Pubblicato originariamente da US Right to Know.
Stacy Malkan è co-fondatrice e caporedattrice di US Right to Know, dove si occupa di scienza della salute pubblica e monitora le attività di lobbying e pubbliche relazioni del settore.
Renovatio 21 aveva già iniziato, qualche tempo fa, a trattare il tema degli psicofarmaci, argomento dentro al quale quasi nessuno vuole realmente entrare. Sappiamo che nell’ultimo ventennio l’uso di antidepressivi e ansiolitici in generale è aumentato in modo esponenziale, complice forse la realtà destrutturata dentro cui vive in cui vive l’uomo moderno.
La gravità, però, sta nel fatto che oggi questi farmaci siano prescritti senza il minimo timore delle catastrofiche conseguenze. Abbiamo voluto parlarne con il Dott. Stefano Montanari, che ben conosce i farmaci e il modo di agire di quelle industrie farmaceutiche che pensano al profitto più che al benessere delle persone, come invece vorrebbero far credere.
Dentro a questa ricca intervista troverete tutto ciò che nessuno vuole dirvi: né la stampa, né il vostro medico di base che al minimo stress lavorativo vorrebbe prescrivervi un bell’ansiolitico da ingerire dopo i biscotti a colazione.
Il mio vecchio professore di farmacologia li definiva «le camicie di forza chimiche»
Dottor Montanari, l’uso – o meglio sarebbe dire l’abuso – di psicofarmaci è aumentato a dismisura negli ultimi vent’anni. A cosa crede sia dovuto?
Gli psicofarmaci sono comodissimi. Quasi mezzo secolo fa il mio vecchio professore di farmacologia li definiva «le camicie di forza chimiche» perché, come le costrizioni che si mettevano ai matti, non hanno il minimo effetto sulla malattia ma liberano da tanti incomodi chi a quei soggetti deve per qualunque ragione stare vicino. In più, lo psicofarmaco è spesso non solo benaccetto ma fortemente desiderato dal malato stesso che, diventandone dipendente, grazie alla magica pastiglietta, trasloca in un mondo decisamente per lui più accettabile.
Una società forse meno stabile, dunque. Ma che va curata con gli psicofarmaci secondo lei? Non è che si tenda ad imbambolare tutti senza risolvere i problemi, anche sociologici, umani, morali che stanno alla radice?
Lo psicofarmaco è spesso non solo benaccetto ma fortemente desiderato dal malato stesso che ne diventa dipendente
Non ci sono dubbi: rimbambendo la popolazione la si domina molto meglio. Chi conta non ha il minimo interesse a risolvere davvero i problemi. Ciò che si vuole è semplicemente eliminarli dalla percezione, e questo avviene inizialmente a livello del singolo individuo. Come suggerisce la parola, in origine gli psicofarmaci erano mirati a trattare (non ho detto risolvere) i disturbi della mente. Poi ci si è accorti che funzionavano benissimo per nascondere i sintomi fastidiosi di tante malattie che nascevano da malfunzionamenti dell’organismo ripercuotendosi, poi, sulla psiche.
Le faccio l’esempio della sensibilità chimica multipla, un problema di allergia a una quantità enorme di sostanze che rende a dir poco difficile la vita. Quei malati sono oggettivamente fastidiosi perché il loro massimo, spesso unico, interesse è quello legato alla loro condizione e può accadere che non parlino d’altro, e tutta la loro vita, e di conseguenza quella di chi sta loro vicino anche solo occasionalmente, ruota intorno al problema. Ecco, allora, che arriva in soccorso la chimica e il tedio, se non scompare del tutto, almeno si attenua vistosamente. Dato che la sensibilità chimica multipla è sempre più diffusa, e questo a causa dell’inquinamento ambientale, alimentare e, temo soprattutto, dell’abuso di farmaci in generale, sono nati dei centri sanitari appositi. In questi, lungi dall’affrontare e perfino dal tentare d’individuare la causa, si bombardano i pazienti di psicofarmaci. Non è certo un caso se nessun paziente trattato in quel modo è mai guarito.
Ci si è accorti che gli psicofarmaci funzionavano benissimo per nascondere i sintomi fastidiosi di tante malattie che nascevano da malfunzionamenti dell’organismo ripercuotendosi, poi, sulla psiche
Nessuno sembra però volerci parlare delle controindicazioni di questi farmaci. Pensiamo al massacro nella scuola di Sandy Hook, o alla strage di Aurora alla prima del film Batman e, sempre nello stesso periodo, a quell’omicidio plurimo consumatosi in New Mexico, per mano di un quindicenne. La stampa cercò di insabbiare, ma tutti questi ragazzi assumevano psicofarmaci che, come si può leggere nei bugiardini, possono istigare alla violenza e a pensieri suicidi…
È opportuno ricordare uno dei principi di base della farmacologia: non esiste nessun farmaco che non abbia controindicazioni ed effetti collaterali e questi differiscono, a volte in modo vistoso, da soggetto a soggetto. Se si somministrano prodotti nati proprio per modificare la chimica del cervello, perché il pensiero e tutto quanto ne consegue è una questione di chimica, è evidente che, di tanto in tanto, gli effetti possono risultare un po’, diciamo così, esagerati. Pensi agli effetti chimici che una molecola semplice e comunissima come l’alcool etilico, quello del vino e dei liquori, opportunamente somministrata provoca per ciò che riguarda i rapporti con il mondo, arrivando anche a stravolgere l’etica cancellando, ad esempio, certe inibizioni.
