Connettiti con Renovato 21

Internet

L’UE minaccia Musk per l’intervista a Trump

Pubblicato

il

Il commissario europeo Thierry Breton ha ordinato al proprietario di X, Elon Musk, di intensificare la censura dei «contenuti dannosi» relativi alla sua prossima intervista con l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, altrimenti dovrà affrontare una «cassetta degli attrezzi» di ripercussioni legali.

 

Musk intervisterà Trump lunedì sera, con la conversazione trasmessa in diretta sulla piattaforma X del magnate della tecnologia. Trump ha fatto il suo atteso ritorno su X lunedì mattina, pubblicando una serie di video della campagna dopo una pausa quasi ininterrotta di tre anni e mezzo dalla piattaforma.

 

In una lettera a Musk, il Commissario Europeo per il mercato interno Thierry Breton ha avvertito che Bruxelles monitorerà attentamente il colloquio.

Iscriviti al canale Telegram

Musk deve garantire che «siano messe in atto misure di mitigazione efficaci per quanto riguarda l’amplificazione di contenuti dannosi» in relazione all’intervista in diretta, ha scritto Breton, prima di affermare che Musk non era riuscito a fermare la diffusione di tali contenuti durante una recente ondata di rivolte anti-immigrazione in Gran Bretagna.

 

«Stiamo monitorando i potenziali rischi nell’UE associati alla diffusione di contenuti che potrebbero incitare alla violenza, all’odio e al razzismo in concomitanza con importanti eventi politici o sociali in tutto il mondo, compresi dibattiti e interviste nel contesto delle elezioni», ha continuato il Bretone.

 

Il Commissario europeo non ha spiegato se i regolatori dell’UE avrebbero incolpato X per i presunti commenti incitanti pronunciati da Trump o dagli utenti X che hanno guardato l’intervista. Ai sensi del Digital Services Act (DSA) dell’UE, X è considerata una «Very Large Online Platform» ed è legalmente tenuta a limitare la «diffusione di contenuti illegali» e «affrontare la diffusione di disinformazione».

 

L’ intero testo del DSA menziona la parola «disinformazione» 13 volte senza definirla.

 

X è già sotto inchiesta da parte dell’ufficio di Breton per presunte violazioni del DSA, con i regolatori dell’UE che accusano la piattaforma di aver tratto in inganno gli utenti consentendo a chiunque di pagare per un segno di spunta di verifica e rifiutandosi di consentire che i suoi dati venissero copiati da «ricercatori». Se ritenuta responsabile, X potrebbe essere condannata a pagare una multa pari al 6% del suo fatturato annuo.

 

Nella sua lettera di lunedì, Breton ha affermato che qualsiasi «effetto negativo» derivante dall’intervista a Trump potrebbe influenzare l’indagine e la «valutazione complessiva da parte dell’UE della conformità di X al diritto dell’UE».

 

Musk ha affermato il mese scorso che l’indagine è stata aperta perché si è rifiutato di accettare un accordo di censura «segreto» con l’UE. «Se censurassimo silenziosamente il discorso senza dirlo a nessuno, non ci farebbero la multa», ha detto Musk. «Le altre piattaforme hanno accettato quell’accordo. X no».

 

Rispondendo alla lettera di Breton di lunedì, Musk ha condiviso un meme proveniente dal film Tropic Thunder di cui dice tuttavia di non voler condividere il contenuto. Il testo presente nel testo è «fai un grande passo indietro e, letteralmente, fanculo alla faccia tua!».

 


 

Come riportato da Renovatio 21, Musk ha rivelato lo scorso mese che X è perseguitata dall’Unione Europea perché ha respinto la richiesta segreta di Bruxelles di censurare le opinioni sulla piattaforma.

 

Musk ha acquistato Twitter nell’ottobre 2022, dopo aver espresso disappunto per la censura diffusa sulla piattaforma di social media. Da allora ha sbloccato la maggior parte degli account bloccati, incluso quello dell’ex presidente Donald Trump.

