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Prove di vita aliena saranno rivelate a breve: parla un regista legato alla NASA

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In un’intervista al Daily Mail, il documentarista britannico Simon Holland ha dichiarato che sono stati scoperti segnali di «intelligenza non umana nella nostra galassia» e la prova sarà resa pubblica entro un mese.

 

Lo Holland, che ha lavorato a vari documentari per un progetto di tracciamento degli asteroidi finanziato dalla NASA, ha parlato di un’onda radio lunga cinque ore, originariamente rilevata da telescopi terrestri cinque anni fa.

 

Secondo Holland, il segnale è attualmente in fase di rianalisi da parte di un team di ricercatori dell’Università di Oxford nell’ambito di Breakthrough Listen, un’iniziativa da 100 milioni di dollari guidata dal fisico russo-israeliano natoYuri Milner, dedicata alla ricerca di intelligenza extraterrestre.

 

«Stanno cercando dettagli, da qui il ritardo nella pubblicazione delle notizie», ha affermato lo Holland, aggiungendo che a causa della debolezza del segnale radio, gli scienziati stanno riscontrando «ostacoli tecnici».

 

Nel 2019, i telescopi australiani hanno rilevato uno «strano segnale» durante l’osservazione del sistema di Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro sistema solare, situata a circa 4,2 anni luce di distanza.

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Denominato Breakthrough Listen Candidate-1 (BLC-1), inizialmente si pensava che il misterioso segnale provenisse da un altro pianeta e gli scienziati speravano potesse indicare la presenza di vita.

 

Nel 2021, i ricercatori di Berkeley hanno successivamente suggerito che si trattasse probabilmente di un «falso positivo» causato da «due diversi trasmettitori terrestri che si mescolavano tra loro» e che «non si trattava sicuramente di alieni».

 

Tuttavia, lo Holland ha affermato, citando una fonte interna a Breakthrough Listen, che stanno aumentando nuove prove convincenti del fatto che il segnale potrebbe effettivamente aver avuto origine da una specie aliena avanzata.

 

Questa teoria è stata supportata da un «amministratore senior del radiotelescopio dell’UE», secondo l’ex produttore cinematografico diventato educatore scientifico. Il team di Oxford ha confermato al Daily Mail che stavano analizzando il segnale, ma non ha detto perché.

 

«Abbiamo trovato un’intelligenza extraterrestre non umana nella nostra galassia», ha detto Holland, «e la gente non ne è a conoscenza».

 

Lo Holland, che si descrive come un «editor cinematografico in pensione della BBC, specialista del dipartimento fattuale», ha uno show su YouTube chiamato «Professor Simon» e ritiene che Breakthrough si stia ora affrettando ad annunciare le proprie scoperte per battere i ricercatori cinesi, che avrebbero scoperto un segnale alieno nel 2022 e potrebbero presto rendere pubbliche le proprie scoperte.

 

Mentre la scienza ancora si interroga sulla questione extraterrestre, la politica e le forze dell’ordine procedono in maniera più concreta.

 

Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa è stato distribuito agli agenti di polizia degli Stati Uniti un manuale su come gestire le segnalazioni di «fenomeni aerei non identificati» (UAP), in cui vengono descritti come chiara minaccia per la sicurezza nazionale, poiché le loro capacità e origini sono sconosciute».

 

Come riportato da Renovatio 21, un’udienza dell’anno scorso del Congresso sugli UAP, l’ex ufficiale dell’aeronautica militare statunitense e funzionario dell’intelligence David Grusch aveva affermato di aver intervistato diversi funzionari del Pentagono con conoscenza diretta di velivoli di origine «non umana», i quali hanno riferito che i cosiddetti «materiali biologici» erano stati recuperati da alcuni dei velivoli.

 

Un rapporto di inizio anno che negava le prove di vita extraterrestre in realtà rivelava anche la costruzione di sistemi sensoristici chiamati «Gremlin» per il rilevamento degli UFO.

 

A novembre alcuni giornali come il Daily Mail, dicendo di avere fonti anonime, avevano scritto che la CIA sarebbe riuscita a recuperare almeno nove veicoli potenzialmente alieni, due dei quali «completamente intatti».

