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Bioetica

Le linee cellulari da aborti spontanei? Una sciocchezza!

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Jose L. Trasancos su gentile concessione di Children of God for Life.

 

 

Il Rev. P. Nicanor Pier Giorgio Austriaco e altri hanno ipotizzato che la linea cellulare HEK-293 possa essere derivata da cellule prelevate da un aborto spontaneo.

 

Il Rev. Nicanor Austriaco ha dichiarato apertamente che la linea cellulare HEK-293 potrebbe essere stata sviluppata utilizzando tessuto di un aborto spontaneo

Quando ho sentito questa affermazione mi è sembrata una sciocchezza ed ho iniziato a leggere un po’. Un po’ di lettura si è trasformata in qualcosa di più e via via ho approfondito sempre di più.

 

Recentemente, il dottor Jay Richards della Catholic University of America ha contattato Stacy [direttrice di CoG for Life, NdR]  alla ricerca di riferimenti autorevoli su questa questione per sostenere un progetto in corso.

 

Ho fatto sapere a Stacy che sarei stato felice di rispondere. Questo è ciò che ho scritto:

 

 

Vado alla conclusione: la sua dichiarazione è una sciocchezza. 

Stacy mi ha inoltrato questa domanda poiché ho dedicato un po’ di tempo a questo tema, dopo che il Rev. Nicanor Austriaco ha dichiarato apertamente che la linea cellulare HEK-293 potrebbe essere stata sviluppata utilizzando tessuto di un aborto spontaneo.

 

Vado alla conclusione: la sua dichiarazione è una sciocchezza. 

 

Non c’è nulla nella letteratura scientifica che si occupi direttamente di questa affermazione, semplicemente perché a un biologo non verrebbe mai in mente di provare a sostenere che una linea cellulare vivente possa essere derivata da un tessuto morto.

 

Non c’è nulla nella letteratura scientifica che si occupi direttamente di questa affermazione, semplicemente perché a un biologo non verrebbe mai in mente di provare a sostenere che una linea cellulare vivente possa essere derivata da un tessuto morto

Questo non può essere fatto. L’impossibilità diventa chiara quando si esaminano due cose:

 

  1. Il processo biologico di aborto spontaneo e di parto di feto morto.    

 

  1. Cambiamenti post-mortem a livello cellulare      

 

Per quanto riguarda la prima questione, i tessuti legati alla gravidanza vengono in genere espulsi tra i quattro e i venti giorni dopo la morte del feto. 

 

La maggior parte degli aborti spontanei all’inizio della gravidanza (primo trimestre) sono causati da una varietà di anomalie cromosomiche – in questi casi non si forma un embrione – e il tessuto espulso non sarebbe di alcuna utilità a chi tenti di stabilire una linea cellulare.

La maggior parte degli aborti spontanei all’inizio della gravidanza (primo trimestre) sono causati da una varietà di anomalie cromosomiche – in questi casi non si forma un embrione – e il tessuto espulso non sarebbe di alcuna utilità a chi tenti di stabilire una linea cellulare

 

Le altre cause di aborto spontaneo e di parto di feto morto determinano la morte dell’embrione o del feto che precede l’espulsione del tessuto da diversi giorni a poche settimane. (1) Il tempo riportato deriva dall’osservazione critica.

 

La seconda questione che comprende i cambiamenti fisiochimici post-mortem a livello cellulare, rende abbastanza chiaro che una linea cellulare vivente non può essere stabilita utilizzando i tessuti espulsi da un aborto spontaneo o da un feto morto. Quando il corpo muore (cessazione irreversibile delle funzioni vitali del cervello, del cuore e dei polmoni), l’autolisi inizia entro pochi minuti.(2) 

 

Questo è un processo di decomposizione, in cui le membrane cellulari si rompono e rilasciano enzimi che iniziano un processo di auto-digestione. Poiché la circolazione del sangue ossigenato è cessata, i livelli di anidride carbonica nella cellula iniziano a salire e il pH all’interno della cellula diventa sempre più acido.

