Pubblicato originariamente da TrialSite News.
I punti di vista e le opinioni espressi in questo articolo sono quelli degli autori e non riflettono necessariamente le opinioni di Children’s Health Defense.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Ha destato scalpore la notizia secondo cui il piccolo S.G.B., 4 anni, è morto lo scorso novembre, presso l’ospedale Larcade di San Miguel, dove era stato portato dalla madre a più riprese.
Il bimbo era stato il volto della campagna ministeriale per l’inoculo dei vaccini per morbillo, rosolia, parotite e poliomelite.
Secondo quanto scrivono giornali e siti, anche italiani, la Presidenza argentina avrebbe ora deciso di ritirare la campagna vaccinale con il volto di S. da tutte le piattaforme, sia nelle pubblicità statiche che in quelle audiovisive.
Tuttavia, il sito ufficiale della presidenza contiene ancora foto del bambino, e sul canale YouTube è possibile vedere il video della campagna vaccinale.
L’autopsia ha rivelato che il ragazzino sarebbe morto di polmonite bilaterale. In precedenza gli fosse stata diagnosticata una gastroenterocolite e una laringite. La madre, che lo aveva portato al pronto soccorso per ben tre volte, ora accusa i sanitari.
«Non faceva pipì e lo sapevano tutti. Ha avuto un’infezione alle vie urinarie», ha detto la donna. «Ho chiesto un esame del sangue e mi hanno detto di no, perché era una condizione virale. S. ha continuato a stare male tutto il giovedì. Continuava a vomitare, essendo debole e non mangiando».
Sulla questione sono partiti immediatamente i fact-checker, che evidentemente possono temere che la notizia possa essere propagata dai no-vax per suggerire la pericolosità dei vaccini.
Facta, un fact-checker che pubblica articoli anonimi e che in passato si era già occupato di Renovatio 21 (ci accusarono di «notizia falsa» quando riportammo i dubbi di alcuni medici a dicembre 2020 sugli effetti del siero COVID sulla fertilità delle donne), scrive che si tratta di una notizia «fuori contesto», anche se non capiamo cosa ci sia da commentare: la notizia per cui il bambino testimonial vaccinale è morto è vera.
È segnalato che la notizia circola attualmente su Facebook con un bollino piazzato dalla piattaforma che dice «Contesto mancante: fact-checker indipendenti sostengono che queste informazioni potrebbero fuorviare le persone».
La perdita di credibilità dei fact-checker continua inesorabile quanto quella di Facebook, che sembra molto in difficoltà.
Il lettore deve tuttavia capire che, anche non se si parla di COVID, dietro alle reazioni immediate dell’establishment riguardo al vaccino morbillo-parotite rosolia – il famoso MPR, o MMR in acronimo anglofono – c’è una storia ben precisa.
Il vaccino MPR era alla base del famoso studio inglese del 1998 del team del gastroenterologo Andrew Wakefield, dove si ipotizzava, chiedendo ulteriori studi, una correlazione tra la vaccinazione con quel siero e l’autismo.
Si trattò di una questione enorme: come sa il lettore, Wakefield fu di fatto crocifisso in ogni maniera possibile (con i giornali internazionali, compresi quelli italiani, che se lo devono nominare ci agganciano le parole «discreditato», «radiato», etc.), tuttavia l’effetto sulla popolazione non fu trascurabile, con le percentuali di bimbi vaccinati con l’MPR che calarono fortemente, e forse non si ripresero mai del tutto.
Si trattò di un all-in del blocco farmaceutico (con i suoi politici e giornalisti al seguito) di aggressività immane.
Già prima della pandemia, Renovatio 21 aveva potuto notare l’interesse riguardo al vaccino MPR da parte dei fact-checker già all’opera allora. In una lunga telefonata da Nuova York, un collaboratore dell’ente chiamato Newsguard – nel cui board siedono ex direttori della CIA, un ex segretario generale NATO, ex ministri e altre figure altissime dell’establishment angloamericano –, che si diceva incaricato di redigere una scheda di segnalazione su Renovatio 21, ci aveva chiesto riguardo alla questione.