 

Il tema degli UFO sta scaldando molti animi a Washington in questi ultimi anni, con vari senatori americani che parlano apertis verbis della loro possibile minaccia agli interessi militari americani. «Ci sono cose che volano sopra installazioni militari, e nessuno sa cosa sia e non sono nostre», ha dichiarato il senatore repubblicano Marco Rubio.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel 2021 al Congresso USA era stato presentato un disegno di legge sulla Difesa che per finanziare il reverse engineering della tecnologia UFO.

 

Lo scorso autunno lo Sean Kirkpatrick, il responsabile degli UFO presso il Pentagono (o per lo meno, quello che apparentemente fa questo mestiere), arrivato al termine del suo incarico ha fatto un bilancio della sua attività e dichiarato possibile l’esistenza della vita extraterrestre.

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In questi anni è emerso anche che vi sarebbe una piccola guerra civile in corso tra i funzionari del governo su quanta parte delle loro informazioni sugli UFO dovrebbero consegnare al Congresso e al pubblico, una presunta piccola «società segreta» di potenti custodi di materiale classificato interna al Pentagono che rifiuterebbe di divulgare qualsiasi informazione a riguardo.

 

Il Pentagono l’anno passato ha ammesso di aver filmati secretati di UFO abbattuti da caccia USA.

 

Pochi mesi fa anche deputati giapponesi hanno istituito un progetto di gruppo bipartisan dentro la Dieta (il Parlamento del Paese) per lo studio degli UFO, con l’obbiettivo di cambiare l’approccio del governo alla misteriosa ed esiziale questione.

 

Come riportato da Renovatio 21, la scorsa estate è stato altresì registrato il più nitido video ufologico della storia, girato nella città di Curitiba, nel Brasile meridionale.

 

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Starmer invita l’ex principe Andrea a testimoniare sui legami con Epstein

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Il primo ministro britannico Keir Starmer ha invitato Andrew Mountbatten-Windsor a testimoniare davanti al Congresso degli Stati Uniti, dopo che l’ex membro della famiglia reale è stato ampiamente menzionato nell’ultima tranche di documenti su Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.   I documenti sono stati pubblicati ai sensi dell’Epstein Files Transparency Act, legge promulgata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel novembre dello scorso anno, che obbliga il Dipartimento di Giustizia a divulgare i documenti federali relativi alle indagini su Jeffrey Epstein. Mountbatten-Windsor, privato dei suoi titoli reali lo scorso anno, compare in e-mail e fotografie incluse nella cache pubblicata venerdì.   Sabato, parlando con i giornalisti, a Starmer è stato chiesto se l’ex principe dovesse scusarsi e fornire prove ai legislatori statunitensi, se richiesto.   «Innanzitutto, ho sempre affrontato questa questione pensando alle vittime di Epstein. Le vittime di Epstein devono avere la priorità assoluta. Quanto all’opportunità o meno di chiedere scusa, questa è una questione che riguarda Andrew», ha affermato.  

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«Ma sì, per quanto riguarda la testimonianza, ho sempre detto che chiunque abbia informazioni dovrebbe essere pronto a condividerle in qualsiasi forma gli venga chiesto. Non si può essere incentrati sulla vittima se non si è disposti a farlo», ha aggiunto.   Il fratello di re Carlo III ha ripetutamente negato ogni illecito e in precedenza aveva affermato di aver interrotto la sua relazione con Epstein dopo la prima condanna del finanziere per aver indotto una minorenne alla prostituzione nel 2008.   Tuttavia, l’ultima pubblicazione include fotografie e scambi di email tra i due risalenti al 2010, due anni dopo che il finanziere caduto in disgrazia si era dichiarato colpevole in Florida.   Le immagini mostrano l’ex membro della famiglia reale inginocchiato su una donna non identificata sdraiata a terra, senza fornire alcun contesto su quando o dove siano state scattate. Le email mostrano anche Epstein che propone ad Andrea di cenare con una «bellissima e affidabile» donna russa di 26 anni.   L’anno scorso, il re ha privato il fratello dei suoi titoli e onori reali a seguito di una rinnovata controversia legata a Virginia Giuffre, morta suicida ad aprile. Nel 2022, Andrew ha patteggiato una causa civile con Giuffre, che sosteneva di essere stata trafficata per l’allora principe per incontri non consensuali quando era ancora minorenne, secondo la legge di New York.  

