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Persecuzioni

L’esercito birmano brucia chiesa cattolica di un villaggio

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Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di Asianews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Prima di ritirarsi ha saccheggiato il complesso, appiccato un incendio e minato l’area di Dawnyaykhu dove sono in corso combattimenti con le milizie locali. Sono ben 20 gli edifici religiosi di questa regione attaccati o distrutti dai militari in poco più di un anno. Nei giorni scorsi incendiata anche una chiesa battista nello Stato Chin.

 

 

Nel villaggio di Dawnyaykhu – che si trova nella municipalità di Phruso– la chiesa cattolica di San Matteo è stata data alle fiamme dall’esercito birmano.

 

Si tratta dell’ennesimo attacco nei confronti di un edificio religioso nello Stato Karen, nella regione orientale del Myanmar, nel contesto del conflitto che nella zona oppone i militari alle milizie locali.

 

L’episodio è avvenuto il 15 giugno in un’area dove da giorni sono in corso accesi combattimenti tra l’esercito e la Karenni National Defense Force (KNDF) per il controllo della strada che collega Demoso con Phruso e Bawlakha.

 

La chiesa di San Matteo è una delle 38 parrocchie della diocesi di Loikaw.

 

Il giorno prima i militari della 66.a divisione avevano già dato fuoco a quattro case del villaggio; poi – quando si sono ritrovati a dover abbandonare Dawnyaykhu, per ripiegare a Phruso sotto la pressione delle forze del Kndf – hanno saccheggiato il complesso della chiesa portando via il cibo destinato ai poveri e incendiato l’edificio.

 

Un video diffuso dal KNDF mostra la chiesa di San Matteo ancora in fiamme. Prima di abbandonare il villaggio l’esercito avrebbe anche minato la zona.

 

Appena qualche giorno fa l’esercito birmano aveva dato alle fiamme un altro villaggio, Chanthaywa, che si trova nella regione di Sagain nel centro del Paese. Anche in quel caso le suore locali erano state costrette a fuggire per rifugiarsi in un campo per sfollati.

 

L’attacco diretto alle comunità religiose sta diventando una costante negli Stati Karen, Chin e Sagain, dove infuria la battaglia contro la resistenza armata locale, che rifiuta l’ultimatum dei generali a deporre le armi e a tornare alla vita civile.

 

A poco più di un anno dal colpo di Stato del 1 febbraio 2021 nel solo Stato Karen si contano ben 20 edifici religiosi distrutti dall’esercito. Almeno 9 le parrocchie colpite da attacchi o bombardamenti nella diocesi di Loikaw.

 

Nello Stato Chin, inoltre, il 9 giugno scorso è stata data alle fiamme la più antica chiesa battista di Thantlang, portando così addirittura a 60 il numero degli edifici religiosi colpiti in questa regione occidentale del Myanmar.

 

 

 

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Renovatio 21 offre questo articolo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

Immagine da AsiaNews.

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Persecuzioni

Vandali francesi arrestati dopo aver profanato oscenamente statua della Madonna

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Due giovani vandali sono stati arrestati in Corsica dopo aver distrutto una statua della Beata Vergine Maria tra la tarda serata di mercoledì e le prime ore di giovedì. Nel corso della giornata decine di persone si sono poi radunate per protestare e per riparare all’offesa.

 

Un video integrale del fatto mostra due uomini non identificati che profanano la statua, collocata all’uscita sud di Porto-Vecchio, prima di abbatterla. Diversi residenti hanno condannato subito il gesto sacrilego e giovedì pomeriggio si sono ritrovati sul luogo del danneggiamento per manifestare contro la profanazione.

 

«È oltraggioso perché stanno profanando ciò che è più sacro», ha dichiarato ai media francesi don Thibault Lambert, parroco della parrocchia proprietaria della statua, che ha anche annunciato di aver presentato una denuncia formale.

 

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«VERGOGNA!» ha scritto in un post su Facebook il sindaco di Porto-Vecchio, Jean-Christophe Angelini, condannando la profanazione. Lo stesso amministratore aveva avuto un ruolo nella collocazione della statua nei pressi dell’uscita della città.

