Connettiti con Renovato 21

Epidemie

Mascherine, botte alla Coop. E lacrime di coccodrillo.

Pubblicato

il

 

 

È finita come temevamo già ai tempi del lockdown duro: il supermercato diviene luogo di violenza.

 

È successo a Crema, al centro commerciale Gran Rondò, all’interno del supermercato Coop. Nel video che circola in rete, si vedono cestelli che volano, la gente impaurita, urla, e un nerboruto signore di probabile origine africana (un uomo della security?) che mena cazzotti stendendo un signore apparentemente privo di mascherina.

 

Le testate locali raccontano che la rissa sarebbe scoppiata quando due avventori si sarebbero rifiutati di indossare la mascherina.  I due sarebbero di origine straniera, ma come sapete, secondo il codice deontologico dell’Ordine dei Giornalisti è fortemente sconsigliato dirlo. Sarebbe poi intervenuta la polizia per bloccarli.

 

 

Immaginavamo che scene del genere sarebbero affiorate qualche mese fa, quando il supermercato era l’unico luogo dove si poteva andare, e alcuni scaffali cominciavano a svuotarsi: invece è successo adesso, e la causa è la mascherina. Un po’ di nervosismo, insomma, deve essere rimasto addosso a tutti

Secondo Repubblica, dopo la rissa visibile in video, uno dei due sarebbe tornato sul luogo «cric per auto nascosto tra i vestiti per colpire l’addetto alla vigilanza, ma è stato bloccato dalla polizia arrivata nel frattempo».

 

Ammettiamo di essere sorpresi: immaginavamo che scene del genere sarebbero affiorate qualche mese fa, quando il supermercato era l’unico luogo dove si poteva andare, e alcuni scaffali cominciavano a svuotarsi.

 

Dobbiamo ricrederci: è successo adesso, e la causa è la mascherina. Un po’ di nervosismo, insomma, deve essere rimasto addosso a tutti.

 

Vale la pena di leggere quello che ha postato un membro dei mitici Cobas, il sindacato autonomo in teoria anni luce più a sinistra di chiunque, tanto che su Wikipedia la loro idelogia è ancora segnata come «comunismo».

 

«Il video che abbiamo ricevuto dai lavoratori è spaventoso» attacca il lamento Cobas.

 

«Ma questo è quanto accade nei luoghi del commercio tutti i giorni e milioni di lavoratori restano esposti al rischio di contagio e alla possibilità di aggressione da parte dei negazionisti della pandemia. Non c’è più tempo, le segnalazioni dei lavoratori hanno frequenza ormai quotidiana e il rischio di contagio, sommato a quello di aggressione, devono essere contenuti dalle istituzioni di questo Paese».

 

Povere coop insomma, poveri eroi dello scaffale che sono esposti al COVID e adesso anche alla follia violenta di qualche No-Mask.

Povere coop , poveri eroi dello scaffale che sono esposti al COVID e adesso anche alla follia violenta di qualche No-Mask.

 

Tuttavia, il Cobas ricorda «La retorica degli eroi, quelli in prima linea durante il lockdown, non serve per lavorare in serenità,  servono invece contingentamenti agli ingressi, mascherine e controlli stringenti». In pratica, repressione del consumatore selvaggio che crede di entrare al super senza prenotare, com’era uso fare in era pre-covidica.

 

«Oltre alla crisi sanitaria siamo di fronte a un vero e proprio problema di ordine pubblico che deve essere affrontato con vigore dal Governo, attraverso i Ministri competenti e i Prefetti», conclude il post Cobas. Non so a voi, ma personalmente a questo punto ci suonerebbe bene un climax finale come quello nel discorso di Gian Maria Volonté ai colleghi poliziotti in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto: «Repressione è civiltà!».

 

(«Il popolo è minorenne, la città è malata… La repressione è il nostro vaccino!»)

 

 

Come mai nel lockdown hanno chiuso ogni possibile attività umana, ma non la GDO? Un luogo con migliaia – decine di migliaia – di persone che si assembrano, che toccano i medesimi oggetti. Un formicaio di uomini e germi lasciato aperto in tranquillità

Tuttavia, dello scontro etnico mascherato e delle parole del Cobas ci importa relativamente. È un altro il pensiero che ci attanaglia da qualche mese.

 

Come mai nel lockdown hanno chiuso ogni possibile attività umana, ma non la GDO? Un luogo con migliaia – decine di migliaia – di persone che si assembrano, che toccano i medesimi oggetti. Un formicaio di uomini e germi lasciato aperto in tranquillità.