 

Questo crescente livello di acidità è ciò che causa la rottura delle membrane all’interno della cellula, tra cui la membrana del lisosoma, che contiene una varietà di enzimi per la digestione di acidi nucleici, grassi, proteine, etc. (3)

Le altre cause di aborto spontaneo e di parto di feto morto determinano la morte dell’embrione o del feto che precede l’espulsione del tessuto da diversi giorni a poche settimane

 

Il tasso di diffusione autolitica varia in tutto l’organismo e due delle variabili più significative sono la concentrazione di enzimi nel tipo di tessuto e la temperatura. Alcuni tessuti d’organo hanno concentrazioni elevate di enzimi comparabili. Il fegato, i reni e il pancreas sono esempi, date le loro funzioni all’interno del corpo. Il tessuto muscolare liscio e il tessuto polmonare hanno livelli relativamente bassi di questi enzimi. (3). Ciò è significativo, in quanto il tessuto d’organo è fondamentale come fonte di cellule per lo sviluppo di una linea cellulare.

 

La temperatura ha il maggiore impatto sulla diffusione e la progressione autolitica. Maggiore è la temperatura, più veloce è la reazione autolitica. Temperature molto basse possono rallentare drasticamente il processo autolitico, il che spiega come le persone siano state rianimate dopo essere apparentemente annegate in acque molto fredde, senza subire effetti negativi permanenti. (3)

 

In caso di aborto spontaneo o di feto nato morto, la temperatura del feto rimane alla temperatura corporea interna, circa 37º, fino a quando non viene espulso. Ciò accelererà il processo autolitico e si diffonderà.

 

Bisogna ricordare che il tempo che intercorre tra la morte del feto di un aborto spontaneo e l’espulsione dei tessuti della gravidanza si misura in giorni

Bisogna ricordare che il tempo che intercorre tra la morte del feto di un aborto spontaneo e l’espulsione dei tessuti della gravidanza si misura in giorni.

 

Nel momento in cui il tessuto viene espulso, non esiste alcuna funzione metabolica in nessuna parte nel corpo fetale.

 

Il feto morto, infatti, subisce un processo di macerazione (fermentazione autolitica) prima dell’espulsione. Questo ha l’aspetto di putrefazione in quanto la pelle si separa e il tessuto sottostante è scolorito; la putrefazione è la decomposizione batterica e il sacco amniotico è un ambiente sterile. (3)

 

Il feto morto, infatti, subisce un processo di macerazione (fermentazione autolitica) prima dell’espulsione. Questo ha l’aspetto di putrefazione in quanto la pelle si separa e il tessuto sottostante è scolorito; la putrefazione è la decomposizione batterica e il sacco amniotico è un ambiente sterile

Questa informazione rifiuta l’idea che il tessuto di un aborto spontaneo possa essere utilizzato per stabilire una linea cellulare vivente. Suggerisce inoltre che il tessuto fetale utilizzato per scopi di ricerca deve essere raccolto e raffreddato molto rapidamente entro pochi minuti dalla procedura di aborto. Che gli aborti e la raccolta dei tessuti siano attentamente coordinati è fortemente implicito nella letteratura scientifica. Includo un riferimento allo sviluppo della linea cellulare WalVax-2, completato nel 2015. [4] 

 

Si ha la chiara sensazione che le procedure di aborto e la raccolta del tessuto desiderato siano state orchestrate con molta attenzione per preservare il più possibile l’integrità dei tessuti.

 

In conclusione, stabilire una linea cellulare vivente da un tessuto morto non è possibile (se messa in questo modo, sembra un po’ sciocco prendere sul serio la questione!). 

 

In caso di aborto spontaneo, la funzione metabolica è completamente cessata e la decomposizione è avanzata nel momento in cui il tessuto viene espulso.

 

Che gli aborti e la raccolta dei tessuti siano attentamente coordinati è fortemente implicito nella letteratura scientifica

La resurrezione richiede l’intervento divino.

 

Avrei potuto terminare dopo circa quindici minuti di lettura di un libro di testo di biologia, avendo imparato abbastanza per confutare l’affermazione. 

 

Sono andato al punto in cui ho abbastanza familiarità con la chimica.

