Gender
Putin parla degli LGBT
I membri della comunità LGBTQ e la sua cultura fanno parte di una società moderna e non dovrebbe essere impedito loro di essere rappresentati in eventi o concorsi culturali, ritiene il presidente russo Vladimir Putin. Allo stesso tempo, questi temi non devono essere criteri obbligatori per vincere i concorsi, come sembra accadere in Occidente, ha suggerito Putin, come riportato da RT.
Il presidente ha espresso queste osservazioni venerdì durante il suo discorso al 9° Forum internazionale della cultura a San Pietroburgo. Emir Kusturica, il celeberrimo regista e sceneggiatore serbo, ha chiesto a Putin se la sua opinione sui temi LGBTQ diventasse un requisito obbligatorio per vincere alcuni concorsi cinematografici in Occidente.
«Sì, in effetti, vediamo che in vari concorsi nei paesi occidentali, per vincere qualcosa, devi raccontare, scrivere o mostrare la vita delle minoranze sessuali, dei transgender e dei trasformatori [sic] – con molti nomi diversi per loro», ha affermato il presidente russo.
«Ma ti dirò una cosa inaspettata. Anche loro – questi argomenti e queste persone – hanno il diritto di vincere, mostrare e raccontare, perché anche questo fa parte della società. Questo è anche ciò con cui vivono le persone. È brutto se vincono semplicemente ogni tipo di competizione, non serve a niente».
Il presidente ha sottolineato che «l’uguaglianza» dovrebbe essere un principio universale, anche nei concorsi culturali.
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Le dichiarazioni di Putin sono state fatte durante il Forum internazionale della cultura di San Pietroburgo, che quest’anno il grande evento internazionale si intitola «Forum delle culture unite». Il Forum ha riunito rappresentanti di circa 70 nazioni di tutto il mondo, tra cui più di 30 ministri della cultura.
In passato Putin aveva fatto battute sull’ambasciata USA a Mosca che a giugno aveva issato alle finestra la bandiera arcobaleno. «Lasciateli festeggiare» aveva sorriso davanti a chi gli indicava il fenomeno. «Hanno mostrato qualcosa sulle persone che lavorano lì».
Come riportato da Renovatio 21, il governo russo la scorsa estate ha progettato la creazione un nuovo istituto psichiatrico dedicato allo studio, tra le altre cose, del comportamento delle persone LGBT e delle questioni relative ai ruoli e all’identità di genere.
Negli stessi giorni il legislatore russo aveva adottato un disegno di legge in prima lettura che metterebbe fuori legge quasi tutti gli interventi chirurgici di riassegnazione del sesso e i cambiamenti di genere sui documenti ufficiali in Russia. La normativa, se approvata, consentirebbe solo interventi chirurgici limitati volti a porre rimedio alle «anomalie congenite» nei bambini. Il presidente della Duma Vyacheslav Volodin ha sottolineato che l’obiettivo principale del nuovo disegno di legge è proteggere i bambini e ha indicato le statistiche negli Stati Uniti, dove ha affermato che la percentuale di persone transgender tra gli adolescenti è già tre volte superiore a quella tra gli adulti grazie alla propaganda LGBT, che è fortemente regolata in Russia.
La Russia, come percepibile nei discorsi al Club Valdai del presidente Putin (che ha paragonato, ad esempio, il gender al coronavirus), sta offrendo una certa resistenza al processo di omotransessualizzazione del pianeta, e con essa anche vari Paesi africani – gli stessi divenuti teatro, in questi giorni, da improvvisi, sanguinari attacchi terroristici che non si vedevano da decenni.
Le parole di Putin di apparente apertura verso gli LGBT tuttavia sono arrivate quando è stata data notizia che il ministero della Giustizia russo ha dichiarato di aver intentato una causa presso la Corte Suprema per etichettare il «movimento pubblico internazionale LGBT» come estremista e per mettere fuori legge le sue operazioni in Russia.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Gender
La Corte UE ordina le carte d’identità transessuali
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Gender
Il Senegallo inasprisce la legge anti-LGBT
Mercoledì l’Assemblea nazionale del Senegallo ha approvato un disegno di legge che aggrava in modo significativo le pene previste per gli atti omosessuali, collocando il paese tra gli ultimi ad aver rafforzato le norme anti-LGBT.
La legge, presentata dal primo ministro Ousmane Sonko, ridefinisce la condotta omosessuale come reato «contro natura» e porta le pene detentive da un massimo di uno a cinque anni a un intervallo compreso tra cinque e dieci anni. Sonko ha più volte denunciato le iniziative occidentali volte a promuovere i diritti omotransessualisti, giudicandole incompatibili con i valori senegalesi.
La norma introduce inoltre sanzioni per chi promuove o finanzia l’omosessualità, prevedendo multe fino a 10 milioni di franchi CFA (circa 15.660 euro) e possibili responsabilità penali per chi appoggia le cause LGBT.
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Il provvedimento è stato approvato con un largo consenso nel parlamento di questo Paese dell’Africa occidentale a maggioranza musulmana, con sole tre astensioni. Ora attende la ratifica definitiva del presidente Bassirou Diomaye Faye.
I fautori della legge, tra cui varie organizzazioni religiose, la presentano come una tutela dei valori tradizionali. Il Senegallo già puniva le relazioni omosessuali nel proprio codice penale, ma i ministri hanno sostenuto che la norma del 1966 risultasse insufficientemente rigorosa.
Le organizzazioni per i diritti umani segnalano che la polizia ha già intensificato gli arresti sulla base delle leggi attualmente in vigore, con diversi casi di detenzioni di rilievo di uomini sospettati di condotte omosessuali nelle ultime settimane. I detrattori, tra cui Human Rights Watch, hanno definito le misure anti-LGBT «omofobe», mettendo in guardia sul fatto che la nuova legislazione potrebbe aggravare ulteriormente i rischi per una comunità già fortemente emarginata.
Le relazioni omosessuali risultano penalizzate in oltre 30 Paesi africani, tra cui l’Uganda, che ha suscitato forti critiche internazionali dopo l’approvazione di una legge anti-omotransessualista nel maggio 2023. La normativa di Kampala prevede la pena di morte per taluni atti tra persone dello stesso sesso e fino a 20 anni di reclusione per la promozione dell’omosessualità.
In risposta, gli Stati Uniti hanno applicato sanzioni e hanno escluso l’Uganda da un importante programma di commercio esente da dazi, mentre la Banca Mondiale ha sospeso l’erogazione di nuovi prestiti.
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Come riportato da Renovatio 21, poco dopo l’approvazione della legge anti-sodomia, l’Uganda è stata improvvisamente teatro di attacchi terroristici con enormi stragi sia sul suo territorio che all’estero, presso le basi del contingente di pace ugandese in Somalia.
Nell’autunno 2023 decine persone sono state uccise e ferite dai militanti di un gruppo estremista – il quale non si faceva vivo dal 1998 – che hanno attaccato una scuola secondaria nell’Uganda occidentale.
Come riportato da Renovatio 21, solo due settimane prima, 54 suoi soldati ugandesi stati trucidati dai terroristi islamici in Somalia dove si trovavano in missione di pace per conto dell’Unione Africana. A perpetrare l’eccidio sarebbero stati gli islamisti di al-Shabaab («la gioventù»), gruppo noto per il sequestro della cooperante italiana di due anni fa – per il quale il governo di Conte e Di Maio pagò fior di milioni.
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Immagine di J. Patrick Fischer via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported; immagine tagliata
Gender
Transessuale assassino dei suoi genitori trasferito in una prigione femminile: ora sta aggredendo sessualmente le detenute
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