 

Quindi disinfettavano ogni ora i carrelli? I vasetti di pummarola? Il banco della frutta fresca?

 

Il ricircolo dell’aria al supermercato va bene, però certi condomini, si diceva, devono fare a meno dell’aria condizionata. Giusto?

 

Nessuno starnutisce, in ipermercato. Il contagio c’è nelle scuole e nei parchi, non nelle unità della GDO.

Hanno fatto strame della democrazia, della Costituzione, dei diritti dell’uomo, e soprattutto dei vostri diritti, delle vostre vite. Ma hanno tenuto aperto i supermercati.

 

Sentiamo già le voci di protesta: «Ma come? Volevate chiudere anche i supermercati? E come avrebbe fatto la gente a procacciarsi il cibo».

 

Signori, hanno chiuso tutto quanto. Hanno distrutto il nostro lavoro, le nostre vite. Ci hanno impedito di vedere i nostri cari – soprattutto i nostri cari («abituatevi ad un mondo dove i nipoti non potranno più abbracciare i nonni»). Un’entropia sociale che non si era mai vista, nemmeno in guerra, nemmeno sotto l’occupazione straniera, dove il coprifuoco era esponenzialmente più generoso.

 

Pensateci ancora un momento: hanno fatto strame della democrazia, della Costituzione, dei diritti dell’uomo, e soprattutto dei vostri diritti, delle vostre vite. Ma hanno tenuto aperto i supermercati.

 

Se si fosse trattata di una guerra (come ci hanno ripetuto in tanti, ma ribadiamo che in guerra la gente gode di una libertà incommensurabilmente maggiore) allora lo Stato avrebbe potuto agevolmente organizzare una distribuzione di cibo. Camion dell’esercito, o della protezione civile, che passano nei quartieri, e consegnano alle famiglie pasta e conserve, magari pure qualche dolciume. A la guerre comme à la guerre: non crediamo che il popolo italiano si sarebbe ribellato, anzi, avrebbe inteso ancora più a fondo la gravità della situazione prospettata dal governo uscito dalla fase aperitivo sul Naviglio.

 

Ci chiediamo: forse che i supermercati sono restati aperti forse perché il 30%  (o forse di più) del mercato della Grande Distribuzione Organizzata è delle cooperative? Le stesse cooperative che, smuovendo filiere infinite di altre cooperative (packaging, trasporti, agricoltura, etc.) sono il polmone di economia e consenso di uno dei partiti di governo ?

 

Il fatto è che esse non paiono aver problemi con l’era del consumatore mascherato. Anzi. Prendete la foto qui sotto, che al solito vale più di mille parole.

 

Ci chiediamo: forse che i supermercati sono restati aperti forse perché il 30% o financo 40% del mercato della Grande Distribuzione Organizzata è delle cooperative? Le stesse cooperative che, smuovendo filiere infinite di altre cooperative (packaging, trasporti, agricoltura, etc.) sono il polmone di economia e consenso di uno dei partiti di governo ?

 

Una pubblicazione coop mette in prima una bambina piccola mascherata, e intuiamo il sorriso dietro alla maschera, è una bambina felice di essere conforme, e apprendiamo che sulle cui scuole possono spendere una parola anche le coop.

Il mondo progressista, anche quello sulla carte più estremo, si riduce a questo: guardiani della soglia di un mondo che è impazzito ma che garantisce loro lo stipendino a fine mese, e che quindi va preservato con ogni mezzo possibile, anche con quelli «impopolari», cioè contro il popolo.

 

È conoscendo questo piccolo fatto impensabile fino a qualche anno fa – le cooperative come strenuo difensori dello status quo socioeconomico – che non ci stupiamo anche dei Cobas che chiedono «contingentamento» (letterale) dei consumatori  da mascherare tutti. Lo avevamo visto con gli altri sindacati: difesa ad oltranza del vaccino, e campagne per vaccinare soprattutto i vecchi.

 

Il mondo progressista, anche quello sulla carte più estremo, si riduce a questo: guardiani della soglia di un mondo che è impazzito ma che garantisce loro lo stipendino a fine mese, e che quindi va preservato con ogni mezzo possibile, anche con quelli «impopolari», cioè contro il popolo.