 

Si ha la chiara sensazione che le procedure di aborto e la raccolta del tessuto desiderato siano state orchestrate con molta attenzione per preservare il più possibile l’integrità dei tessuti

È palesemente assurdo suggerire che le linee cellulari viventi possano essere prodotte usando i tessuti di un aborto spontaneo o di un feto morto. 

 

Ora, Il Rev. Nicanor Pier Giorgio Austriaco è un biologo molecolare (Ph.D., Biology, Massachusetts Institute of Technology) e gli altri che hanno fatto eco alla dichiarazione del Rev. Austriaco hanno credenziali simili alle sue.

 

Loro conoscono meglio di tutti la questione Che trattano.

 

La domanda allora è: perché hanno affermato questo? 

 

È palesemente assurdo suggerire che le linee cellulari viventi possano essere prodotte usando i tessuti di un aborto spontaneo o di un feto morto

Ci disprezzano al punto di crederci incapaci di fare qualche facile ricerca per conto nostro? Non considerano il grave insulto fatto alle donne che hanno subito un aborto spontaneo o un parto con feto morto. Qual è il loro punto di vista? Qualunque esso sia, non sembra essere lontanamente collegato alla Verità.

 

Invito, anzi sfido uno di loro, uno qualunque, a rispondere con i fatti e con i dati. 

 

Sono loro quelli che sfidano la biologia piuttosto elementare. Sono loro quelli che hanno bisogno di trovare qualcosa di sostanziale. Fino ad allora, li ringrazierò se ci risparmieranno le loro opinioni, o qualunque altra cosa siano.

 

 

Jose L. Trasancos, Ph.D.

Amministratore delegato di Children of God for Life

 

Traduzione italiana a cura di Vincenzo Papi 

 

 

NOTE:

1) Obstetrics and Gynecology (utp.edu.co)
2) After a person’s pulse and breathing stop, how much later does all cellular metabolism stop? – Scientific American
3) Postmortem Changes – StatPearls – NCBI Bookshelf (nih.gov)
4) Characteristics and viral propagation properties of a new human diploid cell line, walvax-2, and its suitability as a candidate cell substrate for vaccine production (nih.gov)

 

Riferimenti generali:

Spontaneous Abortion – Gynecology and Obstetrics – Merck Manuals Professional Edition

 

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Porto Rico: una legge riconosce la personalità giuridica dei bambini non ancora nati

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Il 22 dicembre 2025, Jenniffer González, governatrice di Porto Rico, ha firmato la legge 183-2025 che riconosce la personalità giuridica dei nascituri. Redatto dal presidente del Senato Thomas Rivera Schatz, il testo specifica che «il nascituro, in qualsiasi fase della gestazione nel grembo materno, è una persona fisica».

 

Porto Rico è un territorio degli Stati Uniti. La sua Costituzione ne regola il funzionamento interno, ma è subordinata alla Costituzione degli Stati Uniti. Pertanto, le decisioni della Corte Suprema degli Stati Uniti, come la sentenza Roe contro Wade, ora annullata , che ha legalizzato l’aborto in tutti gli Stati Uniti, si applicano anche a Porto Rico.

 

Tuttavia, questa nuova legge non modifica la legislazione sull’aborto. A Porto Rico, l’aborto è legale per proteggere la vita o la salute della donna incinta, indipendentemente dallo stadio della gravidanza.

 

Il 20 dicembre, il governatore aveva promulgato un altro testo riguardante i nascituri, redatto sempre da Thomas Rivera Schatz. La legge 166-2025 riconosce come «omicidio di primo grado» qualsiasi crimine «commesso contro una donna incinta, che provochi la morte del nascituro, in qualsiasi fase della gestazione nel grembo materno», o «quando il nascituro muore a seguito dell’uso della forza o della violenza contro la donna incinta».

 

Queste due leggi si aggiungono alla firma, il 30 ottobre 2025, della Legge 122-2025 sull’aborto. Il testo stabilisce che almeno uno dei genitori o tutori legali di un minore di 15 anni debba dare il proprio consenso scritto in caso di aborto. Inoltre, le autorità devono essere informate in caso di sospetto stupro.

