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Spirito

La chiesa «concubina del Nuovo Ordine Mondiale»: Mons. Viganò e le «benedizioni» alle coppie omosessuali

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Renovatio 21 pubblica il discorso di monsignor Carlo Maria Viganò riguardo la dichiarazione vaticana Fiducia Supplicans.

 

 

CONSIDERAZIONI

a proposito del documento vaticano Fiducia supplicans sulla liceità di benedire le coppie irregolari

 

Quando il demonio cerca di persuaderci a peccare, enfatizza il presunto bene dell’azione malvagia che vuole farci compiere, mettendone invece in ombra gli aspetti necessariamente contrari ai Comandamenti di Dio. Egli non ci dice: Pecca e offendi il Signore che è morto per te in Croce, perché sa che una persona normale non vuole il male in sé, ma che di solito compie il male sotto apparenza di bene. 

 

Questa strategia dell’inganno si ripresenta invariabilmente. Per indurre una madre ad abortire, Satana non le chiede di compiacersi dell’uccisione del bambino che porta in grembo, ma di pensare alle conseguenze della gravidanza, al fatto che perderà il lavoro, o che è troppo giovane e inesperta per crescere e educare un figlio; e sembra quasi che quella madre, rendendosi assassina e infanticida, dimostri senso di responsabilità nel voler evitare alla creatura innocente una vita senza amore.

 

Per convincere un uomo all’adulterio, lo spirito tentatore gli mostra i presunti vantaggi del trovare sfogo in una relazione extraconiugale, a tutto vantaggio della pace in famiglia.

 

Per spingere un sacerdote ad accettare le deviazioni ereticali dei suoi Superiori, mette in risalto l’obbedienza all’autorità e la preservazione della comunione ecclesiale. 

 

Questi inganni servono ovviamente per trascinare le anime lontano da Dio, cancellare in esse la Grazia, macchiarle con il peccato, offuscarne la coscienza in modo che la caduta successiva sia tanto più disinvolta quanto essa è più grave. In qualche modo, l’azione del demonio si esplica come la «finestra di Overton», rendendo meno orribile l’offesa a Dio, facendoci credere meno tremenda la punizione che ci attende, e più accettabili le conseguenze della nostra colpa.

 

Il Signore è buono: perdona tutti, ci sussurra, facendo ben attenzione a tenerci lontano dal pensiero della Passione di Cristo, al fatto che ogni colpo di flagello, ogni schiaffo, ogni spina conficcata nel Suo capo, ogni chiodo piantato nelle Sue carni è frutto dei nostri peccati. E poi, se cedi alla tentazione, non è colpa tua, ma della tua fragilità.

 

E una volta sprofondata, peccato dopo peccato, nell’abitudine al male e nel vizio, l’anima si lascia trascinare sempre più in basso, finché la richiesta del diavolo si presenta in tutto il suo orrore: Ribellati a Dio, rifiutaLo, bestemmiaLo, odiaLo perché ti ha privato del tuo diritto alla felicità con precetti opprimenti.

 

Questo, a ben vedere, è l’elemento ricorrente nella tentazione, sin dal peccato di Adamo: mostrare il male sotto le false apparenze di bene, e il bene come un fastidioso intralcio all’appagamento della propria volontà ribelle.

 

 

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La Chiesa, che ci è Madre, sa bene quanto pericoloso sia per un’anima cristiana ignorare questa strategia infernale.

 

I confessori, i direttori spirituali, i predicatori consideravano imprescindibile spiegare ai fedeli come agisce il diavolo, perché essi comprendessero con l’intelletto la frode del maligno, in modo da potervisi opporre con la volontà, aiutata in questo dall’assiduità alla preghiera e dalla frequenza ai Sacramenti.

 

D’altra parte, come potremmo immaginare una madre che incoraggia il proprio figlio a non progredire nell’amore di Dio, e che lo rassicura sul fatto che il Signore gli concederà la salvezza senza condizioni? Quale madre assisterebbe alla rovina del figlio, senza cercare di ammonirlo ed anche punirlo, affinché comprenda la gravità delle sue azioni e non si danni per l’eternità?

