Geopolitica
Reuters ignora il tatuaggio con la svastica del «cittadino» ucraino sulla propria foto
I diplomatici russi hanno protestato con l’agenzia di stampa Reuters per non aver notato che un uomo ucraino identificato solo come «residente locale» di Kharkov nella foto pubblicata aveva un elaborato tatuaggio nazista sul braccio.
La missione russa di controllo degli armamenti a Vienna ha twittato l’immagine incriminato con un cerchio rosso attorno al tatuaggio dell’uomo aggiungendo un’immagine ingrandita accanto, mostrandola più chiaramente.
“No Nazi in #Ukraine“(c) – We’ve fixed your oopsie, @Reuters – another propaganda stunt to slander Russia
In case you forgot, a #Nazi is a Nazi is a Nazi
Thus, all mission goals of the Special Military Operation in Ukraine will be accomplished pic.twitter.com/6uCURP6Uqm
— Russian Arms Control Delegation in Vienna (@armscontrol_rus) June 10, 2022
«Nel caso ve ne foste dimenticati, un nazista è un nazista è un nazista», ha aggiunto la missione.
I diplomatici hanno definito la foto «un’altra trovata propagandistica per diffamare la Russia». La Reuters aveva intitolato la foto come conseguenza di un presunto attacco russo in una zona residenziale di Kharkov. Mosca ha costantemente negato di aver attaccato le infrastrutture civili, insistendo sul fatto che prendesse di mira solo obiettivi militari.
«Un residente locale ispeziona un furgone danneggiato a seguito di un attacco militare, nel mezzo dell’attacco della Russia all’Ucraina» si legge nella didascalia della foto pubblicata l’8 giugno come parte di una galleria fotografica.
L’uomo, il cui volto non è visibile nella foto, sta sbirciando in un furgone bianco costellato di buchi dovuti alle schegge. Un’enorme svastica all’interno di un cerchio può essere vista uscire da sotto la manica sinistra della sua maglietta azzurra, parte di un tatuaggio che sembrerebbe una fascia da braccio indossata dai membri del partito nazista.
La Missione Russa di Controllo degli Armamenti in Austria non è stata la prima a notare il tatuaggio. Diversi utenti dei social media hanno risposto alla Reuters.
«Ci devono essere molti nazisti in questa regione se la Reuters non è riuscita a trovare la foto di un ucraino senza un tatuaggio con la svastica»,ha detto un utente Twitter.
There must be a lot of Nazis in this region if Reuters couldn’t find a photo of a Ukrainian without a swastika tattoo. https://t.co/2jmfKltheP
— I want a better world for my daughter (@Jason_April) June 9, 2022
L’obiettivo dichiarato di Mosca di inviare truppe in Ucraina a febbraio era, come dichiarato dal presidente Putin, «smilitarizzare e denazificare» l’Ucraina. Gli Stati Uniti ei loro alleati, che sostengono l’Ucraina, hanno accusato la Russia di aver inventato o esagerato l’esistenza dei nazisti nel Paese.
Tuttavia, i presunti nazisti hanno continuato a comparire nelle fotografie mostrate dai media, con effetti sempre più imbarazzanti.
Il 9 maggio, mentre la Russia celebrava la vittoria sulla Germania nazista, il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj ha pubblicato la foto di un soldato ucraino che indossava una toppa Totenkopf (testa di morto) della 3a divisione SS Panzer.
A marzo, il ministero degli Esteri ucraino ha twittato foto di donne soldato, che mostravano chiaramente il simbolo nazi-esoterico del Sonnenrad (il cosiddetto «Sole Nero»), peraltro usato nello stemma della milizia ucraina nota come Battaglione Azov fino al rebranding avutosi pochi giorni fa.
According to the latest survey, more than 15% of the regular Ukrainian army are women.
Number of those who defend Ukraine now in a different way is impossible to count.
Thank you! ???????? pic.twitter.com/yZTiV5AGQo
— MFA of Ukraine ???????? (@MFA_Ukraine) March 8, 2022
Anche la NATO ha condiviso una foto simile di un soldato ucraino, per poi cancellare frettolosamente il tweet dopo che gli attivisti online hanno sottolineato che presentava lo stesso simbolo himmleriano.
Thank you @NATO for deleting this tweet, which featured a soldier wearing a black sun neo-Nazi symbol.
Tomorrow’s Podcast Against Antisemitism discusses neo-Nazi troops, the “Nazification” rhetoric and the reaction of the far-right to the war.
Tune in at https://t.co/DaUOzbJHzX pic.twitter.com/7Rpcu6r0VB
— Campaign Against Antisemitism (@antisemitism) March 9, 2022
Alla fine di maggio, in seguito alla resa della maggior parte dei suoi combattenti a Mariupol’, il Battaglione Azov ha annunciato che avrebbe cambiato il suo simbolo principale nel tridente ucraino, lasciando cadere la runa Wolfsangel usata in precedenza.
Sia il Wolfsangel che il Sonnenrad sono stati scelti con cura dal fondatore di Azov, Andrey Biletsky, quando ha formato la milizia nel 2014, per sostenere il governo istituito dopo la rivoluzione chiamata Maidan, cioè, di fatto, il colpo di Stato sostenuto dagli Stati Uniti per allontanare Kiev dall’orbita di Mosca.
Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Israele attacca un centro culturale russo in Libano
Mosca ha accusato Israele di un «atto di aggressione immotivato» in seguito al bombardamento da parte delle forze israeliane di un centro culturale russo in Libano.