In seguito, nella scheda Newsguard finita in rete, si faceva riferimento proprio ad un nostro »articolo pubblicato sul sito nel maggio del 2019 con il titolo “La vaccinazione MMR, DPT ed epatite B, il rischio di leucemia infantile” affermava che “i bambini che hanno ricevuto la vaccinazione MMR (morbillo, parotite, rosolia) hanno avuto un rischio significativamente elevato di leucemia linfatica acuta».
La scheda su Renovatio 21 si concentrava in particolare sulla «falsa affermazione che i vaccini siano collegati all’autismo», procedendo quindi a specificare che Renovatio 21 ripubblica spesso «Children’s Health Defense, un’associazione non profit anti-vax presieduta dall’avvocato e ambientalista diventato sostenitore del movimento anti-vaccino, Robert F. Kennedy.
La correlazione tra autismo e vaccini non esiste, scrive Newsguard, perché «nessuna tra le principali organizzazioni sanitarie o scientifiche, inclusi il National Health Service britannico e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha individuato un nesso causale tra lʼautismo e i vaccini. I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) degli Stati Uniti hanno dichiarato che “non esiste alcun legame tra vaccini e autismo”, conclusione sostenuta da uno svariato numero di prove scientifiche».
Il 14 maggio il sito di Newsguard annuncia un’estensione dell’accordo con Microsoft, la società del primo finanziatore privato dell’OMS Bill Gates. Il browser di Microsfot, Edge, offre la possibilità di aggiungervi un’estensione di Newsguard, che ci sembra di capire che mette i bollini sull’affidabilità dei siti. Secondo Wikipedia sono stati definiti inaffidabili i siti governativi russi Sputnik e RT, nonché il grande canale americano via cavo Fox News e perfino WikiLeaks, che pubblica documenti trapelati in integrale.
Non è esattamente chiaro il rapporto tra Microsoft e il servizio di fact-checking, che Newsguard nel suo sito definisce come «partner», tuttavia un’altra pagina del sito di Newsguard riporta in bella vista un aforisma (?) del presidente di Microsoft, il non molto conosciuto Brad Smith, che dice: «le notizie vere, prodotte da veri giornalisti sono fondamentali, soprattutto in questo momento. Stiamo espandendo la nostra partnership con Newsguard per aiutare a combattere la disinformazione online».
Di Microsoft, più che questo presidente Smith, noi ricordiamo Bill Gates. E ricordiamo, come riportato da Renovatio 21, la strana ammissione di Bill Gates sul fatto che Trump, appena divenuto presidente, voleva presentargli Robert Kennedy jr., un incontro che il Bill par di capire rifiutò.
Il presidente Trump avrebbe cercato di mettere insieme Kennedy e Gates plurime volte. «Ad ogni incontro che ho avuto con lui mi diceva tipo “Ehi, non so nulla di vaccini, e devi incontrare questo ragazzo, Robert Kennedy Jr. che odia i vaccini e diffonde cose pazze nei loro riguardi”», ha detto Gates nel 2020 in un’intervista con la rivista tecno-vaccinista Wired. Successivamente, abbiamo visto quanti sforzi ha fatto Gates sulla questione della «disinformazione», arrivando ad accusare i social media e proporre pure soluzioni drastiche.
Pochi anni dopo gli sforzi di vaccinazione mondiale di Gates – testati dapprima in Africa e in India, con annesse accuse di catastrofi come quella della polio tornata a causa del vaccino – sarebbero arrivati sotto gli occhi di tutti – grazie alla pandemia COVID e alla sua presa sull’OMS, senza dimenticare ai fondi di Gates investiti dritti nelle farmaceutiche.
Chi segue Renovatio 21 può immaginare che la ferita originaria, mai del tutto suturata dal complesso industrial sanitario globale e dai suoi oligarchi fiancheggiatori con lo stuolo di maggiordomi politici e giornalistici, è stato proprio il caso Wakefield con i suoi dubbi tremendi sul MPR iniziati oramai un quarto di secolo fa.
Ora siamo andati avanti, siamo molto, oltre. Un siero genico mRNA è stato sprizzato nel deltoide di centinaia di milioni di abitanti del pianeta, forse a breve copriranno tutti i miliardi di esseri umani viventi, sostituendo magari ogni altro vaccino e forse pure altre terapie.
