Gender
Transessuale denuncia l’autrice di Harry Potter alla polizia
La polizia britannica ha confermato di aver ricevuto una denuncia dopo che un’emittente transgender ha dichiarato di aver denunciato l’autrice di Harry Potter, JK Rowling, per commenti di «misgendering» (cioè di uso di pronomi ritenuto errato) sui social media, ha riferito Reuters.
In un’intervista di mercoledì, India Willoughby, un giornalista transessuale britannico e personaggio dei reality, ha affermato che la Rowling ha commesso un crimine d’odio denigrandola, e ha detto di aver contattato la polizia in merito ai commenti della Rowling su X.
Willoughby, che è diventato il primo conduttore transgender del popolare talk show Loose Women, si riferiva a un commento che la Rowling aveva fatto all’inizio di questa settimana in risposta a un altro utente di X. «India non è diventata una donna. India sta interpretando una fantasia maschile misogina su cosa sia una donna», aveva scritto la Rowling.
«Chiamare una persona trans uomo, sapendo deliberatamente che quella persona è una donna – e io sono una donna indipendentemente da ciò che dice JK Rowling… il mio certificato di nascita dice donna, il mio passaporto, tutti i miei documenti, sono legalmente riconosciuto come donna, e per JK Rowling deliberatamente, e questa è la parola chiave, denigrare me sapendo chi sono, è gravemente offensivo», ha detto Willoughby a Byline TV. Il personaggio che è anche un ex concorrente di «Celebrity Big Brother», il «Grande Fratello VIP» britannico.
Happy International Women’s Day everybody! (Except bigots, natch) ❤️????✌️????????️⚧️????️???? #InternationalWomensDay pic.twitter.com/I92MkjCRtA
— India Willoughby (@IndiaWilloughby) March 8, 2024
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La Rowling ha respinto l’accusa, affermando che non era un crimine avere opinioni critiche rispetto al genere. La popolarissima scrittrice si è rivolto a X per accusare Willoughby di bersagliarla in modo «ossessivo» al punto che si «potrebbe raggiungere la soglia legale per molestie». La creatrice di Harry Potter anche fatto riferimento a un recente caso giudiziario che ha stabilito che le opinioni critiche rispetto al genere sono considerate una convinzione filosofica protetta ai sensi del British Equality Act.
Rowling è arrivata al punto di descrivere Willoughby come «un classico esempio del narcisista maschio che vive in uno stato di rabbia perpetua».
Ciò fa parte di una faida sui social media durata anni tra Willoughby e Rowling, che si riferisce ripetutamente al personaggio televisivo come «lui» sui social media.
Rowling è diventata una figura controversa sulle questioni transgender e sulla definizione di cosa sia una donna. Ciò l’ha esposta alle critiche di alcuni attivisti e celebrità trans, comprese le star dei film di Harry Potter, ma le ha fatto guadagnare il sostegno vocale degli attivisti per i diritti delle donne.
Come riportato da Renovatio 21, sempre parlando della questione del «misgendering», lo scorso ottobre aveva detto di «preferire andare in prigione che negare la realtà del sesso biologico».
«Mi farei volentieri due anni se l’alternativa fosse il discorso forzato e la negazione forzata della realtà e dell’importanza del sesso», ha risposto la Rowling. «Portiamo avanti il caso in tribunale, dico. Sarà più divertente di quanto non lo sia mai stato un red carpet».
I'll happily do two years if the alternative is compelled speech and forced denial of the reality and importance of sex. Bring on the court case, I say. It'll be more fun than I've ever had on a red carpet.
— J.K. Rowling (@jk_rowling) October 17, 2023
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Come riportato da Renovatio 21, i libri di Harry Potter sono ora oggetto di falò rituali da parte della comunità transgender, che detesta la loro autrice definendola una «TERF», cioè trans-exclusionary radical feminists ossia femministe radicalo trans-escludenti.
A fireside reflection on fanning the flames of hate.
????????#JKRowling #TransRights#LGBTQIA #lovewins
????️⚧️❤️????️????✌️
© Tess Hall 2023 – All Rights Reserved pic.twitter.com/IsZu2HwieV
— Tess Hall (@tesshall) March 26, 2023
Le TERF sono quelle femministe, come la Rowling, che non accettano il dogma transessualista.
Il tema delle TERF e della follia transessualista è stato toccato da un comico americano Dave Chapelle, in uno special trasmesso da Netflix. Chapelle ha subito durissime critiche, con manifestazioni di protesta da parte di vasti gruppi di lavoratori del servizio di streaming. Mesi fa, un uomo è salito sul palco durante uno show di Chapelle e lo ha aggredito perché irritato dalle sue battute sul transgenderismo.
