Oligarcato
Soros licenzia il 40% della forza lavoro di Open Societies
L’organizzazione senza scopo di lucro Open Society Foundations gestita dal miliardario e filantropo George Soros sta licenziando molti dei suoi dipendenti come parte della riorganizzazione in corso.
Il processo include «una sostanziale riduzione dell’organico di non meno del 40% a livello globale», ha detto un portavoce alle agenzie di stampa statunitensi. L’ente di beneficenza impiegava più di 500 persone alla fine del 2021, secondo Bloomberg.
Venerdì, il consiglio di amministrazione dell’organizzazione no profit ha rilasciato una dichiarazione, annunciando «cambiamenti significativi» al modello operativo «intesi a massimizzare l’impatto di Open Society nell’aiutare a contrastare le forze che attualmente minacciano le società aperte e libere».
Soros, 92 anni, sta per cedere il controllo del suo impero da 25 miliardi di dollari al figlio 37enne Alexander. Il mese scorso il giovane Soros ha dichiarato al Wall Street Journal che le sue opinioni sono simili a quelle di suo padre e che è «più politico».
«Alex» è stato preferito al figlio di primo letto Jonathan, 52 anni, più anziano ed esperto finanziariamente, verso cui tutti si aspettavano Soros abdicasse. Effettivamente, tra la parte finanziaria e la parte politica della sua vita – ben riflessa dalle diverse inclinazioni dei figli – lo speculatore globale pare aver scelto la seconda, incarnata dalla figura di Alex, sedicente filosofo e playboy con un passato di sovrappeso e una tesi su Nietzsche e il «Dioniso ebraico».
Il nuovo padrone di Open Society ha dichiarato che continuerò la sua battaglia mondiale per questioni come l’aborto. Forse il dimezzamento dei dipendenti va interpretato così, come un grande aborto aziendale. Si potrebbe chiederlo a Emma Bonino, amica personale di Alex (e del padre) ed esperta del settore.
Soros, che ha fatto fortuna nella finanza e nella gestione di un fondo chiamato Quantum con sede alle Antille Olandesi, ha sostenuto cause «liberali» in larga parte del mondo, agendo praticamente in ogni Paese con finanziamenti ad enti con agende politiche specifiche: aborto, immigrazione, depenalizzazione delle droghe, recentemente pure il cambiamento climatico da combattere irrorando i cieli di artico di sostanze chimiche.
In questi anni le strategie «filantropiche» dei Soros sono cambiate. Dopo aver per anni sostenuto con milioni e milioni di dollari il Partito Democratico USA e i suoi politici (più, forse, qualche repubblicano) è passato ora a cercare di influenzare le elezioni dei Procuratori degli Stati e delle città.
Soros ha negato di essere dietro alle rivolte razziali USA del 2020, put avendo raddoppiato il finanziamento alle «organizzazioni di giustizia guidate da neri».
Paesi come la Russia e l’Ungheria hanno accusato Soros di intromettersi nei loro affari interni. Nel 2015, la Russia ha vietato diverse ONG affiliate a Soros come organizzazioni «indesiderabili».
Distruttore della lira e della sterlina e di quantità di monete asiatiche e oltre – con manovre finanziarie che lo hanno reso ricchissimo, ma le cui conseguenze ancora sono pagate dai popoli attaccati – il Soros è stato premiato in Italia con una laurea ad honorem all’Alma Mater Studiorum di Bologna, l’università di Prodi.
La gente tende a dimenticare che fu anche socio della Coop e tesserato di un partito politico italiano, la Rosa nel Pugno.
Poche settimane fa si era ancora una volta diffusa in rete la notizia che Soros fosse morto. Quando poi il 92enne disse di essere ancora vivo, in rete si scatenò la delusione più amara.
Immagine screenshot da YouTube
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La Polonia avvia un’indagine sul traffico di esseri umani della rete di Epstein
I procuratori polacchi hanno aperto un’indagine sul sospetto traffico di esseri umani collegato al defunto miliardario pedofilo statunitense Jeffrey Epstein, in seguito alla pubblicazione di documenti da parte del dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che indicano il reclutamento di vittime nel Paese.
La procura nazionale di Varsavia ha annunciato mercoledì di aver avviato un’inchiesta per verificare se donne, comprese minorenni e cittadine polacche, siano state reclutate in Polonia «ingannandole sulla vera natura del potenziale impiego all’estero», prima di essere trasferite oltre confine e consegnate ad altri per essere sfruttate sessualmente. Il presunto traffico avrebbe avuto luogo tra il 2009 e il 2019.
Varsavia inoltrerà richieste di informazioni e prove a due paesi europei nell’ambito di un ordine europeo di indagine, hanno precisato i procuratori, come riportato dai media locali. Una fonte vicina alla vicenda ha dichiarato a Reuters che le richieste saranno indirizzate a Francia e Svezia.
L’inchiesta polacca si inserisce in un contesto di crescenti conseguenze internazionali legate all’ultima pubblicazione di milioni di documenti su Epstein, che hanno dato avvio a indagini penali, arresti e dimissioni in ambito politico, imprenditoriale e reale.
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In Gran Bretagna, l’ex ambasciatore Peter Mandelson è stato arrestato con l’accusa di cattiva condotta in pubblico ufficio in seguito a presunte fughe di notizie verso Epstein. Si sono dimessi poi altri due membri del gabinetto Starmer.