 

«All’inizio del nostro primo mandato, su richiesta di padre Constant, abbiamo installato una statua della Vergine Maria sotto l’arco della rotonda di Stabiacciu», ha ricordato il sindaco. «Questo simbolo, a cui gli abitanti di Porto-Vecchio sono profondamente legati, è stato vandalizzato e distrutto la scorsa notte da uno o più individui irresponsabili», ha aggiunto. «A nome della Città, e anche a nome mio personale, condanno fermamente questo atto indicibile».

 

L’Angelini ha inoltre chiesto «una risposta ferma e rapida» alle autorità locali.

 

Stando alla stampa francese, la Procura distrettuale di Ajaccio ha confermato l’apertura di un’indagine, dopo le forti reazioni suscitate dal video dell’accaduto, che ha provocato indignazione e inviti a far sentire la propria voce.

 

I media locali riferiscono che le forze dell’ordine hanno arrestato i due giovani sospettati e che sui social sarebbe circolato un video dell’arresto.

 

 

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Sempre secondo la stampa francese, diverse decine di persone si sono recate davanti alla stazione di polizia per protestare contro il reato commesso e contro chi ne era sospettato, mentre una testata ha parlato di oltre cento manifestanti. In un video diffuso in rete si vedono i dimostranti portare una bara vuota davanti al cancello della struttura e apporvi i nomi dei sospettati a mo’ di monito, esprimendo l’indignazione collettiva della comunità.

 

All’indomani della profanazione, la parrocchia cattolica proprietaria della statua ha lanciato un appello alla calma e ha invitato i residenti a ritrovarsi giovedì sera presso la rotonda di Stabiacciu per celebrare l’inizio del mese del Santo Rosario, una funzione che si sarebbe dovuta tenere nella chiesa locale e che è stata spostata proprio a causa dell’atto vandalico.

 

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Si sono radunate grandi folle, addolorate per la profanazione ma anche confortate dalla possibilità di riparare alla Beata Vergine Maria un’offesa così grave. Pubblicando diverse foto dell’evento su Facebook, la parrocchia ha scritto: «Stasera i nostri cuori sono colmi di tristezza, ma anche confortati: abbiamo potuto dire ancora una volta alla nostra Santa Maria quanto la amiamo! Questo momento di preghiera e unità ha dato lustro alla parrocchia e alla città di Porto-Vecchio. Evviva Maria!».

 

Dal canto suo, il sindaco Angelini ha assicurato: «La statua distrutta verrà sostituita al più presto, nel rispetto delle nostre tradizioni, dei desideri dei cittadini di Porto-Vecchio e della nostra volontà politica».

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Immagine di TheGiantVermin via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

 

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Impedito di venerare le reliquie dei martiri canadesi ai pellegrini FSSPX

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Ai sacerdoti della Fraternità di San Pio X (FSSPX) e ai pellegrini laici che li accompagnavano è stato impedito di entrare nella chiesa del Santuario dei Martiri Canadesi e di venerare le reliquie ivi custodite, per ordine dell’Arcidiocesi di Toronto. Lo riporta LifeSite.   I pellegrini sono stati costretti a celebrare la messa in un campo vicino al santuario, a Midland, in Ontario. La FSSPX organizza ogni anno un pellegrinaggio al santuario in prossimità della tradizionale festa dei Martiri Canadesi, il 26 settembre. Quest’anno, però, dopo la scomunica dichiarata dal Vaticano ai vescovi della FSSPX in seguito alle consacrazioni episcopali della Fraternità a luglio, molti membri del clero e laici cattolici considerano la FSSPX in scisma.   Ad esempio, il cardinale Gérald Lacroix, arcivescovo del Quebec, in una lettera ai fedeli laici del 20 luglio ha affermato che qualsiasi «permesso» concesso alla Fraternità Sacerdotale San Pio X «nella speranza di una comunione piena, efficace ed emotiva… non ha più ragione di esistere». Ha dichiarato che i sacerdoti e i fedeli della Fraternità San Pio X non possono celebrare Messe né svolgere alcuna funzione liturgica nelle chiese o cappelle dell’arcidiocesi.   Il superiore della FSSPX ha detto: «Abbiamo detto la verità al Papa» prima delle consacrazioni. Il canonista padre Gerald Murray ha osservato che il documento vaticano che pronuncia le scomuniche non ha effetto legale nell’escludere dalla comunità i sacerdoti o i laici della Fraternità Sacerdotale San Pio X che partecipano alle loro Messe.

