Geopolitica
Putin: la convinzione dell’Occidente di poter sconfiggere la Russia è «una mera illusione»
L’Occidente sta usando l’Ucraina per minacciare la sicurezza della Russia, credendo nell’«illusione» di poter infliggere una sconfitta strategica a Mosca, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin.
Intervenendo alla sessione estesa del formato Outreach/BRICS Plus tenutasi giovedì a Kazan, Putin ha affermato che l’emergere di un «ordine mondiale più giusto» è ostacolato da «forze abituate a pensare e ad agire nella logica del dominio su tutto e tutti».
Secondo Putin, le «illegittime sanzioni unilaterali» dell’Occidente e l’interferenza negli affari di altri paesi con il pretesto della «preoccupazione per la democrazia e i diritti umani» stanno attivamente minando la stabilità strategica regionale e globale, oltre a incoraggiare «conflitti tra stati».
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Putin ha citato l’Ucraina come esempio, affermando che viene utilizzata per «creare minacce critiche alla sicurezza della Russia», mentre gli interessi vitali di Mosca, così come le sue «giuste preoccupazioni circa la violazione dei diritti della popolazione russofona», vengono ignorati.
I sostenitori stranieri di Kiev «non nascondono più il loro obiettivo di infliggere una sconfitta strategica al nostro Paese», ha detto Putin, aggiungendo che la convinzione dell’Occidente di poter raggiungere i propri obiettivi è «una mera illusione».
«Solo chi non conosce la storia della Russia può crederci, perché non tiene conto dell’unità e della forza d’animo dei russi forgiata nel corso dei secoli», ha affermato Putin.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0); Immagine tagliata
Geopolitica
Trump: le difese della Groenlandia sono «due slitte trainate da cani»
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Geopolitica
Trump lancia un ultimatum a Cuba
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che Cuba non riceverà più né petrolio né denaro dal Venezuela, esortando l’isola a concludere un accordo con Washington «prima che sia troppo tardi».
Cuba, storico alleato del Venezuela e tra i principali destinatari del suo petrolio a prezzi agevolati, non riceve più forniture dal paese OPEC a partire dai primi giorni di gennaio. Secondo i dati sulle spedizioni, da quando il presidente Nicolás Maduro è stato catturato dalle forze statunitensi, nessun carico di greggio è più partito dai porti venezuelani diretti verso l’isola, in seguito al blocco delle consegne imposto dagli Stati Uniti.
«NON CI SARANNO PIÙ PETROLIO O DENARO A CUBA – ZERO!» ha scritto Trump domenica sulla sua piattaforma Truth Social, precisando che «Cuba ha vissuto, per molti anni, grazie a grandi quantità di PETROLIO e DENARO provenienti dal Venezuela».
«Suggerisco vivamente di raggiungere un accordo, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI», ha aggiunto.
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Nel corso del raid statunitense di inizio mese, decine di membri delle forze di sicurezza venezuelane e cubane sono rimasti uccisi. In quell’occasione Trump aveva dichiarato che Cuba era «pronta a cadere», sottolineando la gravissima crisi economica che attanaglia l’isola e avvertendo che l’Avana difficilmente sarebbe sopravvissuta senza le forniture di petrolio venezuelano a condizioni di favore.
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha respinto con fermezza la minaccia di Trump, sostenendo che Washington non possiede alcuna legittimità morale per imporre accordi all’Avana. «Cuba è una nazione libera, indipendente e sovrana. Nessuno ci detta cosa fare», ha scritto Díaz-Canel domenica su X, aggiungendo che l’isola subisce attacchi statunitensi da decenni e che saprà difendersi se necessario.
Intanto, tra Caracas e Washington è in corso di definizione un accordo del valore di 2 miliardi di dollari, in virtù del quale il Venezuela fornirà agli Stati Uniti fino a 50 milioni di barili di greggio; i relativi proventi verranno depositati in conti sotto il controllo del Tesoro americano.
Diversi alti esponenti dell’amministrazione Trump, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio, ritengono che l’intervento statunitense in Venezuela possa precipitare Cuba in una situazione di collasso. Nelle ultime settimane la retorica americana nei confronti dell’Avana si è fatta via via più dura.
Gli Stati Uniti mantengono un embargo commerciale totale sull’isola caraibica dagli anni Sessanta. Se le presidenze Obama e Biden avevano introdotto misure di normalizzazione dei rapporti, Trump ha invece reintrodotto Cuba nella lista americana degli stati sponsor del terrorismo.
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Geopolitica
Trump: «Zelens’kyj non aveva carte fin dal primo giorno»
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