Geopolitica
Israele conferma l’uccisione del capo di Hamas Muhammad Sinwar
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato ufficialmente l’uccisione del leader di Hamas Muhammad Sinwar durante un attacco aereo condotto all’inizio di questo mese nella città di Khan Younis, nella striscia di Gaza meridionale. Sinwar ha preso il controllo di Hamas dopo che le IDF hanno ucciso suo fratello Yahya Sinwar e il comandante Mohammed Deif a ottobre.
L’annuncio giunge mentre entrambe le parti avrebbero manifestato la loro disponibilità ad accettare una proposta di cessate il fuoco mediata dagli Stati Uniti.
Secondo un comunicato dell’IDF rilasciato sabato, l’attacco è stato effettuato il 13 maggio in coordinamento con il servizio di sicurezza Shin Bet. L’esercito ha affermato che l’obiettivo era un centro di comando sotterraneo gestito da Hamas, situato sotto l’Ospedale Europeo.
«Abbiamo eliminato di nuovo il capo di Hamas. Si dà il caso che sia anche un Sinwar», ha scritto l’IDF su X.
We eliminated the Head of Hamas, again. He happens to be a Sinwar too.
— Israel Defense Forces (@IDF) May 31, 2025
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Il riferimento è a Yahya Ibrahim Hasan Sinwar (1962-2024), ex capo di Hamas eliminato dallo Stato Ebraico lo scorso 24 agosto. Il fratello Mohammed gli era succeduto.
«I terroristi sono stati eliminati mentre operavano in un centro di comando e controllo sotterraneo, sotto l’Ospedale europeo di Khan Younis, mettendo deliberatamente in pericolo la popolazione civile all’interno e nei pressi dell’ospedale», ha affermato l’IDF.
Le IDF hanno affermato che Sinwar ha avuto un «ruolo significativo nella pianificazione e nell’esecuzione del brutale massacro del 7 ottobre».
Nell’operazione sono stati uccisi anche Muhammad Shabana, comandante della Brigata Rafah di Hamas, e Mehdi Kuwara, capo del battaglione Khan Younis dell’organizzazione. Le IDF hanno identificato entrambi come agenti chiave nell’attacco del 7 ottobre e nella detenzione di ostaggi israeliani.
Hamas non ha né confermato né smentito la morte di Sinwar. Il gruppo militante aveva precedentemente negato le accuse di aver utilizzato infrastrutture civili come copertura. Le autorità sanitarie di Gaza avevano dichiarato all’epoca che 28 persone erano state uccise nell’attacco del 13 maggio.
L’attacco è stato segnalato mentre Israele intensificava le sue operazioni a Gaza, in seguito al crollo del cessate il fuoco concordato a livello internazionale a marzo.
Sebbene le notizie suggeriscano che Israele e Hamas abbiano concordato in linea di principio un nuovo cessate il fuoco, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha sostenuto che le operazioni militari continueranno fino alla completa eliminazione di Hamas. Dopo l’attacco all’ospedale, ha promesso di «intervenire con tutte le forze per completare l’operazione e liberare gli ostaggi rimasti»
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Truppe britanniche attive sul terreno in Ucraina: parla l’ambasciatore russo a Londra
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Geopolitica
Gli Stati Uniti finanzieranno gli attivisti per la libertà di parola in Europa
Il Dipartimento di Stato statunitense finanzierà «think tank e organizzazioni benefiche in linea con il movimento MAGA» in Europa, mentre Washington intensifica la sua opposizione alla censura nell’Unione Europea e nel Regno Unito. Lo riporta il Financial Times.
La funzionaria del Dipartimento di Stato Sarah Rogers ha discusso il progetto con esponenti del partito Reform UK di Nigel Farage durante una visita a Londra lo scorso anno, secondo quanto riferito al quotidiano da tre fonti anonime. La Rogers, nota per le sue dure critiche alle normative europee contro i «discorsi d’odio», guida l’iniziativa e concentrerà il sostegno su organizzazioni vicine al MAGA nelle capitali di Londra, Parigi, Berlino e Bruxelles, ha precisato una delle fonti.
La Rogers è in contatto con attivisti per la libertà di espressione nell’UE e nel Regno Unito e ha messo nel mirino l’Online Safety Act britannico e il Digital Services Act (DSA) europeo. I repubblicani a Washington accusano da tempo Bruxelles di utilizzare il DSA per soffocare la libertà di parola e censurare gli utenti americani delle piattaforme social.
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Il piano rappresenta una sorta di inversione rispetto alle iniziative decennali con cui gli Stati Uniti hanno finanziato in Europa organizzazioni politiche, mediatiche e della società civile di orientamento liberale. Molte di queste attività sono state interrotte lo scorso anno, quando il presidente Donald Trump ha tagliato quasi tutti i fondi all’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID).
Un portavoce del dipartimento di Stato ha definito il nuovo programma di finanziamento «un uso trasparente e legittimo delle risorse per promuovere gli interessi e i valori americani all’estero». Il Financial Times, tuttavia, osserva che l’iniziativa «probabilmente susciterà sgomento» tra i governi di centro-sinistra europei, che temono un intervento attivo degli Stati Uniti per indebolire la loro influenza.
Nel 2024 si era verificato lo scenario opposto: il governo laburista britannico di centro-sinistra aveva inviato attivisti negli Stati Uniti per fare campagna contro Trump a sostegno dell’allora vicepresidente Kamala Harris.
I principali esponenti dell’amministrazione Trump hanno più volte attaccato UE e Regno Unito per le loro leggi sulla censura, come l’Online Safety Act e il DSA. Durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco dello scorso anno, il vicepresidente J.D. Vance aveva avvertito che il futuro sostegno americano all’Europa sarebbe dipeso dalla reale tutela della libertà di espressione da parte dei governi europei.
La strategia di sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump è andata ancora più avanti, sostenendo che immigrazione di massa, censura e l’ostinata volontà di finanziare il conflitto ucraino stanno portando il continente verso una «cancellazione della civiltà».
Di conseguenza, «coltivare la resistenza all’attuale traiettoria dell’Europa all’interno delle nazioni europee» è diventato uno degli obiettivi centrali della politica estera di Washington.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Il cardinale Pizzaballa contro il «Board of Peace» per Gaza: «operazione colonialista»
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