L’attacco alla struttura situata nella città meridionale di Nabatieh è stato reso noto domenica dal suo direttore, Asaad Diya, il quale ha precisato che l’edificio era vuoto al momento dell’incidente. Rossotrudnichestvo, l’agenzia russa per la cooperazione umanitaria internazionale che mantiene un ufficio ufficiale a Beirut, ha dichiarato che il proprio personale resta in contatto con i partner libanesi e sta fornendo attivamente assistenza ai civili colpiti dalle ostilità.
Israele ha ripreso gli attacchi aerei e le operazioni terrestri in Libano all’inizio di questo mese, concentrandosi su Hezbollah, dopo aver affiancato gli Stati Uniti in una guerra per un cambio di regime contro l’Iran.
Russian Cultural Center destroyed in Lebanon after Israeli strike
According to the center’s director, Assad Diya, no one was injured — the facility had been closed after the escalation of the conflict and staff had previously left the building. pic.twitter.com/Ti0K4usnPH
— NEXTA (@nexta_tv) March 9, 2026
🚨⚡️ RED LINE CROSSED! 🇷🇺🇮🇱
Israeli jets bombed the House of Russian Culture in Nabatiya, South Lebanon. Rossotrudnichestvo has officially confirmed the hit.
This is a direct attack on the cultural property of a UNSC permanent member and a nuclear-armed state. pic.twitter.com/2GUNT40EkR
— RussiaNews 🇷🇺 (@mog_russEN) March 9, 2026
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Rossotrudnichestvo ha sottolineato che il centro culturale di Nabatieh «non è stato coinvolto in alcuna attività militare» e che l’attacco risulta pertanto ingiustificabile.
L’agenzia ha inoltre ricordato che, durante la guerra del 1973 contro le nazioni arabe, Israele colpì il centro culturale sovietico a Damasco, in Siria, causando la morte di un’insegnante di lingua russa e di un dipendente locale. L’aereo responsabile del bombardamento fu abbattuto e il suo pilota catturato dalle forze siriane, ha aggiunto.
Nella guerra dello Yom Kippur, Israele si trovava nella posizione di parte in difesa. Sebbene il conflitto, di breve durata, si sia concluso con una situazione di stallo militare, esso spinse anche gli stati arabi produttori di petrolio a imporre un embargo nei confronti dei sostenitori di Israele, provocando uno shock globale dei prezzi.
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
La Von der Leyen evita di condannare la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran
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AB Komisyonu Başkanı Ursula von der Leyen:
”İran rejimi için gözyaşı dökülmemeli. Bu rejim kendi halkına ölüm getirdi ve baskı uyguladı. 17 bin genci katlettiler. Bu rejim, vekil güçleri aracılığıyla bölgede yıkım ve istikrarsızlık yarattı. Ülke içinde ve dünyanın dört bir… pic.twitter.com/kYR8FH3Vyz — Odak TV (@OdakTV1) March 9, 2026
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Geopolitica
Putin e Trump si sono telefonati
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo statunitense Donald Trump, ha riferito ai giornalisti il consigliere del Cremlino Yurij Ushakov. La chiamata è stata avviata dal presidente americano per discutere degli ultimi sviluppi internazionali, ha precisato.
Secondo l’assistente, il colloquio si è concentrato sul conflitto iraniano e sui negoziati trilaterali tra Mosca, Washington e Kiev finalizzati a risolvere il conflitto ucraino. Il dialogo tra i due leader è stato «professionale, aperto e costruttivo», ha dichiarato Ushakov, sottolineando che entrambi i presidenti si sono detti disponibili a mantenere contatti regolari.
Putin e Trump hanno parlato per circa un’ora, ha aggiunto l’Ushakov.
Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito l’interesse di Washington nel porre fine alle ostilità tra Mosca e Kiev e nel raggiungere una soluzione duratura del conflitto ucraino. Putin ha ringraziato Trump per gli sforzi di mediazione continui della sua amministrazione, secondo quanto riferito da Ushakov.
Putin ha inoltre condiviso le sue considerazioni sul conflitto in corso in Iran e ha riferito a Trump delle conversazioni avute la scorsa settimana con i leader delle nazioni del Golfo e con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Trump, da parte sua, ha espresso la propria opinione sulla situazione, ha detto Ushakov, precisando che la discussione sulla questione è stata molto «sostanziale».
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Trump ha definito la conversazione con Putin «un’ottima telefonata», dichiarando in una conferenza stampa tenutasi più tardi lunedì che i due leader hanno discusso sia della guerra con l’Iran sia della «lotta senza fine» in Ucraina.
L’ultima telefonata tra i due presidenti risaliva a dicembre. In quell’occasione, la Casa Bianca l’aveva descritta come «positiva».
Lunedì mattina, Putin aveva avvertito che la prosecuzione del conflitto in Medio Oriente rischia di compromettere gravemente i flussi globali di petrolio e gas, soprattutto a causa della chiusura di fatto dello Stretto di Ormuzzo, una rotta marittima cruciale.
Il conflitto potrebbe provocare un’interruzione della produzione petrolifera del Golfo e condurre a una «nuova… realtà dei prezzi», ha affermato durante una riunione di governo. Mosca resta un «fornitore di energia affidabile», ha dichiarato il presidente, aggiungendo che continuerà a fornire petrolio e gas alle nazioni che considera partner affidabili.
Mosca ha condannato la campagna di bombardamenti statunitense e israeliana contro l’Iran, definendola un «atto di aggressione premeditato e immotivato». Lo stesso Putin non ha espresso una valutazione pubblica complessiva dell’operazione, ma ha descritto l’uccisione della Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, come una «cinica violazione» della moralità e del diritto internazionale.
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