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Sparano sull’elicottero del presidente della Colombia
Il presidente della Colombia Iván Duque ha detto di essere a bordo di un elicottero che è stato colpito nel tardo pomeriggio di venerdì, in un attacco che ha lasciato fori di proiettile sul velivolo. Lo ha riportato il New York Times.
Nessuno dei passeggeri, inclusi diversi alti ministri, è stato ucciso, ha detto Duque in un video discorso subito dopo l’attacco, ma non ha rivelato se qualcuno fosse rimasto ferito.
Le autorità parimenti non hanno chiarito nulla riguardo chi possa essere responsabile dell’assalto, avvenuto vicino al confine con il Venezuela.
Le autorità non hanno chiarito nulla riguardo chi possa essere responsabile dell’assalto, avvenuto vicino al confine con il Venezuela.
Il presidente Duque ha definito l’attentato «vile» e ha promesso di continuare «la lotta contro il narcotraffico, contro il terrorismo e contro i gruppi di criminalità organizzata che operano nel Paese».
Il governo colombiano ha combattuto per generazioni guerriglie di sinistra, i cartelli della droga, i gruppi paramilitari e altri elementi armati.
Nonostante un accordo di pace firmato nel 2016 dal predecessore di Duque e dal più grande gruppo ribelle del paese, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia, o FARC, la violenza continua in alcune parti del paese, specialmente nelle aree rurali.
L’attacco è avvenuto venerdì mentre Duque stava volando verso la città di confine di Cúcuta dalla città di Sardinata nella travagliata regione del Catatumbo, dove le coltivazioni di coca che vengono utilizzate per produrre cocaina prosperano, così come i gruppi armati che controllano il commercio della droga. Questi gruppi includono membri delle FARC che non hanno firmato l’accordo di pace, così come l’Esercito di Liberazione Nazionale, noto come ELN.
L’attacco è avvenuto venerdì mentre Duque stava volando verso la città di confine di Cúcuta dalla città di Sardinata nella travagliata regione del Catatumbo, dove le coltivazioni di coca che vengono utilizzate per produrre cocaina prosperano, così come i gruppi armati che controllano il commercio della droga
Alcuni di questi gruppi armati si sono rafforzati nascondendosi nel vicino Venezuela , dove il governo a volte è stato tollerante nei confronti della loro presenza.
All’inizio di questo mese, un’autobomba è esplosa in una base militare a Cúcuta, ferendo 36 persone, secondo il ministero della Difesa. Il governo colombiano non ha nominato un sospetto in quel caso.
«L’attacco in elicottero è avvenuto mentre Duque affronta quello che diversi analisti hanno definito il momento più difficile della sua presidenza. Un recente sondaggio , condotto dalla società Datexco, ha valutato il suo punteggio di favore al 16%, il più basso da quando è entrato in carica nel 2018. Nonostante l’accordo di pace, la violenza è aumentata in alcune zone della campagna durante il mandato di Duque e le uccisioni di massa e gli assassini di leader continuano a essere comuni. I critici di Duque hanno affermato che non ha fatto abbastanza per portare a termine l’accordo di pace, in cui il governo ha promesso di attuare programmi di aiuti economici che favorirebbero la pace nelle aree rurali duramente colpite da decenni di conflitto» scrive il NYT.
Alcuni di questi gruppi armati si sono rafforzati nascondendosi nel vicino Venezuela , dove il governo a volte è stato tollerante nei confronti della loro presenza
Il suo governo ha detto che sta lavorando per attuare quei programmi. Ha sottolineato che l’accordo di pace era un accordo con un solo gruppo – le FARC– e che aveva ereditato conflitti con un complesso mix di altri attori violenti.
In Colombia nelle ultime settimane decine di persone sono morte durante le proteste per il COVID, molte per mano della polizia nazionale .
Nell’elicottero con Duque venerdì c’era il suo ministro della Difesa, Diego Molano; il suo ministro degli interni, Daniel Palacios; e il governatore del dipartimento del Norte de Santander, Silvano Serrano.
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Dipartimento di Giustizia USA: Maduro usava aerei diplomatici per denaro della cocaina dal Messico al Venezuela
Secondo l’atto di accusa del Dipartimento di Giustizia (DOJ) contro la coppia, l’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie hanno utilizzato aerei diplomatici per trasferire denaro proveniente dal traffico di cocaina dal Messico al Venezuela e hanno mantenuto legami di lunga data con i cartelli messicani.