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Nuovi file Epstein: spuntano i nomi di Trump, Musk e Bill Gates

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Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso pubblico l’ultimo, vasto lotto di documenti legati al finanziere condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein, in ottemperanza a un obbligo imposto dal Congresso. La pubblicazione porta alla luce nuovi dettagli sulle frequentazioni del magnate, senza però formulare nuove accuse penali nei confronti delle figure di spicco menzionate.

 

Il vice procuratore generale Todd Blanche ha comunicato venerdì il rilascio di oltre 3 milioni di pagine, 2.000 video e 180.000 immagini, precisando tuttavia l’applicazione di «ampie» censure finalizzate a tutelare l’identità delle vittime e le indagini ancora in corso.

 

L’insieme dei documenti, diffuso con oltre un mese di ritardo rispetto alla scadenza fissata dal Congresso, conclude l’adempimento dell’amministrazione Trump previsto dall’Epstein Files Transparency Act.

 

I materiali, provenienti dalle indagini dell’FBI e dagli archivi personali di Epstein, comprendono email in cui il CEO di Tesla, Elon Musk, discuteva di un possibile viaggio sull’isola privata di Epstein. Alla fine del 2013 Musk scrisse a Epstein comunicando di essere diretto a St. Barts e chiedendo «un buon momento per la visita»; Epstein propose di inviare il proprio elicottero. Il viaggio non ebbe mai luogo e Musk ha dichiarato pubblicamente di non aver mai messo piede sull’isola.

 

In un’altra email del 2013 Epstein si inviò da solo un documento redatto come lettera di dimissioni dalla Bill & Melinda Gates Foundation, in cui sosteneva in modo clamoroso e non verificato che Gates avrebbe chiesto assistenza per procurarsi farmaci «per affrontare le conseguenze dei rapporti sessuali con ragazze russe». Un portavoce di Gates ha smentito categoricamente l’affermazione, definendola «assolutamente assurda e completamente falsa».

 

Dai documenti emerge inoltre che i contatti tra Epstein e il Segretario al Commercio Howard Lutnick proseguirono fino al 2018, smentendo le precedenti dichiarazioni di Lutnick secondo cui i rapporti si sarebbero interrotti nel 2005. Nei manifesti di volo e negli orari compaiono anche il principe Andrea, insieme ad altre personalità quali il magnate tecnologico Peter Thiel e Steve Bannon, già consigliere del presidente Donald Trump.

 

Parte del database raccoglie sintesi di segnalazioni inviate alla linea pubblica dell’FBI, contenenti accuse non verificate di illeciti attribuiti a Trump in relazione a Epstein. Il dipartimento di Giustizia ha premesso al comunicato una nota in cui avverte che alcuni documenti «contengono affermazioni false e sensazionalistiche contro il Presidente Trump», giudicate «infondate e false».

 

Il Blanche ha precisato che l’esame delle email personali di Epstein non ha evidenziato alcun elemento da cui emerga che quest’ultimo ritenesse Trump colpevole di crimini o coinvolto in contatti inappropriati con le vittime. Al contrario, le email rivelano che Epstein criticava spesso Trump, definendolo «stupido» e mettendo in dubbio le sue capacità mentali.

 

Durante una conferenza stampa, Blanche ha giustificato il ritardo nella diffusione citando la complessità della revisione di milioni di pagine e ha respinto con decisione le accuse di occultamento.

 

«Non stiamo nascondendo alcuna tranche di documenti super segreti», ha dichiarato, sottolineando che la Casa Bianca non ha esercitato «alcuna supervisione» sul processo di vaglio.

 

Il comunicato include inoltre nuovi elementi relativi alla collaboratrice di Epstein, Ghislaine Maxwell, attualmente detenuta per una condanna a 20 anni, tra cui la sua foto segnaletica e il certificato di naturalizzazione che indica la professione di «manager» al servizio di Epstein.

 

La pubblicazione segue una recente istanza presentata in tribunale dalla Maxwell, secondo cui 29 presunti complici di Epstein avrebbero evitato il processo grazie a accordi riservati; Blanche ha affermato di non essere a conoscenza di tale circostanza.