 

La delirante Dichiarazione Fiducia supplicans, recentemente pubblicata dalla parodia dell’ex-Sant’Uffizio ridenominato Dicastero, squarcia definitivamente la coltre di ipocrisia e di inganno della Gerarchia bergogliana, mostrando questi falsi pastori per ciò che sono: servi di Satana e suoi zelantissimi alleati, ad iniziare dall’usurpatore che siede – abominazione della desolazione – sul Soglio di Pietro.

 

Lo stesso incipit del documento suona, come tutti quelli emanati da Bergoglio, canzonatorio e ingannevole: perché la fiducia nel perdono di Dio senza pentimento si chiama presunzione di salvarsi senza merito ed è un peccato contro lo Spirito Santo. 

 

La falsa sollecitudine pastorale di Bergoglio e dei suoi cortigiani nei confronti degli adulteri, dei concubinari e dei sodomiti dovrebbe essere denunciata anzitutto dai presunti beneficiari del documento vaticano, i quali sono le prime vittime del sulfureo fariseismo conciliare e sinodale. È la loro anima immortale ad essere sacrificata all’idolo woke, perché nel giorno del Giudizio particolare scopriranno di essere stati ingannati e traditi da coloro che in terra rivestono l’autorità di Cristo.

 

La colpa che il Signore contesterà a questi sventurati non riguarderà solo i peccati commessi, ma anche e soprattutto nell’aver voluto credere a una menzogna diabolica, a una frode di falsi pastori – a cominciare da Bergoglio e da Tucho – che la coscienza aveva loro mostrato come tale. Una menzogna a cui vogliono credere molti membri della Gerarchia, che sperano prima o poi di poter ricevere la medesima benedizione assieme ai loro complici nel vizio, ratificando quello stile di vita sacrilego e peccaminoso che praticano già, e con il consenso ostentato di Bergoglio. 

 

Il fatto che la Dichiarazione di Tucho Fernandez approvata da Bergoglio ribadisca che benedire una coppia irregolare non deve sembrare una forma di rito nuziale, e che il Matrimonio è solo tra un uomo e una donna fa parte della strategia dell’inganno. Perché non è qui in questione se il Matrimonio possa essere contratto da due uomini o due donne, bensì se persone che vivono in uno stato gravemente peccaminoso possano meritare come coppia irregolare una benedizione impartita da un diacono o da un sacerdote, con il solo accorgimento che essa non dia l’impressione di essere una celebrazione liturgica.

 

L’attenzione dei Sinedrio vaticano è tutta rivolta a tranquillizzare il popolo cristiano sul fatto di non voler ufficializzare nuove forme di matrimonio, mentre è totalmente trascurato lo stato di peccato mortale e di grave scandalo di chi dovrebbe ricevere la benedizione, e il pericolo di dannazione eterna che grava su quelle povere anime.

 

Senza dire dell’impatto sociale che questa Dichiarazione avrà su chi Cattolico non è, e che grazie ad essa si riterrà autorizzato ad eccessi ben peggiori. Viene da chiedersi se, in questa corsa alla legittimazione della sodomia – ottenuta senza giungere alla celebrazione di matrimoni tra sodomiti – vi sia un conflitto di interessi in chi la propone con tanta insistenza: come se dei governanti si tutelassero con uno scudo penale prima di imporre alla popolazione un siero genico sperimentale di cui non ignorano gli effetti avversi. 

 

Non c’è che dire: un bel risveglio per i cosiddetti conservatori, con la beffa di trovarsi platealmente presi in giro dal Prefetto Tucho, il quale si preoccupa che la benedizione di una coppia non sembri un matrimonio, ma non ha nulla da dire sull’intrinseca peccaminosità del pubblico concubinato e della sodomia. L’importante è che i moderati – difensori del Vaticano II – possano ritenersi appagati da quella gesuitica postilla (in questo caso che queste benedizioni spontanee e arituali non sono un Matrimonio) che dovrebbe salvare la dottrina sul Papato mentre spinge le anime a dannarsi.

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Per i sacerdoti che non accetteranno di benedire questi sventurati si preparano due vie: la prima, essere cacciato dalla parrocchia o dalla Diocesi ad nutum Pontificis; la seconda, rassegnarsi a barattare il proprio diritto di dissentire in cambio del riconoscimento del diritto di altri confratelli di approvare; cosa peraltro già vista in campo liturgico con Summorum Pontificum.