 

Un quarto testo, redatto dal Presidente del Senato, la Legge 63-2025, proibisce anch’esso «interventi chirurgici o trattamenti medici che alterino il sesso biologico di un minore con il pretesto della transizione di genere o come parte del trattamento della disforia di genere».

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«Questa legge rappresenta un freno assoluto all’uso di minori per promuovere idee non scientifiche e innaturali che causano loro danni fisici irreversibili», ha sottolineato la senatrice Joanne Rodríguez Veve, coautrice di due delle proposte di legge.

 

Il 2025 è stato un anno storico per la difesa della vita, «segnato da progressi senza precedenti», ha affermato la senatrice. Intervistata da ACI Prensa il 1° gennaio 2026, Joanne Rodríguez Veve ha spiegato che «nonostante la maggioranza della popolazione abbia costantemente espresso il proprio sostegno alla protezione della vita dei bambini non ancora nati, la classe politica, dominata principalmente da fazioni progressiste, si è rifiutata di autorizzare qualsiasi legislazione che rappresentasse anche un piccolo passo avanti nella difesa del diritto umano alla vita».

 

Pertanto, con queste leggi, «il cambiamento fondamentale risiede nel riconoscimento esplicito della dignità della vita umana fin dal concepimento, ripristinando così il fondamento morale che, come popolo, abbiamo stabilito quando abbiamo redatto la nostra Costituzione nel 1952».

 

«È partendo dal nostro patrimonio culturale e spirituale che cerco di continuare a difendere i valori che sono stati la culla e il fondamento dell’identità portoricana», spiega. «La famiglia non è un concetto astratto, ma l’istituzione e la spina dorsale di una società. L’infanzia richiede una protezione speciale da parte delle autorità pubbliche e la vita umana, fin dalla sua fase più vulnerabile, merita rispetto legale e morale».

 

«Riconoscendo il nascituro come persona fisica e giuridica, e classificando un attacco a una donna incinta che provoca la morte del bambino come omicidio di primo grado, riconosciamo non solo la natura umana del bambino nel grembo materno, ma anche la dignità della sua umanità», osserva Joanne Rodríguez.

 

Conclude: «Il messaggio è chiaro: nel grembo di una donna incinta non c’è un oggetto indefinito, ma un soggetto, un essere umano in via di sviluppo, il cui valore è intrinseco alla sua natura umana».

 

Si spera che questa legge sostituisca completamente la legge sull’aborto, che rimane in vigore nei casi in cui la vita o la salute della madre siano a rischio. Poiché tali circostanze sono diventate rare in un Paese con un sistema sanitario sufficientemente sviluppato, l’uccisione di un feto dovrebbe ora essere solo un evento sporadico.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

 

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Immagine di Mtmelendez via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported


 

 

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Aborti traumatici nei file di Epstein

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Dai file di Epstein emergono stupri e abusi sistematici di ragazze che hanno portato a gravidanze. «Le vittime di Jeffrey Epstein erano sia nate che non ancora nate» scrive LifeSite.   Che fine hanno fatto i bambini concepiti con la violenza? Sappiamo almeno dal 2020 che la violenza sessuale perpetrata da Epstein, Maxwell e dal loro gruppo sociale ha portato alla pratica dell’aborto per le vittime di abusi, come mezzo per uccidere i bambini e coprire i crimini. Questa sembra essere stata una prassi di routine . Ma l’ultima pubblicazione di documenti rivela ulteriori dettagli e solleva ancora più interrogativi.   Il fascicolo Epstein EFTA02731393, accessibile sul sito web del dipartimento di Giustizia USA, si presume sia il diario scansionato di una delle vittime minorenni di Jeffrey Epstein, scritto quando era ricoverata in un istituto e in terapia nel 2012. Le annotazioni sono frammentarie, traumatiche e brutali.   La prima voce fa riferimento al bambino perso dopo uno stupro ed è indirizzata a Epstein per nome. Riguarda un fenomeno descritto più volte da Renovatio 21, quello dell’aborto chimico (con la pillola RU486), che di fatto porta all’espulsione del feto nel water, e quindi alla discarica, via sciacquone, del feto nelle fogne.   «Così è uscito nel water e non sapevo cosa fare, quindi ho semplicemente tirato lo sciacquone per il piccolo feto», ha scritto la ragazza senza nome . «Mi hai reso insensibile e ti odio per questo! Spero di non doverti mai più rivedere! Non sono la tua incubatrice personale! Dov’è il bambino!»

