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Nucleare

Medvedev torna a parlare dell’affondamento della Gran Bretagna

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Il vice capo del Consiglio di sicurezza russo ed ex presidente della Federazione Russa Demetrio Medvedev, ha proposto di «affondare la Gran Bretagna» per risolvere i problemi del Paese con Londra. Non si tratta della prima volta che il Medvedev fa queste considerazioni.

 

L’ex presidente stava rispondendo a una dichiarazione fatta alla fine del mese scorso dalla famosa campionessa russa di sci Elena Vjalbe. In un’intervista esclusiva con la testata NEWS.ru, la tre volte campionessa olimpica e capo della Federazione russa di sci di fondo ha criticato l’Occidente per aver bandito gli atleti del paese dalla maggior parte dei tornei sportivi internazionali in risposta al conflitto in Ucraina.

 

La Vjalbe ha affermato che «se avessimo sganciato una bomba di grossa portata nel centro di Londra, ormai sarebbe tutto finito e ci sarebbe stato permesso di andare ovunque».

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Medvedev, noto per i suoi commenti sui social media che rappresentano il non plus ultra della posizione di «falco» possibile in Russia, ha sostenuto che esistono metodi più efficaci dei bombardamenti per affrontare il problema.

 

«La nostra famosa sciatrice Elena Vjalbe ha suggerito di sganciare una bomba su Londra. Ha ragione, ovviamente, ma dobbiamo risolvere il problema radicalmente e affondare la dannata isola dei cani anglosassoni», ha dichiarato Medvedev. Non ha spiegato se «il problema» si riferisce allo sport o allo stato delle relazioni della Russia con il Regno Unito in generale, né fino a che punto scherzasse.

 

Come riportato da Renovatio 21, nell’aprile 2023 in risposta all’ultima serie di sanzioni imposte dal governo britannico in seguito all’imprigionamento di Vladimir Kara-Muza, il politico dell’opposizione con doppia identità russo-britannica, l’ex presidente Medvedev aveva lanciato una minaccia apocalittica sul suo canale Telegram: «La Gran Bretagna era, è e sarà il nostro eterno nemico (…) In ogni caso, fino a quando la loro isola sfacciata e disgustosamente umida non andrà nell’abisso del mare dall’onda creata dall’ultimo sistema di armi russo».

 

«Let it be, come cantavano i Beatles». Lascia che sia: così finiva il messaggio di Medvedev.

 

Il riferimento è al drone nucleare Poseidon, per i cui sommergibili sarebbe stata approntata una base anche in Kamchatka, nell’Estremo Oriente siberiano.

 

Due anni fa il Poseidon fu mostrato al canale della TV pubblica russa Rossija-1 (quello attaccato, fra gli altri, in queste ore da un attacco hacker senza precedenti…) dove fu mostrato video in computer grafica del funzionamento dell’ordigno genera-catastrofi, compresa la possibilità diretta di sommergere con uno tsunami radioattivo alto 500 metri la Velikobritannja, cioè la Gran Bretagna.

 

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Il video era stato illustrato da Dmitrij Kostantinovic Kiseljov, conduttore televisivo già detto «il principale propagandista di Putin».

 

Le immagini mostrate, con lo Tsunami radioattivo alto come una montagna che fa sparire l’intero arcipelago (compresa l’incolpevole Irlanda, e con danni a chissà quante altre coste) sono decisamente spaventose. Poseidon è davvero un dio crudele del mare, in grado di sommergere intere Nazioni di umani – un po’ come accadde ad Atlantide…

 

Il Regno Unito e i suoi partner della NATO si sono schierati con l’Ucraina nel suo conflitto con la Russia, fornendo a Kiev aiuti finanziari e militari e imponendo sanzioni a Mosca. Londra è stata tra le 30 nazioni che hanno esortato il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) a mantenere il divieto imposto agli atleti russi e bielorussi quando ha proposto di consentire loro di competere alle Olimpiadi estive di quest’anno.