 

Quello di Bergoglio è insomma un outlet della Fede, dove si trova di tutto, dai riti della Settimana Santa pre-1955 alle «eucaristie» LGBTQ, a patto di non mettere in discussione nulla del suo «pontificato».

 

A ciò si aggiunga lo scandalo per i Cattolici, che davanti agli orrori della setta di Santa Marta sono tentati di abbracciare lo scisma, o di abbandonare la Chiesa.

 

E ancora: con quale amarezza e senso di disinganno guarderanno a Roma coloro che, consapevoli della propria situazione di oggettiva irregolarità, hanno cercato e cercano con tutte le loro forze e con la Grazia di Dio di non peccare e di vivere conformemente ai Comandamenti?

 

Come possono sentirsi quanti chiedono una voce paterna che li esorti a proseguire sulla via della santità, e non il riconoscimento ideologico dei loro vizi che sanno essere incompatibili con la Morale naturale?

 

Chiediamoci: cosa vuole ottenere Bergoglio? Nulla di buono, di vero, di santo.

 

Egli non vuole che le anime si salvino; non proclama il Vangelo opportune, importune per richiamare le anime a Cristo; non mostra loro il Salvatore flagellato e insanguinato per spronarle a cambiar vita. No. Bergoglio vuole la loro dannazione, come tributo infernale a Satana e sfida sfrontata a Dio. 

 

Ma c’è uno scopo più immediato e semplice da ottenere: provocare i Cattolici perché si allontanino dalla sua chiesa e lo lascino libero di trasformarla nella concubina del Nuovo Ordine Mondiale.

 

Le donne prete, le benedizioni gay, gli scandali sessuali e finanziari, il business dell’immigrazione, le campagne di vaccinazione forzata, l’ideologia gender, l’ecologismo neomalthusiano, la gestione tirannica del potere sono lo strumento con cui scandalizzare i fedeli, disgustare chi non crede, screditare la Chiesa e il Papato. Comunque vada, Bergoglio ha già ottenuto il suo scopo, che poi è la premessa per assicurarsi il consenso degli eretici e dei fornicatori che lo riconoscono come Papa ed estromettere qualsiasi voce critica. 

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Se davvero questo Documento, assieme ad altri pronunciamenti più o meno ufficiali, avesse come scopo il bene degli adulteri, dei concubinari e dei sodomiti, essa avrebbe dovuto additare loro l’eroismo della testimonianza cristiana, ricordare loro l’immolazione di sé che Nostro Signore chiede a ciascuno di noi, insegnar loro a riporre fiducia nella Grazia di Dio per superare le prove e vivere conformemente alla Sua Volontà. E invece li incoraggia, li benedice in quanto irregolari, come se non lo fossero; ma al tempo stesso li priva delle nozze, e in questo modo ammette che sono irregolari. Bergoglio non chiede loro di cambiar vita, ma si autorizza una farsa grottesca in cui due uomini o due donne potranno presentarsi dinanzi a un Ministro di Dio per essere benedetti, assieme ai loro parenti e amici, per poi celebrare questa unione peccaminosa con un banchetto, il taglio della torta, le bomboniere. Ma non sono nozze, sia chiaro… 

 

Mi chiedo cosa impedirà, tra qualche tempo, che questa benedizione sia impartita non a una coppia, ma a più persone, in nome del poliamore; o ai minori, in nome della libertà sessuale che l’élite globalista sta introducendo tramite l’ONU e le altre organizzazioni eversive internazionali. Basterà precisare che la Chiesa non approva le unioni poligamiche e la pedofilia, per consentire a poligami e pedofili di essere benedetti?

 

E perché non estendere questa trovata anche a chi pratica la bestialità? Sarebbe sempre in nome dell’accoglienza, dell’integrazione, dell’inclusività. 

 

La stessa diabolica falsificazione sta avvenendo per le donne prete. Se da un lato il Sinodo sulla Sinodalità non ha affrontato l’Ordinazione delle donne, dall’altro si sta già progettando una forma di «ministero non ordinato» che le ammetta a presiedere celebrazioni spurie col pretesto che non ci sono più sacerdoti e diaconi. Anche in questo caso i fedeli vedono sull’altare una donna in camice che legge il Vangelo, predica, distribuisce la Comunione, come farebbe un sacerdote, ma senza esserlo. E con la postilla vaticana che si tratta di un ministero che non mette in discussione il Sacerdozio cattolico.