 

Il rilascio dell’ultimo lotto di documenti non ha placato le speculazioni che circondano la rete di Epstein: legislatori e opinione pubblica continuano a esaminare i fascicoli, pesantemente oscurati, alla ricerca di ulteriori indizi sull’estensione dei suoi crimini e sui rapporti con ambienti di potere.

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Militaria

«Il Discombobulatore»: Trump ammette l’uso di un’arma segreta nell’operazione per catturare Maduro

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Il presidente Donald Trump ha rivelato che le forze armate statunitensi hanno impiegato un’arma segreta per neutralizzare l’equipaggiamento militare venezuelano durante l’operazione del 3 gennaio, culminata con l’arresto del leader venezuelano Nicolas Maduro. Lo riporta Epoch Times.   «Il Discombobulator. Non mi è permesso parlarne», ha dichiarato Trump in un’intervista al New York Post pubblicata il 24 gennaio.   Secondo il presidente, l’arma ha reso inoperante l’armamento venezuelano nel corso dell’azione, permettendo alle forze statunitensi di catturare Maduro e sua moglie Cilia Flores all’interno della loro residenza nella capitale, Caracas.

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«Non sono mai riusciti a far decollare i loro razzi. Avevano razzi russi e cinesi, e non ne hanno mai fatto decollare uno. Siamo arrivati, hanno premuto i pulsanti, e non ha funzionato niente. Erano tutti pronti per noi», ha affermato.   Trump non ha fornito dettagli sul funzionamento dell’arma né sulle modalità del suo impiego. Le dichiarazioni del presidente sono in linea con il presunto resoconto di un testimone oculare, già riportato in precedenza su Renovatio 21, con una «guardia di sicurezza: A un certo punto, hanno lanciato qualcosa… non so come descriverlo… è stato come un’onda sonora molto intensa. Improvvisamente ho sentito come se la mia testa stesse esplodendo dall’interno. Abbiamo iniziato tutti a sanguinare dal naso. Alcuni vomitavano sangue. Siamo caduti a terra, incapaci di muoverci».   In un’intervista trasmessa su Fox News il 3 gennaio, Trump aveva già sottolineato che le forze speciali coinvolte nel raid «hanno fatto prove e si sono esercitate come nessuno aveva mai visto prima» e avevano ricostruito un modello esatto del luogo dell’operazione. Aveva descritto la residenza di Maduro come «più simile a una fortezza che a una casa».   «Aveva porte d’acciaio. C’era quello che chiamano lo spazio di sicurezza, dove, sapete, tutto acciaio massiccio», aveva spiegato Trump al telegiornale.   «Non è riuscito a chiudere quello spazio. Stava cercando di entrarci, ma è stato travolto così velocemente che non ci è riuscito. Eravamo preparati».   Almeno 32 ufficiali cubani, inviati per proteggere Maduro in Venezuela, sono rimasti uccisi durante l’attacco statunitense, secondo quanto denunciato dal governo cubano.   Il 4 gennaio il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che l’apparato di sicurezza interna di Maduro era «interamente controllato dai cubani».   «Quelli che hanno in un certo senso colonizzato, almeno all’interno del regime, sono i cubani. Sono stati i cubani a proteggere Maduro. Non era sorvegliato da guardie del corpo venezuelane», ha precisato Rubio.   Come riportato da Renovatio 21, Trump ora sta minacciando direttamente anche l’Avana.   Dopo la rimozione di Maduro, la vicepresidente venezuelana Delcy Rodriguez è stata nominata leader ad interim dalla Corte Suprema del Venezuela e ha prestato giuramento il 5 gennaio.

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A seguito dell’operazione statunitense, Trump ha ammonito Rodriguez che il suo destino potrebbe risultare peggiore di quello di Maduro – attualmente detenuto negli Stati Uniti con accuse legate a traffico di droga e armi – qualora non «faccia ciò che è giusto».   Il governo provvisorio venezuelano ha liberato centinaia di prigionieri politici per dimostrare la propria «ampia intenzione di cercare la pace»: oltre 100 detenuti politici sono stati rilasciati il 25 gennaio, secondo quanto riferito da Alfredo Romero, direttore del Foro Penal con sede a Caracas.   Il 5 gennaio Maduro e sua moglie si sono dichiarati non colpevoli di tutte le accuse formulate dagli Stati Uniti.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr; modificata
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