Geopolitica
Melitopol’ dedica una via a Darja Dugina
La città di Melitopol’, nella regione di Zaporiggia, ribattezzerà una delle sue strade in onore della giornalista russa Darja Dugina. La decisione è stata annunciata un organo consultivo statale, riporta la testata governativa russa RT.
Dugina è stata assassinata l’anno scorso da un’autobomba, che secondo gli investigatori russi sarebbe stata piazzata da agenti ucraini.
La notizia dell’imminente onorificenza è stata riportata dalla Camera civica, un organo consultato dal governo nazionale per quanto riguarda la reazione del pubblico alle sue politiche. Uno dei suoi membri, Aleksandr Malkevich, ha sostenuto l’idea di commemorare Dugina. Il sindaco di Melitopol, Galina Danilchenko, ha sostenuto la proposta, ha dichiarato venerdì la Camera in un comunicato.
Darja Dugina, che si faceva chiamare Darja Platonova, era un personaggio pubblico e giornalista russa prima che fosse barbaramente ammazzata lo scorso agosto. Era la figlia del filosofo Aleksandr Dugin, che i media occidentali hanno descritto come un ideologo del nazionalismo russo, sostenendo che influenza segretamente il governo del paese.
È rimasta uccisa quando l’auto che guidava è esplosa alla periferia di Mosca. Il governo russo ha incolpato Kiev e ha nominato due cittadini ucraini come i principali sospettati. Secondo quanto riportato dai giornali occidentali, pure Washington crede anche che il governo ucraino sia stato responsabile della morte di Darja Dugina.
Dugina «si è dedicata ad aiutare il Donbass, ha organizzato la raccolta e la consegna di pacchi umanitari, ha coperto attivamente l’operazione militare speciale e ha fatto del suo meglio per riportare informazioni veritiere sulla situazione nella zona di guerra e nei territori liberati», ha affermato la Camera civica. Intitolare a lei una strada a Melitopol’, una città che ha visitato poco prima del suo omicidio, è «assolutamente logico e giusto», ha aggiunto.
La città si trova nella regione di Zaporiggia, una delle ex oblast’ dell’Ucraina che hanno votato per unirsi alla Russia lo scorso anno durante il conflitto aperto dell’ultimo anno. Kiev ha respinto i referendum definendoli una «farsa» e si è impegnata a riprendere le terre perdute con la forza.
Il sindaco ucraino della città ha in queste ore dichiarato che la città «è pronta per essere liberata dagli occupanti»: «i nostri eroici soldati stanno combattendo da leoni nella difficile battaglia di Bakhmut nel Donbass, ribadiscono col loro coraggio che non siamo pronti a cedere neppure un centimetro della nostra terra e spero con tutto il cuore che presto anche Melitopol venga liberata con la stessa determinazione. Non voglio andare nei dettagli, ma ho buoni motivi per crederlo e ritengo possa avvenire nei prossimi mesi»
La città più grande della regione, Zaporiggia, rimane sotto il controllo ucraino. Le autorità provinciali russe hanno quindi designato Melitopol’ come capitale della regione all’inizio di questo mese.
Un altro attentato è stato sventato questo mese a Mosca contro quello che era un editore della Dugina, Konstantin Malofeev.
Immagine da Telegram
Geopolitica
Israele attacca un centro culturale russo in Libano
Mosca ha accusato Israele di un «atto di aggressione immotivato» in seguito al bombardamento da parte delle forze israeliane di un centro culturale russo in Libano.
L’attacco alla struttura situata nella città meridionale di Nabatieh è stato reso noto domenica dal suo direttore, Asaad Diya, il quale ha precisato che l’edificio era vuoto al momento dell’incidente. Rossotrudnichestvo, l’agenzia russa per la cooperazione umanitaria internazionale che mantiene un ufficio ufficiale a Beirut, ha dichiarato che il proprio personale resta in contatto con i partner libanesi e sta fornendo attivamente assistenza ai civili colpiti dalle ostilità.
Israele ha ripreso gli attacchi aerei e le operazioni terrestri in Libano all’inizio di questo mese, concentrandosi su Hezbollah, dopo aver affiancato gli Stati Uniti in una guerra per un cambio di regime contro l’Iran.
Russian Cultural Center destroyed in Lebanon after Israeli strike
According to the center’s director, Assad Diya, no one was injured — the facility had been closed after the escalation of the conflict and staff had previously left the building. pic.twitter.com/Ti0K4usnPH
— NEXTA (@nexta_tv) March 9, 2026
🚨⚡️ RED LINE CROSSED! 🇷🇺🇮🇱
Israeli jets bombed the House of Russian Culture in Nabatiya, South Lebanon. Rossotrudnichestvo has officially confirmed the hit.