Dato che la sensibilità chimica multipla è sempre più diffusa, e questo a causa dell’inquinamento ambientale, alimentare e, temo soprattutto, dell’abuso di farmaci in generale, sono nati dei centri sanitari appositi. In questi, lungi dall’affrontare e perfino dal tentare d’individuare la causa, si bombardano i pazienti di psicofarmaci
Addirittura alcune di queste sostanze sono entrate nel linguaggio senza che ce ne ricordiamo. Prenda la parola assassino. Molto probabilmente la sua etimologia viene da hashish, la droga con cui si modificava la psiche di certi gruppi di soldati per togliere loro la paura e renderli privi di freni morali. Ma di sostanze che modificano pensiero e percezione ce n’è una lista infinita: molte di origine naturale, moltissime create in laboratorio e chissà quante sono pronte per essere sfornate e quante altre arriveranno in tempi brevi. Della stragrande maggioranze degli psicofarmaci sappiamo poco. Se, poi, questi prodotti sono assunti in combinazione con altri farmaci o, come a volte capita, con sostanze qual è, ad esempio, l’alcool di cui ho appena detto, può accadere qualcosa di decisamente spiacevole fino alla morte.
Un altro grande business per cui Big Pharma vuol dunque far calare il silenzio senza pensare ai danni collaterali?
Ormai da molti anni Big Pharma fa davvero il bello e il cattivo tempo. Il suo strapotere economico parallelo all’impoverimento marcatissimo delle risorse economiche disponibili per chi si occupa di salute ha fatto sì che non pochi fondamenti della medicina siano dimenticati quando non stravolti a favore dell’unico obiettivo delle case farmaceutica: fare denaro. Il che, da un certo punto di vista, è comprensibile: dopotutto si tratta d’imprese industriali e commerciali e, dunque, è del tutto normale che mirino a fare quattrini e, anzi, sempre più quattrini. L’etica è una zavorra che non fa parte del gioco.
Se si somministrano prodotti nati proprio per modificare la chimica del cervello, perché il pensiero e tutto quanto ne consegue è una questione di chimica, è evidente che, di tanto in tanto, gli effetti possono risultare un po’, diciamo così, esagerati
Forse, allora, era inevitabile che le nuove regole generassero una corruzione che si è capillarizzata fino ad impregnare le persone comuni che ne sono vittima. Gli effetti collaterali? È buffo constatare che molti di quelli sono elencati con una certa precisione nelle schede tecniche e nei bugiardini che accompagnano i farmaci ma è tragicamente buffo constatare che i medici non fanno leggere quelle avvertenze ai loro clienti pur avendone l’obbligo e, temo, non li leggono neppure loro.
Il problema è che oggi vengono prescritti, anche ad adolescenti, come fossero zucchero a velo…
Non solo agli adolescenti. Negli USA i bambini in età prescolare trattati con psicofarmaci sono numerosissimi. Pensi che condizioni come, ad esempio, la timidezza hanno la loro contromisura farmacologica pronta.
Crede che siano mai stati fatti test effettivi su questi farmaci?
Negli USA i bambini in età prescolare trattati con psicofarmaci sono numerosissimi. Pensi che condizioni come, ad esempio, la timidezza hanno la loro contromisura farmacologica pronta.
I test che oggi si fanno sono spesso su animali e questi danno indicazioni che mi limiterò a definire scarse quando non del tutto fuorvianti. Sperimentare sull’uomo è difficile, costoso, lungo e scientificamente dubbio, essendo troppe le individualità che caratterizzano ogni persona. E, allora, si mette sul mercato qualcosa e, come da titolo di un vecchio libro, «io speriamo che me la cavo».
Come può passare inosservato che un farmaco che in teoria dovrebbe curare una depressione, in realtà istighi, quantomeno nelle prime fasi di assunzione, a reazioni violente e a pensieri di omicidio-suicidio?
Esistono farmaci che hanno effetti collaterali vistosissimi e questi vengono negati con una faccia tosta che, da un certo punto di vista, è persino ammirevole. Se proprio è impossibile nascondere un caso di effetto collaterale particolarmente deleterio, si dice che si tratta di una reazione rarissima e basta non parlarne più. In fondo la gente non vuole seccature o tarli mentali ed è felice di non sapere.
Pensiamo al caso del’attore Robin Williams, morto suicida dopo una vita di successi. Il referto medico legale riferì che nel sangue dell’attore erano state trovate le tracce del Mirtazapine, noto anche come Remeron, un farmaco antidepressivo che vanta ben 10 avvertenze d’uso dove è scritta a chiare lettere la possibile correlazione con i suicidi premeditati. Quindi, anche in questo caso, un farmaco che invece di curare, uccide, senza che nessuno dica niente. Anzi, questo farmaco è ancora in commercio regolarmente….
Se proprio è impossibile nascondere un caso di effetto collaterale particolarmente deleterio, si dice che si tratta di una reazione rarissima e basta non parlarne più. In fondo la gente non vuole seccature o tarli mentali ed è felice di non sapere.
Qualche anno fa acquistai in Francia un grosso libro, peraltro mai arrivato in Italia, in cui si elencavano centinaia di casi di farmaci i cui effetti collaterali principali erano noti e registrati. La stragrande maggioranza dei medici ignora quegli effetti e, se li si fa loro notare, fanno spallucce e, magari, le fanno il sorrisetto che si riserva al ragazzino poco dotato. Quanto alle autorità cosiddette di controllo, molto spesso chiudono un occhio e a volte anche l’altro. Dopotutto gli enti da cui i cosiddetti controllori portano a casa lo stipendio dipendono economicamente proprio dalle case farmaceutiche.
