando l’episodio come razzismo e transfobia, chiedendo l’interruzione della sessione. Dopo la fine della sessione, Seixas e la consigliera comunale di San Paolo Luana Alves (PSOL) hanno presentato una denuncia alla stazione di polizia per la repressione dei crimini razziali e dei crimini di intolleranza (Decradi). La Seixas ha riferito che il delegato della Polizia Civile presente all’Assemblea Legislativa dello Stato di San Paolo(ALESP) si è rifiutata di registrare l’arresto in flagranza di reato, invocando l’immunità parlamentare. Un gruppo di 18 parlamentari di PT, PSOL, PCdoB e PSB ha presentato una denuncia al Consiglio etico dell’ALESP chiedendo la rimozione di Fabiana per violazione del decoro parlamentare, sostenendo che la condotta era «premeditata e intenzionale» e superava i limiti dell’immunità parlamentare. La deputata Ediane Maria (PSOL) ha anche annunciato una denuncia alla Procura della Repubblica per razzismo e transfobia, mentre Beth Sahão (PT) ha presentato separatamente una denuncia al Consiglio etico, sottolineando che entrambe le condotte costituiscono reati. In una dichiarazione ufficiale, l’ALESP ha informato che la Costituzione garantisce l’inviolabilità dei parlamentari per le loro opinioni, parole e voti espressi in plenaria e che il Consiglio etico è l’organo competente ad analizzare eventuali eccessi di immunità parlamentare. «Eu sou uma mulher» ha esclamato la Bolsonaro durante la performanza assembleare mentre si spalmava la cute di una sostanza marròn. «Io sono una donna». Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato il Brasile ha visto il caso di una femminista brasiliana che ha ottenuto asilo in Europa dopo aver rischiato 25 anni di carcere solo per aver detto che un trans è un uomo e non una donna.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Gender
La Corte UE ordina le carte d’identità transessuali
La Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha stabilito che gli Stati membri dell’UE sono tenuti a modificare i dati relativi al genere nei documenti di identità dei cittadini che hanno cambiato sesso.
Secondo quanto affermato giovedì dall’organo con sede in Lussemburgo, i documenti delle persone transgender residenti nell’Unione Europea devono riflettere il loro «genere vissuto» anziché il loro sesso biologico.
La Corte di giustizia dell’Unione Europea si è espressa su un caso del 2017 rimessole dalla Corte di cassazione bulgara. La Corte bulgara intendeva chiarire se il Paese fosse obbligato a modificare l’atto di nascita di un uomo bulgaro che, dopo essersi trasferito in Italia, aveva intrapreso una terapia ormonale per vivere come donna.
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Le autorità di Sofia avevano in precedenza respinto la richiesta, motivando tale rifiuto con il fatto che le leggi bulgare interpretano il termine «sesso» in senso strettamente biologico.
I giudici della Corte di giustizia dell’Unione europea hanno concluso che il rifiuto di uno Stato di aggiornare il documento d’identità di un cittadino transgender, dopo che questi ha esercitato il diritto di vivere in un altro Paese dell’UE, può ostacolare la libertà di circolazione e violare il diritto alla vita privata.
La Carta dei diritti fondamentali dell’euroblocco «tutela l’identità di genere e obbliga gli Stati membri a prevedere procedure chiare, accessibili ed efficaci per il suo riconoscimento giuridico», si legge nella sentenza.
«La legislazione di uno Stato membro che non consente la modifica dei dati relativi al genere di un suo cittadino che abbia esercitato il diritto alla libera circolazione è contraria al diritto dell’UE», ha precisato la Corte.
La decisione è stata accolta positivamente dagli attivisti LGBT, e l’avvocata Denitsa Lyubenova, presidente dell’associazione Deystvie, ha dichiarato che «apre una porta alla nostra comunità, consentendoci di citare proprio questa sentenza e di avvalerci del diritto dell’UE, potendo così viaggiare liberamente all’interno dell’Unione».
Il gruppo di difesa dei diritti ILGA-Europe ha invitato la Commissione europea a servirsi della sentenza per intervenire contro Ungheria e Slovacchia, Paesi che riconoscono anch’essi esclusivamente due generi: maschile e femminile.
Come riportato da Renovatio 21, quattro mesi fa la CGUE ha stabilito che la Polonia è obbligata a riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati in altri Paesi membri, pur se tali unioni sono vietate dalla legge nazionale.
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Come riportato da Renovatio 21, la strada verso il matrimonio omofilo in Polonia è stata battuta persistentemente negli ultimi anni.
La Polonia è tra i cinque Stati UE che non riconoscono legalmente le relazioni omosessuate, unitamente a Bulgaria, Lituania, Romania e Slovacchia. Nel frattempo, un altro Paese che era dietro la Cortina di ferro sovietica, il Kazakistan, due settimane fa ha votato per vietare la «propaganda LGBT».
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato la CGUE aveva stabilito che la Romania doveva accettare la nuova identità di genere di una donna che ha fatto la «transizione» e ora si considera un uomo.
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Gender
Il Senegallo inasprisce la legge anti-LGBT
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