 

Quando Musk aveva annunziato che «l’uccello è stato liberato», una delle risposte arrivò da Thierry Breton, Commissario europeo per il mercato interno.

 

«In Europa, l’uccello volerà secondo le nostre regole», aveva detto il Bretone, con in canna il DSA. La Commissione di Breton, ricordiamo, ha dichiarato l’anno scorso di poter vietare i social media in caso di disordini civili. Musk in passato aveva dovuto smentire la notizia secondo cui X si sarebbe ritirata dalla UE a causa delle leggi sulla censura.

Aiuta Renovatio 21

Settimane fa, Breton ha spiegato la mossa della Commissione europea contro Musk sostenendo che X viola i «requisiti di trasparenza» dell’UE negando l’accesso ai «ricercatori», tra le altre cose. Non è chiaro cosa siano questi «ricercatori» europei, né cosa facciano e chi, in caso, li paghi.

 

«Un tempo, le spunte blu significavano fonti di informazioni affidabili. Ora con X, la nostra opinione preliminare è che ingannino gli utenti e viòlino il DSA», ha affermato Breton.

 

Musk sembra proprio essere detestato dall’oligarcato europeo, incluse le propaggini italiane.

 

Nella conversazione tra Musk e Trump si è parlato anche di UE, di cui l’ex presidente ha una visione molto critica.

 

Come riportato da Renovatio 21, sembra che Bruxelles abbia allestito un «gruppo di lavoro» per prepararsi all’urto di una eventuale ventura nuova presidenza Trump.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di MINISTÉRIO DAS COMUNICAÇÕES via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

Continua a leggere

Internet

UE accusa l’AI di Musk di antisemitismo e pedopornografia

Pubblicato

il

Da

La Commissione europea ha dichiarato che potrebbe aprire un’indagine su Grok, il chatbot di Intelligenza Artificiale integrato nella piattaforma social X di Elon Musk, a seguito di segnalazioni secondo cui avrebbe generato contenuti pedofili.   Giovedì il portavoce tecnico del blocco, Thomas Regnier, ha comunicato ai giornalisti che la Commissione ha ordinato a X di conservare integralmente tutti i documenti e i dati interni relativi al chatbot almeno fino alla fine del 2026.   «Abbiamo rilevato la produzione di contenuti antisemiti da parte di GROK e, più di recente, la diffusione di immagini sessuali di minori. Si tratta di materiale illegale, contrario ai valori europei e ai nostri diritti fondamentali», ha affermato Regnier. Ha inoltre precisato che la piattaforma non deve eliminare alcun documento interno, poiché la Commissione nutre «dubbi» sulla conformità di X alla normativa dell’UE e intende garantirne la preservazione.

Aiuta Renovatio 21

La Politica di Utilizzo Accettabile di xAI vieta espressamente la rappresentazione pornografica di persone e la sessualizzazione di minori. Nonostante ciò, in una recente ondata di richieste di «digital undressing», gli utenti hanno taggato pubblicamente il bot nei post ordinandogli di modificare fotografie. Comandi come «mettila in bikini» hanno spinto Grok a creare immagini alterate, ritraendo donne e ragazze reali – senza il loro consenso – in abbigliamento succinto o in pose sessualmente esplicite.   Il governo britannico ha chiesto con urgenza a X di intervenire sulla questione, mentre i ministri francesi hanno segnalato i contenuti alle autorità giudiziarie. Grok ha attribuito il problema a lacune nelle misure di sicurezza e ha annunciato che sono in corso interventi di miglioramento.   L’ordinanza di conservazione rappresenta l’ultimo capitolo della lunga disputa tra l’Unione Europea e la piattaforma di Musk. A dicembre Bruxelles aveva già inflitto a X una sanzione di 120 milioni di euro in base al Digital Services Act (DSA), accusandola di aver ingannato gli utenti con le modifiche al sistema di verifica del segno di spunta blu. Musk ha definito la multa politicamente motivata.   L’UE e gli Stati Uniti continuano a scontrarsi sulla regolamentazione tecnologica imposta da norme come il Digital Markets Act (DMA) e il DSA, che hanno portato a pesanti sanzioni per diverse aziende americane. Mentre Bruxelles difende tali regole come strumenti necessari per garantire concorrenza leale e tutela dei consumatori, Washington le considera «barriere non tariffarie» discriminatorie nei confronti delle imprese statunitensi.