Nel famoso volo Germanwings 9525 del 2015, dirottato volontariamente con 150 persone a bordo tutte poi morte, il copilota Andreas Lubitz, che operò la strage barricandosi nella cabina pilota, soffriva di depressione e assumeva psicofarmaci. Perché nessuno ne ha parlato?
Quello fu un caso importantissimo di una patologia che tutte le compagnie aeree conoscono e cercano di nascondere. In gergo tecnico si chiama «aero-toxicity». L’aria che si respira nelle cabine viene direttamente dai motori ed è piena d’inquinanti organici e inorganici tra cui le particelle di cui noi ci occupiamo. Glie lo dico perché noi quell’aria l’abbiamo analizzata e stiamo ancora lavorando con piloti e altro personale di bordo che si sono ammalati a causa di quei veleni. Uno dei sintomi possibili è proprio a carico della psiche, a volte con effetti gravissimi, e, come al solito, invece di affrontare la causa, ci se la cava con gli psicofarmaci. Il resto è tutta ovvietà.
In gergo tecnico si chiama «aero-toxicity». L’aria che si respira nelle cabine degli aerei viene direttamente dai motori ed è piena d’inquinanti organici e inorganici tra cui le particelle di cui noi ci occupiamo
Prozac, Paxil, Zoloft, Efexor: tutti antidepressivi che hanno delle controindicazioni molto pericolose. Eppure il dogma dello psico-farmaco è inviolabile, non trova?
Oggi la medicina è ripiombata nelle oscurità del medioevo e vive solo di dogmi. Molto onestamente i direttori dei due maggiori giornali medici, il Lancet e il New England Journal, hanno affermato che metà di ciò che viene pubblicato e che diventa sacro è semplicemente falso. Il che sarebbe di per sé allarmante se fosse vero. In verità, invece, le cose stanno peggio: le bufale che passano come risultati sono ormai in schiacciante maggioranza rispetto al poco di valido che esce, ed è così che siamo nelle mani di veri e propri apprendisti stregoni.
Oggi la medicina è ripiombata nelle oscurità del medioevo e vive solo di dogmi. Siamo nelle mani di veri e propri apprendisti stregoni.
Ci sarà sicuramente qualcuno che, forse sentendosi chiamato in causa, pur gridando allo scandalo per i vaccini “non puliti” e per l’obbligo vaccinale, si scandalizzerà altrettanto per una severa critica qui mossa verso gli inibitori selettivi della ricapitolazione della serotonina (SSRI), e quindi di tutti gli psicofarmaci in generale. Rispondiamo con anticipo ai sicuri piagnistei di qualcuno che si è reso conto, epperò ancora non ha il coraggio di ammetterlo, che l’industria farmaceutica non ha alcun interesse per la salute della popolazione?
Mi chiedo che interesse dovrebbe avere. L’industria farmaceutica non differisce dalle altre per etica: l’obiettivo è fare soldi, meglio se tanti, meglio se facilmente. Bisogna ammettere che Big Pharma è stata bravissima ad andare a bersaglio.
Cristiano Lugli
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Una serie di recenti vittorie ottenute da Bayer contrasta con la promessa del presidente Donald J. Trump di «rendere l’America di nuovo sana» – che molti sostenitori hanno interpretato come un impegno a contrastare le industrie legate alle malattie croniche. Le vittorie dimostrano anche come una società straniera possa ottenere influenza ai massimi livelli del governo statunitense e plasmare politiche con conseguenze devastanti per la salute umana.
La Casa Bianca invoca il Defense Production Act per garantire le forniture di fosforo elementare e di erbicidi a base di glifosato.
Gli enti regolatori riapprovano il dicamba, un erbicida della Bayer bloccato due volte dai tribunali federali, e aprono la strada a nuovi pesticidi contenenti sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS) tossiche e persistenti, sostanze chimiche «per sempre».
E il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) sollecita la Corte Suprema degli Stati Uniti a cancellare miliardi di dollari di responsabilità della Bayer per il suo diserbante Roundup a base di glifosato, mettendo il peso del potere esecutivo dalla parte di un’azienda straniera contro migliaia di americani che affermano che i prodotti della Bayer hanno causato i loro tumori.
Nell’ultimo anno, l’amministrazione guidata dal presidente Donald J. Trump ha ottenuto una serie di vittorie alla Bayer, il colosso agrochimico e farmaceutico tedesco che si è fuso con Monsanto nel 2018 per diventare il principale produttore mondiale di semi e pesticidi geneticamente modificati.
L’influenza dell’industria dei pesticidi a Washington non è una novità. Anche l’amministrazione Biden ha portato a Bayer delle vittorie, tra cui la difesa delle misure di deregolamentazione dei pesticidi. Ma i grandi successi di Bayer con l’amministrazione Trump arrivano mentre l’azienda cerca ampie tutele legali dalle cause legali per cancro, in un momento in cui un crescente numero di ricerche scientifiche collega il glifosato al cancro e ad altre malattie croniche, e i tassi di cancro sono in aumento tra i giovani nella Corn Belt degli Stati Uniti.
Questi favori alla Bayer contrastano con la promessa di Trump di «rendere l’America di nuovo sana», che molti sostenitori hanno interpretato come un impegno a contrastare le industrie legate alle malattie croniche. Dimostrano come una società straniera possa ottenere influenza ai massimi livelli del governo statunitense e plasmare politiche che hanno un impatto sulla salute.
