Politica
Sparatoria alla Mercedes, due morti. Il ministro: la Germania «presto inasprirà ulteriormente le leggi sulle armi»
Un sospetto di 53 anni è stato arrestato in seguito alla sparatoria mortale di due persone in una fabbrica Mercedes-Benz vicino a Stoccarda, nel land della Svevia.
La casa automobilistica ha confermato in una dichiarazione che due persone sono morte in seguito all’incidente mattutino nel suo stabilimento di Sindelfingen, a circa 17 chilometri da Stoccarda, avvenuto intorno alle 7:45 ora locale.
La dichiarazione, confermata dal procuratore di Stoccarda, ha rivisto precedenti notizie che affermavano che una persona era morta e un’altra era rimasta ferita.
«Una persona è in custodia presso la polizia», ha dichiarato la società in un comunicato dopo la sparatoria di giovedì. «Le persone [decedute] sono dipendenti di un fornitore di servizi esterno».
L’ufficio del pubblico ministero ha detto che sta lavorando partendo dal presupposto che un solo uomo armato sia responsabile della sparatoria e che nessun altro individuo sia coinvolto. Il sospetto è stato identificato come un uomo di 53 anni.
«Siamo profondamente scioccati e rattristati dalle tragiche notizie di Sindelfingen questa mattina», ha aggiunto Mercedes-Benz sui social media. «I nostri pensieri sono con le vittime, le loro famiglie e tutti i colleghi sul posto».
Circa 35.000 persone sono impiegate nello stabilimento in cui Mercedes-Benz produce la sua gamma di popolari berline di lusso Classe S.
La sparatoria mortale è l’ultima di una serie di incidenti di questo tipo avvenuti in Germania negli ultimi anni, e arriva nel mezzo di un dibattito sull’opportunità che Berlino inasprisca le sue già rigide leggi sulle armi.
A marzo, sei persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco in una congregazione di Testimoni di Geova ad Amburgo. Nel febbraio 2020, un uomo armato aveva sparato e ucciso nove persone vicino a Francoforte, in un incidente descritto come «di matrice razzista», per poi sparare a sua madre e a se stesso. In nessuno di questi casi, come quelli continui negli USA o anche in Italia, è raramente reso noto quali farmaci prendesse lo stragista: si tratta tuttavia di una domanda che bisognerebbe porsi sempre, e a cui qualcuno potrebbe infine iniziare a rispondere.
A dicembre la Germania ha dichiarato che avrebbe imposto leggi più severe sulle armi dopo aver scoperto un sospetto «complotto di un gruppo di estrema destra» per rovesciare violentemente il governo. Le accuse mosse agli indagati hanno tuttavia sollevato polemiche, perché non c’era molto, anche secondo i giornali, sul quale la procura poteva appigliarsi.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso era emerso che il ministro dell’Interno del land tedesco della Turingia voleva ritirare le licenze di armi dai membri di Alternative fuer Deutschland (AfD), un partito politico che detiene 81 seggi nel parlamento tedesco e 9 seggi nel parlamento europeo.
Negli scorsi giorni l’Ufficio federale tedesco per la protezione della costituzione (Bundesamt für Verfassungsschutz, di solito detto BfV), che funge da servizio di Intelligence interno del paese, ha classificato l’ala giovanile del partito AfD, Junge Alternative für Deutschland (JA), come «un movimento estremista di destra».
Si tratta anche qui, con ogni evidenza di un allargamento del concetto di «estremismo» da parte delle istituzioni tedesche, che così possono attuare maggiore sorveglianza e vera e propria repressione, addirittura in forma preventiva, come suggeriscono alcuni episodi recenti di arresti piuttosto incongrui.
Come ripetuto da Renovatio 21, la Germania sembra attendere davvero il Tag X, il «giorno X». Partita come un’ossessione da parte di giornali (incluso il New York Times), questa teoria della cospirazione racconta di un network segreto (in realtà individuato a partire da Telegram) di uomini tedeschi, tra cui militari e membri delle forze dell’ordine, ma non solo, che si starebbe preparando al momento in cui avverrà il collasso di governo e società della Germania.
I tribunali tedeschi, tuttavia, non hanno trovato nulla, e assolto coloro che erano stati denunciati per la cospirazione.