 

La maggior parte degli enti sportivi occidentali ha vietato a Russia e Bielorussia di partecipare a tornei sportivi internazionali subito dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina nel 2022, tra cui CIO, FIFA, FIDE e altri. Mosca ha ripetutamente criticato le restrizioni.

 

Nella sua intervista, la sciatrice Vjalbe ha criticato duramente il CIO, definendolo un «mucchio di spazzatura» che è «impegnato in chissà cosa, ma certamente non nello sport onesto». L’atleta russa ha aggiunto che mentre «lo sport è sempre stato legato alla politica», i divieti radicali sugli atleti per motivi politici «non assomigliano più per niente allo sport».

 

Come riportato da Renovatio 21a quanto sembra la tecnologia di generazione atomica di tsunami ora sarebbe in mano anche al Nord Corea, che non ha perso tempo. Giappone, Taiwan, isole e costa orientale USA sono avvisati.

 

Di fatto, qualsiasi Paese con città costiere è avvisato: l’Italia, pure, un po’ dovrebbe preoccuparsi.

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Nucleare

Netanyahu: l’Iran non può più arricchire l’uranio

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Giovedì Benjamin Netanyahu ha affermato che l’Iran non è più in grado di arricchire l’uranio o di costruire missili balistici, dichiarando di fatto che due dei principali obiettivi di Stati Uniti e Israele in questa guerra sono stati raggiunti.   «Stiamo vincendo e l’Iran viene annientato», ha detto il primo ministro israeliano ai giornalisti. «Quello che stiamo distruggendo ora sono le fabbriche che producono i componenti per realizzare questi missili e le armi nucleari che stanno cercando di produrre».   L’insistenza di Netanyahu sul fatto che gli iraniani stessero cercando di costruire una bomba atomica è in contraddizione con quanto credono i servizi segreti statunitensi e con quanto affermato dallo stesso Iran.   «Chiunque sia onesto può facilmente riconoscere la possibilità che gli israeliani abbiano mentito sulle ambizioni iraniane per spingere Donald Trump a entrare in guerra. Non sarebbe la prima volta che mettono in atto una simile manovra» scrive Tucker Carlson. «In ogni caso, visto che l’Iran a quanto pare non è più in grado di produrre armi nucleari o missili balistici, la mossa migliore per il presidente è dichiarare vittoria e porre fine a questo conflitto».   «Se Israele vuole altra guerra, può combatterla da solo» ha chiosato il popolare giornalista statunitense.

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Misteri

Un ex ufficiale dell’aeronautica afferma che gli UFO hanno disattivato i missili nucleari

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Un ex ufficiale dell’aeronautica militare statunitense addetto al lancio di missili afferma che, durante la Guerra Fredda, oggetti volanti non identificati avrebbero disattivato diversi missili nucleari in una base del Montana. Lo riporta il New York Post.

 

Robert Salas, che ora ha 85 anni, ha raccontato che l’incidente è avvenuto nel 1967 presso la base aerea di Malmstrom, dove era di turno per monitorare i missili LGM-30 Minuteman I. Intervenendo al podcast di Danny Jones, Salas ha ricordato che le guardie in superficie avevano segnalato la presenza di strane luci che sorvolavano la base a tarda notte.

 

Secondo il Salas, le guardie inizialmente hanno descritto delle luci in rapido movimento che si fermarono improvvisamente sopra l’impianto missilistico. Pochi minuti dopo, una guardia richiamò in preda al panico, dicendo che un velivolo che emetteva un bagliore rossastro e pulsante stava stazionando vicino al cancello principale. Riferì inoltre che una delle guardie era rimasta ferita durante l’incidente.

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Il New York Post ha scritto che poco dopo la chiamata, sono scattati gli allarmi all’interno del centro di controllo sotterraneo. Salas ha affermato che il pannello di controllo del lancio ha mostrato un missile che si è disattivato, seguito rapidamente dagli altri. Nel giro di pochi istanti, tutti e dieci i missili presenti nel sito sono diventati inutilizzabili.