La nostra analisi dell’accesso di Bayer a Washington ha individuato 16 funzionari chiave dell’amministrazione con legami con la rete di lobbying o legale di Bayer. Bayer e i suoi lobbisti hanno accesso a personaggi di potere alla Casa Bianca, al Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), all’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (EPA) e persino a coloro che ricoprono posizioni di alto livello più vicine a Trump.
Bayer ha anche una formidabile forza di lobbying a Washington, con 45 persone registrate per fare lobbying per Bayer ai sensi del Lobbying Disclosure Act, e almeno 13 società di lobbying esterne, sette delle quali sono ora tra le società più pagate a Washington.
Oltre 30 alti funzionari delle società di lobbying assunte da Bayer hanno legami diretti con Trump, avendo lavorato in una o entrambe le sue amministrazioni o campagne politiche.
Nel loro insieme, queste relazioni descrivono una rete di attori allineati distribuiti nelle istituzioni americane che scrivono le regole sui pesticidi, le applicano e le difendono in tribunale.
Le implicazioni vanno oltre una singola azienda o linea di prodotti: le decisioni dettate dall’accesso di Bayer all’amministrazione Trump stanno influenzando la regolamentazione dei pesticidi, il modo in cui vengono valutate le sostanze chimiche, la politica agricola del nostro Paese e la capacità degli americani di cercare giustizia in tribunale.
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I legami più forti tra Bayer e l’amministrazione Trump coinvolgono un gruppo di lobbisti ed ex lobbisti della Florida che detengono il potere nella Washington di Trump: il capo dello staff Susie Wiles, il procuratore generale degli Stati Uniti Pam Bondi e Brian Ballard, che hanno impiegato sia Bondi che Wiles come lobbisti per anni prima che entrassero a far parte dell’amministrazione Trump.
Wiles, una delle più influenti consigliere di Trump a Washington, ha lavorato per Ballard Partners come lobbista e poi come socia per un decennio, fino al 2022. Dal 2016 al 2022, ha anche lavorato come consulente senior per le campagne presidenziali di Trump.
Ballard ha raccolto più di 50 milioni di dollari per la campagna di Trump del 2024 e ha fatto parte dei comitati finanziari per l’insediamento e la transizione del 2024; è ampiamente considerato una delle persone più influenti di Washington, DC, pur non ricoprendo un titolo governativo ufficiale.
Lo studio di Ballard, Ballard Partners, è diventato lo studio di lobbying con i maggiori profitti a Washington nel 2025, stabilendo un record per l’ anno più redditizio per uno studio di lobbying nella storia degli Stati Uniti.
L’azienda si è registrata per fare lobbying a favore di Bayer nel dicembre 2024. Ora l’azienda fa lobbying anche per l’American Chemistry Council (ACC), un’associazione di categoria che annovera Bayer tra i suoi membri aziendali.
Sia Ballard che il suo socio, Daniel McFaul, che ha fatto parte del team di transizione presidenziale di Trump nel 2016-2017, sono registrati per fare lobbying sia per Bayer che per l’ACC. Secondo le dichiarazioni rilasciate dalle lobby federali, le due organizzazioni hanno versato a Ballard Partners una cifra complessiva di mezzo milione di dollari da quando Trump è stato eletto per la seconda volta.
Una delle priorità dell’ACC quest’anno è la revisione del Toxics Substances Control Act, la principale legge nazionale sulle sostanze chimiche tossiche. Un nuovo disegno di legge repubblicano mira a restringere le prove scientifiche che le autorità di regolamentazione possono utilizzare per valutare i rischi per la salute e darebbe alle aziende chimiche un ruolo più ampio nella valutazione delle modalità di valutazione dei loro prodotti.
In qualità di Procuratore Generale, Bondi guida il Dipartimento di Giustizia ed esercita un ampio potere sulla strategia legale federale e sulle posizioni del governo in tribunale. Come Wiles, Bondi si è alternata tra il suo incarico di lobbista presso Ballard Partners e ruoli a sostegno di Trump.
Bondi è entrata a far parte di Ballard Partners nel gennaio 2019 per lanciare e presiedere la divisione corporate regulatory compliance dello studio. Ha lasciato lo studio più tardi nello stesso anno per assistere nella difesa legale di Trump per la sua prima inchiesta di impeachment, per poi tornare in Ballard Partners per cinque anni, dal 2020 al 2025, prima di assumere la carica di vertice del Dipartimento di Giustizia.
Per altri dirigenti di Ballard Partners legati a Trump, consulta il nostro Bayer Lobby Tracker.
Un altro legame tra Bayer e Wiles è la società di lobbying e pubbliche relazioni Mercury Public Affairs. Il capo dello staff di Trump è stato co-presidente di Mercury dal 2022 al novembre 2024, subito prima di entrare alla Casa Bianca.
L’azienda si è registrata per fare lobbying a favore di Bayer nell’agosto 2025. Mentre era alla Mercury, Wiles è stato anche co-presidente della campagna presidenziale di Trump nel 2023 e nel 2024, secondo le dichiarazioni finanziarie.
Tra i lobbisti registrati per Bayer presso Mercury Public Affairs c’è Bryan Lanza, che è stato vicedirettore delle comunicazioni per la campagna di Trump del 2016 e direttore delle comunicazioni per il primo team di transizione presidenziale di Trump. Lanza è entrato a far parte di Mercury nel 2017 ed è stato ospite frequente di programmi di informazione via cavo come sostituto e consigliere di Trump.
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Un altro collaboratore chiave della Casa Bianca con legami con la rete legale di Bayer è Ryan Baasch, vice assistente di Trump al Presidente per la politica economica. In questo ruolo, Baasch contribuisce a tradurre l’agenda economica di Trump in una politica federale coordinata.
