Terrorismo
Trump attacca l’ISIS in Somalia e promette di «trovare e uccidere» i nemici degli USA
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato attacchi aerei di precisione in Somalia, prendendo di mira un importante pianificatore di attacchi dello Stato Islamico di cui non è stato reso noto il nome, e altri militanti.
Gli attacchi aerei sono stati effettuati sui Monti Golis nella regione somala di Bari, e si dice che abbiano causato la distruzione di nascondigli terroristici e la morte di numerosi militanti. Il Segretario della Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che, secondo la «valutazione iniziale» del Pentagono, nessun civile è stato ferito nell’operazione.
«Questi assassini, che abbiamo trovato nascosti nelle caverne, hanno minacciato gli Stati Uniti e i nostri alleati», ha scritto Trump sabato. «Gli attacchi hanno distrutto le caverne in cui vivevano e ucciso molti terroristi senza, in alcun modo, danneggiare i civili».
Trump ha affermato che l’esercito americano stava monitorando da anni l’anonimo pianificatore dell’attacco, ma l’ex presidente Joe Biden e «i suoi compari non hanno agito abbastanza rapidamente per portare a termine il lavoro».
«L’ho fatto! Il messaggio all’ISIS e a tutti gli altri che attaccherebbero gli americani è che “VI TROVEREMMO E VI UCCIDEREMO!”» ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti.
This morning I ordered precision Military air strikes on the Senior ISIS Attack Planner and other terrorists he recruited and led in Somalia. These killers, who we found hiding in caves, threatened the United States and our Allies. The strikes destroyed the caves they live in,…
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) February 1, 2025
Il Pentagono non ha identificato il «pianificatore» neutralizzato, ma ha insistito sul fatto che gli attacchi aerei hanno ridotto la capacità del gruppo di «pianificare e condurre attacchi terroristici» e sono serviti come «un chiaro segnale che gli Stati Uniti sono sempre pronti a trovare ed eliminare i terroristi».
L’operazione sarebbe stata condotta in coordinamento con le autorità somale, che hanno confermato che il presidente Hassan Sheikh Mohamud era stato «informato dell’attacco statunitense».
«Esprimo la mia più profonda gratitudine per il sostegno incrollabile degli Stati Uniti nella nostra lotta comune contro il terrorismo», ha affermato Mohamud, elogiando Trump per la sua «leadership audace e decisa».
Lo Stato Islamico in Somalia è emerso nel 2015 dopo la scissione dal gruppo Al-Shabaab affiliato ad Al-Qaeda. Mentre Al-Shabaab rimane l’organizzazione terroristica dominante nella regione, IS ha tentato di espandere la sua influenza, in particolare nelle zone settentrionali del Paese.
Alla fine del suo primo mandato, Trump aveva ordinato un ritiro quasi totale delle truppe statunitensi dalla Somalia. Gli ultimi attacchi aerei segnano una delle prime azioni militari da lui ordinate nella nazione africana dall’inizio del suo secondo mandato il 20 gennaio 2025.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Terrorismo
La Germania sospetta che dietro le esplosioni del Nord Stream ci siano «intelligence straniere»
La Corte federale di giustizia tedesca (BGH) ha stabilito che il sabotaggio del gasdotto Nord Stream avvenuto nel 2022 è stato con ogni probabilità un’operazione condotta dai «servizi segreti» su ordine di un governo straniero, secondo quanto emerge da una sentenza che ha disposto la permanenza in custodia cautelare del principale sospettato.
Il documento giudiziario, datato 10 dicembre e reso pubblico giovedì, respinge il ricorso presentato contro la detenzione preventiva del sospettato di 49 anni, identificato dai media come l’ex membro delle forze speciali ucraine Sergej Kuznetsov (o Serhiy Kuznetsov).
«Allo stato attuale delle indagini, è altamente probabile che l’imputato sia coinvolto negli attentati all’oleodotto», ha scritto la corte, precisando inoltre che «l’immunità non si applica agli atti di violenza controllati da un servizio di intelligence».
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Secondo le accuse, il sospettato avrebbe guidato un piccolo gruppo di sabotatori ucraini che ha noleggiato uno yacht e impiegato attrezzature subacquee di tipo commerciale per collocare esplosivi sui gasdotti nel Mar Baltico. L’uomo è stato arrestato in Italia nell’agosto 2025 ed estradato in Germania a novembre. I procuratori federali lo imputano di «sabotaggio anticostituzionale» per aver interrotto una rotta energetica di fondamentale importanza.