Tuttavia, se riuscite a vedere il disegno sotto, capite che gli attori e i programmi in corso – quelli a cui i fact-checker obbediscono, magari involontariamente – sono gli stessi.
Immagine dal sito della presidenza argentina.
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Un documento della CIA del 23 aprile 1952, recentemente scoperto, intitolato «Ricerca speciale per Artichoke», descrive una serie di idee su come sviluppare sostanze chimiche progettate per alterare il comportamento e il pensiero umano. Le proposte contenute nel documento facevano parte del Progetto Artichoke, un progetto top secret della CIA che durò dal 1951 al 1956, secondo il Daily Mail.
Negli anni ’50, la CIA studiò metodi per esercitare segretamente il controllo mentale sugli esseri umani, tra cui l’occultamento di farmaci nei vaccini e in prodotti alimentari di largo consumo, come rivelato da un documento della CIA recentemente scoperto. Il Daily Mail ne ha dato notizia per primo lunedì.
Il documento di sette pagine, «Ricerca speciale per Artichoke», è datato 23 aprile 1952. Descrive una serie di idee su come sviluppare sostanze chimiche progettate per alterare il comportamento e il pensiero umano.
Secondo il Daily Mail, le proposte contenute nel documento facevano parte del Progetto Artichoke, un progetto top secret della CIA che durò dal 1951 al 1956.
Il documento, declassificato nel 1983, è circolato di recente sui social media. Tuttavia, è stato pubblicato nella sala di lettura online della CIA solo l’anno scorso.
«Alcune delle proposte sono controverse», si legge nel documento. Tra queste, la somministrazione segreta di farmaci come parte di un «approccio a lungo termine ai soggetti».
Secondo il documento:
«Questo studio dovrebbe includere sostanze chimiche o farmaci che possono essere efficacemente nascosti in oggetti di uso comune come cibo, acqua, coca cola, birra, liquori, sigarette, etc. Questo tipo di farmaco dovrebbe poter essere utilizzato anche nei trattamenti medici standard, come vaccinazioni, iniezioni, etc.»
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Il documento includeva anche un campo speciale di ricerca per «batteri, colture vegetali, funghi, veleni di vario tipo, etc.» che sono «in grado di produrre malattie che a loro volta causerebbero febbre alta, delirio, etc.»
Tra queste rientravano «specie di funghi» che «producono un certo tipo di intossicazione e squilibrio mentale».
Tra le proposte c’era anche quella di effettuare ricerche sulla «dieta» o sulle «carenze alimentari» dei prigionieri e delle persone sottoposte a interrogatorio, incluso l’uso di «cibi in scatola appositamente preparati da cui sono stati rimossi alcuni elementi».
Il documento includeva proposte per l’uso umano sia a breve che a lungo termine. I farmaci ritenuti più adatti all’uso a lungo termine sarebbero stati progettati per produrre un «effetto agitante (che produce ansia, nervosismo, tensione, etc.) o un effetto deprimente (che crea una sensazione di sconforto, disperazione, letargia, etc.)».
Secondo il Daily Mail, la CIA ha condotto esperimenti sugli esseri umani nell’ambito del Progetto Artichoke. Gli esperimenti hanno spesso coinvolto «soggetti vulnerabili, tra cui prigionieri, personale militare e pazienti psichiatrici». Gli esperimenti sono stati solitamente condotti «senza consenso informato».
Secondo Ben Tapper, un chiropratico del Nebraska che è stato incluso nella lista «Disinformation Dozen» nel 2021 per aver messo in dubbio la sicurezza dei vaccini, il documento espone «una realtà inquietante: le agenzie governative hanno storicamente esplorato modi per manipolare il comportamento umano attraverso mezzi chimici e biologici, compresi concetti che coinvolgono cibo e interventi medici».
«Non si tratta di speculazioni o di cospirazioni, e dovrebbe preoccupare profondamente ogni americano che apprezza l’autonomia corporea e il consenso informato», ha affermato Tapper.