 

Il marchio della chiesa conciliare e sinodale, di questa setta di ribelli e pervertiti, è la falsità e l’ipocrisia. Il suo scopo è intrinsecamente malvagio, perché toglie onore a Dio, espone le anime al pericolo della dannazione, impedisce di fare il bene e incoraggia a compiere il male. Chi nella chiesa bergogliana continua a seguire la dottrina e i precetti della Chiesa Cattolica è fuori posto e prima o poi finirà per separarsene o per cedere.

 

La Chiesa Cattolica è l’unica arca tramite la quale il Signore ha disposto la salvezza e la santificazione del genere umano. Laddove essa agisca ed operi per la sua dannazione, non è Chiesa, ma la sua blasfema contraffazione. Lo stesso vale per il Papato, che la Provvidenza ha voluto come vincolo di Carità nella Verità, e non come strumento per dividere, scandalizzare e dannare le anime. 

 

Esorto quanti sono insigniti della dignità cardinalizia, i miei Confratelli nell’Episcopato, i sacerdoti, i chierici e i fedeli ad opporsi fermissimamente a questa corsa folle verso l’abisso cui vorrebbe costringerci una setta di rinnegati apostati.

 

Scongiuro i Vescovi e i Ministri di Dio – per le Santissime Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo – non solo di levare alta la voce per difendere l’insegnamento immutabile della Chiesa e condannare le deviazioni e le eresie, sotto qualsiasi apparenza esse possano presentarsi; ma anche di mettere in guardia i fedeli e impedire queste benedizioni sacrileghe nelle loro Diocesi.

 

Il Signore ci giudicherà sulla base della Sua santa Legge, e non sulle farisaiche seduzioni di chi serve il Nemico.

 

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

20 Dicembre 2023

Feria IV Quattuor Temporum Adventus

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Geopolitica

La Santa Sede invitata al Consiglio per la Pace di Trump

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Mentre Donald Trump ha appena annunciato ufficialmente la creazione del suo «Consiglio per la Pace» (Board of Peace), l’invito rivolto a Papa Leone XIV pone la Santa Sede in una posizione delicata. Sospesa tra il desiderio di dialogo e l’impegno per il multilateralismo, la diplomazia vaticana si sta prendendo il suo tempo per rispondere, pur esprimendo le riserve di una Chiesa che si rifiuta di vedere l’ordine mondiale dettato da un «club privato».   Anche se probabilmente non gli verrà richiesto di pagare il miliardo di euro «in contanti» richiesto agli altri capi di Stato dall’occupante della Casa Bianca per entrare a far parte del suo Consiglio per la Pace, il pontefice si sta prendendo il tempo per riflettere.

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Un’istituzione con poteri esorbitanti

E per una buona ragione: inizialmente concepito lo scorso settembre per supervisionare la ricostruzione di Gaza, il Consiglio per la Pace ha visto le sue prerogative espandersi notevolmente. Il suo statuto, pubblicato il 18 gennaio 2026, delinea un «secondo Consiglio di Sicurezza», libero dai vincoli dell’ONU, che considera «obsoleto e inefficace».   Il funzionamento di questo nuovo organismo è piuttosto semplice. Donald Trump ha poteri discrezionali: sceglie i membri, può revocarli e ha persino il diritto di designare il suo successore. Ancora più sorprendente, lo statuto prevede una membership «premium».   Infatti, gli Stati che versano un miliardo di dollari nel primo anno si assicurano un seggio permanente, aggirando il processo di rinnovo triennale. Mentre alleati come Viktor Orban (Ungheria), Javier Milei (Argentina) e Re Mohammed VI (Marocco) hanno già firmato, altri sono esitanti.