Lo Chappelle, ad ogni modo, due mesi fa ha mostrato che, per quanto neghi, sta andando avanti con le battute sui trans.
Dave Chappelle racconta un aneddoto su Jim Carrey per parlare del suo rapporto con i trans. pic.twitter.com/apd3yMvPpG
— Renovatio 21 (@21_renovatio) January 6, 2024
Negli USA frange del movimento trans stanno mostrando, tra stragi e proclami di «giorno della vendetta trans», attitudini violente se non sovversive, che hanno portato a moti simil-insurrezionali nei campidogli degli Stati americani, dove i transgenderri protestano contro le leggi a prevenzione della chirurgia gender sui minori.
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Immagine screenshot da YouTube
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La Corte UE ordina le carte d’identità transessuali
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Il Senegallo inasprisce la legge anti-LGBT
Mercoledì l’Assemblea nazionale del Senegallo ha approvato un disegno di legge che aggrava in modo significativo le pene previste per gli atti omosessuali, collocando il paese tra gli ultimi ad aver rafforzato le norme anti-LGBT.
La legge, presentata dal primo ministro Ousmane Sonko, ridefinisce la condotta omosessuale come reato «contro natura» e porta le pene detentive da un massimo di uno a cinque anni a un intervallo compreso tra cinque e dieci anni. Sonko ha più volte denunciato le iniziative occidentali volte a promuovere i diritti omotransessualisti, giudicandole incompatibili con i valori senegalesi.
La norma introduce inoltre sanzioni per chi promuove o finanzia l’omosessualità, prevedendo multe fino a 10 milioni di franchi CFA (circa 15.660 euro) e possibili responsabilità penali per chi appoggia le cause LGBT.
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Il provvedimento è stato approvato con un largo consenso nel parlamento di questo Paese dell’Africa occidentale a maggioranza musulmana, con sole tre astensioni. Ora attende la ratifica definitiva del presidente Bassirou Diomaye Faye.
I fautori della legge, tra cui varie organizzazioni religiose, la presentano come una tutela dei valori tradizionali. Il Senegallo già puniva le relazioni omosessuali nel proprio codice penale, ma i ministri hanno sostenuto che la norma del 1966 risultasse insufficientemente rigorosa.
Le organizzazioni per i diritti umani segnalano che la polizia ha già intensificato gli arresti sulla base delle leggi attualmente in vigore, con diversi casi di detenzioni di rilievo di uomini sospettati di condotte omosessuali nelle ultime settimane. I detrattori, tra cui Human Rights Watch, hanno definito le misure anti-LGBT «omofobe», mettendo in guardia sul fatto che la nuova legislazione potrebbe aggravare ulteriormente i rischi per una comunità già fortemente emarginata.
Le relazioni omosessuali risultano penalizzate in oltre 30 Paesi africani, tra cui l’Uganda, che ha suscitato forti critiche internazionali dopo l’approvazione di una legge anti-omotransessualista nel maggio 2023. La normativa di Kampala prevede la pena di morte per taluni atti tra persone dello stesso sesso e fino a 20 anni di reclusione per la promozione dell’omosessualità.
In risposta, gli Stati Uniti hanno applicato sanzioni e hanno escluso l’Uganda da un importante programma di commercio esente da dazi, mentre la Banca Mondiale ha sospeso l’erogazione di nuovi prestiti.
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Come riportato da Renovatio 21, poco dopo l’approvazione della legge anti-sodomia, l’Uganda è stata improvvisamente teatro di attacchi terroristici con enormi stragi sia sul suo territorio che all’estero, presso le basi del contingente di pace ugandese in Somalia.
Nell’autunno 2023 decine persone sono state uccise e ferite dai militanti di un gruppo estremista – il quale non si faceva vivo dal 1998 – che hanno attaccato una scuola secondaria nell’Uganda occidentale.
Come riportato da Renovatio 21, solo due settimane prima, 54 suoi soldati ugandesi stati trucidati dai terroristi islamici in Somalia dove si trovavano in missione di pace per conto dell’Unione Africana. A perpetrare l’eccidio sarebbero stati gli islamisti di al-Shabaab («la gioventù»), gruppo noto per il sequestro della cooperante italiana di due anni fa – per il quale il governo di Conte e Di Maio pagò fior di milioni.
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Immagine di J. Patrick Fischer via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported; immagine tagliata
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Transessuale assassino dei suoi genitori trasferito in una prigione femminile: ora sta aggredendo sessualmente le detenute
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