Il Daily Mail ha citato documenti della CIA che suggerivano che le agenzie di intelligence statunitensi temevano che le nazioni nemiche avessero sviluppato proprie tecniche di controllo mentale e comportamentale. Ciò ha portato l’agenzia a dare priorità allo sviluppo di metodi propri.
Il progetto Artichoke «servì da precursore» al programma MK-Ultra, lanciato dalla CIA nel 1953. Quel programma «ampliò gli esperimenti di alterazione della mente su una scala più ampia», ha riportato il Daily Mail.
Molti documenti relativi a questo tipo di sperimentazione furono distrutti nel 1973, «lasciando ignota la reale portata della ricerca e i suoi progressi».
Naomi Wolf, Ph.D., CEO di Daily Clout e autrice di The Pfizer Papers: Pfizer’s Crimes Against Humanity, ha dichiarato a The Defender che i documenti confermano ulteriormente una lunga storia di ricerche delle agenzie di intelligence mirate al pensiero e al comportamento umano.
«Purtroppo, è da tempo accertato che le nostre agenzie di intelligence, e quelle dei nostri nemici, hanno cercato di alterare la coscienza e il comportamento umano, spesso senza il consenso dei soggetti. L’esistenza di MK-Ultra, il progetto clandestino in cui si è evoluto il Progetto Artichoke, è ben documentata», ha affermato Wolf.
John Leake, vicepresidente della McCullough Foundation e autore del libro di prossima uscita Mind Viruses: America’s Irrational Obsessions, ha affermato: «I ricercatori sospettano da tempo che la rivelazione da parte del Comitato Church dei famigerati esperimenti di controllo mentale MK-Ultra della CIA, per lo più basati sull’uso dell’LSD, abbia avuto l’effetto di oscurare il ben più ampio Progetto Artichoke dell’agenzia».
Leake ha citato prove che suggeriscono che un avvelenamento di massa avvenuto nel 1951 a Pont-Saint-Esprit, in Francia, in cui 250 residenti hanno avuto gravi allucinazioni e sette persone sono morte, fosse un esperimento del Progetto Artichoke. L’epidemia è stata ufficialmente attribuita al pane contaminato di un panificio locale.
Leake ha affermato che il documento del 1952 è «coerente con il sospetto che la CIA stesse cercando di scoprire metodi di controllo mentale anche per popolazioni molto ampie».
Nel 2024, un’indagine della Reuters rivelò che la CIA aveva condotto una campagna di propaganda segreta sui vaccini nelle Filippine. La campagna attaccava quella che l’agenzia percepiva come la «crescente influenza» della Cina nel Paese, prendendo di mira il vaccino cinese Sinovac contro il COVID-19 attraverso l’uso di falsi account online che diffondevano messaggi «anti-vax».
Michael Rectenwald, Ph.D., autore di The Great Reset and the Struggle for Liberty: Unraveling the Global Agenda, ha affermato che le rivelazioni del Progetto Artichoke «chiariscono che la CIA ha rappresentato un’enorme minaccia per i cittadini statunitensi, oltre agli orrori che scatena sui governi e sulle popolazioni non statunitensi».
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Il documento del Progetto Artichoke del 1952 includeva anche una raccomandazione di coinvolgere l’US Army Chemical Warfare Service negli sforzi del progetto, citando la sua esperienza con «studi esaustivi in questa direzione».
Questa proposta è simile alle recenti ipotesi secondo cui il COVID-19 e la risposta alla pandemia sarebbero stati coordinati ai massimi livelli del governo, dell’esercito e delle agenzie di Intelligence.
L’anno scorso, l’ex dirigente della ricerca e sviluppo farmaceutica Sasha Latypova e la scrittrice scientifica in pensione Debbie Lerman hanno pubblicato il «Dossier COVID», presentando prove del «coordinamento militare/di intelligence della risposta di biodifesa al Covid negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia, Canada, nei Paesi Bassi, in Germania e in Italia».
Secondo Latypova e Lerman, «il COVID non è stato un evento di sanità pubblica», ma «un’operazione globale, coordinata attraverso alleanze militari e di intelligence pubblico-private e invocando leggi concepite per attacchi con armi CBRN (chimiche, biologiche, radiologiche, nucleari)».