Iscriviti al canale Telegram

Come riportato da Renovatio 21 il tema delle euromulte contro Musk è risalente.   Brusselle aveva valutato l’ipotesi di multe contro X da quando l’ex commissario alla tecnologia UE, Thierry Breton, aveva accusato la piattaforma di non aver controllato adeguatamente i contenuti illegali e di aver violato il Digital Services Act (DSA) dell’UE del 2022. La decisione se penalizzare X spetta ora alla commissaria UE per la concorrenza, Margrethe Vestager.   Come noto al lettore di Renovatio 21, Elone per qualche ragione è assai inviso all’oligarchia europea e a tanta politica continentale, come hanno dimostrato i discorsi del presidente italiano Sergio Mattarella, che pareva attaccare proprio Musk e le sue ambizioni sui social e nello spazio.   Poche settimane fa il Musk ha chiesto l’abolizione della UE in quanto «Quarto Reich».  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International 
Continua a leggere

Internet

Il Vietnam contro gli spot che non si possono saltare su YouTube

Pubblicato

il

Da

Il Vietnam ha approvato una nuova legge che proibisce gli annunci pubblicitari non saltabili su YouTube e sulle altre piattaforme digitali. Le modifiche normative, in vigore a partire dal 15 febbraio, intendono rafforzare la regolamentazione della pubblicità online nel Paese del Sud-est asiatico, tutelando gli utenti da eccessivo affaticamento visivo e da contenuti promozionali illegali.

 

Negli ultimi tempi, in diversi Paesi del mondo, gli utenti hanno espresso crescenti lamentele per la presenza su YouTube di pubblicità non saltabili di durata eccessiva: alcuni hanno riferito di essere stati obbligati a visualizzare spot lunghi anche un’ora o più.

 

Le nuove disposizioni della legge vietnamita sulla pubblicità stabiliscono che il tempo massimo di attesa prima di poter saltare un annuncio video non potrà superare i cinque secondi, mentre gli annunci statici dovranno essere chiudibili immediatamente.

 

La normativa impone inoltre alle piattaforme di offrire meccanismi chiari e intuitivi per chiudere gli spot con un solo clic, vietando al contempo l’uso di icone di chiusura ambigue, fuorvianti o studiate apposta per disorientare l’utente.

Iscriviti al canale Telegram

Le piattaforme sono tenute anche a mettere a disposizione degli utenti strumenti semplici e immediatamente accessibili per segnalare annunci che violano la legge.

 

Inoltre, la legge introduce restrizioni più rigorose sulla pubblicità di undici categorie di prodotti e servizi che incidono direttamente sulla salute umana e sull’ambiente, tra cui cosmetici, alimenti, bevande alcoliche, farmaci e altri beni analoghi.

 

Interpellata dai media in merito alle proteste sempre più frequenti contro annunci lunghi e non saltabili, Google – proprietaria di YouTube – ha dichiarato che limita la durata degli spot a un massimo di 15 secondi sui dispositivi mobili e 60 secondi sulla televisione. L’azienda ha attribuito la comparsa di pubblicità eccezionalmente lunghe all’utilizzo da parte di alcuni utenti di software di blocco pubblicità di scarsa qualità, che alterano il normale funzionamento della riproduzione.

 

«Gli annunci rappresentano una risorsa fondamentale per i nostri creatori, permettendo loro di sostenere e sviluppare le proprie attività», ha affermato Google, invitando gli spettatori «ad autorizzare la visualizzazione degli annunci su YouTube oppure a sottoscrivere YouTube Premium per un’esperienza completamente priva di pubblicità».