 

Delle Coop, anni fa, fu socio George Soros. Più o meno a quell’altezza, se ne vennero fuori con la loro linea di preservativi low cost, creando il brand irresistibile «Fallo Protetto!»: «la risposta di Coop alla protezione sessuale» dice il sito web.

Delle Coop, anni fa, fu socio George Soros. Più o meno a quell’altezza, se ne vennero fuori con la loro linea di preservativi low cost. Credete quindi che esiteranno un minuto riguardo al preservativo facciale?

 

In pratica, come il loro ex socio miliardario USA, non sono terribilmente felici all’idea che si facciano tanti bambini, meglio limitare, volendo, con un bel pezzo di lattice sulla parte più sensibile del corpo, con gran risparmio anche in termini di epidemie veneree. Credete quindi che esiteranno un minuto riguardo al preservativo facciale?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Continua a leggere

Epidemie

L’India si muove per contenere l’epidemia del mortale virus Nipah, oltre 100 persone in quarantena

Pubblicato

il

Da

Il governo indiano sta prendendo provvedimenti per contenere un’epidemia del mortale virus Nipah, trasmesso dagli animali all’uomo, nello stato orientale del Bengala Occidentale.

 

Sono stati confermati cinque casi della malattia, che solitamente si trasmette dai pipistrelli all’uomo e per la quale non esiste un vaccino o una cura, e almeno 100 persone sono state costrette a mettersi in quarantena. Si segnala che un paziente è in condizioni critiche.

 

I sintomi precoci della malattia ne rendono difficile la diagnosi, favorendone la diffusione.

 

Secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) degli Stati Uniti, il periodo di incubazione è compreso tra quattro e 21 giorni, anche se sono possibili intervalli più lunghi tra l’esposizione e la malattia.

Sostieni Renovatio 21

I malati hanno iniziato la malattia con una malattia simil-influenzale (febbre, mal di testa e dolori muscolari) e spesso sviluppano sintomi respiratori, tra cui la polmonite. Il sintomo più grave della malattia è l’encefalite, ovvero l’infiammazione del cervello. Sintomi neurologici gravi, tra cui confusione, convulsioni e coma, possono manifestarsi giorni o addirittura settimane dopo i sintomi iniziali. I pazienti possono anche sviluppare la meningite.

 

Il Nipah ha un tasso di mortalità elevato, compreso tra il 40% e il 75% a seconda del ceppo del virus. I sopravvissuti devono spesso affrontare danni neurologici a lungo termine e il virus può riattivarsi dopo una fase di quiescenza all’interno dell’organismo.

 

Secondo quanto riportato da The Independent, «i principali portatori naturali sono i pipistrelli della frutta (specie Pteropus); gli esseri umani possono contrarre l’infezione attraverso il contatto diretto con pipistrelli o altri animali infetti, oppure consumando cibo contaminato da saliva, urina o feci di pipistrello. È stata segnalata anche la trasmissione da uomo a uomo, in particolare attraverso il contatto ravvicinato con i fluidi corporei di una persona infetta».

 

Il virus è stato identificato per la prima volta nel 1999, dopo un’epidemia tra gli allevatori di suini in Malesia e Singapore. Sono stati registrati ripetuti focolai nell’Asia meridionale, in particolare in Bangladesh e nell’India nordorientale.

 

Nell’India meridionale, il Kerala ha segnalato la sua prima epidemia di Nipah nel 2018. Sono state segnalate infezioni anche nelle Filippine. Sono stati rilevati anticorpi contro il virus Nipah nei pipistrelli in Asia e Africa.

 

Le autorità sanitarie hanno avvertito che il virus ha il potenziale per una trasmissione su larga scala o addirittura per una pandemia globale, una situazione drammatizzata nel film Contagion (2011), che utilizzava documenti OMS per sviluppare la sua trama.

Iscriviti al canale Telegram

Come riportato da Renovatio 21, un virus simil-Nipah era al centro di un’esercitazione pandemica, Dark Winter, nel 2018, che ribattezzava il virus con il nome fittizio «Clade X».

 

«Clade X si è rivelata un’arma biologica ingegnerizzata, che combinava la virulenza del virus Nipah con la facilità di trasmissione della parainfluenza» scriveva un giornalista del New Yorker che aveva preso parte all’esercitazione. Era stato intenzionalmente rilasciato da A Brighter Dawn, un gruppo fittizio modellato sul culto giapponese del giorno del giudizio Aum Shinrikyo, che ha effettuato gli attacchi con gas sarin nella metropolitana di Tokyo, nel 1995».