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Inoltre, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha presentato un ricorso canonico preliminare contro il decreto di scomunica emesso dal Vaticano il 2 luglio, che ne sospende l’efficacia ai sensi del diritto canonico.   Il divieto di accesso della Fraternità Sacerdotale San Pio X al santuario dei Martiri è l’ultimo di una serie di provvedimenti volti a escludere la Fraternità dalle chiese gestite dalle diocesi. All’inizio di quest’anno il vescovo Daniele Salera della diocesi di Ivrea, in Italia, aveva impedito a un gruppo di pellegrini guidato da sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X di accedere al santuario della Madonna Addolorata nei pressi di Torino.   In agosto il vescovo Jean-Marc Micas di Tarbes e Lourdes ha vietato alla Fraternità Sacerdotale San Pio X di celebrare messe, sacramenti e preghiere pubbliche all’interno del Santuario di Nostra Signora di Lourdes. Il vescovo ha anche accolto apertamente musulmani, indù e buddisti. L’anno scorso un pellegrinaggio congiunto musulmano-cattolico a Lourdes è stato organizzato da un gruppo ecumenico chiamato «Insieme a Maria».   Anche a un gruppo di pellegrini della Fraternità Sacerdotale San Pio X è stato negato questo mese il permesso di pregare pubblicamente nella Basilica di San Francesco ad Assisi, mentre ebrei, musulmani, indù, protestanti e altri non cattolici potranno entrare nella stessa basilica per commemorare il famigerato incontro di Assisi del 1986.   All’inizio di questo mese anche il vescovo Wilhelm Krautwaschl di Graz-Seckau, noto per le sue posizioni a favore della comunità LGBT, ha impedito alla Fraternità Sacerdotale San Pio X di accedere alla Basilica di Mariazell per la recita pubblica annuale del Rosario, nonostante una storia di maggiore apertura nei confronti dei gruppi omosessuali e musulmani.

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Immagine di Olchikdi via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International  
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Cantante New Age si esibisce in un «concerto rituale» sciamanico in una chiesa medievale spagnola

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Una «musicoterapista» New Age che integra lo sciamanesimo nella propria musica ha tenuto un «concerto rituale» in una chiesa cattolica ancora in attività in Spagna. Lo riporta LifeSite.

 

Kuyay Santosha aveva comunicato sulla sua pagina Instagram che il 18 settembre si sarebbe esibita in un «concerto rituale esclusivo presso la storica chiesa» di Sant Pau del Camp, la chiesa più antica di Barcellona e una delle più note.

 

Secondo il sito web di Santosha, la sua musica è «connessa a diverse tradizioni di saggezza ancestrale» e il suo «canto diventa un ponte tra l’invisibile, l’umano e il sacro». La sua «più grande fonte di ispirazione» è «Madre Natura».

 

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Un post condiviso da Kuyay Santosha (@kuyaysantosha)

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La cantante fa riferimento esplicito allo sciamanesimo e al tantra nella descrizione della propria musica: «Il respiro, il tantra, la meditazione, il tocco consapevole, la danza, lo sciamanesimo, i canti ancestrali, la voce guidata dall’anima: la via più diretta per tornare a me stessa. Sono qui per condividere questa Medicina con voi».

 

Alcune foto e un video di una sua esibizione la mostrano mentre agita un fascio di foglie secche a forma di ventaglio, del tipo usato nei rituali sciamanici.

 

In uno dei post su Instagram dedicati al concerto, Santosha ha riconosciuto: «Avere avuto accesso a questa location è davvero straordinario e raro».

 

Santosha ha ottenuto l’autorizzazione a esibirsi in chiesa dal parroco, padre Joan Cabot Barbany. Secondo Médias-Presse-Info, padre Barbany ha dichiarato di voler poter celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso in chiesa.

 

In un altro post su Instagram relativo allo stesso concerto, l’artista ha ribadito: «Avere avuto l’accesso a questa location è davvero straordinario e raro».

 

Il sito dell’Arcidiocesi di Barcellona indica che padre Barbany ricopre numerose funzioni ecclesiastiche, come riportato da Médias-Presse-Info, nonostante la sua eterodossia. Sulla sua pagina X ha recentemente condiviso una foto di una celebrazione interreligiosa tenuta nella chiesa di Santa Maria del Pi, di cui è anche rettore.

 

Le foto del profilo online e i video mostrano che Barbany non indossa l’abito clericale se non quando celebra la messa.

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Immagine di PMRMaeyaert via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Spain

 

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