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di Focal Photo via Flickr pubblicata su licenza 

Continua a leggere

Internet

Condanne e detenzione per le affermazioni su Brigitta Macron

Pubblicato

il

Da

Un tribunale di Parigi ha dichiarato dieci persone colpevoli di aver molestato online la moglie del presidente francese Emmanuel Macron, Brigitte, per aver diffuso affermazioni secondo cui sarebbe una donna transgender nata uomo. Lo riporta Le Monde.   Le denunzie dei Macroni riguardo le teorie online che accusano Brigitta di essere transgender sono risalenti. Nel 2024, un tribunale di Parigi ha multato i supposti primi diffusori della voce per un totale di 14.000 euro. Il caso ha attirato l’attenzione internazionale dopo che l’anno scorso la commentatrice statunitense Candace Owens ha amplificato le affermazioni e in seguito ha affermato che i Macron avevano ordinato il suo assassinio.   Come riportato da Renovatio 21, la Owens è stata querelata nello Stato del Delaware dai Macron, che hanno detto che ivi presenteranno «prove fotografiche» inoppugnabili. La commentatrice cattolica ha rivelato di aver ricevuto dapprima da Charlie Kirk poi da Trump stesso la richiesta di non andare avanti con la sua serie su Brigitte secondo desiderio espresso dal presidente Macron all’omologo americano durante una conversazione tra i due.   Più recentemente la Owens ha dichiarato di aver ricevuto informazioni attendibili per cui vi sarebbero dei sicari pagati dai francesi pronti ad assassinarla.   In base all’ultima sentenza, tutti gli imputati, uomini e donne di età compresa tra 41 e 65 anni, hanno ricevuto pene diverse, che vanno da corsi obbligatori contro l’incitamento all’odio online a pene detentive sospese da quattro a otto mesi. Un imputato è stato condannato a sei mesi di carcere per non essersi presentato in tribunale.

Sostieni Renovatio 21

La corte ha citato commenti «particolarmente degradanti, offensivi e maligni» pubblicati e diffusi online, in riferimento ad affermazioni sulla presunta identità trans della first lady francese e ad accuse di pedofilia che sfruttavano e distorcevano la differenza di età di 24 anni tra lei e il marito.   Il procedimento giudiziario non ha riguardo Xavier Poussard, giornalista e scrittore di stanza a Milano autore del libro Becoming Brigitte, nonché fonte primaria della Owens. Un’altra giornalista che si era interessatta al caso ha chiesto asilo politico in Russia.   La relazione tra Macron, 48 anni, e sua moglie Brigitte, 72 anni, che si sono conosciuti quando lei era insegnante di teatro nella sua scuola, ha attirato una costante attenzione fin dalla sua elezione nel 2017. È stato notato che, riguardo la storia del liceo, le età del futuro presidente cambiano.   Come riportato da Renovatio 21, Brigitta è stata al centro, recentemente, di polemiche meno occulte: il mese scorso ha definito delle femministe come «stupide stronze», mentre a distanza di tempo continuano le polemiche per l’eucarestia che ha ricevuto pubblicamente alla messa per il restauro di Notre Dame. Il mondo è rimasto scioccato pure quando la première dame ha schiaffeggiato il presidente in mondovisione mentre si apprestavano a scendere dall’aereo che li aveva portati in Vietnam.   Il caso delle recenti condanne riflette la realtà per cui nessuno è davvero libero di dire quello che pensa, soprattutto sui social, dove si può venire denunziati con facilità dal personaggio pubblico oligarchico che si ritiene offeso – e che ha sicuramente più avvocati e danari della totalità degli utenti democratici che credono di potersi esprimere liberamente.   Invece che essere un tempio della libertà di parola, come era stato promesso, i social si sono rivelati come uno strumento dispotico di repressione totalitaria, dove il cittadino più debole viene schiacciato, e imbavagliato dal personaggio di potere. Il tutto è perfettamente legale, forse: ma quanto siamo distanti dalla favola della democrazia e dell’assoluta libertà di espressione?  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Continua a leggere

Più popolari