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La prudenza diplomatica della Santa Sede

È in questo contesto di accresciute tensioni che il Vaticano ha ricevuto il suo invito. La risposta, fornita dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, è improntata a «vigile prudenza». Sebbene Papa Leone XIV abbia sempre sostenuto una cultura del dialogo, il formato proposto da Washington sembra scontrarsi con gli attuali principi fondamentali della diplomazia pontificia.   Interrogato su questi sviluppi, il cardinale Pietro Parolin ha sottolineato la preoccupazione della Santa Sede per l’erosione del diritto internazionale. Per il numero due del Vaticano, la pace non può essere il prodotto di un “giudizio pragmatico” esercitato da una manciata di Stati «volontari», ma deve essere perseguita nel quadro delle istituzioni multilaterali esistenti. La Santa Sede teme che questo Consiglio possa diventare uno strumento di pressione politica piuttosto che un autentico strumento di stabilità.   Inoltre, la composizione del consiglio esecutivo – composto esclusivamente da stretti collaboratori del presidente americano (Marco Rubio, Jared Kushner), con l’eccezione di Tony Blair – rafforza l’immagine di una diplomazia «transazionale». Per la Santa Sede, aderire a un simile organismo rischierebbe di comprometterne la neutralità, essendo spesso chiamata ad agire come mediatore imparziale nei conflitti, dall’Ucraina al Medio Oriente.   Mentre Vladimir Putin sta ancora valutando le «sfumature» del suo invito, il Vaticano sembra prendere tempo. Preso tra la tentazione di influenzare le decisioni della Casa Bianca dall’interno e la necessità di proteggere l’ordine internazionale, il Papa cammina su un filo teso: un ruolo di osservatore al Consiglio per la Pace – come alle Nazioni Unite – potrebbe rappresentare una via di mezzo?   Una cosa è certa: la Santa Sede non darà carta bianca a un organismo in cui la pace sembra avere un prezzo «premium».   Articolo previamente apparso su FSSPX.News

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Immigrazione

Il vescovo Strickland contro i vescovi americani per il loro loro silenzio sul traffico di bambini

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Il vescovo Joseph Strickland, già vescovo della diocesi di Tyler, Texas, rimosso da Bergoglio con l’aiuto dell’allore cardinale Prevost, ha affrontato i vescovi statunitensi in merito al loro silenzio sul traffico di bambini che attraversano illegalmente il confine.

 

Durante la cerimonia di premiazione organizzata da Catholics for Catholics per Tom Homan, lo «zar» della frontiera statunitense, in onore del suo impegno nel salvare oltre 62.000 bambini dalla tratta di esseri umani, Strickland ha sottolineato i circa 250.000 bambini che ancora perdono la vita durante gli attraversamenti della frontiera sotto l’amministrazione di Joe Biden.

 

Il vescovo ha sottolineato che se i nascituri non vengono protetti, le minacce per i bambini «si ripercuotono su ogni età».

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«Come ha detto il generale Flynn, c’è una certa compiacenza in cui è molto facile cadere», ha continuato, sottolineando che persino i leader della Chiesa «hanno chiuso un occhio su molte di queste questioni di confine».

 

Strickland ha esortato gli ascoltatori a pregare il rosario ogni giorno, come la Beata Vergine ci ha «implorato» di fare. «Questa è la nostra speranza più forte. Con tutto il grande lavoro di uomini e donne come Tom Homan, dobbiamo pregare come popolo di Dio e ricordare che siamo tutti figli davanti a Lui».

 

E preghiamo in modo speciale per i nostri pastori, da Roma alla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti. Preghiamo affinché i cuori dei pastori siano veramente pastori. Non politici. Non amministratori delegati di una grande azienda.

 

«Non possiamo fingere che le frontiere aperte siano una benedizione per qualcuno», ha detto Strickland. «Dobbiamo avere legge e verità, altrimenti ci troveremo nel caos. E di caos ne abbiamo visto troppo, e questi bambini stanno soffrendo a causa del caos che ho permesso, che abbiamo permesso in qualsiasi modo ci siamo mostrati compiacenti».

 

«Quando i ministeri dipendono dai finanziamenti statali fino al silenzio, la voce profetica della Chiesa si indebolisce. La Chiesa non deve mai trarre profitto dalle sofferenze altrui», ha affermato Strickland, criticando il silenzio dei vescovi statunitensi sul traffico di minori derivante dagli attraversamenti illegali delle frontiere.

 

Durante l’evento di giovedì sera, il presidente di Catholics for Catholics, John Yep, ha sottolineato che la «prova senza tempo» di una società o di una cultura è «il modo in cui quella nazione tratta i suoi cittadini più vulnerabili».

 

«Come hanno trattato quelle persone senza voce? Gli indifesi. I bambini. Nel 2025, il 250° anniversario del Paese, saremo giudicati in base a come ci prenderemo cura di quei bambini», ha detto lo Yep.