Le autorità devono «esercitare la massima pressione» per rimuovere le armi da fuoco dai sospetti criminali, ha dichiarato l’anno scorso il ministro dell’Interno del paese dell’UE Nancy Faeser al quotidiano Bild am Sonntag, aggiungendo che la Germania «presto inasprirà ulteriormente le leggi sulle armi».
La Faeser in precedenza aveva affermato che i bambini all’asilo dovrebbero essere informati sui pericoli dell’estremismo di destra.
Immagine di Travel Aficionado via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.0 Generic (CC BY-NC 2.0); immagine tagliata.
Politica
Automobile contro una sinagoga a Nuova York
Un uomo è stato arrestato mercoledì sera dopo aver lanciato la sua auto contro la sede mondiale del movimento Chabad-Lubavitch a Brooklyn, in un episodio ripreso da un video e assistito con sgomento dai membri della comunità.
L’incidente si è verificato intorno alle 20:45 al civico 770 di Eastern Parkway, nel quartiere di Crown Heights. Le immagini mostrano una berlina Honda grigia con targa del New Jersey che indietreggia e poi accelera ripetutamente contro un ingresso laterale dell’edificio. La violenza dell’urto ha sfondato le porte di legno.
BREAKING: A psycho driver just rammed his car into a Synagogue in Brooklyn, New York pic.twitter.com/4aKz3mv6nV
— Libs of TikTok (@libsoftiktok) January 29, 2026
Secondo i testimoni, l’autista gridava alle persone di spostarsi mentre puntava verso la struttura, e un portavoce di Chabad ha dichiarato che l’atto «sembra intenzionale». Dopo lo scontro, l’uomo è sceso dal veicolo ed è stato immediatamente bloccato dai presenti.
In un video si sente chiaramente gridare: «Non lo so, è scivolato! È scivolato, stronzo!», mentre indicava gesticolando la propria auto. I passanti lo hanno indicato agli agenti del Dipartimento di Polizia di Nuova York (NYPD) giunti sul posto, che lo hanno arrestato senza indugio.
A car intentionally drove into the side doors of 770 Eastern Parkway, Chabad-Lubavitch world headquarters, in Crown Heights. There are no injuries. Police have the driver in custody and are investigating his motives pic.twitter.com/w9rRAnnAAo
— Rabbi Chanina Sperlin (@ChaninaSperlin) January 29, 2026
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Per misura precauzionale, la sinagoga è stata evacuata. Sul luogo sono intervenuti l’Unità di Emergenza e la Squadra Artificieri del NYPD per ispezionare il veicolo alla ricerca di eventuali armi o esplosivi. Le autorità non hanno ancora diffuso né il nome del sospettato né un eventuale movente.
L’edificio colpito rappresenta dal 1940 il cuore spirituale e amministrativo del movimento chassidico Chabad-Lubavitch a livello globale. I rappresentanti della comunità hanno confermato che l’attacco non ha provocato feriti. La polizia ha istituito un cordone di sicurezza attorno alla sede centrale e ha invitato il pubblico a mantenere le distanze mentre le indagini proseguono.
Come riportato da Renovatio 21, la comunità lubavitcher di Brooklyn due anni fa era stata protagonista dello sconvolgente caso del ritrovamento di tunnelli costrutiti nel sottosuolo delle sinagoghe.
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Immagine da Twitter
Politica
Il vicepresidente americano afferma che un «caos progettato» sta causando disordini a Minneapolis
This level of engineered chaos is unique to Minneapolis. It is the direct consequence of far left agitators, working with local authorities.
— JD Vance (@JDVance) January 25, 2026
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Un’altra rivelazione riguarda l’uso dell’app Signal da parte dei manifestanti, dove vi sarebbero gruppi coordinati che assegnano ruoli a vari agitatori. Secondo alcuni si tratta di un livello di sofisticazione dietro cui può esserci solo un’insurrezione altamente organizzata, lontanissima da una protesta spontanea. Il fine potrebbe essere il salvataggio del sistema di frode, perpetrato in ispecie dagli immigrati somali, che foraggia il bacino elettorale del Partito Democratico e le sue strutture profonde.🚨 HOLY CRAP. They tried to KILL James O’Keefe and his team in Minneapolis!
