Misteri
Prigozhin sepolto a San Pietroburgo. La UE non è sicura che sia morto
Evgenij Viktorovich Prigozhin, il capo del gruppo militare privato Wagner è stato sepolto nel cimitero Porokhovskoye di San Pietroburgo, ha annunciato martedì il gruppo di media da lui controllato.
La cerimonia funebre si è svolta a porte chiuse, alla presenza solo dei parenti stretti e degli amici di Prigozhin. La posizione esatta della tomba del capo Wagner deve ancora essere confermata, ma il suo team mediatico ha detto che tutti sono invitati a visitarla al cimitero.
Le immagini che circolano online suggeriscono che il defunto boss Wagner sia stato sepolto accanto a suo padre, con una croce di legno eretta sulla tomba. Fotografie apparse in rete mostrano bandiere russe e della compagnia militare privata che sventolano sulla tomba.
Secondo quanto riportato Prigozhin, sarebbe morto insieme ad alcuni dei suoi più stretti collaboratori, tra cui i leader del gruppo Wagner, nonché all’equipaggio, nell’incidente del suo jet privato, precipitato in Russia mercoledì scorso.
La causa dell’incidente è attualmente indagata dal comitato investigativo russo, che domenica ha confermato l’identità di tutte le vittime dopo il test del DNA. Il Cremlino ha bollato come «menzogna totale» l’idea che il potere russo sia dietro la morte del personaggio. Putin ha espresso il suo giudizio sull’uomo in un messaggio nella scorsa settimana.
Detenuto per anni nelle carceri sovietiche per rapina e altro, Prigozhin sarebbe divenuto imprenditore seriale, emerso come figura di spicco nella scena imprenditoriale post-sovietica di San Pietroburgo negli anni Novanta, Prigozhin ha iniziato con un chiosco di hot dogghi, prima di diventare un noto ristoratore.
Ciò portò a contratti statali nei primi anni 2000 e le sue aziende alla fine divennero importanti fornitori dei settori dell’istruzione e militare.
Prigozhin successivamente si è ramificato in altri ambiti, che vanno dall’edilizia alle partecipazioni nei media.
La Wagner è arrivata alla ribalta internazionale per la prima volta con l’intervento russo in Siria, a metà degli anni 2010, e il suo profilo è cresciuto ulteriormente grazie alle sue attività in Ucraina, in particolare nella seconda metà del 2022.
Critico schietto di molti funzionari statali in Russia, Prigozhin ha aveva guidato il misterioso ammutinamento militare fallito nel giugno di quest’anno, che era partito da Rostov sul Don per poi dirigersi verso Mosca, fermandosi tuttavia per strada e rinunciando così ad entrare nella capitale.
È stato riportato che il 26 giugno, giorni dopo la rivolta wagnerita, Putin avrebbe visto Prigozhin al Cremlino in un incontro durato tre ore. Secondo recenti voci raccolte dalla stampa occidentale, la cui attendibilità quindi è non chiara, il presidente russo avrebbe alzato la voce per tutto il tempo.
Nel frattempo sono emerse quelle che sarebbero le ultime foto del Prigozhin prima di rientrare a Mosca, e di a San Pietroburgo con il volo fatale.
Si tratta di selfie scattati con il boss Wagner da congolesi, che paiono felicissimi di farsi ritrarre con Evgenij Viktorovich, la cui popolarità in Africa è forse sottovalutata dall’Occidente.
Prigozhin poco prima di morire aveva pubblicato un video che lo ritraeva, mitragliatore nella selva africana, mentre diceva che stava operando a 50 gradi «kak my lubym» («come piace a noi») per rendere l’Africa più libera e la Russia più grande.
???????? Wagner head Prigozhin is in Africa encouraging people to join his ranks. pic.twitter.com/RM8y7iJOJg
— Jackson Hinkle ???????? (@jacksonhinklle) August 21, 2023
Considerando il personaggio, che era già rispuntato vivo e vegeto dopo un incidente aereo in Congo e che era legato intimamente al vertice del potere russo, non è proibito mantenere qualche dubbio sull’accaduto.