 

I lettori di Renovatio 21 conoscono Strickland per l’intransigenza mostrata dal prelato nei confronti dei vaccini ottenuti da linee cellulari di feto abortito.

 

«Preferisco morire piuttosto che beneficiare di qualsiasi prodotto che utilizzi un bambino abortito» aveva dichiarato a inizio 2022, quando la campagna vaccinale mondiale e i sistemi di sottomissione alla siringa genica, come il green pass, impazzavano. Monsignor Strickland aveva cominciato a parlare di rifiuto del vaccino fatto con linee cellulari di feto abortito ancora a inizio 2020, quando si era lontani dalla realizzazione dei vaccini ora in distribuzione globale.

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Come riportato da Renovatio 21, nel 2020 fa il vescovo texano aveva dichiarato su Twitter: «Rinnovo la mia richiesta di rifiutare qualsiasi vaccino sviluppato utilizzando bambini abortiti (…) anche se ha avuto origine decenni fa, significa ancora che la vita di un bambino era finita prima che nascesse e quindi il suo corpo era usato come pezzi di ricambio (…) Tragicamente, le persone non sono a conoscenza o hanno scelto di chiudere un occhio sui progressi della scienza medica che consentono lo sviluppo di vaccini con l’uso all’ingrosso di corpi di bambini abortiti».

 

In una puntata del The Bishop Strickland Show il vescovo texano, mai pago nell’attaccare i «vaccini» COVID contaminati dall’aborto, ha evidenziato anche il fallimento dei vescovi, incapaci di compiere il loro dovere di opporsi agli obblighi totalitari di vaccinazione vaccinazioni.

Subito dopo la rimozione, una dichiarazione ufficiale di sostegno a Strickland era arrivata da parte di monsignor Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana (Kazakistan) e nome assai noto nei circoli tradizionalisti.

 

A seguire era arrivato anche il messaggio dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che aveva già incoraggiato Strickland con un messaggio di due mesi fa in cui parlava dell’«essere vescovi al punto dell’eroismo».

 

«Forze nella chiesa vogliono cambiare la Verità del Vangelo» ha avvertito lo scorso novembre il prelato.

 

Come riportato da Renovatio 21, monsignor Strickland celebra una Messa per contrastare l’attività dei nemici di Cristo prevista durante l’eclissi solare dell’aprile 2024, in riparazione per l’aumento dell’attività massonica e satanica prevista durante l’evento astrologico.

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Spirito

La Chiesa cattolica in Germania mira a mettere i laici «allo stesso livello» dei vescovi: possibile scisma?

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Papa Leone XIV la settimana scorsa ha incontrato il suo nunzio apostolico per la Germania, per l’arcivescovo croato Nikola Eterovic, incombe la possibilità concreta di uno scisma con la Chiesa cattolica in Germania. Lo riporta Il Giornale.   In praica, si sostiene che la Chiesa tedesca voglia mettere i laici tedeschi sullo stesso piano dei vescovi e lasciare loro il controllo del denaro, secondo quanto riportato da  Il Giornale.   «Si tratta di un progetto, già approvato dal potentissimo Comitato centrale dei cattolici tedeschi, che farà nascere un organo permanente in cui i laici saranno equiparati ai vescovi. Questa Conferenza sinodale avrà potere decisionale e potrà introdurre modifiche alla dottrina a colpi di maggioranza, costringendo chi è in dissenso a fornire una motivazione pubblica. Inoltre, la Conferenza si impossesserà della gestione delle risorse finanziarie della ricchissima Chiesa tedesca».