Il procuratore generale degli Stati Uniti Pam Bondi ha pubblicato l’atto d’accusa sabato mattina, poche ore dopo che le forze speciali statunitensi avevano arrestato il dittatore in un audace raid notturno nella sua abitazione nella capitale venezuelana, Caracas.
L’atto d’accusa si concentra su Maduro, sua moglie, il suo principale alleato militare Diosdado Cabello e Hector Ruthenford Guerrero Flores, uno dei principali leader dell’organizzazione terroristica Tren De Aragua.
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Gli inquirenti sostengono che i quattro intrattenevano stretti rapporti commerciali con organizzazioni terroristiche colombiane, con il cartello messicano di Sinaloa e con Los Zetas.
Secondo l’accusa Maduro avrebbe venduto passaporti diplomatici ai narcotrafficanti per consentire loro di spostare i proventi della droga dal Messico al Venezuela utilizzando la copertura diplomatica. Maduro avrebbe anche concesso l’immunità diplomatica agli aerei privati, in modo che i narcotrafficanti potessero volare tra Messico e Venezuela senza attirare l’attenzione delle forze dell’ordine.
Sempre secondo l’accusa inoltre che la moglie di Maduro avrebbe ricevuto ingenti tangenti, fino a 100.000 dollari per ogni spedizione di droga.
Nel 2006, Nicolas Maduro e la sua famiglia avrebbero coordinato la spedizione di 5,5 tonnellate di cocaina a bordo di un jet diretto dal Venezuela a Playa del Carmen, in Messico, come rivelato dall’atto d’accusa. La droga sarebbe stata precedentemente sequestrata dalle forze dell’ordine venezuelane e poi caricata sull’aereo dall’esercito venezuelano.
L’atto d’accusa descrive in dettaglio come tonnellate di droga – a volte fino a 20 tonnellate alla volta – siano state trasportate attraverso il Venezuela dai cartelli colombiani e messicani, con la protezione dell’esercito venezuelano. Tra i principali attori di questa operazione c’era l’ex leader del cartello di Sinaloa, Joaquin «El Chapo» Guzman.
Sabato sera, poche ore dopo il suo arresto, Maduro è stato visto in una «perp walk» presso la sede della DEA a Nuova York.
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Il leader venezuelano indossava una tuta nera e un cappello nero, stringendo una bottiglia d’acqua mentre veniva scortato attraverso la struttura di Chelsea prima di essere portato al Metropolitan Detention Center di Brooklyn.
Dopo la cattura, la coppia è stata imbarcata sulla USS Iwo Jima, nei Caraibi, e da lì si recò negli Stati Uniti per affrontare accuse federali di narcoterrorismo e altri reati nel distretto meridionale di New York.
Quando sono arrivati alla sede della DEA a Brooklyn, sono stati accolti da centinaia di persone che festeggiavano il loro arresto. Maduro e sua moglie dovrebbero comparire in tribunale già lunedì.
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Immagine da Twitter
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Gli USA disintegrano un presunto «narco-convoglio»
On Dec. 30, at the direction of @SecWar Pete Hegseth, Joint Task Force Southern Spear conducted kinetic strikes against three narco-trafficking vessels traveling as a convoy. These vessels were operated by Designated Terrorist Organizations in international waters. Intelligence… pic.twitter.com/NHRNIzcrFS
— U.S. Southern Command (@Southcom) December 31, 2025
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Olimpionico dello snowboardo accusato di essere un narcotrafficante che ha complottato un omicidio: «un nuovo Pablo Escobar»
Un ex snowboardista olimpico canadese, accusato dalle autorità di guidare una delle organizzazioni di narcotraffico più sanguinarie e potenti al mondo, è ora imputato per l’omicidio di un testimone federale chiave nel processo a suo carico.
Ryan James Wedding avrebbe «messo una taglia» sulla vittima, convito che la sua eliminazione avrebbe fatto cadere le accuse penali contro di lui e la sua rete globale di spaccio. Per rintracciarlo, avrebbe sfruttato un sito web canadese per diffondere foto del testimone e di sua moglie, come rivelato dalle autorità in una conferenza stampa di mercoledì.
Il testimone è stato assassinato a colpi di pistola in un ristorante, prima di poter deporre contro Wedding. L’atto d’accusa svelato mercoledì lo accusa di omicidio, manipolazione e intimidazione di testimoni, riciclaggio di denaro e traffico di stupefacenti. Coinvolge anche altri individui, tra cui un avvocato canadese sospettato di complicità nell’omicidio.