This is a direct attack on the cultural property of a UNSC permanent member and a nuclear-armed state. pic.twitter.com/2GUNT40EkR
— RussiaNews 🇷🇺 (@mog_russEN) March 9, 2026
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Rossotrudnichestvo ha sottolineato che il centro culturale di Nabatieh «non è stato coinvolto in alcuna attività militare» e che l’attacco risulta pertanto ingiustificabile.
L’agenzia ha inoltre ricordato che, durante la guerra del 1973 contro le nazioni arabe, Israele colpì il centro culturale sovietico a Damasco, in Siria, causando la morte di un’insegnante di lingua russa e di un dipendente locale. L’aereo responsabile del bombardamento fu abbattuto e il suo pilota catturato dalle forze siriane, ha aggiunto.
Nella guerra dello Yom Kippur, Israele si trovava nella posizione di parte in difesa. Sebbene il conflitto, di breve durata, si sia concluso con una situazione di stallo militare, esso spinse anche gli stati arabi produttori di petrolio a imporre un embargo nei confronti dei sostenitori di Israele, provocando uno shock globale dei prezzi.
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
La Von der Leyen evita di condannare la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran
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AB Komisyonu Başkanı Ursula von der Leyen:
”İran rejimi için gözyaşı dökülmemeli. Bu rejim kendi halkına ölüm getirdi ve baskı uyguladı. 17 bin genci katlettiler. Bu rejim, vekil güçleri aracılığıyla bölgede yıkım ve istikrarsızlık yarattı. Ülke içinde ve dünyanın dört bir… pic.twitter.com/kYR8FH3Vyz — Odak TV (@OdakTV1) March 9, 2026
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Geopolitica
Putin e Trump si sono telefonati
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo statunitense Donald Trump, ha riferito ai giornalisti il consigliere del Cremlino Yurij Ushakov. La chiamata è stata avviata dal presidente americano per discutere degli ultimi sviluppi internazionali, ha precisato.
Secondo l’assistente, il colloquio si è concentrato sul conflitto iraniano e sui negoziati trilaterali tra Mosca, Washington e Kiev finalizzati a risolvere il conflitto ucraino. Il dialogo tra i due leader è stato «professionale, aperto e costruttivo», ha dichiarato Ushakov, sottolineando che entrambi i presidenti si sono detti disponibili a mantenere contatti regolari.
Putin e Trump hanno parlato per circa un’ora, ha aggiunto l’Ushakov.
Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito l’interesse di Washington nel porre fine alle ostilità tra Mosca e Kiev e nel raggiungere una soluzione duratura del conflitto ucraino. Putin ha ringraziato Trump per gli sforzi di mediazione continui della sua amministrazione, secondo quanto riferito da Ushakov.
Putin ha inoltre condiviso le sue considerazioni sul conflitto in corso in Iran e ha riferito a Trump delle conversazioni avute la scorsa settimana con i leader delle nazioni del Golfo e con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Trump, da parte sua, ha espresso la propria opinione sulla situazione, ha detto Ushakov, precisando che la discussione sulla questione è stata molto «sostanziale».
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Trump ha definito la conversazione con Putin «un’ottima telefonata», dichiarando in una conferenza stampa tenutasi più tardi lunedì che i due leader hanno discusso sia della guerra con l’Iran sia della «lotta senza fine» in Ucraina.
L’ultima telefonata tra i due presidenti risaliva a dicembre. In quell’occasione, la Casa Bianca l’aveva descritta come «positiva».
Lunedì mattina, Putin aveva avvertito che la prosecuzione del conflitto in Medio Oriente rischia di compromettere gravemente i flussi globali di petrolio e gas, soprattutto a causa della chiusura di fatto dello Stretto di Ormuzzo, una rotta marittima cruciale.
Il conflitto potrebbe provocare un’interruzione della produzione petrolifera del Golfo e condurre a una «nuova… realtà dei prezzi», ha affermato durante una riunione di governo. Mosca resta un «fornitore di energia affidabile», ha dichiarato il presidente, aggiungendo che continuerà a fornire petrolio e gas alle nazioni che considera partner affidabili.
Mosca ha condannato la campagna di bombardamenti statunitense e israeliana contro l’Iran, definendola un «atto di aggressione premeditato e immotivato». Lo stesso Putin non ha espresso una valutazione pubblica complessiva dell’operazione, ma ha descritto l’uccisione della Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, come una «cinica violazione» della moralità e del diritto internazionale.
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