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Sylvester Stallone rivela di essere sopravvissuto a un aborto

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In un recente episodio del podcast «Unwaxed with Sophia & Sistine Stallone», l’attore e cineasta hollywoodiano Sylvester Stallone pare aver rivelato di essere un sopravvissuto all’aborto. Lo riporta LifeSite.

 

Le sue figlie lo stavano intervistando sul suo documentario autobiografico su Netflix, Sly, che racconta la storia della sua carriera partita da niente ed arrivata al vertice mondiale della cinematografia e della fama.

 

Le sue figlie gli hanno chiesto di sua madre, Jackie Stallone. «Hai detto che tua madre era nervosa di averti», ha detto Sistine. «Non ti voleva, giusto?»

 

«Per niente», rispose Stallone. «Mia madre diceva, “L’unica ragione per cui sei qui è perché l’appendino non funzionava” o “rimbalzare giù per quei gradini non ti ha fatto perdere”. E diceva, “Sai, sinceramente, Sylvester… sai, se ci fosse stato qualcosa di veramente sbagliato nel tuo cervello, avrei sicuramente aperto la finestra e ti avrei messo sul davanzale e ti avrei lasciato congelare perché ti avrei fatto un favore”».

 


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Come ha osservato Nancy Flanders di Live Action News: «In base a queste osservazioni, sembra che la madre di Stallone abbia cercato di ucciderlo in almeno uno, forse più, tentativi di aborto fai da te».

 

Anche in Italia, come noto, gli aborti clandestini venivano compiuti con gli appendini, tanto che questi divennero un simbolo esibito nelle manifestazioni delle femministe che prima della 194/78 chiedevano una legge feticida.

 

La confessione appare particolarmente drammatica: oltre alle tecniche di aborto casalingo, come l’appendino o l’essere gettata giù per le scale, fa capolino perfino una minaccia di infanticidio, che ora possono chiamare aborto post-natale, da parte della madre. Si tratta, decisamente, di eugenetica domestica.

 

Va notato, inoltre, che Stallone ha una paralisi ad un lato della bocca (un tratto specifico dell’attore, visibile specie quando urla, che è divenuto pure una caratteristica per imitazioni e caricature che i comici fanno del divo) che sarebbe dovuto, ha riportato la stampa, a complicazioni alla nascita.

 

La rivelazione di Stallone sembra sbalordire le sue figlie: la figlia Sistine rimane a bocca aperta. «Che tipo di madre dice questo al proprio figlio?» gli chiese Sophia.

 

«Mia madre, era una persona problematica», ha risposto Stallone. «È stata messa in un orfanotrofio, sai, e un orfanotrofio molto crudele perché suo padre si era risposato e la nuova matrigna la odiava. E penso che mia madre fosse anche un po’ ribelle. Quindi è stata messa in un orfanotrofio che… è diverso da quelli che hanno oggi. Era, sai, ti legavano al letto, ti frustavano e… era terribilmente molestata. E penso che la sua capacità di mostrare amore fosse in cortocircuito. Letteralmente non sopportava di essere toccata o di essere toccata in nessun modo. Voglio dire, nemmeno un abbraccio».

 

Jackie Stallone, al secolo Jacqueline Labofish, era figlia di un ebreo ucraino di Odessa e di una cattolica francese originaria di Brest.

 

Va notato che mamma Stallone, nata nel 1920, potrebbe essere finita in orfanotrofio sulla scia della catastrofe causata dal dottore americano Luther Emmet Holt (1955-1924), divenuto grazie all’appoggio di potentati come la famiglia Rockefeller (che lo avevano cooptato e mandato ad operare le sue teorie in Cina, Paese che evidentemente interessa al casato miliardario), capo dei pediatri USA. Un uomo al quale si imputano una quantità massiva di morti infantili.

 

Lo Holt riteneva che il contatto con i bambini, anche neonati, andasse limitato. Soprattutto non andavano cullati e tenuti in braccio: questo, secondo la sua teoria che ebbe un grandissimo successo negli USA di inizio Novecento, li avrebbe resi viziati.

 

Migliaia, decine se non centinaia di migliaia di bimbi, perirono di quel male che chiamano «marasma». Una piaga che investì tutte le classi sociali, anche i più ricchi, che come oggi, vogliono tenersi al passo delle nuove teorie educative. Nel 1915, secondo uno studio, morivano nei primi 2 anni di vita dal 30% al 60% degli orfani istituzionalizzati negli USA. A Baltimora, moriva il 90%. Epperò, era un ospedale di Nuova York ad avere il primato, con il 100% della mortalità infantile sotto i due anni.

 

Solo alla fine degli anni venti alcune strutture «ribelli» trovarono il coraggio di rompere le regole e cullare e accarezzare i piccoli, così come guida la più basica natura umana. Il tasso di mortalità calò in modo impressionate. Le idee di Holt caddero dimenticate, ma, attenzione, non vennero condannate. Il motivo lo diciamo poco sotto.

