Terrorismo
La polizia tedesca era stata avvisata un anno fa del killer del mercato di Natale, ma non è intervenuta
La polizia tedesca ha ammesso di aver ricevuto avvertimenti dall’Arabia Saudita su Taleb al-Abdulmohsen prima che guidasse un’auto attraverso un affollato mercatino di Natale a Magdeburgo, uccidendo cinque persone e ferendone centinaia.
Il capo dell’Ufficio federale di polizia criminale (BKA) tedesco ha ammesso che l’anno scorso la sua agenzia ha ricevuto una soffiata da Riad su al-Abdulmohsen, un rifugiato saudita.
L’ambasciata saudita a Berlino ha tentato di mettere in guardia il governo tedesco da una serie di post sui social media in cui il presidente esprimeva minacce.
In un post aveva scritto: «Vi assicuro: se la Germania vuole la guerra, la faremo. Se la Germania vuole ucciderci, li massacreremo, moriremo o andremo orgogliosamente in prigione».
In un altro post, ha giurato: «La Germania pagherà il prezzo. Un prezzo enorme… Vi assicuro che la vendetta al 100 percento arriverà presto. Anche se mi costerà la vita».
I sauditi avevano chiesto inoltre all’Interpol di arrestare al-Abdulmohsen per terrorismo, ma le autorità tedesche respinsero la richiesta, ritenendola motivata da ragioni politiche. Anche altri avvertimenti, tra cui quello di una donna saudita, sono stati ignorati.
È stato rivelato che al-Abdulmohsen aveva avuto ripetuti scontri con la legge in Germania. Nel 2013, è stato condannato e multato per disturbo della quiete pubblica e minaccia di reati penali.
Avrebbe dovuto comparire in tribunale il giorno prima dell’attacco al mercatino di Natale per aver chiamato in modo falso i vigili del fuoco di Berlino.
Le motivazioni di Taleb al-Abdulmohsen sembrano inusuali per un attacco di questo tipo. Più che essere un islamista, sembra essere anti-islamista. Aveva espresso rabbia nei confronti della Germania per aver permesso agli islamisti di entrare nel paese dalla Siria, impedendo agli ex musulmani, come lui, di farlo. Si era espresso contro l’islamizzazione dell’Europa, di cui sosteneva che la Germania fosse in prima linea.
Ci sono stati tentativi di associare al-Abdulmohsen al partito di destra Alternativa per la Germania (AfD), tuttavia il settimanale Der Spiegel riferisce che si considerava un uomo di sinistra.
Voci in rete, appoggiate su video non verificati, sostengono che l’uomo avrebbe esclamato «Allahu Akbar» mentre veniva arrestato.
Taleb al-Abdulmohsen – the “Atheist” Radical Islamist who drove through a German Christmas Market screamed “Allahu Akbar” as he was arrested.
Yet German Media claims Abdulmohsen was “Islamophobic.”
They must think we’re stupid.
— The Persian Jewess (@persianjewess) December 22, 2024
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Alcuni sostengono che non fosse un ex-islamico, ateo, fan dell’AfD e di Elon Musk (elementi subito entrati nella narrazione dei media dell’establishment), un estremista sciita. È l’idea portata avanti in un video virale dalla produttrice iraniano-tedesca Maral Salmassi, che sostiene che organizzazioni di ex-islamici avevano ricevuto messaggi di minaccia dall’uomo, che avrebbe una storia di interazioni internet con entità di estremismo islamico tout court.
«Questo è un classico esempio della Taqqya, la pratica islamica che consente ai musulmani di mentire ed ingannare per avanzare i progetti islamici» dice la Salmassi. «La falsa narrativa di Taleb serve a creare divisione, caos, terrore rivela la psicopatia e la natura manipolativa di un jihadista, le sua azioni cercano di destabilizzare e confondere la società, paralizzare ogni minima risposta alle minacce radicaliste».
Despite claims made by the German press, Taleb Al Abdulmohsen is not an ex-Muslim atheist, nor is he a fan of the AfD or Elon Musk. While he may have spread this misinformation himself, it aligns with the practice of Taqqiye, an Islamic doctrine that permits lying and deception… pic.twitter.com/tU2tRS51Lr
— Maral Salmassi (@MaralSalmassi) December 21, 2024
«Rappresentandosi come vittima dell’Arabia Saudita sunnita, che lui dalla sua prospettiva sciita radicale considera come “falsi musulmani”, lui porta avanti sia i suoi obiettivi jihadisti e la sua battaglia settaria» continua la Salmassi.
«Individui come Taleb non hanno lealtà per la vita terrestre. Le loro vite sadomasochiste sono interamente devote alla preparazione del giorno del giudizio quando gli infedeli finalmente soffriranno la tortura eterna nel fuoco dell’inferno mentre loro saranno ricompensati in Paradiso per i loro sacrifici mondani, con anche la famigerata promessa delle 72 vergini».
«Senza dubbio, Taleb non era un ateo. Per terroristi come lui la vita è un mezzo temporaneo per servire la sua violenta visione apocalittica della volontà divina».
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Terrorismo
La Germania sospetta che dietro le esplosioni del Nord Stream ci siano «intelligence straniere»
La Corte federale di giustizia tedesca (BGH) ha stabilito che il sabotaggio del gasdotto Nord Stream avvenuto nel 2022 è stato con ogni probabilità un’operazione condotta dai «servizi segreti» su ordine di un governo straniero, secondo quanto emerge da una sentenza che ha disposto la permanenza in custodia cautelare del principale sospettato.
