Terrorismo
Rivelazione di un senatore USA: il Secret Service assente dal raduno di Trump
La maggior parte del personale di sicurezza al lavoro al comizio di Donald Trump a Butler, in Pennsylvania, durante il quale il candidato repubblicano alla presidenza è stato colpito, non apparteneva nemmeno ai servizi segreti, ha affermato il senatore statunitense Josh Hawley, citando alcuni informatori.
Colpi di arma da fuoco esplosi dal tetto di una fabbrica vicina hanno colpito l’orecchio di Trump, ucciso un membro del pubblico e ferito altri due prima che il cecchino venisse eliminato dalle forze dell’ordine.
«I whistleblower [«gole profonde», ndr] mi hanno detto che la MAGGIOR PARTE del personale di sicurezza di Trump impegnato nell’evento di sabato scorso non faceva nemmeno parte dei servizi segreti», ha detto venerdì Hawley, un repubblicano del Missouri, accusando il Dipartimento della sicurezza interna di aver assegnato «personale impreparato e inesperto» al comizio della campagna.
In una lettera pubblica al segretario del DHS Alejandro Mayorkas, Hawley ha affermato che i whistleblower con «conoscenza diretta dell’evento» gli hanno riferito che la maggior parte del personale di sicurezza «non erano in realtà agenti dell’USSS, ma provenivano invece dalle indagini sulla sicurezza interna (HSI) del dipartimento».
Secondo i whistleblower, la sicurezza non ha utilizzato cani per sorvegliare l’area, ha consentito alle persone prive di badge di accedere al backstage, non ha disposto personale lungo il perimetro o attorno al podio, tra le altre cose.
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Lo Hawley è un membro del Comitato per la sicurezza interna e gli affari governativi del Senato e ha notificato a Mayorkas che proteggerà completamente questi informatori, continuando a indagare sulle «sconcertanti carenze della sicurezza del 13 luglio». Ha chiesto a Mayorkas risposte alle affermazioni degli informatori entro sette giorni.
L’edificio da cui Thomas Matthew Crooks aprì il fuoco era la base delle forze dell’ordine locali che aiutavano con la sicurezza. Resta un mistero come sia riuscito a salire sul tetto senza essere scoperto dalle autorità e a rimanerci nonostante i civili avessero ripetutamente avvisato la polizia e i servizi segreti per quasi 20 minuti prima che sparasse.
Come riportato da Renovatio 21, la direttrice del Secret Service Kimberly Cheatle ha cercato di spiegare l’assenza di personale del Secret Service su quel tetto in particolare, sostenendo che era troppo inclinato e rappresentava un rischio per la sicurezza. Non convinta, la House Oversight Committee ha emesso un mandato di comparizione per costringerla a testimoniare sotto giuramento davanti al Congresso.
Trump ha girato la testa verso destra all’ultimo momento, quindi il proiettile destinato alla sua testa ha mancato il bersaglio. Dopo che la sicurezza ha circondato l’ex presidente, si è alzato, ha alzato un pugno e ha detto ai suoi seguaci di «combattere» («Fight! Fight! Fight!»).
I repubblicani hanno confermato Trump come loro candidato alla presidenza alla convention nazionale di questa settimana a Milwaukee.
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Terrorismo
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Terrorismo
La Germania sospetta che dietro le esplosioni del Nord Stream ci siano «intelligence straniere»
La Corte federale di giustizia tedesca (BGH) ha stabilito che il sabotaggio del gasdotto Nord Stream avvenuto nel 2022 è stato con ogni probabilità un’operazione condotta dai «servizi segreti» su ordine di un governo straniero, secondo quanto emerge da una sentenza che ha disposto la permanenza in custodia cautelare del principale sospettato.
Il documento giudiziario, datato 10 dicembre e reso pubblico giovedì, respinge il ricorso presentato contro la detenzione preventiva del sospettato di 49 anni, identificato dai media come l’ex membro delle forze speciali ucraine Sergej Kuznetsov (o Serhiy Kuznetsov).
«Allo stato attuale delle indagini, è altamente probabile che l’imputato sia coinvolto negli attentati all’oleodotto», ha scritto la corte, precisando inoltre che «l’immunità non si applica agli atti di violenza controllati da un servizio di intelligence».
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Secondo le accuse, il sospettato avrebbe guidato un piccolo gruppo di sabotatori ucraini che ha noleggiato uno yacht e impiegato attrezzature subacquee di tipo commerciale per collocare esplosivi sui gasdotti nel Mar Baltico. L’uomo è stato arrestato in Italia nell’agosto 2025 ed estradato in Germania a novembre. I procuratori federali lo imputano di «sabotaggio anticostituzionale» per aver interrotto una rotta energetica di fondamentale importanza.