Anche il principe Andrea d’Inghilterra è stato brevemente arrestato con sospetti analoghi e successivamente rilasciato in attesa di ulteriori accertamenti. L’anno scorso era stato privato dei suoi titoli reali a causa della sua precedente amicizia con Epstein. Un’accusa anonima contenuta nei fascicoli di Epstein recentemente pubblicati sosteneva che Andrea avrebbe partecipato alla tortura di una bambina di sei anni.
Come riportato da Renovatio 21, l’ex primo ministro norvegese Thorbjorn Jagland è stato ricoverato in ospedale il mese scorso dopo un presunto tentativo di suicidio, pochi giorni dopo essere stato accusato di grave corruzione per aver accettato l’ospitalità di Epstein.
Si è dimesso anche il capo del colosso della logistica mondiale DP World, Sultan Ahmed bin Sulayem, di Dubai. Vi è stato contestualmente il licenziamento da parte di Goldman Sachs di Kathy Roemmler, potentissima avvocatessa già al soldo di Clinton, Bush, Obama e famiglia Rotschild. Si è dimesso per legami coll’Epstein anche l’eterno grand-commis della cultura francese Jack Lang.
Il CEO del World Economic Forum, Borge Brende, si è dimesso a causa delle cene e delle comunicazioni intrattenute con il pedofilo.
Negli Stati Uniti, i dossier Epstein hanno riportato l’attenzione sull’ex presidente Bill Clinton – che viaggiava regolarmente sul jet privato di Epstein – e su sua moglie, l’ex Segretario di Stato Hillary Clinton. Entrambi sono stati interrogati sui loro rapporti con Epstein, ma hanno negato di essere a conoscenza delle sue attività di traffico di esseri umani.
Nel frattempo si moltiplicano i misteri sulla morte di Epstein, con le rivelazioni sugli strani depositi finanziari di una delle guardie carcerarie, e si allargano gli orrori con indagini ordinate nel ranch nel Nuovo Messico, dove si parla di corpi interrati e traffico di organi.
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Immagine di Geoff Livingston via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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Zuckerberg fischiato all’UFC
Il centimiliardario ha riso, ha indicato la telecamera e ha detto «sono fischiato», prima di un breve cenno di accettazione. Quando la telecamera ha inquadrato un’altra celebrità, il calciatore Puka Nacua, i fischi si sono immediatamente trasformati in applausi, che erano stati riservati prima dello Zuckerberg anche alle inquadrature di altri spettatori quali l’attore cattolico Mark Wahlberg e l’ex gloria UFC Robbie Lawler.Zuckerberg getting booed? Maybe the crowd knows something we don’t about his grappling defense… 👀 Could be a long night if he’s in the cage!pic.twitter.com/KXXNypw7NX
— Wire Report MMA (@WireReportMMA) March 8, 2026
MARK ZUCKERBERG GETTING BOOED AT A UFC EVENT WARMS MY HEART pic.twitter.com/ZualHMgpGL
— Brian Krijgsman (@BrianKrijgsman) March 8, 2026
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Il massacro di studentesse è un sacrificio umano alla «setta di Epstein»: parla un ambasciatore dell’Iran
L’attacco a una scuola iraniana, in cui sono morti almeno 160 studenti e insegnanti preadolescenti il primo giorno dell’operazione di cambio di regime tra Stati Uniti e Israele, assomiglia ai rituali satanici presumibilmente resi possibili dal finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein, ha affermato un diplomatico iraniano.
L’attacco a Minab, di cui le forze statunitensi e israeliane non hanno ancora riconosciuto la responsabilità, è avvenuto sabato scorso, mentre il Pentagono e le IDF colpivano obiettivi in tutto l’Iran nel tentativo di decapitare e paralizzare il suo governo.
Alireza Sanei, ambasciatore iraniano in Bielorussia, ha affermato mercoledì che Epstein faceva parte di una setta mistica e che le stesse forze avevano preso di mira la scuola Minab in «un rituale di sacrificio di bambini» destinato a garantire il successo dell’operazione militare tra Stati Uniti e Israele.
«Bambini provenienti da diversi Paesi venivano trafficati verso l’isola di Epstein», ha detto il diplomatico, riferendosi al famigerato isolotto del finanziere nelle Isole Vergini americane. «Ci sono stati abusi, stupri, poi sacrifici. Hanno sacrificato i bambini allo spirito del diavolo».
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Vi è il sospetto che lo Epstein fosse coinvolto con i servizi segreti, tra cui la CIA e il Mossad israeliano, e che potesse fornire materiale di ricatto ai governi statunitense e israeliano.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha descritto in modo analogo l’incidente di Minab come un «sacrificio alle forze del male» in un messaggio in cui condannava la presentazione della guerra con l’Iran da parte dell’UE, come una «nuova speranza» per gli iraniani di determinare il loro futuro. Questo atteggiamento è «satanismo allo stato puro», ha affermato Zakharova.
Secondo le lamentele dei militari statunitensi citate dalla Military Religious Freedom Foundation (MRFF), un’organizzazione no-profit, alcuni comandanti hanno detto alle truppe che l’attacco all’Iran fa parte del piano di Dio ed è concepito per innescare la seconda venuta di Gesù attraverso l’Armageddone, come descritto nel Libro dell’Apocalisse.
In un suo incisivo monologo di pochi giorni fa, il conduttore televisivo conservatore statunitense Tucker Carlson, critico accanito della campagna iraniana e sostenitore dei valori cristiani, ha denunciato quella che ha definito la «sete di sangue demoniaca» dei neoconservatori statunitensi che celebrano morte e distruzione. «La sete di sangue non si sazia mai. Come qualsiasi altro tipo di desiderio, non si sazia mai. Niente è mai abbastanza», ha avvertito.
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