Geopolitica
Trump contro Zelens’kyj: «dittatore senza elezioni, comico di modesto successo, non avresti mai dovuto iniziare» questa guerra
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito Volodymyr Zelens’kyj un «dittatore senza elezioni» e un «comico di modesto successo», accusandolo di aver gestito male il conflitto con la Russia e di aver fatto un uso improprio degli aiuti finanziari americani. Le tensioni tra Washington e Kiev si sono intensificate in seguito ai colloqui USA-Russia in Arabia Saudita questa settimana.
Trump ha detto di essere «molto deluso» dallo Zelens’kyj per il suo fallimento nel risolvere un conflitto che «non avrebbe mai dovuto iniziare».
Pubblicando sulla sua piattaforma Truth Social mercoledì, Trump ha criticato Zelensky, affermando che l’ucraino aveva «convinto gli Stati Uniti d’America a spendere 350 miliardi di dollari, per entrare in una guerra che non poteva essere vinta». Ha inoltre affermato che Zelens’kyj «si rifiuta di tenere elezioni, è molto basso nei sondaggi ucraini».
«Un dittatore senza elezioni, Zelens’kyj, farebbe meglio a muoversi in fretta o non gli resterà più un Paese», ha avvertito Trump.
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) February 19, 2025
Le affermazioni di Trump seguono i colloqui di alto livello tra funzionari statunitensi e russi a Riyad, in Arabia Saudita, martedì. Le delegazioni hanno discusso dei futuri colloqui di pace in Ucraina e di un potenziale summit tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin.
I colloqui, durati 4,5 ore, non hanno incluso rappresentanti ucraini o di altri Paesi europei. L’esclusione ha suscitato critiche da parte di Kiev e dei suoi sostenitori dell’UE, con lamentele sul fatto che i loro interessi siano stati messi da parte in negoziati critici che riguardano la sicurezza regionale.
Il presidente degli Stati Uniti ha sottolineato che i negoziati con la Russia stanno andando «molto bene», esprimendo fiducia nel fatto di avere «il potere di porre fine a questa guerra» per «salvare vite umane».
Sia Mosca che Washington hanno elogiato i colloqui definendoli altamente produttivi, con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov che ha affermato che le delegazioni hanno lavorato «con notevole successo» per migliorare le relazioni. Le parti «non solo hanno ascoltato, ma si sono anche ascoltate a vicenda», ha detto Lavrov, aggiungendo che gli Stati Uniti stavano iniziando a comprendere meglio la posizione della Russia.
Come risultato dei colloqui, le parti hanno concordato che la strada dovrebbe essere spianata per ripristinare i legami bilaterali tra Stati Uniti e Russia e lavorare per una risoluzione del conflitto in Ucraina. Le delegazioni hanno anche concordato di organizzare un summit tra i leader dei due Paesi.
Anche il presidente russo Vladimir Putin ha elogiato direttamente i risultati dei colloqui di Riyadh. Risolvere il conflitto in Ucraina sarà impossibile senza normalizzare le relazioni tra Mosca e Washington, ha affermato mercoledì Mosca non ha mai chiuso la porta ai negoziati di pace, ha aggiunto Putin, sottolineando che sono stati l’UE e Kiev a interrompere ogni contatto con la Russia. Secondo il presidente russo, nessuno esclude Kiev dal processo negoziale e sia Mosca che Washington si aspettano che l’Ucraina vi partecipi. Ha sottolineato che è stata Kiev a vietare ai funzionari di impegnarsi in qualsiasi colloquio con Mosca. «Si è ritirata dai negoziati di Istanbul e lo ha annunciato pubblicamente», ha sottolineato Putin.
Le parti hanno concordato di ripristinare il personale dell’ambasciata dopo anni di espulsioni diplomatiche tit-for-tat (cioè occhio per occhio) e di formare team per trovare una soluzione al conflitto ucraino. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha riconosciuto che l’Occidente dovrà affrontare le sanzioni imposte alla Russia per raggiungere una soluzione duratura al conflitto.
In risposta ai colloqui tra Stati Uniti e Russia, lo Zelens’kyj si è rivolto ai media, esprimendo sorpresa e preoccupazione per l’assenza di Kiev dall’incontro. Ha sottolineato l’importanza della partecipazione ucraina a qualsiasi negoziato di pace, affermando che le decisioni prese senza l’Ucraina potrebbero minare la sovranità della nazione e le prospettive di una pace duratura.
Zelens’kyj ha sottolineato che Kiev, che non è stata invitata ai colloqui, «considera che qualsiasi negoziato sull’Ucraina che si stia svolgendo senza l’Ucraina non avrà alcun risultato». Ha anche insistito sul fatto che il suo paese respingerà qualsiasi ultimatum che potrebbe seguire i negoziati di Riyad.