 

«L’obiettivo dichiarato di A Brighter Dawn era quello di ridurre la popolazione mondiale ai livelli preindustriali. Alla fine della giornata, che rappresentava venti mesi nella simulazione, erano riusciti a uccidere centocinquanta milioni di persone perfettamente rispettabili. “L’America è stata appena spazzata via”» scriva il New Yorker.

 

Dark Winter potrebbe essere stato citato, non si sa se con cognizione di causa, da Biden durante la sua terrifficante campagna elettorale 2020.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di NIAID via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

Continua a leggere

Epidemie

Kennedy: RFK Jr.: «la manipolazione psicologica dei pazienti affetti dalla malattia di Lyme è finita»

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Il Segretario alla salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha convocato una tavola rotonda il 15 dicembre per celebrare un importante cambiamento nella politica federale sulla malattia di Lyme, impegnandosi a promuovere iniziative per migliorare la diagnosi, il trattamento e la copertura Medicare. Sottolineando decenni di negligenza, Kennedy ha affermato che l’incontro segna la fine del «gaslighting» [«manipolazione psicologica, ndt] dei pazienti affetti da malattia di Lyme.   La scorsa settimana, il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., ha segnalato un importante cambiamento nella politica federale sulla malattia di Lyme, dopo aver convocato una tavola rotonda di alto livello in cui si è riconosciuto che decenni di manipolazione psicologica nei confronti dei pazienti affetti da questa malattia cronica sono stati fatti.   Il dibattito di due ore, tenutosi il 15 dicembre, ha riunito pazienti, medici, ricercatori e legislatori per due incontri consecutivi. Le discussioni hanno portato a nuovi impegni per migliorare diagnosi, trattamento e copertura assicurativa.   Il primo panel si è concentrato sulle esperienze dei pazienti, sulle diagnosi errate e sulle sfide cliniche quotidiane della malattia di Lyme cronica. Il secondo ha esplorato gli approcci scientifici e tecnologici emergenti, tra cui l’intelligenza artificiale (IA), gli strumenti diagnostici avanzati, le terapie immunitarie e l’analisi integrata dei dati.   Kennedy ha aperto la sessione descrivendo la malattia di Lyme come un problema di salute pubblica trascurato e al tempo stesso profondamente personale. Ha affermato che le zecche sono state una preoccupazione costante durante i decenni in cui ha cresciuto la sua famiglia vicino a Bedford, New York, e ha spiegato come la malattia abbia colpito diversi membri della sua famiglia.   «Ho contratto la malattia di Lyme intorno al 1986, quando era ancora molto, molto difficile persino diagnosticarla», ha detto Kennedy. Uno dei suoi figli ha poi sviluppato la paralisi di Bell e un altro figlio ha sofferto di malattia di Lyme cronica. Ha descritto la condizione come «una malattia invisibile» e ha affermato che le agenzie sanitarie federali hanno ignorato le preoccupazioni dei pazienti per decenni.   «Per molti anni, questa agenzia ha adottato una politica deliberata di rifiuto di interagire con la comunità affetta da Lyme», ha affermato Kennedy. Alcuni funzionari hanno liquidato i sintomi dei pazienti come psicosomatici e li hanno indirizzati a cure psichiatriche. «Non si può immaginare una combinazione peggioreÌ, ha affermato.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«Questa malattia ha distrutto delle vite»

La malattia di Lyme è un’infezione batterica che si diffonde attraverso le punture di zecca. I Centers for Disease Control and Prevention stimano che ogni anno vengano diagnosticate e trattate 476.000 persone. I dati federali suggeriscono che nell’ultimo decennio tra i 5 e i 7 milioni di americani siano stati infettati.   Secondo il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS), gli attuali test basati sugli anticorpi spesso non rilevano le infezioni in fase iniziale e avanzata, ritardando il trattamento. Fino al 20% dei pazienti presenta sintomi persistenti che degenerano in patologie croniche e debilitanti.   I relatori hanno sottolineato ripetutamente che la malattia di Lyme non è una semplice infezione, ma una malattia complessa e multisistemica, spesso complicata da coinfezioni che possono imitare o scatenare altre condizioni, tra cui la sclerosi multiplal’artrite reumatoide e la fibromialgia.   «Conosco moltissime persone la cui vita è stata distrutta da questa malattia, che vanno da un medico all’altro nel tentativo di trovare qualcuno che possa curarle», ha detto Kennedy.   Ha descritto la tavola rotonda come un punto di svolta. «Questa giornata segna una pietra miliare per questa agenzia, in cui riconosciamo che si tratta di una malattia», ha affermato. «Uno dei motivi per cui abbiamo voluto ospitare questo incontro, come ho chiarito, è annunciare al mondo che il gaslighting sui pazienti affetti dalla malattia di Lyme è finito».

