Spirito
La Santa Messa tradizionale a Tokyo
La Santa Messa della Tradizione, quella che è chiamata talvolta «Messa in latino», c’è anche in Giappone.
Queste foto ci arrivano da Akebono-cho, un quartiere a Nord della capitale Tokyo. Si tratta di una Messa della Fraternità San Pio X.
«Dalla sua ordinazione sacerdotale nel giugno 1993, padre Onoda non ha smesso di fare il pendolare tra le Filippine e il Giappone, per esercitare il suo apostolato nel suo Paese di origine» leggiamo dal sito della FSSPX, che diede notizia del nuovo priorato due anni fa. «Inizialmente l’apertura del priorato era prevista per lo scorso settembre, ma una certa epidemia ha sconvolto molti piani in tutto il mondo».
«Il 2 gennaio 2021, primo sabato del mese, è stato finalmente inaugurato il nuovo priorato, eretto sotto il patrocinio della Stella del mattino, titolo attribuito alla Beata Vergine nelle litanie di Loreto».
La Messa è molto affollata, e a solide famiglie fedeli locali si aggiungono stranieri che vivono in Giappone con i loro cari. Le attività del priorato edochiano con i fedeli sono varie.
Padre Onoda ha rilasciato al corrispondente di Renovatio 21 a Tokyo questa dichiarazione: «vogliamo la Messa Tradizionale latina in Giappone, in Corea, in Cina, nelle Filippine, in tutta l’Asia e in tutto il mondo!» per poi aggiungere, in italiano, «Basta Novus Ordo, grazie!»
La Santa Messa della Tradizione è ovunque, si tratta solo di volerla cercare. Renovatio 21 continuerà a rispondere a coloro che ci chiederanno dove potervi assistere, come in questi anni ha già fatto tante volte.
Comprendiamolo: è per il sacrificio della Santa Messa che il mondo in qualche modo si regge in piedi e non sprofonda nell’inferno terrestre di cui tutti oramai vediamo i colori nell’ora presente.
Come non aver l’animo riempito di speranza quando si apprende che, anche dall’altra parte del mondo, c’è ancora qualcuno che si inginocchia recitando «et incarnátus est de Spíritu Sancto ex Maria Víirgine et homo factus est»…
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Spirito
Foto del 1995 mostra Leone XIV mentre partecipa al rituale idolatrico della Pachamama

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Pensiero
«Danno alla Chiesa, svilimento del pensiero e dell’azione di papa Leone XIV»: lettera del prof. Sinagra al cardinale Zuppi
Renovatio 21 pubblica la lettera circolante in rete che al segretario CEI cardinale Matteo Zuppi ha scritto l’eminente giurista .Augusto Sinagra, Il professor Augusto Sinagra (Catania, 1941) è un eminente giurista italiano, professore ordinario di Diritto dell’Unione Europea e Internazionale, noto per il suo lungo ruolo accademico alla Sapienza di Roma (fino al 2013) e la sua attività come avvocato patrocinante davanti alle magistrature superiori e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Egregio Cardinale,
con molto disagio mi rivolgo a lei con il suo titolo ecclesiastico di alto rango.
Il mio disagio è motivato dal fatto che io sono cattolico e lei mi pare di no; sia nel senso della doverosa e corretta testimonianza dei Vangeli, sia nel senso della liturgia e della tradizione. E ora anche nel suo modo diplomaticamente denigratorio nei confronti dell’attuale Pontefice.
È vero che lei è «figlio» del Concilio Vaticano II che tanti guasti, divisioni e contrasti ha provocato nella Chiesa cattolica. Bastano due esempi: il Vescovo Marcel Lefebvre e l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò.
Quel che lei dice e fa mi ricorda le parole del prof. Franco Cordero nel suo famoso libro Risposta a Monsignore (si trattava di monsignor Colombo responsabile spirituale della Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano), quando ammonì – anche lui in controtendenza rispetto agli esiti nefasti del Concilio Vaticano II – che il «Messaggio» sarebbe rimasto e lo si sarebbe raccolto nelle piccole chiesette di lontana periferia.
Lei, Signor Zuppi, (chiamandola così mi sento più a mio agio) non si rende conto del danno che fa alla Chiesa cattolica svilendo ingiustamente il pensiero e l’azione di papa Leone XIV che, secondo lei e secondo un’espressione romanesca a lei nota, «non se lo filerebbe più nessuno».
Si dice che lei è un diplomatico ma la sua non è un’espressione diplomatica ma è qualcosa che somiglia di più a un siluro subacqueo, e questo, Signor Matteo Zuppi, non è commendevole per l’apparente finalità che lei vuol perseguire.
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Attingendo ancora al linguaggio romanesco che lei conosce, penso che a lei ancora «rode» (non dico cosa per decenza) il fatto di non essere stato eletto papa. Ma la sua mancata elezione conferma la presenza in Conclave dello Spirito Santo.
Lei è degno «figlio» di Bergoglio da me sempre chiamato «il pampero argentino». Peraltro a lei manca qualsiasi capacità diplomatica se solo penso che, nominato dal suo dante causa Bergoglio mediatore per la guerra in Ucraina, nonostante i suoi plurimi viaggi e contatti, le sue parole si persero nel vento. E ora lei si permette di criticare Leone XIV del quale non può negarsi quantomeno la grande cultura agostiniana.
Lei dice che i fedeli non gli danno retta. Se la cosa la può tranquillizzare, i fedeli per fortuna non danno retta neanche a lei ma sono obiettivo: i fedeli non danno retta e le Chiese sono vuote non per colpa sua o di altri ma per colpa proprio del Concilio Vaticano II.
Un ultimo commento alla sua omelia del 17 marzo 2026 nella Cattedrale di San Pietro a Bologna. In tale circostanza lei, ormai intriso di «santegidiismo» e dunque più di politica che di fede, ha affermato che l’azione delle FF.AA. per essere efficace «deve essere accompagnata dall’intesa» in mancanza di che la F.A. non sarebbe un «deterrente«, mancando il dialogo e il confronto.
Egregio Zuppi, ma lei cosa pensa che le FF.AA. debbano rapportarsi al nemico dialogando in vista di un’intesa? Oppure che il ricorso alle FF.AA. debba essere deciso all’esito di un’intesa o di un dialogo? Ma con chi? Non le basta il Parlamento?
Devo concludere, mio buon Zuppi, nel senso che lei non si rende conto di quel che dice.
E il bello è che lei dice che la «storia insegna» anche perché lei per primo non conosce la storia e dovrebbe studiarla perché la storia non è quella di cui si discute nella Comunità di Sant’Egidio della quale lei è coerentemente parte.
Augusto Sinagra
Renovatio 21 offre questo testo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Spirito
Il cardinale olandese Eijk celebra la prima messa pubblica in rito tradizionale a Utrecco
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