Leake ha affermato che «è tutt’altro che chiaro» che le udienze del Comitato Church del 1975 «abbiano posto fine ai programmi segreti della CIA». Ha citato come esempio il possibile sviluppo in laboratorio del virus SARS-CoV-2.
«La creazione in laboratorio del SARS-CoV-2 con tecniche di guadagno di funzione sviluppate presso l’ Università della Carolina del Nord a Chapel Hill e il coinvolgimento dell’esercito statunitense nello sviluppo e nella distribuzione dei vaccini mRNA contro il COVID-19 dovrebbero… essere considerati possibili sviluppi o addirittura continuazioni del Progetto Artichoke», ha affermato Leake.
Aiuta Renovatio 21
In un post su Substack, l’epidemiologo Nicolas Hulscher ha tracciato un potenziale collegamento tra il Progetto Artichoke e lo sviluppo dei vaccini contro il COVID-19. Hulscher ha citato recenti studi sottoposti a revisione paritaria che hanno identificato l’impatto negativo dei vaccini sulla salute neurologica e «l’aumento dei tassi di declino cognitivo».
Hulscher ha scritto:
«È inquietante che, dal 2021, oltre il 70% dell’umanità abbia ricevuto un agente neurotossico mascherato da ‘vaccino’. Gli stessi obiettivi delineati nel documento della CIA (vaccini/farmaci in grado di indurre segretamente ansia, depressione e letargia) vengono ora osservati nelle popolazioni vaccinate contro il COVID-19».
«Se negli anni ’50 la CIA discuteva segretamente di metodi segreti per alterare il comportamento umano, non ci sarebbe da sorprendersi se nei decenni successivi emergessero progetti classificati simili».
Uno studio del 2024 pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry ha indagato gli eventi avversi psichiatrici in oltre 2 milioni di persone in Corea del Sud. Lo studio ha rilevato che «la vaccinazione contro il COVID-19 ha aumentato il rischio di depressione, ansia, disturbi dissociativi, disturbi da stress e somatoformi, nonché disturbi del sonno, riducendo al contempo il rischio di schizofrenia e disturbo bipolare».
Uno studio del 2025 pubblicato sull’International Journal of Innovative Research in Medical Science ha rilevato «segnali di sicurezza allarmanti per quanto riguarda le condizioni neuropsichiatriche a seguito della vaccinazione contro il COVID-19, rispetto alle vaccinazioni antinfluenzali e a tutte le altre vaccinazioni combinate».
Tra questi si segnalano aumenti di schizofrenia, depressione, declino cognitivo, deliri, comportamenti violenti, pensieri suicidi e ideazioni omicide.
«Il fatto che i vaccini a mRNA siano stati progettati per attraversare la barriera emato-encefalica e infiammare il cervello, o almeno, era noto che lo facessero durante la loro produzione e distribuzione, dovrebbe farci riflettere alla luce di questa notizia», ha affermato Wolf.
Wolf ha affermato che le ultime rivelazioni, «pur essendo scioccanti, forniscono un motivo in più per essere critici nei confronti di programmi di vaccinazione opachi, coercitivi o non testati, di additivi negli alimenti e nell’acqua e di programmi di geoingegneria tossici o opachi».
Tapper ha affermato che le rivelazioni rafforzano «l’urgente necessità di proteggere la libertà individuale, la libertà medica e i confini etici nella scienza e nella salute pubblica».
«La lezione da trarre è semplice: è necessaria la vigilanza quando i governi rivendicano l’autorità sul corpo e sulla mente umana», ha affermato Tapper.
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 1824 febbraio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Email appena pubblicate mostrano che Jeffrey Epstein era coinvolto nelle discussioni sul finanziamento della sanità globale e sulla preparazione alle pandemie anni prima del COVID-19. I documenti non dimostrano che abbia influenzato le politiche, ma confermano che ha avuto accesso alle discussioni sul rischio pandemico come strategia finanziaria.
E se la parte più inquietante dei fascicoli su Epstein non fosse ciò che dimostrano, ma ciò che rivelano sulla prossimità?