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La preoccupazione della Santa Sede per quella che molti interpretano come una traiettoria verso lo scisma si estende ben oltre i confini nazionali della Germania.   Il Giornale ipotizza che la Chiesa tedesca vorrebbe innescare un contagio che si diffonderebbe nel resto della Chiesa cattolica romana.   Un documento inedito mostra che nel 2021 Benedetto XVI contattò il cardinale Reinhard Marx, allora capo della Conferenza episcopale tedesca e principale promotore del «Cammino sinodale» in Germania, per esprimere la sua «grande preoccupazione» per il processo sinodale in Germania.   «Fonti vaticane ci confermano che negli ultimi anni Ratzinger era molto scettico sull’andazzo preso dalla Chiesa tedesca ed era convinto che “questo Cammino farà male e finirà male se non viene fermato”», scrive il quotidiano milanese. Il cardinale Reinhard «Marx ignorò l’appello del Papa emerito che poi, qualche mese più tardi, venne screditato pesantemente in patria a causa di un rapporto sugli abusi commissionato proprio dall’arcidiocesi di Monaco, senza venire difeso dal suo successore in carica».   «Ora tocca a Leone XIV. Un assist gli arriva dalla relazione del cardinale Mario Grech al concistoro in cui si legge che «spetta sempre al vescovo di Roma se necessario sospendere il processo sinodale» prosegue il quotidiano che fu di Montanelli e Berlusconi. «Prevost condivide le perplessità di Benedetto XVI, ma se non avrà la forza di dire no al progetto di Conferenza Sinodale, il rischio è che la slavina tedesca possa diventare per la Chiesa universale una valanga chiamata scisma».   «Prevost condivide le preoccupazioni di Benedetto XVI», ha detto Spuntoni, che ha avvertito che se Papa Leone «non avrà la forza di dire di no al progetto della Conferenza sinodale, c’è il rischio che la valanga tedesca possa trasformarsi in uno scisma per la Chiesa universale».   Il Cammino sinodale è un progetto di riforma eterodosso lanciato dalla Conferenza episcopale tedesca e dal Comitato centrale dei cattolici tedeschi nel dicembre 2019, ricorda LifeSite.   Entro il 2023, la stragrande maggioranza dei membri del Cammino sinodale, tra cui più di due terzi dei vescovi tedeschi, ha votato a favore di documenti eretici che chiedevano il diaconato delle donne , la «benedizioni»delle unioni omosessuali e persino sacerdoti «transgender» in un testo pieno di ideologia di genere.   Il cardinale Gerhard Müller, già presidente della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF), all’epoca criticò duramente l’eretico Cammino sinodale tedesco, affermando che era peggio di uno scisma e definendolo una variante della «cultura woke materialista e nichilista» che ha abbandonato «l’essenza stessa del cristianesimo».   Müller ha spiegato in un’intervista alla rivista conservatrice tedesca Tichys Einblicke che, mentre la Chiesa ortodossa scismatica ha mantenuto la sua attenzione su Cristo, il Cammino sinodale in Germania ha abbandonato «l’essenza stessa del cristianesimo … a favore della sua trasformazione in una variante della cultura woke materialista e nichilista dell’auto-redenzione e dell’auto-creazione dell’uomo».   «Invece della parola di Dio nella Sacra Scrittura e nella Tradizione della Chiesa, ci si riferisce ad “autorità” come Michel Foucault, Judith Butler, Helmut Kentler o Yuval Harari», ha continuato il porporato germanico.   Il cardinale tedesco ha inoltre affermato che la «cultura woke», rappresentata anche nel Cammino Sinodale, conduce l’umanità ulteriormente verso l’autodistruzione. Alla radice di questo problema Müller individua una «antropologia sbagliata che fa del matrimonio tra uomo e donna una variante arbitraria della libido egocentrica».

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I sostenitori del «Cammino sinodale» tedesco sono «propagandisti di una Chiesa secolarizzata che si è allontanata da Cristo, che vogliono scacciare le violazioni dell’antropologia naturale e rivelata e della morale sessuale distruggendola», ha scritto il cardinale Müller s nel 2022.   «L’obiettivo principale dell’intera campagna è la preservazione del cristianesimo come religione civile dello Stato laico e della società nel suo complesso, in gran parte agnostica e indifferente alla religione», ha affermato Müller. «Pertanto, ci si propone al “mondo moderno” – qualunque cosa si voglia intendere – come un’organizzazione religiosa e di servizi sociali utile dal punto di vista socio-psicologico».   «Si pretende che la Chiesa non sia stata fondata da Dio per essere il sacramento della salvezza per il mondo in Cristo (Lumen gentium 1; 48; Gaudium et spes 45), che quindi non debba in alcun modo legittimarsi davanti agli atei per quanto riguarda la sua convenienza per lo stato sociale o per un paradiso terrestre di carattere socialista (modello di società cinese rossa) e capitalista (Great Reset entro il 2030)», ha dichiarato il fedele cardinale tedesco.

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