E non si tratta solo di Renovatio 21 a nutrire un qualche scetticismo: perfino Bruxelles è cauta. Secondo alcuni siti russi, la stessa Commissione Europea non ha ancora deciso se togliere le sanzioni contro Prigozhin in attesa di avere «informazioni affidabili» sull’accaduto.
La testata Daily Storm ha affermato di aver ricevuto una dichiarazione dal servizio stampa del ramo esecutivo dell’UE in cui si afferma di non aver ancora visto una «conferma attendibile» della morte di Prigozhin. «Le decisioni del Consiglio [europeo] vengono prese all’unanimità, mentre le discussioni tra gli Stati membri sono confidenziali», si legge nel commento, citato in russo.
Il Prigozhino e le sue aziende sono state colpite da diverse ondate di sanzioni occidentali. Gli Stati Uniti hanno preso di mira l’imprenditore seriale russo per la prima volta nel 2016 per presunta ingerenza elettorale.
L’UE ha fatto lo stesso nel 2020, citando il suo ruolo di capo della compagnia militare privata Wagner, che all’epoca era accusata di fornire armi alla Libia, in violazione di un embargo delle Nazioni Unite.
Anche i suoi familiari erano finiti nel mirino dopo lo scoppio del conflitto russo-ucraino lo scorso anno. A marzo, la sua anziana madre, Violetta Prigozhina, aveva ottenuto una sentenza della seconda corte più alta dell’UE per annullare le sanzioni personali contro di lei, dopo che la corte aveva affermato che le restrizioni erano «basate esclusivamente sulla loro relazione familiare».
Misteri
La Maxwell propone un accordo per scagionare Trump e Clinton
Ghislaine Maxwell, complice del defunto misterioso miliardario e molestatore sessuale Jeffrey Epstein, si è detta disponibile a fornire informazioni che, a quanto pare, scagionerebbero il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l’ex presidente Bill Clinton, in cambio di un atto di clemenza.
L’ex madame del pedofilo condannato sta attualmente scontando una pena di 20 anni di carcere per molteplici reati, tra cui il traffico sessuale di minori. La Maxwell è finita nuovamente al centro dell’attenzione, mentre i legislatori cercano di fare luce su come Epstein, un finanziere ben introdotto, sia riuscito ad abusare sessualmente di minorenni per anni.
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Sia Trump che Clinton compaiono ritratti e menzionati nei file di Epstein, ma entrambi negano qualsiasi comportamento illecito.
Lunedì la Maxwell si è rifiutata di rispondere alle domande presentate dalla Commissione di Vigilanza della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Durante un’udienza virtuale dal carcere in Texas, ha invocato il suo diritto, garantito dal Quinto Emendamento, a non autoincriminarsi. L’avvocato della Maxwella, David Oscar Markus, ha dichiarato che la sua assistita avrebbe testimoniato se le fosse stata concessa la clemenza.
«Sia il presidente Trump che il presidente Clinton sono innocenti di ogni illecito. Solo la signora Maxwell può spiegarne il motivo», ha scritto l’avvocato su X.
Clinton e sua moglie, l’ex Segretario di Stato Hillary Clinton, dovrebbero presentarsi in udienza entro la fine del mese.
Il presidente della commissione di controllo della Camera, James Comer, ha sconsigliato al presidente di concedere la clemenza a Maxwell.
La Maxwell è l’unica persona condannata per crimini legati a Epstein, nonostante nello scandalo siano coinvolte numerose personalità di alto profilo della politica e della finanza.
I critici hanno ipotizzato che abbia ricevuto un trattamento di favore quando è stata trasferita in un’altra prigione federale dopo un colloquio con il vice procuratore generale nel 2025, sostenendo che avrebbe potuto beneficiare di una potenziale grazia.
La Casa Bianca ha negato che la clemenza sia in fase di valutazione. Quando gli è stato chiesto di una possibile grazia a novembre, Trump ha dichiarato di non averci pensato.
Lunedì, i membri del Congresso hanno iniziato a esaminare le versioni non censurate dei file Epstein. In seguito alla revisione, i deputati Thomas Massie e Ro Khanna hanno dichiarato di aver trovato almeno sei nomi inappropriatamente censurati nelle versioni pubbliche, suggerendo di voler rivelare i nomi pubblicati alla Camera.