Per anni, Jeffrey Epstein è stato descritto come un finanziere, un predatore, un manipolatore di reti d’élite. Ma sepolto in migliaia di pagine di corrispondenza appena pubblicata, grazie alla legge approvata dal Congresso, c’è qualcosa di meno sensazionale e probabilmente più inquietante: Epstein si è posizionato al crocevia tra filantropia sanitaria globale, ingegneria finanziaria e preparazione alla pandemia anni prima del COVID-19.
Si stava semplicemente inserendo in conversazioni importanti? O stava orbitando attorno a qualcosa di molto più ampio: una trasformazione strutturale nel modo in cui le crisi di sanità pubblica sarebbero state finanziate, assicurate e gestite?
I documenti non ci forniscono la prova schiacciante. Ma ci forniscono una mappa.
Sostieni Renovatio 21
Uno degli allegati più diffusi è un’e-mail del 24 maggio 2017 di Boris Nikolic, consulente scientifico legato a Bill Gates, indirizzata sia a Epstein che a Gates. In essa, Nikolic scrive che una strategia di finanziamento basata sulla consulenza dei donatori «potrebbe rappresentare un’ottima strada da percorrere per alcune aree chiave come l’energia, la pandemia, etc.»
Quella singola parola, pandemia, ha scatenato speculazioni.
L’email conferma qualcosa di limitato ma reale: Epstein è stato coinvolto in conversazioni riguardanti la filantropia legata a Gates, in cui il rischio pandemico è stato esplicitamente discusso come ambito di finanziamento.
Non descrive la pianificazione della malattia. Non delinea una risposta operativa. Sembra una strategia di portafoglio filantropica. Ma dimostra che Epstein non era solo un conoscente: era presente nelle conversazioni in cui le priorità sanitarie globali venivano strutturate finanziariamente.
Questa vicinanza da sola solleva interrogativi.
Aiuta Renovatio 21
Ancora più rivelatrice è la bozza di proposta della JPMorgan del 2011 intitolata «Progetto Molecola».
Il documento delinea una proposta di piattaforma di donazioni benefiche Gates-JPMorgan: una struttura di fondi consigliata dai donatori, progettata per aggregare capitali globali, offrire l’anonimato ai donatori e creare quello che il documento definisce un «ponte istituzionale» per un impiego filantropico su larga scala.
Nella presentazione sono inclusi esempi di salute globale: acquisto di vaccini, infrastrutture di sorveglianza delle malattie e iniziative sanitarie transfrontaliere.
La struttura comprendeva:
Per i critici, questo sembra un esempio di finanziarizzazione della sanità pubblica: un mondo in cui filantropia, mercati dei capitali e risposta alle malattie sono intrecciati in quadri istituzionali.
E naturalmente, TrialSite News ha riferito durante la pandemia che Gates a un certo punto stava ottenendo un ritorno pari a 10 volte sul suo investimento in BioNTech (l’azienda tedesca che ha collaborato con Pfizer per sviluppare uno dei vaccini a mRNA contro il COVID-19).
Per i suoi sostenitori, si tratta di un’iniziativa filantropica su larga scala.
In ogni caso, l’architettura è chiara: le infrastrutture finanziarie d’élite erano state progettate per convogliare ingenti capitali nella sanità globale ben prima dell’emergere del COVID-19.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Poi c’è la catena di email del marzo 2015 che fa riferimento a un incontro sulla «preparazione alle pandemie».
Il messaggio parla del coinvolgimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del Comitato Internazionale della Croce Rossa per il «co-branding» e si conclude con: «spero che riusciremo a farcela!»
Il linguaggio è ambiguo. Suggerisce coordinamento, posizionamento e allineamento istituzionale. Non descrive l’ingegneria patogena o la pianificazione di un’epidemia.
Ma conferma che la preparazione alla pandemia circolava nella rete di Epstein già anni prima del COVID-19.
Per essere chiari: la preparazione alle pandemie era già all’epoca oggetto di dibattito politico. I quadri normativi globali, comprese le iniziative di preparazione legate all’OMS e alla Banca Mondiale, erano attivi ben prima del 2020.