Dal 2016 al 2021, Baasch è stato associato presso Latham & Watkins, uno studio legale che ha rappresentato Bayer nelle questioni relative all’accordo sul Roundup e Monsanto in un caso riguardante il dicamba. Lo studio ha inoltre rappresentato Monsanto e CropLife America in un caso di allerta sul glifosato.
Un altro collaboratore vicino a Trump nel 2025, Trent Morse, è stato socio senior presso Ballard Partners dal 2020 al 2022, per poi passare a Mercury Public Affairs come vicepresidente senior.
In qualità di vice assistente del presidente e vicedirettore del personale presidenziale per otto mesi, Morse ha fatto parte del team responsabile del reclutamento, della selezione e della raccomandazione dei candidati per le nomine politiche in tutto il ramo esecutivo. Ha lasciato la Casa Bianca ad agosto per un incarico di lobbying.
L’USDA supervisiona le politiche agricole, i sistemi colturali e le approvazioni delle biotecnologie, definendo i sussidi, la ricerca e le decisioni sulle piantagioni che guidano la domanda di sementi e prodotti chimici Bayer. L’ agenzia è da tempo criticata per il suo servilismo nei confronti dell’industria chimica, e l’amministrazione Trump non fa eccezione.
Tra gli attuali funzionari dell’USDA che hanno legami con Bayer e i suoi alleati dell’industria chimica figurano:
Il caso Bayer davanti alla Corte Suprema ha una posta in gioco elevata per la tutela della salute pubblica e per il diritto legale dei cittadini di chiamare le aziende a rispondere delle proprie azioni in tribunale.
La prelazione federale, ovvero l’idea che la legge federale possa prevalere sulla legge statale in alcune circostanze, è da tempo una priorità per le aziende chimiche e alimentari che desiderano un unico standard nazionale, spesso più debole, per la regolamentazione e la responsabilità, mentre i gruppi di consumatori e di tutela della salute sostengono che gli stati debbano mantenere il diritto di stabilire standard più elevati in materia di salute e sicurezza.
La questione è centrale nel caso Bayer davanti alla Corte Suprema: l’azienda sostiene che, poiché l’EPA ha approvato il glifosato, le richieste di risarcimento per cancro legate al Roundup dovrebbero essere escluse dalle leggi statali sulla mancata allerta. La posizione del governo federale sulla prevalenza delle approvazioni dei pesticidi sulle leggi statali è cambiata da un’amministrazione all’altra, sottolineando quanto l’esito dipenda da chi detiene il potere e da chi lo influenza.
Nel maggio 2025, due avvocati d’appello con una consolidata esperienza presso il Dipartimento di Giustizia, Jennifer Scheller Neumann e Amelia Yowell, si sono unite a Holland & Hart LLP, uno studio legale che fornisce servizi legali e di lobbying. Un mese prima, lo studio si era registrato per svolgere attività di lobbying per conto di Bayer.
Neumann ha trascorso 20 anni presso la Divisione Ambiente e Risorse Naturali del Dipartimento di Giustizia, ricoprendo di recente il ruolo di capo della sezione d’appello, supervisionando tutti i contenziosi d’appello riguardanti le leggi federali in materia ambientale.
È stata firmataria della memoria amicus curiae del Dipartimento di Giustizia del 2019 presso la Corte d’Appello del 9° Circuito a sostegno di Monsanto (ora Bayer). La memoria sostiene che l’approvazione del glifosato da parte dell’EPA prevale sulle leggi statali in materia di mancata allerta.
L’amministrazione Biden ha ribaltato tale posizione nel 2022, esortando la Corte Suprema a respingere il caso Bayer sulla base del presupposto che la legge federale sui pesticidi non dovesse prevalere sulle leggi statali in materia di mancata allerta. Il Dipartimento di Giustizia di Trump ha ribaltato nuovamente la posizione nel 2025, sostenendo che la posizione dell’era Biden era errata e che le giurie non avrebbero dovuto mettere in discussione la scienza dell’EPA.
Le argomentazioni orali davanti alla Corte Suprema sono previste per il 27 aprile. Una vittoria della Bayer potrebbe trasformare le approvazioni dei pesticidi da parte dell’EPA in uno scudo di responsabilità a livello nazionale, elevando il lento e spesso dominato processo di valutazione chimica dell’agenzia a una parola definitiva sulla sicurezza dei pesticidi, in un momento in cui continuano a emergere ricerche sottoposte a revisione paritaria che collegano l’esposizione ai pesticidi al cancro, ai danni neurologici e ad altre malattie croniche.
Come ha avvertito Nathan Donley del Center for Biological Diversity, un simile precedente significherebbe che «l’unica cosa che conta legalmente nel determinare la sicurezza di un pesticida è ciò che l’EPA afferma essere vero, anche se tali affermazioni ignorano completamente la migliore scienza disponibile».
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Gli alleati della Bayer sono presenti anche all’interno dell’agenzia statunitense incaricata della tutela della salute e dell’ambiente, in posizioni in cui influenzano quali sostanze chimiche e pesticidi vengono approvati e come questi prodotti vengono regolamentati.
I lobbisti dell’industria chimica ora occupano i primi quattro posti presso l’Office of Chemical Safety and Pollution Prevention (OCSPP) dell’EPA, la divisione responsabile della regolamentazione di sostanze chimiche e pesticidi. I funzionari dell’EPA hanno allentato gli standard etici per consentirlo.