I politici e i media ucraini hanno risposto con rabbia ai colloqui in Arabia Saudita. Le reazioni sono andate dalle accuse che Trump stia «capitolando» a Putin e «tradendo» l’Ucraina, alle critiche all’UE per il suo ruolo negli sviluppi.
Il presidente degli Stati Uniti ha risposto che Zelens’kyj e altri funzionari ucraini non sono nella posizione di lamentarsi per non essere stati invitati ai colloqui. Ha inoltre incolpato il presidente ucraino per non essere riuscito a risolvere il conflitto nonostante abbia avuto anni per farlo.
«Oggi ho sentito, “non siamo stati invitati”. Bene, sei stato lì per tre anni, avresti dovuto finirla… Non avresti mai dovuto iniziare. Avresti potuto fare un accordo», ha affermato Trump. «Avrei potuto risolvere la questione anni fa senza perdere molta terra, pochissima terra. Senza perdere vite e senza perdere città», ha detto il presidente americano, accusando il predecessore Biden di non avere idea di quello che stava facendo.
What is next ??
Trump asking to join BRICS ?Quite surreal, Trump blaming Zelensky for the war in Ukraine and in full confrontation against EU.
It was EU/US/Ukronazi’s fault > What most real independent journalists have been saying for the last 3 years. pic.twitter.com/cj3acY1CTj
— Angelo Giuliano 🇨🇭🇮🇹🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻 安德龙 (@angeloinchina) February 19, 2025
Parlando con i giornalisti negli scorsi giorni, il presidente USA aveva detto che il conflitto «avrebbe potuto essere risolto molto facilmente». A Trump è stato chiesto se avesse un messaggio per gli ucraini che potrebbero essersi sentiti «traditi o delusi» per non aver avuto un posto al tavolo delle trattative. «Sono davvero deluso da quello che è successo. Ho seguito questa cosa per tre anni… Sento che, sai, sono arrabbiati per non avere un posto. Be’, hanno avuto un posto per tre anni e molto tempo prima di allora».
Alla domanda se gli USA avrebbero sostenuto le elezioni in Ucraina, Trump ha suggerito che la leadership ucraina dovrebbe prenderle in considerazione. «Non dovrebbe il popolo ucraino dire, tipo, sapete, è passato molto tempo dall’ultima volta che abbiamo avuto un’elezione?»
I funzionari dell’UE hanno espresso frustrazione per gli sforzi unilaterali di pace di Washington dopo aver appreso che il blocco sarebbe stato escluso dai colloqui USA-Russia.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato una riunione di emergenza lunedì, a cui hanno partecipato i leader di Germania, Regno Unito, Italia, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Danimarca, insieme alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al capo della NATO Mark Rutte. Le discussioni si sono concentrate sul possibile dispiegamento di truppe UE in Ucraina e sull’impegno dei membri europei della NATO ad aumentare la spesa per la difesa. Tuttavia, secondo diversi partecipanti, non sono state prese decisioni concrete su nessuna delle due questioni.
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Parlando con i giornalisti dopo i colloqui di Riyad di martedì, Trump ha chiesto all’Ucraina di tenere le elezioni, suggerendo che la leadership di Zelens’kyj manca di legittimità. Il presidente ucraino ha annullato le elezioni presidenziali in Ucraina l’anno scorso, citando la legge marziale a causa del conflitto in corso.
La Russia ha anche affermato di considerare lo Zelens’kyj, il cui mandato è scaduto a maggio 2024, «illegittimo» e riconosce il Parlamento ucraino e il suo presidente come l’unica autorità legittima nel paese. I funzionari russi hanno avvertito che qualsiasi trattato internazionale firmato da Zelens’kyj potrebbe incontrare delle sfide e hanno espresso dubbi sulla sua capacità di garantire accordi duraturi.
Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa, dopo aver ottenuto il permesso dagli USA di Biden di lanciare missili a lunga gittata nell’entroterra russo, lo Zelens’kyj era tornato nuovamente ad escludere le elezioni.
Come riportato da Renovatio 21, il rapporto tra Trump e Zelens’kyj è realtà molto teso. L’ucraino ha più volte espresso irritazione, ai limiti dell’insulto, riguardo l’idea di Trump di risolvere il conflitto in 24 ore; poi aveva attaccato il vicepresidente eletto JD Vance per il suo scetticismo riguardo l’Ucraina. Tre mesi fa, prima del risultato elettorale, lo Zelens’kyj aveva dichiarato che le promesse di Trump sulla fine del conflitto «non sono reali», spingendosi perfino a insultare l’allora candidato alla Casa Bianca come «presidente perdente».
Di suo Trump ha definito Zelens’kyj «il più grande venditore della storia» per la quantità di miliardi di dollari che si porta a casa ogni volta che arriva a Washington. In altre occasioni Trump ha detto che l’Ucraina è «andata» e Zelens’kyj «ha perso». L’incontro tra i due a Nuova York di due mesi fa è stato visibilmente teso, con la rigidità di The Donald più che visibile.
