Geopolitica
La Spagna si è rifiutata di attraccare una nave che trasportava armi verso Israele
Il 16 maggio la Spagna ha rifiutato la richiesta di una nave che trasportava armi destinate a Israele di attraccare nel porto di Cartagena, ha riferito la rete spagnola EFE, secondo la testata israeliana Ynet.
La nave Marianne Danica sarebbe partita dalla città di Chennai (un tempo conosciuta come Madras) in India con un carico di circa 27 tonnellate di esplosivo.
La notizia è stata confermata dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, il quale ha affermato che alla nave era stato rifiutato l’ingresso dopo che aveva chiesto il permesso di fare scalo a Cartagena il 21 maggio.
Secondo il sito di localizzazione navale Vessel Finder, la Marianne Danica è una piccola nave da carico secco che naviga sotto bandiera danese.
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Amnesty International riferisce che è gestito dalla H. Folmer & Co., che a quanto pare è specializzata nel trasporto di munizioni.
Lo scorso novembre il primo ministro Pedro Sanchez aveva dichiarato che la Spagna è disposta ad andare avanti da sola sulla questione del riconoscimento dello Stato palestinese, anche se preferirebbe agire insieme ad altri membri dell’UE.
Come riportato da Renovatio 21, lo scorso ottobre il ministro spagnuolo per i diritti sociali Ione Belarra ha esortato i leader europei a intraprendere azioni immediate contro Israele, paventando la possibilità che altrimenti la UE diventi «complice del genocidio».
A marzo parlamentari spagnuoli avevano firmato – assieme ad altri circa 200 colleghi di Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti – un appello intitolato «Non saremo complici della grave violazione del diritto internazionale da parte di Israele» per esprimere opposizione ai «Paesi esportatori di armi verso Israele», chiedendo un embargo immediato sulle armi spedite da Paesi partner militari dello Stato Ebraico.
All’appello non pare abbia partecipato alcun parlamentare italiano.
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Immagine di Øyvind Holmstad via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
Netanyahu attribuisce le morti in Israele alla politica di Biden
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Geopolitica
Rubio: gli USA potrebbero attaccare «preventivamente» l’Iran
Gli Stati Uniti potrebbero lanciare un attacco preventivo contro l’Iran, ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio, pur ammettendo che un eventuale tentativo di rovesciare il regime si rivelerebbe arduo.
Queste dichiarazioni arrivano mentre il presidente americano Donald Trump inasprisce le minacce nei confronti di Teheran, dopo settimane di proteste violente diffuse in tutto il Paese, scatenate da problemi economici e dal crollo del valore del rial iraniano. Le autorità di Teheran hanno calcolato oltre 3.000 vittime, sebbene altre valutazioni indichino un numero potenzialmente molto superiore. L’Iran ha puntato il dito contro Stati Uniti e Israele, accusandoli di fomentare le violenze.
Trump ha sostenuto apertamente i manifestanti, dichiarando che «i soccorsi stanno arrivando» e che una «grande armata» è in arrivo, mentre ulteriori asset militari statunitensi, inclusa una task force con portaerei, sono stati dispiegati in Medio Oriente.
Durante un’udienza di mercoledì presso la Commissione per gli Affari Esteri del Senato, Rubio ha sostenuto che sia «saggio e prudente» preservare una presenza militare americana nell’area. Tale presenza «potrebbe rispondere e potenzialmente… prevenire preventivamente l’attacco contro migliaia di militari americani e altre strutture nella regione», ha aggiunto, precisando: «Spero che non si arrivi a tanto».
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Rubio ha definito l’Iran come «più debole che mai», ma ha messo in guardia sul fatto che Teheran abbia accumulato «migliaia e migliaia» di missili balistici a lungo raggio. Ha inoltre riconosciuto che un’eventuale operazione per un cambio di regime sarebbe «più complessa» rispetto a quanto avvenuto in Venezuela, dove gli Stati Uniti hanno catturato il presidente Nicolas Maduro all’inizio di questo mese.
Secondo un rapporto della CNN di giovedì, Trump starebbe considerando un nuovo e significativo attacco militare contro l’Iran. Le fonti dell’emittente hanno indicato che tra le opzioni allo studio vi sono strikes mirati contro funzionari iraniani ritenuti responsabili delle morti durante le proteste, oltre a obiettivi nucleari e strutture governative.
Il documento ha evidenziato che i programmi nucleari e missilistici balistici iraniani continuano a rappresentare una preoccupazione primaria per Washington. La CNN ha riportato che, nonostante i contatti in corso, i rappresentanti statunitensi hanno posto condizioni preliminari per un incontro diretto, tra cui la cessazione permanente dell’arricchimento dell’uranio, restrizioni al programma missilistico balistico e l’interruzione del supporto agli alleati iraniani nella regione.
L’Iran ha avvisato che un qualunque attacco da parte degli Stati Uniti verrebbe interpretato come una «guerra totale» e provocherebbe rappresaglie.
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Immagine di pubblico dominio via Flickr
Geopolitica
Trump: Putin fermerà gli attacchi su Kiev
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