 

Le squadre di sicurezza sono state inviate verso i silos missilistici, ma Salas ha affermato che si sono fermate dopo aver avvistato le luci che stazionavano sopra le aree di lancio e che erano troppo spaventate per avvicinarsi. Un’indagine successiva ha esaminato l’arresto, ma non è riuscita a determinarne la causa. Salas ha affermato che i sistemi missilistici erano progettati con una schermatura pesante per prevenire interferenze esterne.

 

L’ex ufficiale statunitense aggiunto che, in seguito, gli investigatori dell’Aeronautica militare richiesero a lui e al suo comandante di firmare accordi di segretezza, avvertendoli di non parlare dell’accaduto. Salas ha affermato di aver infine deciso di parlare pubblicamente anni dopo, dopo aver appreso di resoconti simili in libri sui fenomeni aerei non identificati.

 

Salas ritiene che l’incidente possa suggerire la presenza di un’intelligenza non umana interessata a prevenire un conflitto nucleare, sebbene la causa dello spegnimento del missile non sia mai stata confermata.

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Nucleare

L’UE ammette: dismettere il nucleare è stato un «errore strategico»

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Il ritiro decennale dell’UE dall’energia nucleare è stato un «errore strategico», ha ammesso la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, affermando che ora l’Unione deve ricostruire il settore.   Intervenendo martedì al vertice sull’energia nucleare di Parigi, la Von der Leyen ha rilevato che la quota del nucleare nella produzione di energia elettrica dell’UE è crollata da un terzo nel 1990 ad appena il 15% oggi.   «Col senno di poi, ci rendiamo conto che è stato un errore strategico da parte dell’Europa voltare le spalle a una fonte affidabile e conveniente di energia a basse emissioni», ha dichiarato.   La Von der Leyen ha annunciato un fondo di garanzia da 200 milioni di euro per sostenere i piccoli reattori modulari (SMR), con l’obiettivo di renderli operativi entro il 2030. «La corsa al nucleare è iniziata», ha affermato, sottolineando che «l’Europa ha tutto ciò che serve per essere all’avanguardia».

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Le sue dichiarazioni arrivano in un contesto in cui l’escalation della situazione in Medio Oriente, provocata dall’attacco ingiustificato di Stati Uniti e Israele all’Iran, ha fatto schizzare i prezzi globali del petrolio e del gas. Parallelamente, l’UE continua a confrontarsi con le ripercussioni della sua scelta di interrompere i legami energetici con la Russia in seguito al conflitto in Ucraina, oltre che con le sue controverse politiche sull’energia verde.   In Germania, che ha spento le sue ultime tre centrali nucleari nel 2023, il cancelliere Friedrich Merz ha a sua volta condannato la dismissione definendola un «grave errore strategico», osservando a gennaio che Berlino si trova ora di fronte alla «transizione energetica più costosa al mondo». Una recente analisi di JPMorgan ha evidenziato che i prezzi dell’energia industriale in Germania sono ora il triplo rispetto a quelli di Stati Uniti e Cina.   Un rapporto Deloitte commissionato dall’industria chimica europea ha inoltre rilevato che l’83% degli indicatori di competitività dell’UE è stagnante o in peggioramento, con il solo settore chimico che ha perso 20.000 posti di lavoro a causa della chiusura di fabbriche.   Le politiche energetiche dell’UE sono state ripetutamente criticate sia dall’interno che dall’esterno dell’Unione. L’ex premier polacco Mateusz Morawiecki ha definito gli obiettivi climatici di Bruxelles per il 2040 un «suicidio dell’economia europea», mentre il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha avvertito che, se l’Unione non revocasse le sanzioni sull’energia russa, «infliggerebbe un colpo estremamente profondo all’economia europea».   L’inviato del Cremlino Kirill Dmitriev ha osservato la scorsa settimana che «la pressione occidentale sulla Russia in materia di energia è fallita e si sta ritorcendo contro», aggiungendo che «i paesi che hanno stretto una partnership con la Russia in ambito energetico hanno fatto una saggia scelta strategica».  

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