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Terrorismo

Iran, quasi 100 morti in un «attacco terroristico» al memoriale del generale Soleimani

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Almeno 95 persone sono state uccise e oltre 200 ferite in due esplosioni che ieri hanno distrutto un memoriale per celebrare il quarto anniversario della morte del generale iraniano Qassem Soleimani nella città centro-meridionale di Kerman. Lo riportano varie testate locali ed internazionali.

 

Secondo quanto riferito, le esplosioni sarebbero avvenute vicino alla tomba dell’ex comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, i cosiddetti Pasdaran.

 

I media iraniani hanno notato che i funzionari presenti sulla scena hanno descritto l’incidente come un attacco terroristico e che si ritiene che due sacchi contenenti bombe siano esplosi in un’area affollata, dopo essere stati fatti esplodere a distanza.

 

Il precedente bilancio delle vittime, pari a 103, è stato rivisto al ribasso dopo che sono stati trovati nomi duplicati in un elenco delle vittime, secondo il ministro della Sanità iraniano Bahram Einollahi.

 

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Secondo quanto si apprende, le esplosioni sarebbero state separate da periodi di circa 10-15 minuti. La prima sarebbe avvenuta a circa 700 metri (meno di mezzo miglio) dalla tomba di Soleimani nel cimitero di Golzar Shohada a Kerman. Il secondo era a circa un chilometro di distanza, scrive il quotidiano britannico Guardian.

 

Il cimitero, altrimenti noto come Giardino dei Martiri, è il luogo di riposo di oltre 1.000 persone considerate martiri. Il sito è diventato noto come meta di pellegrinaggio per i sostenitori dell’«asse della resistenza» contro gli Stati Uniti e l’Occidente. Il filmato sembra indicare che la tomba di Soleimani non è stata danneggiata dall’attacco.

 

Le riprese video delle conseguenze dell’incidente che circolano sui social media mostrano le persone ferite sul posto mentre vengono assistite dai medici e trasportate in barella.

 

«Le nostre squadre di risposta rapida stanno evacuando i feriti», ha detto alla televisione iraniana Reza Fallah, capo del gruppo umanitario della Mezzaluna Rossa di Kerman, secondo l’emittente qatarina Al Jazeera, che ha sostenuto che le operazioni di salvataggio sono state ostacolate da “ondate di folla che bloccano le strade”.

 

Video circolanti in rete mostrano che stamattina la folla di pellegrini già ha ripreso a visitare la tomba del generale.

 


Soleimani, una figura venerata in Iran e considerabile come una delle più popolari dell’intero Medio Oriente, è stato assassinato in un attacco di droni statunitensi autorizzato dall’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Baghdad, in Iraq, il 3 gennaio 2020.

 

Trump in seguito ha affermato di aver ordinato l’operazione militare statunitense in risposta all’intelligence che affermava che Soleimani stava pianificando un attacco «imminente» contro le forze americane nella capitale irachena. Secondo rivelazioni dello scorso anno dell’ex capo dell’Intelligence israeliana, sarebbe stato lo Stato Ebraico a convincere la Casa Bianca ad uccidere il generale iraniano.

 

Gli iraniano hanno giurato vendetta su Trump per Soleimani, anche con video in computer grafica diffusi da account legati all’ayatollah Khamenei.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’incidente di Kerman avviene il giorno dopo che una figura di spicco di Hamas, Saleh al-Arouri, è stata uccisa in un attacco di droni in Libano. L’Iran aveva condannato il raid libanese, affermando che potrebbe potenzialmente «accendere un’altra ondata di resistenza e la motivazione a combattere contro gli occupanti sionisti».

 

Le identità dei responsabili delle esplosioni – o le loro motivazioni – non sono ancora note. Tuttavia, Kianush Jahanpur, ex portavoce del ministero della Sanità iraniano, ha suggerito sui social media che «la risposta a questo crimine dovrebbe essere solo a Tel Aviv, Haifa».