“They just threw a frozen ice brick at the car!” 🤯 “Shut the door!” It’s like a 3rd world WAR ZONE. This is what Tim Walz and Jacob Frey caused. Unbelievable.pic.twitter.com/sQbOZGCA0u — Eric Daugherty (@EricLDaugh) January 26, 2026
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Politica
Fulmine colpisce la manifestazione pro-Bolsonaro in Brasile
Domenica decine di manifestanti sono rimasti feriti quando un fulmine si è abbattuto su una protesta a sostegno dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro nella capitale del Paese, secondo quanto riferito dai media brasiliani.
La manifestazione è partita dallo stato sudorientale di Minas Gerais per poi convergere su Brasilia, dove la marcia ha provocato brevi interruzioni al traffico. I partecipanti si sono riuniti per invocare la liberazione di Bolsonaro, che rischia un processo per il presunto ruolo avuto in un tentativo fallito di colpo di Stato successivo alle elezioni presidenziali del 2022.
I dimostranti, equipaggiati con impermeabili e ombrelli, intonavano inni cristiani sotto un acquazzone intenso. Poco prima delle 13:00 un fulmine ha colpito in pieno la folla: il momento è stato ripreso in video e seguito da un’esplosione sonora che ha generato scene di panico.
A quem interessar possa:
O raio atinge exatamente no momento em que a música falava:
“Bolsonaro, homem de garra, honesto e imorrível da verdade e de fé.”pic.twitter.com/joyWg6YSCm
— Jéferfon Menezes (@JefinhoMenes) January 25, 2026
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Secondo i funzionari del Corpo dei Vigili del Fuoco del Distretto Federale, citati dai media locali, almeno 72 persone sono rimaste coinvolte nell’incidente, sia per effetto diretto del fulmine sia per ipotermia dovuta alle basse temperature e alla prolungata esposizione alla pioggia. Trenta manifestanti sono stati ricoverati in ospedale, mentre altri 42 hanno ricevuto cure sul posto. Tra le vittime del fulmine figurano casi di ustioni a mani e torace.
L’evento è stato organizzato dal deputato Nikolas Ferreira, che ha chiesto l’«amnistia» per Bolsonaro e per gli altri condannati in relazione al fallito assalto alle istituzioni.
L’inchiesta su Bolsonaro trae origine da un presunto complotto iniziato nel 2021, secondo l’accusa, con l’obiettivo di screditare il sistema elettorale brasiliano. Dopo la sconfitta contro Luiz Inácio Lula da Silva alle elezioni del 2022, i suoi sostenitori sarebbero stati incitati a convergere su Brasilia, dove l’8 gennaio 2023 hanno assaltato e devastato gli edifici che ospitano i tre poteri dello Stato.
L’ex presidente, settantenne, è stato arrestato a novembre dopo mesi di arresti domiciliari, in seguito a un tentativo di manomettere il braccialetto elettronico alla caviglia. Bolsonaro respinge ogni accusa e i suoi avvocati stanno presentando ricorso contro la condanna.
A settembre la Corte Suprema del Brasile lo ha condannato a 27 anni di reclusione per il tentativo di sovvertire i risultati delle elezioni presidenziali del 2022. Il settantenne, che respinge ogni accusa, si trovava in regime di arresti domiciliari dal primo agosto e aveva impugnato la sentenza in appello.
A luglio il presidente statunitense Donald Trump – che durante il suo primo mandato aveva coltivato stretti legami con Bolsonaro – aveva definito la persecuzione dell’ex alleato da parte del governo di Luiz Inácio Lula da Silva una «caccia alle streghe», imponendo dazi del 50% su alcuni prodotti brasiliani. Tuttavia, all’inizio di questo mese Washington ha iniziato a mitigare alcune di quelle tariffe.
Come riportato da Renovatio 21, il giudice supremo De Moraes è da sempre considerato acerrimo nemico dell’ex presidente Jair Bolsonaro, che lo ha accusato di ingerenze in manifestazioni oceaniche plurime. Ad alcuni sostenitori di Bolsonaro, va ricordato, sono stati congelati i conti bancari, mentre ad altri è stata imposta una vera e propria «rieducazione».
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Immagine di Agência Senado via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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