Stragi
Immagini dal disastro aereo di Natale in Kazakistan
In rete circolano i primi video dal disastro aereo accaduto vicino alla città di Aktau, in Kazakistan.
L’Embraer E190AR della Azerbaijan Airlines, in rotta da Baku, Azerbaijan, a Grozny, Russia, trasportava 62 passeggeri e cinque membri dell’equipaggio quando è precipitato mercoledì mattina. I funzionari devono ancora fornire il numero esatto delle vittime, sebbene il ministero delle situazioni di emergenza kazako abbia stimato il numero dei sopravvissuti a 28, tra cui due bambini.
Citando dati preliminari, i funzionari locali hanno affermato che la tragedia è stata causata da un impatto con un uccello. L’agenzia di stampa Orda ha citato testimoni oculari che hanno riferito che l’impatto ha colpito uno dei motori dell’aereo, provocando l’esplosione di una bombola di ossigeno e rendendo molti passeggeri incoscienti.
Azerbaijan Airlines Embraer ERJ-190AR has reportedly crashed at Aktau Airport after having declared an emergency. There were five crew and 67 passengers onboard. More details to follow. pic.twitter.com/8DLjed1tsT
— Breaking Aviation News & Videos (@aviationbrk) December 25, 2024
This video captures the moments before Azerbaijan Airlines plane crash, showing the aircraft repeatedly ascending and descending before impact. pic.twitter.com/ysRQcJWbXh
— Clash Report (@clashreport) December 25, 2024
Survivors of Azerbaijan Airlines plane crash in Kazakhstan coming out from the wreckage. pic.twitter.com/icUjPSrsGj
— Clash Report (@clashreport) December 25, 2024
La passeggera Kristina di Vladivostok ha detto al canale Telegram Mash che l’aereo ha volteggiato sopra Aktau per circa un’ora prima di precipitare. Durante la discesa, si è sentito un tonfo sordo, simile a una collisione.
Un filmato non verificato mostrerebbe i drammatici ultimi minuti del volo.
NEW:
🇦🇿The final moments of the Azerbaijan Airlines plane before its crash in Kazakhstan were captured by a passenger onboard. pic.twitter.com/E86HWPRHFu
— Megatron (@Megatron_ron) December 25, 2024
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Nel frattempo, si moltiplicano anche le voci sul fatto che l’aereo sarebbe stato attaccato. Alcune immagini non verificate mostrerebbero tracce di schegge sulla fusoliera che parrebbero compatibili con un attacco di proiettili.
!! There is no official statement that Azerbaijan Airlines flight J28243 was shot down, or shots fired at it, following a video shared on social media showing traces of shrapnel on the rear fuselage section of the aircraft. https://t.co/dWMPUUBynJ pic.twitter.com/6G1E2Kluqr
— Breaking Aviation News & Videos (@aviationbrk) December 25, 2024
Non vi sono tuttavia al momento dichiarazioni ufficiali sulla questione.
Le autorità kazake hanno annunciato la creazione di una commissione speciale per indagare sull’incidente e l’apertura di un caso per potenziale violazione delle norme di sicurezza.
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Immagine screenshot da Twitter
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Stragi
Operatrice UNICEF uccisa nella Repubblica Democratica del Congo
Karine Buisset, cittadina francese impiegata presso il Fondo internazionale di emergenza per l’infanzia delle Nazioni Unite (UNICEF), è stata uccisa mercoledì in un attacco con drone nella città di Goma, come confermato lo stesso giorno dal governo della Repubblica Democratica del Congo (RDC).
Le autorità hanno espresso cordoglio per la morte di almeno tre persone, tra cui Buisset.
Il governo «esprime le sue più sincere condoglianze alla famiglia, ai suoi cari, al governo della Repubblica francese e all’intera comunità umanitaria», ha dichiarato il ministero della Comunicazione e dei Media della Repubblica Democratica del Congo in un comunicato ufficiale.