La difesa aveva invocato la cosiddetta «immunità funzionale», sostenendo che, nel contesto del conflitto tra Ucraina e Russia, i gasdotti in acque internazionali rappresentassero un obiettivo militare legittimo.
Il BGH ha respinto con decisione tale tesi, sottolineando che il Nord Stream aveva principalmente finalità civili. La corte ha inoltre rilevato che l’operazione appariva come una missione segreta di intelligence, in cui i responsabili non erano riconoscibili come combattenti, e che erano state violate la sovranità tedesca e la «giurisdizione territoriale» della Germania.
«L’immunità funzionale generale dei funzionari pubblici derivante dall’immunità sovrana ai sensi del diritto internazionale non costituisce alcun ostacolo al perseguimento dell’imputato ucraino… nel caso in cui abbia partecipato all’atto di sabotaggio per conto dei servizi segreti di uno Stato straniero», ha affermato la corte.
Un altro sospettato, identificato come l’istruttore subacqueo Vladimir Zhuravljov, era stato arrestato in Polonia a fine settembre in base a un mandato di arresto europeo. Tuttavia, a ottobre un tribunale distrettuale di Varsavia ha respinto la richiesta di estradizione tedesca e ne ha disposto il rilascio.
La Russia ha manifestato profondo scetticismo riguardo alla possibilità che un piccolo gruppo indipendente potesse eseguire un’operazione tanto complessa in acque sotto controllo NATO senza un diretto coinvolgimento statale. Mosca ha inoltre criticato la scarsa trasparenza dell’inchiesta, accusando le autorità europee di servirsi di «capri espiatori» privati per occultare le reali circostanze degli attacchi del 2022.
Nel 2023, il veterano giornalista investigativo Seymour Hersh pubblicò un reportaggio in cui affermava che l’allora presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva dato l’ordine di distruggere il Nord Stream. Secondo una fonte informata che parlò con il giornalista premio Pulitzer, gli esplosivi erano stati piazzati dai sommozzatori della Marina statunitense qualche mese prima, sotto la copertura di un’esercitazione NATO. La Casa Bianca all’epoca negò il rapporto, definendolo «completa finzione».
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Come riportato da Renovatio 21, la negazione della tesi di Hersh – che ha in seguito ripetuto che il vero obbiettivo della devastante operazione non era solo la Russia, ma soprattutto la Germania e di conseguenza l’intera Europa – trovò grandi sostenitori al Bundestag, dove parlamentari democristiani della CDU accusarono il partito AfD, che aveva chiesto una commissione di inchiesta sul Nord Stream, di collusione con la Russia, dicendo pure oscuramente che a Hersh nessuno crede più. La mozione per la commissione di inchiesta al Bundestaggo fu quindi bloccata, e l’allora cancelliere Scholzo andò nello Studio Ovale di Biden scodinzolando con la coda fra le gambe.
La stampa italiana ieri ha diffuso maggiori informazioni sul caso. Le testate Open.Online (che ha collaborato con Facebook, il social che aveva etichettato la versione di Hersh come «falsa informazione».
Mosca ha respinto nettamente la teoria dei subacquei ucraini dapprima diffusa dalla stampa tedesca. Renovatio 21 all’epoca, di fronte alla notizia che dai media germanici rimbalzava sul New York Times, aveva definito la questione come «l’ultima barzelletta». La storia fu rimpolpata anche dal Washington Post, che disse che un alto ufficiale ucraino aveva coordinato le esplosioni. La possibile colpevolezza degli USA nel frattempo aveva scaldato anche la diplomazia cinese. Putin parlava di «terrorismo di Stato».
Ora, con la glasnost trumpiana in corso, non escludiamo che il Cremlino – che aveva chiesto un’indagine ONU – possa attenuare il suo scetticismo nei confronti della versione dei fatti che appariva creata apposta per scagionare Washington. La pace… val ben una narrativa alternativa?
Ricordiamo un significativo commento analitico di Hersh successivo allo scoop: il disastro del Nord Stream potrebbe costituire la fine della NATO.
Il Nord Stream, come l’avevamo definito su Renovatio 21, è l’incredibile concrezione del Mulino di Amleto, gorgo cosmico-marittimo che, nella mitologia nordica, ingoia tutto quanto. Lo stesso Patto Atlantico, quindi, potrebbe finirci dentro.
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Terrorismo
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