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Relativamente all’«incubatrice personale» va detto che Epstein aveva programmi eugenetici, ambientati a quanto sembra in un ranch nel Nuovo Messico, che ora stanno riprendendo quota sui giornali.   Un’altra nota criptica di un diario racconta una realtà che potrebbe avere a che fare con la politica di surrogazione eugenetica dell’Epstein. «Domani c’è l’ecografia a metà gravidanza per Jeffrey. Questa è andata a buon fine. Dopo aver preso il primo bambino sopravvissuto e l’aborto spontaneo precoce, credo si chiamasse così, non mi sento più una persona, ma un contenitore. Prenderanno anche questa? Chi ha avuto il primo?». La domanda non ha risposta. La ragazza è ovviamente giovane; scrive di aver nascosto la gravidanza e di aver perso «l’intero semestre autunnale di scuola».   Nelle ultime pagine, la ragazza ha incollato la foto di un’ecografia 3D e ha scritto: «sono un tale… mostro. NON L’HO CONSOLATA. NON RIESCO A NON SENTIRE LE SUE URLA. MI PERSEGUITANO. Non sono nemmeno riuscita a guardarla. Sono un mostro. Merito di essere perseguitata dalle sue urla. MI DISPIACE TANTO. SONO TANTA SPEZZATA». Sembra che si riferisca alla bambina nella foto dell’ecografia, ma entrambe le ragazze sono anonime. Anche un altro diario contiene foto dell’ecografia.   Un altro diario della stessa ragazza sembra fare riferimento a un aborto tardivo a cui Ghislaine Maxwell era presente. «Mi ha detto di chiudere gli occhi e di coprirli con le mani, ma non li ho chiusi a causa di questi piccoli pianti», ha scritto la ragazza. «Sono così persa. Ho visto tra le sue dita questa piccola testa e il suo corpo nelle mani del medico. Ha allungato il suo piccolo braccio e aveva un piccolo piede. Ho chiuso gli occhi e ho pianto… Non capisco cosa stia succedendo e nessuno me lo dirà. Non posso andare a scuola in questo stato». In un’altra pagina:   «In corridoio Ghislaine ha detto che era bellissima. LO ERA. Non è. Era la mia bellissima bambina! L’ho sentita! Dov’è? Perché ha smesso di piagnucolare? Era nata! Ho sentito i suoi piccoli vagiti! Non ce la faccio più!»   Il resto del diario è pieno di poesie strazianti e riferimenti a un figlio o a più figli perduti; su una pagina c’è l’ecografia di una neonata, con la citazione: «se n’è andata e non tornerà più. Il mio cuore le apparteneva. Era così bella». Sulla pagina successiva: «Sono sopravvissuta a malapena a tutte quelle procedure. Il mio cuore non c’è più». Un’altra voce fa riferimento a una bambina che le è stato permesso di tenere in braccio per un breve periodo e che poi le è stata portata via.   Un altro documento , contenente un rapporto di ammissione dell’FBI del 3 agosto 2020, riporta la testimonianza di una donna del New Mexico che sostiene di essere stata vittima di tratta all’età di 13 anni nel 1984 da parte di suo zio e Jeffrey Epstein, e di aver dato alla luce una bambina durante questo periodo. La bambina, sostiene, è stata uccisa da suo zio, che «ha gettato il corpo nel lago Michigan». Le sue affermazioni sono state contestate e l’FBI ha sottolineato che non vi sono riscontri.   Nel 2022, Elizabeth Stein ha testimoniato davanti a un tribunale di New York di essere rimasta incinta anche lei dopo essere stata «aggredita, violentata e vittima di tratta innumerevoli volte a New York e in Florida» nell’arco di tre anni da Epstein e Maxwell. «A un certo punto sono rimasta incinta (di chi non sono sicura) e ho abortito», ha detto . «Sono successe cose così traumatizzanti che ancora oggi non riesco a parlarne; non ho nemmeno il vocabolario per descriverle».  