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La città di Goma si trova sotto il controllo del gruppo ribelle M23 dall’inizio del 2025, quando il movimento ha conquistato il capoluogo provinciale nel quadro di un’offensiva più ampia nella provincia del Nord Kivu. In una dichiarazione relativa agli attacchi con droni, l’M23 ha sostenuto che l’azione sia stata condotta dall’esercito congolese, accusando le forze governative di aver colpito zone densamente popolate della città sotto il loro controllo – accusa respinta da Kinshasa.
Le esplosioni, verificatesi all’alba, hanno provocato anche «ingenti danni materiali», secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale. Le autorità hanno precisato che le circostanze e l’origine delle esplosioni, in particolare nelle zone occupate dai gruppi armati, sono oggetto di indagine.
Kinshasa ha ribadito che la sicurezza degli operatori umanitari potrà essere garantita solo con il ritiro delle truppe ruandesi e dei combattenti dell’M23 dal territorio congolese e con il pieno ripristino dell’autorità statale su tutto il Paese.
Lo Stato africano continua a confrontarsi con una persistente instabilità, dal momento che il gruppo ribelle M23 mantiene il controllo su alcune aree della regione, alimentando scontri continui e una grave crisi umanitaria.
Come riportato da Renovatio 21, recentemente le autorità della RDC orientale hanno rinvenuto fosse comuni contenenti almeno 172 corpi nei dintorni della città di Uvira, dopo il ritiro del gruppo ribelle M23, formato precipuamente da vatussi, che aveva occupato temporaneamente la zona alla fine del 2025. La scoperta è avvenuta pochi giorni dopo l’uccisione del portavoce militare dell’M23, Willy Ngoma, in un attacco con droni attribuito presumibilmente all’esercito congolese nel vicino Nord Kivu.
Il Movimento 23 marzo (M23) è un gruppo ribelle armato attivo nell’est della Repubblica Democratica del Congo, soprattutto nelle province del Nord e Sud Kivu. È composto principalmente da tutsi (cioè vatussi) congolesi e prende il nome dall’accordo di pace del 23 marzo 2009 tra il governo congolese e il CNDP (Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo), accordo che il M23 accusò di essere stato violato.
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Secondo le Nazioni Unite, il conflitto nell’Est del Congo ha generato una delle peggiori crisi umanitarie a livello globale, causando lo sfollamento di milioni di persone.
L’ideologia ufficiale del M23 si basa sulla difesa dei diritti dei tutsi congolesi (Banyamulenge e altri gruppi), trattati come «stranieri» e minacciati da milizie hutu (FDLR, eredi dei genocidari ruandesi del 1994). Denuncia corruzione governativa, discriminazione etnica e mancata integrazione. In pratica, è considerato da molti un proxy ruandese, ora retto dai vatussi di Paul Kagame), sia per motivi di sicurezza (contro il FDLR) e pure economici (controllo dell’estrazione del coltan, dell’oro e altre miniere). Vari accusano M23 di etnonazionalismo tutsi e di alimentare un ciclo di violenza etnica legato al genocidio ruandese del 1994.
Come riportato da Renovatio 21, oltre 40 cristiani sono stati massacrati in un attacco terroristico contro una chiesa in Congo lo scorso mese perpetrato dalle Forze Democratiche Alleate (ADF) affiliate all’ISIS. I vescovi congolesi hanno condannato l’assenza di risposta alla strage.
Come riportato da Renovatio 21, alcune voci hanno accusato il Ruanda di essere dietro l’assassinio nel 2021 dell’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio.
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Immagine di MONUSCO Photos via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
Stragi
Tentativo di immolazione incendiaria in Isvizzera: sei morti nel rogo dell’autobus
🔹Man pours inflammable liquid & sets himself on fire inside a bus in Kerzers, Switzerland – 6 people have died, several injured Mental health is a serious issue in this world 🇨🇭 pic.twitter.com/F9HWhW3U4d
— Nazzia Momina (@NazziaMo) March 11, 2026
Six people dead and five injured in Switzerland after a man reportedly doused himself in petrol and set himself alight on board. The horror unfolded in Kerzers, in Switzerland’s Fribourg canton, when a coach carrying passengers suddenly went up in flames. pic.twitter.com/i5xz3Osv9x
— Tommy Robinson 🇬🇧 (@TRobinsonNewEra) March 10, 2026
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