Il documento giudiziario, datato 10 dicembre e reso pubblico giovedì, respinge il ricorso presentato contro la detenzione preventiva del sospettato di 49 anni, identificato dai media come l’ex membro delle forze speciali ucraine Sergej Kuznetsov (o Serhiy Kuznetsov).
«Allo stato attuale delle indagini, è altamente probabile che l’imputato sia coinvolto negli attentati all’oleodotto», ha scritto la corte, precisando inoltre che «l’immunità non si applica agli atti di violenza controllati da un servizio di intelligence».
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Secondo le accuse, il sospettato avrebbe guidato un piccolo gruppo di sabotatori ucraini che ha noleggiato uno yacht e impiegato attrezzature subacquee di tipo commerciale per collocare esplosivi sui gasdotti nel Mar Baltico. L’uomo è stato arrestato in Italia nell’agosto 2025 ed estradato in Germania a novembre. I procuratori federali lo imputano di «sabotaggio anticostituzionale» per aver interrotto una rotta energetica di fondamentale importanza.
La difesa aveva invocato la cosiddetta «immunità funzionale», sostenendo che, nel contesto del conflitto tra Ucraina e Russia, i gasdotti in acque internazionali rappresentassero un obiettivo militare legittimo.
Il BGH ha respinto con decisione tale tesi, sottolineando che il Nord Stream aveva principalmente finalità civili. La corte ha inoltre rilevato che l’operazione appariva come una missione segreta di intelligence, in cui i responsabili non erano riconoscibili come combattenti, e che erano state violate la sovranità tedesca e la «giurisdizione territoriale» della Germania.
«L’immunità funzionale generale dei funzionari pubblici derivante dall’immunità sovrana ai sensi del diritto internazionale non costituisce alcun ostacolo al perseguimento dell’imputato ucraino… nel caso in cui abbia partecipato all’atto di sabotaggio per conto dei servizi segreti di uno Stato straniero», ha affermato la corte.
Un altro sospettato, identificato come l’istruttore subacqueo Vladimir Zhuravljov, era stato arrestato in Polonia a fine settembre in base a un mandato di arresto europeo. Tuttavia, a ottobre un tribunale distrettuale di Varsavia ha respinto la richiesta di estradizione tedesca e ne ha disposto il rilascio.
La Russia ha manifestato profondo scetticismo riguardo alla possibilità che un piccolo gruppo indipendente potesse eseguire un’operazione tanto complessa in acque sotto controllo NATO senza un diretto coinvolgimento statale. Mosca ha inoltre criticato la scarsa trasparenza dell’inchiesta, accusando le autorità europee di servirsi di «capri espiatori» privati per occultare le reali circostanze degli attacchi del 2022.
Nel 2023, il veterano giornalista investigativo Seymour Hersh pubblicò un reportaggio in cui affermava che l’allora presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva dato l’ordine di distruggere il Nord Stream. Secondo una fonte informata che parlò con il giornalista premio Pulitzer, gli esplosivi erano stati piazzati dai sommozzatori della Marina statunitense qualche mese prima, sotto la copertura di un’esercitazione NATO. La Casa Bianca all’epoca negò il rapporto, definendolo «completa finzione».
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Come riportato da Renovatio 21, la negazione della tesi di Hersh – che ha in seguito ripetuto che il vero obbiettivo della devastante operazione non era solo la Russia, ma soprattutto la Germania e di conseguenza l’intera Europa – trovò grandi sostenitori al Bundestag, dove parlamentari democristiani della CDU accusarono il partito AfD, che aveva chiesto una commissione di inchiesta sul Nord Stream, di collusione con la Russia, dicendo pure oscuramente che a Hersh nessuno crede più. La mozione per la commissione di inchiesta al Bundestaggo fu quindi bloccata, e l’allora cancelliere Scholzo andò nello Studio Ovale di Biden scodinzolando con la coda fra le gambe.
La stampa italiana ieri ha diffuso maggiori informazioni sul caso. Le testate Open.Online (che ha collaborato con Facebook, il social che aveva etichettato la versione di Hersh come «falsa informazione».
Mosca ha respinto nettamente la teoria dei subacquei ucraini dapprima diffusa dalla stampa tedesca. Renovatio 21 all’epoca, di fronte alla notizia che dai media germanici rimbalzava sul New York Times, aveva definito la questione come «l’ultima barzelletta». La storia fu rimpolpata anche dal Washington Post, che disse che un alto ufficiale ucraino aveva coordinato le esplosioni. La possibile colpevolezza degli USA nel frattempo aveva scaldato anche la diplomazia cinese. Putin parlava di «terrorismo di Stato».
Ora, con la glasnost trumpiana in corso, non escludiamo che il Cremlino – che aveva chiesto un’indagine ONU – possa attenuare il suo scetticismo nei confronti della versione dei fatti che appariva creata apposta per scagionare Washington. La pace… val ben una narrativa alternativa?
Ricordiamo un significativo commento analitico di Hersh successivo allo scoop: il disastro del Nord Stream potrebbe costituire la fine della NATO.
Il Nord Stream, come l’avevamo definito su Renovatio 21, è l’incredibile concrezione del Mulino di Amleto, gorgo cosmico-marittimo che, nella mitologia nordica, ingoia tutto quanto. Lo stesso Patto Atlantico, quindi, potrebbe finirci dentro.
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