Sostieni Renovatio 21

L’Intelligenza Artificiale, i nuovi test e la copertura Medicare segnalano una rottura con la precedente politica sulla malattia di Lyme

Il secondo panel si è concentrato sull’innovazione, con ricercatori dell’HHS, dei National Institutes of Health e di istituzioni private che hanno illustrato nuovi strumenti diagnostici e approcci basati sui dati per il trattamento della malattia di Lyme.   I relatori hanno evidenziato i test di rilevamento diretto, l’apprendimento automatico per analizzare dati biologici complessi e le terapie progettate per affrontare sia le infezioni che le infiammazioni croniche.   Nel corso della sessione, Kennedy ha annunciato il rinnovo del LymeX Innovation Accelerator, un partenariato pubblico-privato lanciato nel 2020 e sostenuto dalla Steven & Alexandra Cohen Foundation.   Secondo l’HHS, il programma prevede oltre 10 milioni di dollari in finanziamenti per promuovere lo sviluppo di sistemi diagnostici di nuova generazione, con diversi team attualmente impegnati nella convalida clinica e nella revisione normativa.   Secondo l’HHS, il rinnovato impegno si concentrerà sull’innovazione incentrata sul paziente e sugli strumenti diagnostici basati sull’intelligenza artificiale «che supportano un rilevamento più precoce e accurato in tutte le fasi dell’infezione».   L’HHS ha inoltre inaugurato una pagina web sulla malattia di Lyme e delineato una strategia nazionale che mette in risalto i dati aperti, la ricerca trasparente e il coinvolgimento diretto dei pazienti.   In un importante aggiornamento delle norme, Mehmet Oz, amministratore dei Centers for Medicare and Medicaid Services, ha chiarito che Medicare coprirà esplicitamente l’assistenza per la malattia di Lyme cronica secondo le linee guida aggiornate sulla gestione delle cure croniche per condizioni complesse.   «Possiamo coprire la malattia di Lyme cronica. In realtà è già coperta», ha detto Oz. La malattia di Lyme cronica ha fattori scatenanti infettivi chiaramente identificabili, quindi «abbiamo aggiornato il nostro sito web per renderlo più chiaro», ha aggiunto.

Iscriviti al canale Telegram

«Il peso è enorme» per i pazienti e le famiglie

I legislatori hanno accolto con favore il cambiamento. Il deputato repubblicano della Virginia Morgan Griffith, che ha dichiarato di soffrire della sindrome di Alpha-gal, nota anche come allergia alla carne rossa, legata all’esposizione alle zecche, ha definito la discussione un segno di serio impegno federale.   “La tavola rotonda di oggi dimostra che il Segretario Kennedy, il Dott. Oz e i legislatori si sono impegnati fermamente per affrontare la malattia di Lyme e altre malattie trasmesse dalle zecche negli Stati Uniti”, ha affermato Griffith nel comunicato stampa dell’HHS.   Le storie dei pazienti hanno evidenziato il costo umano della malattia di Lyme. Olivia Goodreau ha affermato di aver consultato 51 medici nell’arco di 18 mesi prima di ricevere una diagnosi di Lyme. La diagnosi è stata seguita da anni di test per identificare molteplici coinfezioni.   Samuel Sofie ha descritto le famiglie che prosciugano i propri risparmi alla ricerca di cure efficaci. «Alcuni pazienti passano anni a investire tutti i loro soldi nelle cure, ma non migliorano», ha detto Sofie.   Kennedy ha sottolineato che la malattia di Lyme contribuisce in modo significativo alle malattie croniche in tutto il Paese. «Il peso è enorme. E i costi economici non sono stati quantificati da nessuna parte, ma… ci sono costi collaterali di ogni tipo. Quando le persone non possono lavorare, le famiglie vengono distrutte. E ho visto la pressione che questo esercita sulle famiglie», ha affermato.   Il vicesegretario dell’HHS, Jim O’Neill, ha inquadrato la tavola rotonda come parte di un più ampio sforzo federale per affrontare le malattie croniche attraverso la tecnologia. «Questo evento dimostra che non aspettiamo il nuovo anno per agire», ha affermato.   I sostenitori hanno accolto con favore il cambiamento, ma hanno sottolineato la necessità di darne seguito. Dorothy Kupcha Leland, presidente di LymeDisease.org, ha scritto sul suo blog che la tavola rotonda ha affrontato esigenze di lunga data dei pazienti, tra cui test, trattamenti e copertura assicurativa migliori, ma ha avvertito che un cambiamento significativo richiederà una volontà politica costante, infrastrutture e finanziamenti.   «Non è stato un brutto modo per iniziare una conversazione tanto necessariaÌ, ha scritto. «Ma resta da vedere se ne uscirà qualcosa».   Lo staff di The Defender   © 22 dicembre 2025, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine da Twitter
   