Contro l’ex comico divenuto presidente a Kiev si è scagliato spesse volte, e con sempre maggiore veemenza, il primogenito del presidente eletto, Don jr, che ha lamentato la persecuzione della Chiesa Ortodossa ucraina, definita «vergognosa» l’immagine di Zelens’kyj che autografa bombe in produzione in uno stabilimento americano. Don jr. ha poit rollato poche settimane fa Zelens’kyj dicendo che i tempi della «paghetta» sono finiti.
Nel frattempo, la frattura definitiva dei rapporti tra Trump e Zelens’kyj sta scatenando la satira in rete, con video eloquenti.
Trump and Zelensky 🤣🤣🤣 pic.twitter.com/wwBO6G2B3h
— Politi_Rican 🇵🇷 𝕏 🇺🇸 (@TheRicanMemes) February 19, 2025
trump to zelensky today pic.twitter.com/hYy4CrmZ2W
— drefanzor memes (@drefanzor) February 19, 2025
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Geopolitica
Ministro israeliano sionista chiede l’annessione del Libano meridionale
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In a documentary produced by Arte TV channel, Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich advocates for a Jewish state and says it is written that “the future of Jerusalem is to expand to Damascus”#WARonHUMANITY pic.twitter.com/ADdeyokH8i
— TRT World (@trtworld) October 10, 2024
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Geopolitica
l’Iran vorrebbe il cattolico JD Vance come negoziatore statunitense al posto degli ebrei Witkoff e Kushner
Secondo quanto riportato dalla CNN, che cita alcune fonti, l’Iran avrebbe comunicato agli Stati Uniti di non voler collaborare con l’inviato speciale Steve Witkoff e con il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, preferendo invece colloqui con il vicepresidente JD Vance.
Secondo la CNN, l’Iran ha espresso diffidenza nei confronti di Witkoff e Kushner a causa del fallimento dei precedenti contatti prima dell’inizio dell’operazione militare israelo-americana. Vance, a sua volta, sarebbe considerato dall’Iran un politico interessato a raggiungere un cessate il fuoco.
Lunedì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti e l’Iran hanno avuto colloqui molto positivi e produttivi negli ultimi due giorni. Ha aggiunto di aver dato istruzioni al Pentagono di rinviare di cinque giorni gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane.
Il ministero degli Esteri iraniano ha negato che i colloqui abbiano avuto luogo, affermando di aver ricevuto solo messaggi in cui Washington esprimeva la volontà di avviare un dialogo.
JD Vance è un cattolico convertito. Cresciuto in una famiglia di origini scozzesi-irlandesi con influenze protestanti evangeliche e un’infanzia segnata dal caos familiare, da giovane si dichiarò ateo, influenzato da autori come Christopher Hitchens e Sam Harris.
Durante gli studi di legge iniziò un percorso di ricerca spirituale. Fu attratto dal cattolicesimo grazie alle letture di Sant’Agostino, René Girard (il filosofo del sacrificio, maestro del suo mentore nel Venture Capital, Peter Thiel) e a conversazioni con frati domenicani. Nel 2019, a 35 anni, ha ricevuto il battesimo e la prima comunione nella chiesa domenicana di St. Gertrude a Cincinnati.
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Come riportato da Renovatio 21, il vicepresidente Vance l’anno passato criticò papa Francesco per le restrizione alla Messa in Latino. A inizio anno, dinanzi alle masse della March for Life, ha paragonato l’aborto al sacrifizio umano pagano, una posizione che aveva ribadito anche mesi prima.
Vance ha descritto la conversione come «entrare nella resistenza», un approdo intellettuale e morale che lo ha aiutato a gestire la rabbia, perdonare e dare priorità alla famiglia. La moglie Usha, di fede induista, lo ha sostenuto in questo cammino. Secondo alcuni oggi la sua fede cattolica influenza profondamente il suo pensiero politico, con enfasi sulla dottrina sociale della Chiesa e sul bene comune.
Jared Kushner e Steve Witkoff sono entrambi ebrei. Kushner proviene da una famiglia di ebrei ortodossi moderni. Cresciuto osservante, ha frequentato una yeshiva (una scuola rabbinica), mantiene una casa kosher e osserva lo Shabbat. Ha sposato Ivanka Trump, figlia prediletta del presidente USA, che si è convertita all’ebraismo ortodosso prima del matrimonio.
Steve Witkoff è pure ebreo di nascita, figlio di genitori ebrei. Si definisce ebreo più in senso spirituale e culturale che strettamente religioso, pur essendo un forte sostenitore di Israele. Ha partecipato a eventi ebraici e ha donato per cause pro-Israele. Secondo il racconto pubblico, la sua vita è stata fortemente segnata dalla morte del figlio per overdose.
Entrambi rappresentano figure chiave nell’amministrazione Trump con radici ebraiche.
Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
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