 

Nei giorni scorsi l’Iran aveva dichiarato di aver giustiziato quattro persone ritenute legate al Mossad, il servizio segreto israeliano. Contestualmente alla cattura, Teheran aveva minacciato gli USA. Due mesi fa il leader della Forza Quds (un corpo d’élite iraniano) Esmail Qaani aveva dichiarato che l’Iran avrebbe fatto «tutto il necessario» per aiutare Hamas.

 

Il giorno di Natale aerei da guerra israeliani hanno colpito la capitale siriana di Damasco, uccidendo un alto comandante iraniano, Seyed Razi Mousavi, che era in Siria per sostenere il «fronte della resistenza» anti-israeliano, ha comunicato il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione.

 

Come riportato da Renovatio 21, il capo di stato maggiore del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, Mohammad Reza Naqdi ha dichiarato che gli Stati Uniti e i loro alleati sono «intrappolati» nel Mar Rosso e dovrebbero prepararsi alla chiusura dei corsi d’acqua che si estendono fino alle porte occidentali del Mar Mediterraneo.

 

Quest’anno ha segnato anche l’episodio di un ayotollah iraniani assassinato in pubblico.

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Terrorismo

Washington: in Nigeria una «minaccia terroristica»

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L’ambasciata statunitense in Nigeria ha avvertito che le strutture americane e le scuole affiliate agli Stati Uniti nel Paese potrebbero essere prese di mira da un potenziale attacco terroristico, ha riferito la missione lunedì.   L’avviso invita i cittadini americani a mantenere alta la vigilanza e a seguire le linee guida di sicurezza durante il soggiorno in Nigeria. «L’ambasciata statunitense ad Abuja informa i cittadini statunitensi di una possibile minaccia terroristica contro strutture statunitensi e scuole affiliate agli Stati Uniti in Nigeria», si legge nell’avviso.   Le autorità hanno inoltre indicato diverse misure di sicurezza per gli americani che vivono o visitano la Nigeria. Le raccomandazioni comprendono: tenere i cellulari carichi, prestare attenzione nei luoghi pubblici, evitare assembramenti e manifestazioni, variare i percorsi abituali e individuare le uscite di emergenza negli edifici.   Secondo l’agenzia Reuters, l’ambasciata non ha fornito dettagli sulla fonte della minaccia, ma resta in stato di massima allerta a causa della guerra in Iran, che ha fatto temere possibili azioni di ritorsione.

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Il governo nigeriano ha espresso preoccupazione per l’escalation del conflitto nel Golfo Persico e ha invitato tutte le parti a mostrare moderazione ed evitare azioni che potrebbero aggravare ulteriormente le tensioni. Il ministero degli Esteri nigeriano ha chiesto un’immediata de-escalation e un ritorno al dialogo e alla diplomazia, in conformità con il diritto internazionale.   I funzionari nigeriani hanno inoltre avvertito che il prolungarsi delle ostilità potrebbe mettere a rischio la stabilità regionale e globale, consigliando al contempo ai cittadini nigeriani presenti in Iran e nella regione del Golfo di rimanere vigili ed evitare le zone vicine a strutture militari o a grandi raduni.   Dopo la morte dell’aiatollà Ali Khamenei, in diverse città nigeriane sono state registrate proteste a sostegno dell’Iran.

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Immagine di US Africa Command via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
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Terrorismo

Esplosione colpisce l’ambasciata americana a Oslo

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Un’esplosione ha colpito domenica mattina l’ambasciata statunitense a Oslo, in Norvegia, causando lievi danni alla struttura e senza che siano stati segnalati feriti.

 

L’esplosione, avvenuta intorno all’1:00 di notte ora locale, si è verificata all’ingresso della sezione consolare, secondo quanto dichiarato dal portavoce della polizia Mikael Dellemyr all’emittente pubblica NRK.

 

«Abbiamo accertato che un’esplosione ha colpito l’ambasciata americana», ha affermato.

 

 

La polizia ha dichiarato separatamente di non avere idea di cosa abbia causato l’esplosione o di chi sia stato coinvolto.