Continua a leggere

Epidemie

Fauci torna per dire che i complottisti minacciano la democrazia

Pubblicato

il

Da

Il dottor Anthony Fauci ha affermato che la proliferazione di teorie del complotto sui social media potrebbe accelerare il crollo della democrazia.

 

L’ex plenipotenziario USA per il COVID ha lanciato il suo avvertimento durante un discorso alla Harvard TH Chan School of Public Health in ottobre, affermando di essere preoccupato per la «normalizzazione delle falsità».

 

«Questo è diverso dalla normalizzazione delle falsità, delle teorie del complotto e delle cose folli che stanno accadendo ora e che non ho bisogno di spiegare, accendete la televisione o andate sui social media e le vedrete», ha detto Fauci alla Harvard TH Chan School of Public Health in ottobre.

 

«Stiamo vivendo tempi molto, molto difficili. Quello che si può fare è, per quanto possibile, contrastare la disinformazione e la disinformazione. Non bisogna accettare la normalizzazione delle falsità come qualcosa di normale», ha dichiarato un frustrato Fauci.

Aiuta Renovatio 21

Fauci ha continuato affermando che una «teoria delela cospirazione» falsa è che siano morte più persone a causa del vaccino che a causa del COVID stesso.

 

«Sapete, i social media continuano a sputare fuori cose assolutamente false, come il fatto che i vaccini contro il COVID abbiano ucciso più persone del COVID stesso. Voglio dire, i dati non significano nulla».

 

L’ex direttore del NIH ha poi affermato che la verità viene sopraffatta dalle ripetute bugie, rendendo difficile per il profano distinguere il vero dal falso, e conclude in modo inquietante che le bugie potrebbero far crollare la democrazia.

 

«E quando la gente dice questo e la cosa viene amplificata sui social media, chi non è come noi e lo fa per vivere, se ne accorge. E quando si normalizzano le falsità, allora nessuno sa cosa… è veramente vero».

 

«E indovinate un po’? Quando si guarda alla storia, quando succede questo, è allora che le democrazie crollano».

 

Come riportato da Renovatio 21, durante i suoi controversi studi sull’AIDS, Fauci sparò fake news altamente lesive come quella per cui la malattia si trasmetteva in famiglia, nonché, secondo il libro di Kennedy The Real Anthony Faucistudi di crudeltà indicibili su bambini orfani a Nuova York, usati impunemente come cavie umane.

 

Come riportato da Renovatio 21, la comunità all’epoca gay prese ad odiare Fauci come attore negativo dell’emergenza AIDS, al punto da definirlo un nemico pubblico e «idiota incompetente». In particolare, è stata presa di mira la sua scelta di utilizzare un farmaco, l’AZT, accusato di aver causato la morte di tantissimi.

 

Iscriviti al canale Telegram

Fauci – a cui la nuova amministrazione ha tolto immediatamente la scorta – è stato graziato nelle ultime ore dal presidente in uscita Joe Biden con una inusitata «grazia preventiva» per crimini federali che potrebbe aver commesso dal 2014. Il dottore ha accettato la grazia preventiva, dicendo però che non ne aveva bisogno perché non aveva fatto nulla di male.

 

In molti hanno ricordato, tuttavia, che la grazia si applica ai reati federali e non a quelli dei singoli Stati. Vari singoli Stati USA si starebbero muovendo contro Fauci. L’atto di perdono presidenziale di Biden su Fauci è inoltre contestato dallo stesso Trump che considera invalidi gli atti firmati con l’autopenna.

 

Come riportato da Renovatio 21, in molti chiedono l’incarcerazione, magari presso Alcatraz, del dottore.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Più popolari