Nel 2018 è stato convocato il Global Preparedness Monitoring Board. Nel 2019, il suo rapporto «Un mondo a rischio» ha messo in guardia dalla catastrofica vulnerabilità pandemica.
Le discussioni sulla preparazione non erano segrete.
Ma la comparsa di Epstein in quelle catene di e-mail aggiunge un ulteriore strato di disagio a una figura già di per sé controversa.
Aiuta Renovatio 21
Un thread separato di iMessage del 2017 fa riferimento all’esperienza in materia di «simulazione pandemica» e discute la progettazione di prodotti legati alla pandemia con Swiss Re utilizzando «trigger parametrici».
I trigger parametrici sono comuni nelle obbligazioni catastrofali e nelle riassicurazioni: pagamenti legati a eventi misurabili, come la magnitudo di un terremoto o la velocità del vento di un uragano.
In altre parole, il rischio pandemico veniva trattato come una variabile finanziaria quantificabile.
Questo è forse il tema più provocatorio del materiale pubblicato: il rischio pandemico non era solo una questione umanitaria. Era sempre più qualcosa che poteva essere modellato, assicurato e strutturato in prodotti finanziari.
Ciò non implica un’orchestrazione. Ma dimostra che a metà degli anni 2010, gli eventi pandemici erano già parte integrante delle discussioni sull’innovazione finanziaria.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
È qui che le speculazioni si intensificano e le prove si assottigliano.
Non vi è alcun documento nei materiali di Epstein esaminati che:
I registri pubblici mostrano che il lavoro di Arcturus sull’H5N1 e i programmi sostenuti dal BARDA stanno avanzando attraverso i canali normativi e di finanziamento convenzionali, in gran parte dopo il COVID-19.
Il collegamento documentario tra Epstein e l’ingegneria del vaccino contro il COVID-19 semplicemente non esiste, almeno non in questa ricerca iniziale.
Ma l’assenza di prove non equivale all’assenza di influenza, e proprio in questo spazio grigio prospera il sospetto.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Togliendo i titoli virali, restano tre conclusioni:
Questa convergenza – finanza, filantropia, governance e malattie – è reale.
Ciò che non è supportato dai documenti è una cospirazione coordinata per «fare lucro durante una pandemia».
L’architettura esiste. L’orchestrazione no.
Aiuta Renovatio 21
Forse la domanda più scomoda non è se Epstein abbia progettato il COVID-19.
La questione è se la moderna risposta alla sanità pubblica sia diventata inseparabile dall’architettura finanziaria (fondi gestiti da donatori, veicoli di aggregazione di capitale, meccanismi di riassicurazione e quadri di governance globale) e se Epstein si sia semplicemente posizionato vicino a quel centralino.
Dai documenti emerge che lui voleva essere lì.
Non dimostrano che ne avesse il controllo.
Ma rivelano qualcosa che non può essere ignorato: prima che il COVID-19 rimodellasse il mondo, il rischio pandemico era già stato strutturato, modellato, marchiato e finanziato ai massimi livelli di potere.
Epstein era nella stanza.
Ciò che lui aveva veramente capito, o che intendeva, resta senza risposta.
© 19 febbraio 2025, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
Pubblicato originariamente da TrialSite News.
I punti di vista e le opinioni espressi in questo articolo sono quelli degli autori e non riflettono necessariamente le opinioni di Children’s Health Defense.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21




Epstein aveva proposto a JPMorgan un piano per ottenere «più soldi per i vaccini» da Bill Gates




Enigmi femminili cinesi alle Olimpiadi




Vaccini e COVID, l’architetto chiave della lista contro la «disinformazione» si dimette dopo l’uscita dei documenti Epstein




L’élite ostracizza chi si non si converte all’ideologia infernale del globalismo: omelia di mons. Viganò nel Mercoledì delle Ceneri




Mons. Viganò sul set della «Resurrezione» del cattolico tradizionalista Mel Gibson




Un cuore «bruciato», due vite spezzate dalla predazione degli organi




Epstein e Gates hanno finanziato un portale di ricerca per controllare il dibattito scientifico




Marina Abramovic si lamenta di aver bisogno dei bodyguard