 

«La polizia sta dialogando con l’ambasciata e non ci sono segnalazioni di feriti», hanno affermato in una nota.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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Terrorismo

Eliminato il principale leader terrorista di Shabaab in Somalia

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Le forze somale hanno eliminato un alto leader del gruppo militante islamista Al-Shabaab durante un’operazione mirata nella regione del Basso Scebeli, hanno annunciato lunedì le autorità.   Secondo una dichiarazione ufficiale del governo, il raid è stato eseguito domenica nella zona di Hantiwadaag, nel distretto di Awdheegle, dalla National Intelligence and Security Agency (NISA) con il sostegno di partner internazionali.   Le autorità hanno precisato che l’uomo, conosciuto con vari pseudonimi tra cui Kamaludin Yunis Mohamed, Salim Nur Sheikh Abdirahin, Arale e Abdullahi Hassan Ali, era un pianificatore «chiave» dietro una serie di attacchi letali.

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Le autorità lo hanno collegato all’assalto del 4 ottobre 2025 al carcere di Godka Jilacow, nella capitale Mogadiscio. L’attacco, diretto contro l’edificio di massima sicurezza situato vicino al palazzo presidenziale, ha coinvolto un assedio durato sei ore in cui i militanti si sono travestiti da personale di sicurezza e sono stati infine neutralizzati dalle forze governative, anche se decine di persone sono rimaste ferite.   Il leader militante è stato inoltre associato all’attentato suicida del 9 luglio 2025 all’Accademia militare Jaalle Siad, nel distretto di Hodan a Mogadiscio, in cui almeno quattro ufficiali dell’esercito somalo sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti quando un attentatore ha fatto detonare esplosivi, hanno dichiarato i funzionari.   L’uomo avrebbe  coordinato il tentativo del 10 dicembre 2025 da parte di un attentatore suicida di Al-Shabaab di penetrare nella scuola di addestramento generale Dhega-Badan a Mogadiscio, dove le forze di sicurezza hanno eliminato l’aggressore ma diversi soldati sono rimasti feriti.   La NISA ha evidenziato di aver monitorato direttamente le cellule militanti responsabili di quegli attacchi.   «L’operazione è stata condotta in risposta allo spargimento di sangue di civili innocenti… e del personale di sicurezza», si legge nella dichiarazione, precisando che i servizi di sicurezza avevano seguito il sospettato per oltre 150 giorni. Durante questo periodo, egli si era spesso nascosto in quartieri densamente popolati.   L’agenzia ha affermato che le azioni contro i militanti collegati ad Al-Shabaab e allo Stato Islamico proseguiranno «finché non saranno raggiunte la piena sicurezza e una stabilità duratura in tutto il Paese».   Il gruppo militante Al-Shabaab, affiliato ad Al-Qaeda, ha condotto attacchi regolari in diversi paesi africani, inclusi quelli della regione del Sahel. Il gruppo terroristico continua a effettuare raid, attentati e omicidi mirati nel tentativo di destabilizzare il governo somalo e le strutture di sicurezza regionali.

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Come riportato da Renovatio 21, due anni fa  fa gli Shabaab catturarono un elicottero ONU, uccidendo una persona e prendendone altri in ostaggio.   Nell’agosto 2023, l’Africa Command statunitense aveva effettuato su richiesta del governo somalo un attacco aereo contro i terroristi Shabaab, provocando la morte di 13 militanti del gruppo. A inizio 2023 il Pentagono aveva dichiarato di aver ucciso un alto comandante dell’ISIS in Somalia, eliminando assieme al leader regionale Bilal al-Sudani almeno altri 10 combattenti   Nel 2022 un gruppo di Shabaab ha preso il controllo dell’Hotel Hayat di Mogadiscio, dopo aver fatto detonare tre bombe nella capitale. Nel 2020 un altro attacco in un hotel provocò una strage con almeno 16 morti.   Come noto, gli Shabaab furono recipienti di milioni dati dal governo italiano con il riscatto della cooperante italiana in Kenya nel 2020. Per il rapimento, la procura di Roma ha chiesto a febbraio l’archiviazione dell’indagine, adducendo la mancata collaborazione delle autorità di Nairobi.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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