La difesa aveva invocato la cosiddetta «immunità funzionale», sostenendo che, nel contesto del conflitto tra Ucraina e Russia, i gasdotti in acque internazionali rappresentassero un obiettivo militare legittimo.
Il BGH ha respinto con decisione tale tesi, sottolineando che il Nord Stream aveva principalmente finalità civili. La corte ha inoltre rilevato che l’operazione appariva come una missione segreta di intelligence, in cui i responsabili non erano riconoscibili come combattenti, e che erano state violate la sovranità tedesca e la «giurisdizione territoriale» della Germania.
«L’immunità funzionale generale dei funzionari pubblici derivante dall’immunità sovrana ai sensi del diritto internazionale non costituisce alcun ostacolo al perseguimento dell’imputato ucraino… nel caso in cui abbia partecipato all’atto di sabotaggio per conto dei servizi segreti di uno Stato straniero», ha affermato la corte.
Un altro sospettato, identificato come l’istruttore subacqueo Vladimir Zhuravljov, era stato arrestato in Polonia a fine settembre in base a un mandato di arresto europeo. Tuttavia, a ottobre un tribunale distrettuale di Varsavia ha respinto la richiesta di estradizione tedesca e ne ha disposto il rilascio.
La Russia ha manifestato profondo scetticismo riguardo alla possibilità che un piccolo gruppo indipendente potesse eseguire un’operazione tanto complessa in acque sotto controllo NATO senza un diretto coinvolgimento statale. Mosca ha inoltre criticato la scarsa trasparenza dell’inchiesta, accusando le autorità europee di servirsi di «capri espiatori» privati per occultare le reali circostanze degli attacchi del 2022.
Nel 2023, il veterano giornalista investigativo Seymour Hersh pubblicò un reportaggio in cui affermava che l’allora presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva dato l’ordine di distruggere il Nord Stream. Secondo una fonte informata che parlò con il giornalista premio Pulitzer, gli esplosivi erano stati piazzati dai sommozzatori della Marina statunitense qualche mese prima, sotto la copertura di un’esercitazione NATO. La Casa Bianca all’epoca negò il rapporto, definendolo «completa finzione».
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Come riportato da Renovatio 21, la negazione della tesi di Hersh – che ha in seguito ripetuto che il vero obbiettivo della devastante operazione non era solo la Russia, ma soprattutto la Germania e di conseguenza l’intera Europa – trovò grandi sostenitori al Bundestag, dove parlamentari democristiani della CDU accusarono il partito AfD, che aveva chiesto una commissione di inchiesta sul Nord Stream, di collusione con la Russia, dicendo pure oscuramente che a Hersh nessuno crede più. La mozione per la commissione di inchiesta al Bundestaggo fu quindi bloccata, e l’allora cancelliere Scholzo andò nello Studio Ovale di Biden scodinzolando con la coda fra le gambe.
La stampa italiana ieri ha diffuso maggiori informazioni sul caso. Le testate Open.Online (che ha collaborato con Facebook, il social che aveva etichettato la versione di Hersh come «falsa informazione».
Mosca ha respinto nettamente la teoria dei subacquei ucraini dapprima diffusa dalla stampa tedesca. Renovatio 21 all’epoca, di fronte alla notizia che dai media germanici rimbalzava sul New York Times, aveva definito la questione come «l’ultima barzelletta». La storia fu rimpolpata anche dal Washington Post, che disse che un alto ufficiale ucraino aveva coordinato le esplosioni. La possibile colpevolezza degli USA nel frattempo aveva scaldato anche la diplomazia cinese. Putin parlava di «terrorismo di Stato».
Ora, con la glasnost trumpiana in corso, non escludiamo che il Cremlino – che aveva chiesto un’indagine ONU – possa attenuare il suo scetticismo nei confronti della versione dei fatti che appariva creata apposta per scagionare Washington. La pace… val ben una narrativa alternativa?
Ricordiamo un significativo commento analitico di Hersh successivo allo scoop: il disastro del Nord Stream potrebbe costituire la fine della NATO.
Il Nord Stream, come l’avevamo definito su Renovatio 21, è l’incredibile concrezione del Mulino di Amleto, gorgo cosmico-marittimo che, nella mitologia nordica, ingoia tutto quanto. Lo stesso Patto Atlantico, quindi, potrebbe finirci dentro.
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Immagine screenshot da YouTube
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