L’ultima serie di documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia e provenienti dalla famiglia Epstein ha scatenato ricadute politiche in diversi paesi, tra cui il Regno Unito, dove il primo ministro Keir Starmer è sotto pressione affinché si dimetta a causa della nomina dell’ex inviato britannico Peter Mandelson, che aveva legami con Epstein.
Ghislaine Maxwell è una delle figlie del magnate dei media inglese Robert Maxwell, che aveva cambiato nome nascondendo le sue origini ebraico-carpatiche: vero nome Ján Ludvík Hyman Binyamin Hoch, nato a Slatinske Doly in Rutenia (ora Ucraina) in una famiglia povera e numerosa che praticava l’ebraismo ortodosso e parlava solo yiddish. Robert Maxwell è stato definito come una «superspia» dello Stato di Israele, per il quale avrebbe trafficato segreti atomici. Morto misteriosamente nell’Atlantico mentre era sul suo panfilo (chiamato Lady Ghislaine), al funerale in Israele erano presenti vari capi del Mossad e vertici dello Stato Ebraico.
La Maxwell stava scontando una pena di 20 anni presso l’Istituto correzionale federale di Tallahassee per traffico di ragazze minorenni a fini sessuali, dove ha adottato la «fede ebraica del defunto padre», ricevendo di conseguenza, con l’aiuto di un’organizzazione del movimento ebraico Chabad-Lubavitch, il beneficio di differenze nei pasti e nell’estensione del tempo libero.
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Ghislaine è ritenuta essere un collegamento tra il caso Epstein e i servizi israeliani, sempre più sospettati di essere dietro l’immane operazione di ricatto dei potenti della Terra filmati mentre facevano sesso con ninfette nell’isola di San Giacomo piccolo nelle Isole Vergini britanniche o nelle magioni di Epstein (in Florida, in Nuovo Messico, a Parigi, a Nuova York aveva il più grande palazzo della città).
Come riportato da Renovatio 21, nel corso dello scorso mese la Maxwella si era detta «pronta» a testimoniare in un’audizione di una Commissione del Congresso a Washington.
La Maxwell, è emerso, ha fatto vari viaggi con Bill Clinton, di cui, secondo le voci, sarebbe stata pure amante.
Ad un giornalista che nel giorno dell’arresto della Maxwell chiedeva un commento a Trump, che la conosce personalmente come figura costante nel mondo dei party altolocati a Nuova York ed in Florida, il presidente reagì augurando alla donna buona fortuna.
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Immagine screenshot da Twitter
Misteri
Le porte del pandemonio di Epstein
«Ci divertiremo», scrive Jeffrey Epstein il 7 dicembre 2009. Questa frase è la sua risposta a un’e-mail del consulente scientifico della Bill & Melinda Gates Foundation (e consulente scientifico di Bill Gates), Boris Nikolic, che sta stilando una lista di «stelle nascenti», molte delle quali sono scienziati, che «dovrebbero visitare insieme».
A quel punto, tutti dovevano sapere che Epstein era un noto molestatore sessuale, già condannato. Era stato rilasciato dal carcere solo pochi mesi prima, il 22 luglio. Era sotto inchiesta dal 2005: i funzionari federali avevano identificato tre dozzine di ragazze che Epstein avrebbe abusato sessualmente (dopo un controverso patteggiamento concordato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, fu condannato solo per due reati). Perché un alto funzionario della Fondazione Gates avrebbe voluto organizzare incontri tra Epstein e scienziati di spicco? Se si trattava di soldi, sicuramente avrebbero potuto trovare investitori più promettenti. Con cosa, alla fine, «si sarebbero divertiti»?
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Oppure, ad esempio, nel gennaio 2010 stava discutendo di mRNA e codoni.
L’ultimo lotto di documenti dell’indagine su Jeffrey Epstein, pubblicato il 30 gennaio, è composto da oltre 3 milioni di pagine, con molti nomi censurati. È stata creata un’utile simulazione della casella di posta di Epstein, completamente ricercabile e che consente l’accesso al contenuto di oltre 7.000 email. Con parole chiave e pazienza, i documenti originali possono quindi essere reperiti sul sito web del Dipartimento di Giustizia.
