Geopolitica
Immane esplosione a Beirut durante un attacco israeliano
Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno sganciato altre bombe su Beirut, provocando una grande esplosione nella capitale libanese.
I raid aerei sono continuati per tutta la notte, mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso di raddoppiare la lotta contro Hezbollah, che ha lanciato razzi e colpi di mortaio nel Nord di Israele.
La corrispondente di Al Jazeera, Laura Khan, ha riferito di «un’esplosione assolutamente massiccia» nella periferia meridionale di Beirut, aggiungendo di aver assistito ad almeno due attacchi.
I video pubblicati sui social media mostrano un incendio luminoso seguito da una potente esplosione.
مشاهد لغارات إسرائيلية قوية ومكثفة على الضاحية الجنوبية لبيروت.. التفاصيل مع مراسل الجزيرة حمدي البكاري
#الأخبار #حرب_غزة pic.twitter.com/miLY4efxoo— قناة الجزيرة (@AJArabic) October 5, 2024
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In un messaggio su X, l’esercito israeliano ha affermato che stava colpendo obiettivi di Hezbollah a Beirut.
L’IDF ha intensificato i bombardamenti del Libano a fine settembre e da allora ha lanciato incursioni via terra oltre confine. Lo Stato Ebraico ha affermato che l’obiettivo dell’operazione è rendere sicuro il nord di Israele per il ritorno di 70.000 residenti fuggiti dagli attacchi di Hezbollah.
Secondo il Ministero della Salute libanese, in Libano più di 2.000 persone sono state uccise dagli attacchi israeliani e oltre 1,2 milioni sono state sfollate.
In rete le immagini circolano presso alcuni account come la prova che sarebbe stata colpita una multinazionale energetica francese: si trattata, molto evidentemente, di fake news. Chiediamo ai nostri lettori di astenersi dai canali Telegram che già troppe volte hanno mentito solo per dare il rush di dopamina agli utenti, con falsità che giammai si peritano a correggere.
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Immagine screenshot da Twitter
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Animali
Il capo della NATO Rutte rivela di aver parlato con un cane
Il segretario Generale della NATO Mark Rutte ha affermato di aver avuto un dialogo con un cane nel corso del suo più recente viaggio a Kiev, mentre insisteva sulla necessità di proseguire con gli aiuti militari all’Ucraina. Queste parole sono state pronunciate durante un dibattito congiunto con il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera, svoltasi sabato.
Rutte si era recato nella capitale ucraina all’inizio di febbraio, occasione in cui aveva garantito che i paesi occidentali avrebbero mantenuto il proprio impegno, arrivando persino a ipotizzare l’invio di truppe in Ucraina, ipotesi giudicata inaccettabile da Mosca.
Sabato ha rievocato quella visita, menzionando in particolare l’incontro con un cane addestrato alla ricerca di esplosivi di nome Patron, il cui nome in ucraino significa «cartuccia di proiettile».
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Il Jack Russell Terrier del Servizio di emergenza statale ucraino è diventato una vera e propria mascotte per Kiev nel contesto del conflitto con la Russia ed è stato protagonista di una serie di cartoni animati su YouTube, finanziati attraverso i programmi di sovvenzioni dell’USAID e successivamente sospesi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sciolto l’agenzia.
«Ho persino guardato il cane negli occhi e mi ha detto: “Non cederemo mai”», ha dichiarato Rutte, ribadendo l’urgenza di un sostegno più deciso a Kiev. Ha poi proseguito sottolineando che il conflitto ha provocato numerose perdite alla Russia, invitando i sostenitori occidentali di Kiev ad «assicurarsi» che l’Ucraina disponga «degli strumenti offensivi di cui ha bisogno… per colpire qualsiasi cosa debba colpire in Russia».
L’anno scorso il Rutte aveva suscitato perplessità quando, durante il vertice NATO all’Aia, aveva chiamato Trump «papà», così come per i suoi messaggi personali di adulazione al presidente statunitense, resi pubblici dallo stesso Trump in più occasioni.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso l’eurodeputata francese Nathalie Loiseau ha soprannominato il Rutte«dipendente del mese di McDonald’s», dopo che Rutte aveva assicurato a Trump il proprio impegno a individuare una «via d’uscita» al progetto del presidente statunitense di acquisire la Groenlandia.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
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