 

È interessante notare come Sylvester dichiari che sua madre avesse un problema proprio con il contatto fisico.

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La donna durante la sua carriera, ha svolto le attività di ballerina, promotrice di wrestling e, dettaglio interessante, astrologa. È morta a 99 anni nel 2020.

 

Sylvester Stallone, invece di divenire un feto squartato da un appendino o un bambino lasciato morire al freddo, è divenuto una delle più grandi star del mondo.

 

Di lui va ammirata la forza che dal niente lo ho portato ai vertici dell’industria più crudele e competitiva. Stallone viene ricordato, con ghigni di disapprovazione, per un film porno softcore che avrebbe girato agli esordi; la massa ignorante ignora invece il suo fine lavoro di scrittore e sceneggiatore, con storie di realismo minuzioso e struggente ambientate nei bassifondi delle città americane, come Taverna Paradiso, uno struggente romanzo che aveva scritto già nel 1970 a 24 anni.

 

 

Il capolavoro Rocky, uno dei più grandi film di tutti i tempi, nonché uno dei più edificanti, e secondo alcuni pure un film sommamente «cattolico», è uscito proprio dalla penna di Silvestro, ispirando catarticamente milioni, forse miliardi, di esseri umani.

 

Tutto questo non sarebbe stato possibile se fosse stato abortito da sua madre.

 

Questo semplice pensiero basterebbe a cambiare la mente di tanti. Se solo l’aprissero alla bellezza, e alla potenza della Vita.

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Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic

 

 

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La Sagrada Familia sarà presto la chiesa più alta del mondo

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A Barcellona, ​​la Torre di Gesù Cristo incorona presto la basilica della Sagrada Família, opera dell’architetto Antoni Gaudí (1852-1926). L’edificio richiama lo stile gotico naturalistico e l’Art Nouveau catalano. La costruzione della Sagrada Família, iniziata il 19 marzo 1882, sta entrando nella sua fase finale, con l’inaugurazione prevista per il 10 giugno 2026, anniversario della morte accidentale di Antoni Gaudí, investito da un tram.   L’imponente costruzione della basilica ha dovuto affrontare numerosi ritardi e difficoltà, tra cui la Guerra Civile Spagnola. Sebbene il completamento dell’edificio sia previsto per il 2026, i lavori sulle sculture e sui dettagli decorativi, e in particolare sulla scalinata sulla facciata della Gloria che conduce all’ingresso principale, dovrebbero proseguire fino al 2034. Questa controversa scalinata richiederà la demolizione di tre isolati e il trasferimento di tutti i residenti.   Gaudí progettò una basilica con diciotto torri, dove la torre centrale rappresenta Gesù Cristo, Figlio di Dio e Agnello di Dio, che è al centro della storia umana (Apocalisse 5, 12): «Degno è l’Agnello che è stato immolato di ricever la potenza e le ricchezze e la sapienza e la forza e l’onore e la gloria e la benedizione». La costruzione della torre di Gesù Cristo, alta 172,5 metri, non doveva superare l’altezza della collina di Montjuïc, che domina la città vecchia e che Gaudí considerava un’«opera di Dio» che l’uomo non doveva superare.   La torre sopra l’abside, sormontata da una stella, rappresenta la Vergine Maria, che accettò di essere la madre del Figlio di Dio. Dodici torri si ergono a gruppi di quattro dietro ciascuna delle tre facciate dedicate alla vita di Gesù Cristo. Queste dodici torri rappresentano i dodici apostoli che Gesù chiamò a vivere con Lui e a testimoniare le sue parole e le sue azioni. E quattro torri rappresentano i quattro evangelisti che raccontarono la sua vita.   Una volta completata, la basilica avrà cinque navate circondate da un chiostro deambulatorio, con un’abside con sette cappelle all’estremità nord e tre facciate sugli altri lati: quella della Natività, quella della Passione e quella della Gloria, la facciata principale.   Articolo previamente apparso su FSSPX.News

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Immagine di Fred Romero via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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Carol of the Bells, la musica di sottofondo della vostra vigilia di Natale

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Come ogni anno Renovatio 21 pubblica un articolo per celebrare la bellezza del canto di Natale Carol of the Bells, che condividiamo qui in varie sue esecuzioni al fine di fornire al lettore il sottofondo ideale per le sue attività natalizie.

 

Si tratta di un canto di natale molto conosciuto in America, ma quasi sconosciuto da noi in Europa. È un lavoro corale: le quattro voci raccontano, in un ostinato sempre più rarefatto, la felicità degli attesi rintocchi delle campane che annunziano il Natale. L’ha messa in circolazione compositore americano Peter Wilhousky (1902–1978) nel 1936, copiandola però dal compositore ucraino Mikola Dmitrovič Leontovič (1877–1921) che nel 1914 aveva riadattato una canzone del folklore ucraino chiamandola Ščedryk («munifica»).