Il trio Epstein-Nikolic-Gates figura in primo piano anche in una lunga lettera di accordo inviata da Epstein a Gates. Secondo questo documento del 2013, Gates «richiede espressamente» a Epstein di «rappresentare personalmente» Nikolic nelle trattative per la cessazione del suo rapporto di lavoro con Gates. La prima sezione di questa lettera di sei pagine afferma: «il signor Gates riconosce che il signor Epstein ha un rapporto collegiale esistente con il signor Gates, in base al quale il signor Epstein ha ricevuto informazioni riservate e/o proprietarie dal signor Gates». Un’analisi del suo contenuto e delle sue implicazioni più ampie è disponibile in un articolo dettagliato di Sayer Ji su Epstein, Gates e «Pandemics as a Business Model».
Nel marzo 2017, due anni e mezzo prima dell’Evento 201, tre anni prima che il COVID-19 fosse ufficialmente dichiarato pandemia dall’OMS, una discussione via email tra Gates e bgC3 (Bill Gates Catalyst 3, ora Gates Ventures) parla di «simulazione pandemica».
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Nel 2017, un’e-mail di Boris Nikolic indirizzata sia a Epstein che a Gates (quattro anni dopo la lettera di accordo in cui Epstein avrebbe mediato la rottura tra Nikolic e Gates) menziona la «pandemia» come un’area chiave per un Donor Advised Fund.
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Misteri
Emerge un comunicato ufficiale che annuncia la morte di Epstein con un giorno di anticipo
È stata diffusa una dichiarazione ufficiale del governo che annunciava la morte di Jeffrey Epstein con un giorno di anticipo. Lo riporta Infowars. Il documento, emesso dall’ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York e datato venerdì 9 agosto 2019, afferma che Epstein è stato trovato privo di sensi nella sua cella e dichiarato morto poco dopo.
In realtà, Jeffrey Epstein fu scoperto senza vita solo nella mattinata del 10 agosto 2019. Nella nota si legge: «Stamattina presto, il Manhattan Correctional Center ha confermato che Jeffrey Epstein, accusato da questo ufficio di traffico sessuale di minori, è stato trovato privo di sensi nella sua cella e dichiarato morto poco dopo.
«Gli eventi di oggi sono inquietanti e siamo pienamente consapevoli che potrebbero rappresentare un ulteriore ostacolo alla possibilità di garantire alle numerose vittime di Epstein di comparire in tribunale.
«A quelle coraggiose giovani donne che si sono già fatte avanti e alle tante altre che devono ancora farlo, vorrei ribadire che restiamo impegnati a difendervi e a proseguire le nostre indagini sulla condotta contestata nell’atto d’accusa».
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Epstein era detenuto nel Manhattan Correctional Center dal 7 luglio 2019 fino al giorno della sua morte, avvenuta nell’agosto dello stesso anno. Era accusato di tratta di minori a fini sessuali e associazione a delinquere.
La sua morte fu ufficialmente classificata come suicidio per impiccagione. I documenti resi pubblici di recente forniscono ulteriori dettagli sulle circostanze del decesso.
Secondo quanto riportato dal Daily Mail «dagli archivi emerge che gli investigatori dell’FBI e dell’Ufficio dell’ispettore generale del Dipartimento di Giustizia hanno individuato un filmato in cui appare quella che sembra essere una figura non identificata diretta verso il piano in cui era detenuto Epstein. «Il video avrebbe ripreso una figura vestita di arancione che saliva una scala nelle vicinanze dell’unità abitativa di Epstein durante le ore notturne».
Gli investigatori hanno rilevato questo movimento, ma non hanno mai concluso pubblicamente se la figura avesse un legame diretto con Epstein o con la sua morte.
«I limiti e i malfunzionamenti del sistema di sorveglianza hanno impedito agli investigatori di ricostruire una sequenza visiva completa delle attività nell’unità», si legge ancora.
Non è stata ancora ricostruita una cronologia esaustiva delle ultime ore di vita di Epstein. Le guardie addette alla sua sorveglianza non hanno effettuato i controlli previsti per protocollo e, a quanto risulta, le telecamere installate nella sua cella hanno presentato gravi malfunzionamenti.
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