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JD Vance paragona l’aborto al «sacrificio umano» pagano nel discorso alla Marcia per la vita di Washington

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Il vicepresidente JD Vance, durante il suo discorso alla Marcia nazionale per la vita del 2026, ha ribadito il suo sostegno al movimento pro-life, ha sottolineato il fatto che ogni vita è un dono di Dio, non un peso o un inconveniente, ha paragonato l’aborto al sacrificio umano delle società pagane e ha elogiato le numerose vittorie pro-life ottenute durante il primo anno dell’amministrazione Trump-Vance. Lo riporta LifeSite.

 

«Dobbiamo essere chiari, non possiamo essere neutrali, il nostro Paese non può essere indifferente se le sue prossime generazioni vivranno o moriranno», ha detto il vicepresidente. «Pensateci, cosa dà in definitiva significato e vita agli Stati Uniti d’America? Ogni civiltà è stata costretta a rispondere (a questa domanda). Oggi marciamo perché avete una risposta a questa domanda, su che tipo di civiltà siamo, che tipo di civiltà diventeremo in futuro».

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Vance ha osservato che i maya e molte altre società pagane erano soliti sacrificare i propri figli, paragonando questo al modo in cui oggi i nascituri vengono trattati come un inconveniente.

 

«Nell’antico mondo pagano, scartare i bambini era una prassi comune», ha affermato, menzionando «il sacrificio dei bambini da parte dei maya» ha detto il presidente. Vale la pena di ricordare al lettore come la cultura maya sia improvvisamente emersa anche nella Chiesa cattolica con Bergoglio, che ha istituito un «rito maya».

 

«Il segno della barbarie è che trattiamo i bambini come fastidi da scartare, anziché come benedizioni da custodire gelosamente. Ma l’eredità della nostra civiltà è un’altra cosa: il fatto che, come ci dice la Scrittura, ogni vita è ‘fatta in modo stupendo e meraviglioso’ dal nostro Creatore» (Salmo 139,14).

 

Come riportato da Renovatio 21, il Vance già in passato aveva equiparato l’aborto al sacrificio umano dei bambini.

 

«La Marcia per la Vita… non riguarda solo una questione politica… Riguarda se rimarremo una civiltà guidata da Dio o se alla fine torneremo al paganesimo che ha dominato il passato», ha continuato dal palco della manifestazione di Washington.

 

 

Vance ha sottolineato come oggi ai giovani venga spesso detto che avere figli e crescere una famiglia sono un peso, ma i pro-life sanno che, in realtà, sono un dono di Dio.

 

«Oggi, l’estrema sinistra in questo Paese dice ai nostri giovani che il matrimonio e i figli sono ostacoli, che è irresponsabile, persino immorale, a causa del ‘cambiamento climatico’ o per qualche altro motivo, incoraggiare i nostri giovani a crescere una famiglia. Ci dicono che la vita stessa è un peso, ma noi qui a questa marcia… sappiamo che è una bugia», ha detto. «Sappiamo che la vita è un dono, sappiamo che i bambini sono preziosi perché li conosciamo, li amiamo e vediamo come possono trasformare le nostre famiglie».

 

«Sappiamo che la famiglia non è solo fonte di grande gioia, ma fa parte del disegno di Dio per gli uomini e le donne, un disegno che si estende alla nostra famiglia, ai nostri quartieri, alle nostre comunità e agli stessi Stati Uniti d’America», ha aggiunto. «E qui sappiamo che trattare tutti con dignità non è sempre facile, non è sempre conveniente, ma è la cosa giusta da fare».

 

Vance sa bene quanto sia prezioso il dono della vita, dato che lui e la sua Second Lady Usha Vance hanno annunciato questa settimana che aspettano il loro quarto figlio a fine luglio. Il vicepresidente ha aperto il suo discorso commentando la notizia.