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Il dipartimento di Stato USA ha innalzato a 15 milioni di dollari la taglia per informazioni che portino all’arresto o alla condanna di Wedding, tra i dieci latitanti più ricercati dall’FBI.
«Un boss della droga non può eludere la giustizia», ha tuonato il direttore dell’FBI Kash Patel in conferenza stampa. «Ryan Wedding è il Pablo Escobar dei tempi moderni, un El Chapo 2.0: non gli sfuggiremo». Akil Davis, vicedirettore dell’ufficio FBI di Los Angeles, ha aggiunto che Wedding sarebbe protetto dal cartello e da complici in Messico: «Potrebbe tingersi i capelli, alterare il suo aspetto o fare di tutto per non essere catturato».
Il procuratore generale Pam Bondi ha descritto l’organizzazione di Wedding come responsabile dell’importazione di circa 60 tonnellate di cocaina annue a Los Angeles via camion dal Messico, definendola «la più prolifica e violenta rete di narcotraffico globale» e il «principale spacciatore di cocaina in Canada».
Dalle indagini sono emerse oltre 35 incriminazioni, il sequestro di armi multiple, 3,2 milioni di dollari in criptovalute e 13 milioni in beni materiali. L’FBI sottolinea che il gruppo ricorreva sistematicamente alla violenza, inclusi vari omicidi orchestrati.
Wedding, che ha gareggiato per il Canada alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City nel 2002, era già stato accusato a settembre 2024 di tentato omicidio e altri reati in un atto sostitutivo.
Lo Wedding ha esordito con una vittoria nella sua prima gara di snowboardo e, a soli 15 anni, fu selezionato per la nazionale canadese di freestyle. Nel 1999 conquistò il bronzo nello slalom gigante parallelo ai Mondiali juniores, seguito dall’argento nel 2001. Alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City 2002 ha rappresentato il Canada nella stessa specialità maschile, chiudendo al 24° posto; è stata l’ultima sua competizione agonistica, dopo la quale ha abbandonato lo sport.
Rientrato a Vancouver, Wedding si era iscritto alla Simon Fraser University, dove si è appassionato al bodybuilding e ha lavorato come buttafuori. Dopo due anni di studi, li ha interrotti per dedicarsi alla speculazione immobiliare, finanziata da una coltivazione indoor di marijuana: in un magazzino suburbano noto come Eighteen Carrot Farms gestiva circa 6.800 piante. Nel 2006 la polizia montata canadese ha fatto irruzione, sequestrando un fucile da caccia, munizioni e cannabis per 10 milioni di dollari, ma lo Wedding non era presente e mancavano prove per incriminarlo.
Negli anni successivi avrebbe ampliato le attività criminali associandosi a trafficanti iraniani e russi di cocaina. Nel 2010 è stato condannato a quattro anni di carcere per un tentativo di acquisto di cocaina da un agente undercover USA nel 2008.
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Il 17 ottobre 2024 il Dipartimento di Giustizia statunitense lo ha accusato di aver guidato un’organizzazione transnazionale dedita al traffico di cocaina e all’omicidio, inclusi civili innocenti. Tra i capi d’imputazione: narcotraffico, associazione a delinquere, tre omicidi e un tentato omicidio. Latitante, era uno dei 16 imputati nell’operazione Giant Slalom, frutto di un’indagine federale congiunta. Gli omicidi che sono stati a lui attribuiti sono quelli della coppia Jagtar Sidhu (57 anni) e Harbhajan Sidhu (55 anni) nel novembre 2023, e di Mohammed Zafar (39 anni) nel maggio 2024. Si presume che li abbia ordinati con un ulteriore personaggio, accusato anche dell’uccisione di Randy Fader (29 anni) nell’aprile 2024, scrive il National Post.
Secondo le autorità, dopo il rilascio è fuggito in Messico diventando un alto esponente del Cartello di Sinaloa – il più potente del Paese – con i soprannomi «El Jefe», «Gigante» (è alto 191 cm) o «Nemico pubblico». Il suo presunto vice fu arrestato in Messico nell’ottobre 2024.
Il 6 marzo 2025 l’FBI lo ha inserito nella lista dei 10 latitanti più ricercati, sostituendo Alexis Flores, offrendo inizialmente fino a 10 milioni di dollari di taglia; a novembre 2025 la ricompensa è salita a 15 milioni dopo nuove accuse di intimidazione a testimoni, omicidio e riciclaggio di denaro.
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