 

Nella musica originale, scritta per celebrare il capodanno celebrato in primavera nelle terre slave pre-cristiane (quelle viste nei giorni corruschi ed enigmatici di Andrej Rublev di Andrej Tarkovkij), una rondine appariva a casa di una famiglia contadina per segnalare l’arrivo un anno di prosperità nei raccolti.

 

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La polifonia spiraliforme di Carol of the Bells riecheggia potente in tantissime persone, che la hanno esperita per tramite dei prodotti audiovisivi americani (film, dischi, serie, etc.).

 

È forse perfino controintuitivo associarla al Natale perché ha un tono più meditativo, financo dolente, rispetto ad altri canti natalizi.

 

Forse perché vi possiamo proiettare delle questioni di calendario umano: dicembre porta via l’anno che è sempre un anno di fatiche e dolori, seppellirle è necessario per far rinascere la vita, ma è giusto registrarle come tali. Anche i Re Magi, anche Giuseppe, forse, arrivarono stanchi, dopo viaggi ed incertezze, alla mangiatoia.

 

Essere al cospetto del Dio che nasce, il Dio che è la Vita, significa aver consumato le proprie energie, aver sacrificato. Bisogna riconoscerlo per poter vivere la gioia in modo autentico.

 

Eccovi una carrellata di versioni di questa musica struggente. Decidete quella che fa al caso vostro, e riascoltetela a loop.

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Buon Natale ai nostri lettori!

 

 

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Famoso regista di Hollywood e moglie trovati morti in casa. Sospettato il figlio.

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Il regista hollywoodiano Rob Reiner e sua moglie Michele sono stati trovati morti nella loro casa di Brentwood, in California. Il dipartimento di Polizia di Los Angeles (LAPD) ha dichiarato che l’incidente è oggetto di indagine per omicidio.   Le autorità intervenute in seguito a una chiamata di soccorso medico hanno trovato domenica i corpi di Reiner, 78 anni, e della moglie, 68 anni, all’interno di una casa di loro proprietà. TMZ e People hanno riferito che avevano riportato ferite compatibili con un’aggressione con coltello.   Il capo detective del LAPD Alan Hamilton ha dichiarato domenica sera che gli investigatori non stavano cercando attivamente alcun sospettato o persona di interesse mentre l’inchiesta proseguiva. Ha aggiunto che la polizia avrebbe interrogato i membri della famiglia, sottolineando che «nessuno è stato arrestato» e che «nessuno è stato interrogato come sospettato».   Tuttavia, secondo la rivista People, un popolare settimanale americano specializzato in notizie sulle celebrità, si è ipotizzato che il colpevole possa essere il figlio della coppia, Nick. Secondo quanto riportato in seguito, la polizia lo starebbe interrogando, sebbene non sia stato confermato ufficialmente come sospettato.   In un’intervista del 2016 con People, Nick, 32 anni, ha affermato di aver lottato contro la tossicodipendenza fin dalla prima adolescenza e di essere stato un senza tetto per periodi di tempo, esperienze che in seguito hanno ispirato il film semi-autobiografico Being Charlie, da lui co-scritto.

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Reiner ha avuto una carriera hollywoodiana lunga cinque decadi, raggiungendo la fama interpretando il ruolo di Michael «Meathead» Stivic nel telefilm Arcibaldo (1971-1979), prima di dirigere successi come il falso documentario musicale, ora film di culto This Is Spinal Tap, La storia fantastica (pellicola che ha segnato l’infanzia di tantissimi americani della generazione X) e il celeberrimo e amatissimo anche in Italia Harry, ti presento Sally», commedia che raccontava la difficoltà delle relazioni sentimentali nella società moderna.   Il Reiner è inoltre il regista dello struggente Stand by Me – Ricordo di un’estate (1986) dramma adolescenziale adattato dal libro di Stephen Kingo, del quale ha trasposto brillantemente anche l’ossessivo Misery non deve morire. Il regista ottenne una nomination all’Oscar per Codice d’onore (1993), con Jack Nicholson e Tom Cruise.   Reiner era anche noto come attivista anti-tabacco e soprattutto, negli ultimi anni, come critico del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ha co-fondato l’American Foundation for Equal Rights, che ha portato avanti il ricorso in tribunale che ha ribaltato il divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso in California.   Reiner nel 2006 aveva brevemente valutato una possibile candidatura contro l’allora governatore della California Arnoldo Schwarzenegger, prima di rinunciare per motivi personali.   Reiner ha fatto parte del comitato consultivo del Comitato per l’inchiesta sulla Russia. Lui e l’ex autore dei discorsi di Bush jr David Frum hanno lanciato un sito nel settembre 2017, accompagnato da un video narrato da Morgan Freeman che avvertiva che «Siamo in guerra» e che la Russia aveva attaccato gli Stati Uniti. Altri membri del comitato consultivo al momento del lancio includeva l’ex direttore dell’Intelligence USA James Clapper. A novembre 2020, il consiglio includeva anche l’ex direttore CIA Michael Hayden.

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