Douglas Troutman, assistente amministrativo presso l’OCSPP, è l’ex co-CEO e capo lobbista dell’American Cleaning Institute, che rappresenta i principali produttori di prodotti chimici. Troutman ha lavorato presso il gruppo di pressione per 17 anni prima di entrare nell’amministrazione Trump.
Nancy Beck, vicedirettore assistente principale dell’OCSPP, è stata direttrice senior dell’ACC, un gruppo di pressione che rappresenta Bayer, Dow Chemical, DuPont e altri produttori chimici, dal 2012 al 2017.
Durante la prima amministrazione Trump, ha ricoperto ruoli consultivi alla Casa Bianca presso il Consiglio Economico Nazionale e l’Ufficio di Gestione e Bilancio. Tra le amministrazioni Trump, ha lavorato presso Hunton Andrews Kurth, uno studio legale che offre, tra gli altri servizi, la difesa legale in contenziosi sul glifosato alle aziende che affrontano cause legali per richieste di risarcimento per cancro.
Lynn Ann Dekleva, vicedirettrice associata dell’OCSPP per i nuovi prodotti chimici, ha ricoperto questo ruolo anche durante la prima amministrazione Trump. Nel frattempo, è stata direttrice senior presso il gruppo di pressione ACC. È una veterana trentennale dell’azienda chimica DuPont, dove ha lavorato come responsabile di programma e ingegnere.
Kyle Kunkler, vicedirettore aggiunto dell’OCSPP per i pesticidi, è un ex lobbista dell’industria dei pesticidi. È stato direttore degli affari governativi, con particolare attenzione a biotecnologie e pesticidi, per l’American Soybean Association dal 2020 al 2025, e in precedenza ha trascorso tre anni gestendo gli affari governativi in materia di alimentazione e agricoltura per il gruppo di pressione della Biotechnology Innovation Organization. CropLife America, il principale gruppo di pressione dell’industria dei pesticidi, gli ha conferito il premio «Rising Star» nel 2020.
Altri funzionari dell’EPA legati alla Bayer includono:
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In qualità di assistente segretario alla legislazione presso il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS), Gary Andres è un importante collegamento tra l’HHS e il Congresso. In precedenza, è stato vicepresidente esecutivo senior per gli affari pubblici presso la Biotechnology Innovation Organization, il principale gruppo di categoria per le aziende biotecnologiche, tra cui Bayer.
Presso BIO, Andres ha diretto la strategia di lobbying per l’intero settore biotecnologico, inclusa la difesa del quadro normativo per gli OGM e i prodotti agrochimici associati. In precedenza, ha lavorato presso la società di lobbying Dutko Worldwide, che ha rappresentato Bayer.
Anche il Segretario dei trasporti statunitense Sean Duffy ha legami con una società di lobbying della Bayer; è stato consulente senior e membro del comitato consultivo del BGR Group dal 2019 al 2023 ed è stato un lobbista registrato per la società nel 2020, sebbene non vi sia alcuna traccia che abbia fatto lobbying per la Bayer.
La spesa diretta di Bayer per attività di lobbying è significativa, ma la sua influenza politica si espande considerevolmente se considerata insieme ai gruppi commerciali e delle materie prime alleati che insieme formano una rete di lobbying ben finanziata e coordinata.
Nel 2025, Bayer ha assunto almeno 13 società di lobbying e almeno 49 lobbisti registrati per fare lobbying per l’azienda (inclusi i sei lobbisti interni di Bayer) a partire dal quarto trimestre, come mostrano le dichiarazioni federali.
Lo scorso anno, Bayer ha speso almeno 9,19 milioni di dollari in attività di lobbying a livello federale. Pur non rientrando tra le singole aziende con la spesa più elevata in attività di lobbying a Washington, il settore agroalimentare si è classificato al nono posto con 219,9 milioni di dollari di spese di lobbying nel 2025, l’anno più alto mai registrato per il settore.
Includiamo il totale del settore perché l’influenza di Bayer è amplificata da un sistema agroalimentare industriale integrato che agisce di concerto, dalle colture di materie prime dipendenti dai pesticidi agli allevamenti intensivi e alla produzione di alimenti ultra-processati, per plasmare le politiche a suo favore.
All’interno del settore, tra i gruppi che esercitano direttamente pressioni per politiche favorevoli sui pesticidi figurano associazioni commerciali che rappresentano i produttori di pesticidi (ACC e CropLife America) e gruppi di prodotti di base come la National Corn Growers Association e l’American Soybean Association, che si affidano ai prodotti Bayer.
Nel 2025, questi quattro gruppi hanno speso complessivamente 22 milioni di dollari in attività di lobbying a livello federale, con la registrazione di altri 23 lobbisti nel quarto trimestre.
L’attività di lobbying della Bayer dello scorso anno (fonte: OpenSecrets) ha raggiunto il livello più alto degli ultimi anni, ma è stata inferiore al picco raggiunto dall’azienda nel 2016, 2017 e 2018, appena prima della fusione Bayer/Monsanto e in seguito alla scoperta del 2015 da parte dell’agenzia per il cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità che il glifosato è un probabile cancerogeno per l’uomo.
Questi numeri non riflettono il quadro completo delle attività di lobbying di Bayer. Il Lobbying Disclosure Act richiede la registrazione solo dopo aver raggiunto determinate soglie di spesa e attività, quindi i documenti pubblici non coprono tutte le attività di influenza retribuita svolte a Washington.