 

«Alcuni di voi ricorderanno che nel mio discorso dell’anno scorso, vi ho detto che una delle cose che più desideravo negli Stati Uniti d’America era più famiglie e più bambini», ha detto il vicepresidente. «Quindi, che sia messo agli atti, avete un vicepresidente che pratica ciò che predica».

 

Nel discorso di Vance alla marcia del 2025, il suo primo discorso pubblico dopo l’insediamento come 50° vicepresidente, aveva sottolineato il suo desiderio di vedere nascere più bambini e crescere più famiglie in tutto il Paese.

 

«Voglio più bambini negli Stati Uniti. Voglio più bambini felici nel nostro Paese. E voglio uomini e donne giovani e belli che siano ansiosi di accoglierli nel mondo e di crescerli», disse all’epoca. «È compito del nostro governo rendere più facile per le giovani mamme e i giovani papà permettersi di avere figli, portarli al mondo e accoglierli come le benedizioni che sappiamo che sono».

 

Vance ha anche elogiato diverse importanti politiche pro-life attuate sotto l’amministrazione Trump-Vance, come il taglio dei fondi pubblici destinati agli aborti, la fine degli arresti governativi di attivisti pro-life semplicemente per aver pregato fuori dagli aborti e l’applicazione di tutele di coscienza per le persone di fede.

 

«Mettere in prigione preti e nonne per aver pregato fuori da una clinica, è finita. L’abbiamo fermata», ha detto. «Laddove la precedente amministrazione imponeva il finanziamento pubblico degli aborti, comprese le spese di viaggio, in tutto il governo, questa amministrazione vi ha posto fine».

 

»Abbiamo ampliato le tutele di coscienza per gli operatori sanitari e difeso l’affidamento e l’adozione basati sulla fede», ha aggiunto. «Abbiamo smantellato le regole dell’era Biden e fatto in modo che nessuna suora, nessun infermiere, nessun farmacista e nessun medico debba mettere a nudo la propria fede e i propri valori all’ingresso del proprio posto di lavoro».

 

Nel suo discorso alla Marcia per la vita dello scorso anno, Vance ha elogiato in modo analogo la pronta inversione di tendenza da parte dell’amministrazione Trump nei confronti delle azioni penali mirate intraprese dall’amministrazione Biden contro i sostenitori della vita.

 

«Il governo federale non dirigerà più le incursioni dell’FBI nelle case di persone come Mark Houck e altri attivisti cattolici e cristiani che lottano ogni giorno per i nascituri», ha affermato Vance l’anno scorso.

 

Vale la pena notare che, nonostante i suoi commenti, Vance, un convertito cattolico, in passato ha rotto sia con il movimento pro-life che con la dottrina cattolica, esprimendo il suo sostegno alle eccezioni all’aborto. In precedenza aveva suggerito di sostenere l’ accesso alla pillola abortiva e aveva ribadito che l’amministrazione Trump-Vance non avrebbe sostenuto un divieto federale sull’aborto.

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L’amministrazione Trump 2 è stata anche duramente criticata dai pro-life statunitensi per non aver revocato la decisione dell’amministrazione Biden di non applicare la legge federale contro la spedizione di pillole abortive oltre i confini statali, nonostante la tattica indebolisca le leggi pro-life degli Stati.

 

I pro-life USA speravano che la posizione potesse cambiare con l’impegno dell’amministrazione di rivedere i dati sulla sicurezza delle pillole abortive, ma sono rimasti frustrati dalla mancanza di aggiornamenti, tra le accuse (che l’amministrazione nega) secondo cui la revisione sarebbe stata ritardata fino a dopo le elezioni di medio termine del 2026.

 

Come riportato da Renovatio 21, il tema dell’aborto come sacrificio umano era già stato discusso pubblicamente dall’influente giornalista Tucker Carlson, suo grande fiancheggiatore nella corsa alla vicepresidenza.

 

Si tratta, come sa il lettore, il ritorno del sacrificio umano (non solo con l’aborto, ma anche con la fecondazione in vitro, la predazione degli organi, l’eutanasia, insomma la Necrocultura) di uno dei principali temi del lavoro di Renovatio 21, che ora vediamo andare verso il pensiero mainstream.

 

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