Inoltre, non riflettono l’attività a livello statale. La spesa per i PAC (Committee for Governance) relativa ai pesticidi è aumentata vertiginosamente alla fine del 2024, poiché le aziende hanno cercato di limitare i risarcimenti danni nei tribunali di tutto il paese. Solo in Iowa, Bayer ha speso una cifra record l’anno scorso nel tentativo di approvare un disegno di legge sull’immunità statale che i critici hanno definito «Cancer Gag Act» [legge bavaglio sul cancro, ndt].
Per saperne di più sulla forza di lobbying della Bayer, consulta il nostro Bayer Lobby Tracker.
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Gli scienziati politici hanno documentato da tempo come il lobbying influenzi le politiche pubbliche, garantendo l’accesso ai decisori e aiutando le aziende a trasformare le loro priorità in leggi e regolamenti. Queste dinamiche aiutano a spiegare come aziende come Bayer possano tradurre l’accesso a Washington in concreti successi politici.
La nostra analisi mostra che oltre 30 persone che ricoprono posizioni di leadership presso società di lobbying gestite da Bayer hanno legami diretti con l’attuale o precedente amministrazione di Trump o con le campagne presidenziali. Molti di questi lobbisti non sono registrati personalmente per fare lobbying per Bayer, ma potrebbero fornire assistenza in modi che non comportano la registrazione, ad esempio fornendo consulenza ai lobbisti Bayer dell’azienda.
Come già accennato in precedenza, Ballard Partners, lo studio legale presso cui lavoravano sia Wiles che Bondi e gestito da uno dei maggiori finanziatori politici di Trump, rappresenta un collegamento fondamentale tra Bayer e l’orbita di Trump.
Oltre a Brian Ballard e Daniel McFaul, i due lobbisti dello studio registrati per fare lobbying sia per Bayer che per l’ACC, altri soci di Ballard hanno legami con Trump:
Hunter Morgen, partner dello studio con sede a Washington, ha ricoperto per oltre tre anni posizioni di rilievo durante la prima amministrazione Trump, come assistente speciale del presidente e consulente senior per le politiche e la strategia alla Casa Bianca, lavorando su questioni commerciali e di immigrazione con Peter Navarro e Stephen Miller. Prima del suo incarico alla Casa Bianca, Morgen è stato consulente politico per il Dipartimento di Stato presso l’Ufficio per le politiche e la pianificazione.
In precedenza, aveva lavorato nel team di transizione e campagna presidenziale di Trump del 2016. Nel 2020, Trump ha nominato Morgen nel Consiglio Presidenziale per il Miglioramento dell’Architettura Civile Federale. Morgen, insieme a Brian Ballard, Daniel McFaul, Syl Lukas (socio senior di Ballard) e Wiles, è stato incluso nell’elenco dei donatori invitati a un gala nell’ottobre 2025 per la nuova sala da ballo dell’ala est di Trump, del valore di 250 milioni di dollari.
Mike Rubino, un altro partner di Ballard a Washington, è stato tra i primi ad essere assunto da Trump durante la campagna presidenziale del 2016, dove ha ricoperto il ruolo di consulente senior, dirigendo le operazioni in 10 stati e vincendone nove, secondo la sua biografia.
Entrò a far parte della prima amministrazione Trump come alto funzionario presso l’HHS prima di passare al settore privato, dove lavorò al fianco di Corey Lewandowski, attualmente una figura chiave presso il dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti.
William Russell, socio di Ballard DC, è stato l’assistente responsabile dei viaggi quotidiani e della logistica di Trump per quasi quattro anni durante la prima amministrazione. Russell ha lavorato anche alle campagne elettorali di Trump del 2016 e del 2024.
Brian Hughes, socio di Mercury Public Affairs, l’altra società di lobbying presso cui Wiles aveva precedentemente lavorato, è stato capo dello staff della NASA da maggio a dicembre 2025. È entrato a far parte di Mercury nel gennaio 2026.
Hughes è stato responsabile della campagna elettorale di Trump in Florida nel 2024 e direttore delle comunicazioni per il team di transizione di Trump. Danielle Alvarez, un’altra partner di Mercury, ha ricoperto ruoli di comunicazione e consulenza nelle campagne elettorali di Trump del 2020 e del 2024.
Altri legami tra la lobby della Bayer e la Casa Bianca di Trump includono:
Altri importanti legami tra la lobby della Bayer e Trump:
Holland & Hart, una società di lobbying acquisita da Bayer nell’aprile 2025, impiega l’ex amministratore dell’EPA Andrew Wheeler, che ha ricoperto la carica di vertice presso l’EPA per parte del primo mandato di Trump. Wheeler è socio dello studio e responsabile degli affari federali. Troy Lyons, lobbista iscritto all’albo di Bayer e direttore senior degli affari federali di Holland & Hart, ha ricoperto ruoli di rilievo nella prima EPA di Trump, lavorando sia con Wheeler che con il primo amministratore dell’EPA di Trump, Scott Pruitt.
Presso BGR Government Affairs, diversi lobbisti senior hanno legami con Trump. Il direttore generale David Urban è stato consulente senior per le campagne di Trump del 2016, 2020 e 2024; William Crozer, responsabile e direttore dello studio, ha lasciato lo studio durante il primo mandato di Trump per ricoprire il ruolo di assistente speciale del presidente e vicedirettore dell’Ufficio per gli Affari Intergovernativi della Casa Bianca; e il direttore Joseph Lai è stato assistente speciale del presidente per gli affari legislativi (2017-2019), dove ha guidato le attività di sensibilizzazione e conteggio dei voti per confermare i giudici Gorsuch e Kavanaugh, nonché altri importanti incarichi.
Akin Gump Strauss Hauer & Feld, lobbisti di lunga data di Bayer e Monsanto, vanta anche consulenti e partner di spicco legati a Trump. Geoff Verhoff, consulente senior dello studio, ha fatto parte del comitato direttivo finanziario per la vittoria di Trump-Pence dal 2017 al 2021 ed è stato vicepresidente del comitato finanziario del RNC durante quegli anni.
La socia Kelly Ann Shaw è stata vice assistente del presidente per gli affari economici internazionali e principale negoziatrice degli Stati Uniti (Sherpa) per il G7, il G20 e l’APEC nel 2018 e nel 2019. La consulente senior Anna Abram è vice commissario per le politiche, la legislazione e gli affari internazionali presso la FDA dal 2017 al 2021.
Per ulteriori informazioni sui legami tra le società di lobbying della Bayer, l’amministrazione Trump e altre vie di influenza, consultare il nostro Bayer Lobby Tracker.
Questa analisi dei legami tra Bayer e Trump riflette solo ciò che è visibile nei registri pubblici. Ulteriori legami finanziari, politici o personali – compresi eventuali flussi di finanziamento non dichiarati – potrebbero rimanere nascosti.
Questa storia è in fase di elaborazione. La aggiorneremo. (…)
Stacy Malkan
Pubblicato originariamente da US Right to Know.
Stacy Malkan è co-fondatrice e caporedattrice di US Right to Know, dove si occupa di scienza della salute pubblica e monitora le attività di lobbying e pubbliche relazioni del settore.
© 25 febbraio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Questo articolo è stato aggiornato per chiarire che il bupropione (Wellbutrin) è un antidepressivo, ma non un SSRI. È un inibitore della ricaptazione della noradrenalina e della dopamina, o NDRI.
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Immagine di Conan via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0; immagine tagliata
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Il presidente locale di AstraZeneca, multinazionale farmaceutica anglo-svedese, ha dichiarato che l’azienda potrebbe sospendere ulteriori investimenti in Gran Bretagna se il governo non riformerà le sue politiche sui prezzi dei farmaci. Lo riporta il quotidiano Telegraph.
La società ha già posticipato o cancellato progetti per centinaia di milioni di sterline, citando un ambiente commerciale sempre meno favorevole nel Paese.
Shaun Grady ha criticato il sistema di prezzi del Servizio Sanitario Nazionale, definito obsoleto e restrittivo, che impone limiti di spesa e alti sconti sui farmaci di marca, considerandolo un ostacolo significativo agli investimenti. Il dirigente ha sostenuto che il Regno Unito sta perdendo terreno nell’adozione dell’innovazione medica, rendendolo una destinazione meno attrattiva per l’espansione globale del settore farmaceutico.
«Noi non siamo riusciti a tenere il passo con gli investimenti in medicina nel corso degli anni», ha dichiarato durante la conferenza del Partito Conservatore.
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Il Grady ha avvertito che, senza un miglioramento del contesto commerciale, il Regno Unito rischia di essere escluso dalla lista delle destinazioni globali più appetibili. Ha inoltre sottolineato che i modelli di valutazione del rapporto costo-efficacia per l’approvazione di nuovi trattamenti, non aggiornati da 25 anni, sono «piuttosto spaventosi».
Il mese scorso, AstraZeneca, che detiene la maggiore capitalizzazione di mercato sul FTSE 100, ha sospeso un progetto di ammodernamento da 200 milioni di sterline (271,26 milioni di dollari) per il suo centro di ricerca a Cambridge, che avrebbe creato 1.000 posti di lavoro. All’inizio dell’anno, l’azienda ha cancellato un investimento di 450 milioni di sterline (oltre 518 milioni di euro) per un impianto di produzione di vaccini nel nord dell’Inghilterra, a causa della riduzione dei finanziamenti governativi.
Secondo il Telegraph, questa decisione mette a rischio l’intero pacchetto di investimenti da 650 milioni di sterline annunciato da AstraZeneca nel Regno Unito nel 2024, che potrebbe essere abbandonato. Il governo britannico non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito.
Grady ha confrontato la lentezza burocratica britannica con l’efficienza delle autorità statunitensi, raccontando di aver incontrato il governatore della Virginia e di aver annunciato un investimento di 50 miliardi di sterline (43,2 miliardi di euro) negli Stati Uniti in soli 33 giorni. Ha descritto l’approccio americano come un «servizio di concierge» e ha esortato Londra ad adottare una strategia altrettanto dinamica e competitiva per attrarre investimenti globali.
AstraZeneca ha ammesso in tribunale che il suo vaccino contro il COVID-19 può potenzialmente causare coaguli di sangue (trombosi) mortali e bassi livelli di piastrine nel sangue in alcuni pazienti, e – dopo anni di polemiche, sospetti e cause giudiziarie – lo ha ritirato dalla circolazione in tutto il mondo.
In un episodio storico grottesco rivelato nelle sue memorie, l’ex primo ministro britannico Boris Johnson ha dichiarato di aver radunato funzionari della difesa per pianificare un’operazione clandestina nei Paesi Bassi per impossessarsi di vaccini anti-COVID-19 nel contesto di una controversia tra Londra e UE nel 2021. La fabbrica conteneva circa 5 milioni di dosi di vaccino Oxford AstraZeneca prodotte da subappaltatori presso lo stabilimento olandese Halix. L’UE si rifiutava di inviare i lotti di siero genico nel Regno Unito, citando le esigenze dei suoi cittadini.
Come riportato da Renovatio 21, numerose polemiche e controversie si sono addensate negli anni sul conto dei prodotti dell’azienda anglosvedese.
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Immagine di D Wells via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International




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