Bioetica
Il tradimento dei bioetici
All’inizio ci hanno sfottuto, canzonato, emarginato. «Renovatio 21 si occupa solo di vaccini» malignavano quelli del giro cattolico. «Siete ossessionati».
«I vaccini alla fine sono una nicchia di poco conto» ci disse una volta un politico di un partito di governo.
«Ma cosa c’entrano gli aborti, le eutanasie e i trapianti di organo con i vaccini?» era l’accusa che veniva dai No-Vax.
«Bioetica? e perché mai occuparsi di Bioetica, se il mondo lo decide la politica, la geopolitica, l’economia, gli eserciti, insomma le cose serie?» ci berciavano addosso.
La miseria della Bioetica risalta nella tenebra del nostro presente pandemico. Il tradimento dei bioetici è sotto gli occhi di tutti
«Ma perché non vi occupate di cose serie?» era quello che leggevi in faccia a certi quando cercavi di spiegargli che Renovatio 21 «si occupa della lotta alla Cultura della Morte»
Che dire, il COVID-19 ci ha vendicati. Grazie. Renovatio 21 ringrazia ufficialmente il SARS-nCoV-2 e tutta la famiglia dei Coronavirus.
Da ciò di cui noi ci siamo occupati per anni – con innumeri conferenze in tutta Italia, con la fatica di mettere in piedi centinaia di articoli per il sito, con l’immancabile tela fitta che sta dietro a quelle operazioni che davvero possono cambiare – ciò di cui noi ci siamo occupati da sempre ora dipende la libertà delle persone, in tutto il mondo. E financo la stabilità stessa di intere nazioni.
Dai vaccini ora possono passare collassi nazionali, guerre, rivolte: nella grande finzione della Geopolitica biologica che oggi attanaglia il mondo, avere il vaccino per un Paese potrebbe significare la possibilità di sottometterne un altro (chiamiamolo «imperialismo vaccinale»)
Dai vaccini ora possono passare collassi nazionali, guerre, rivolte: nella grande finzione della Geopolitica biologica che oggi attanaglia il mondo, avere il vaccino per un Paese potrebbe significare la possibilità di sottometterne un altro (chiamiamolo pure «imperialismo vaccinale»): non fare il vaccino potrà significare non prendere più il treno o l’aereo, perdere il lavoro, e, finalmente, vedersi portati via i figli.
Il primo vaccino per il Coronavirus disponibile con probabilità sarà fatto con cellule di aborto.
E se credete che la Bioetica non c’entri nulla con le morti negli ospedali COVID, dove si è infiltrata la teoria utilitaristica assassina secondo cui vanno premiati coloro che potranno godere di maggiore «qualità della vita» – beh non avete capito dove siamo finiti.
Si è infiltrata la teoria utilitaristica assassina secondo cui vanno premiati coloro che potranno godere di maggiore «qualità della vita»
Una Bioetica del Coronavirus è ciò che la politica dovrebbe formulare, e in alcuni casi pensa pure di fare, ma in realtà nessun politico ha la benché minima idea di quello che sta facendo, né tantomeno ha dei consiglieri che riescano a fargli capire cosa a livello morale sta succedendo.
Ma è ancora peggio di così: la discussione è totalmente azzerata. I giornali non offrono nemmeno più un boxino con l’esperto del Comitato Nazionale di Bioetica che spara la sua a fianco del boxino con il cardinale che dice più o meno il contrario, o più o meno la stessa cosa, ma con uso di vasella democristiana. Del resto, i grandi cambiamenti voluti da Bergoglio alla Pontificia Accademia per la Vita a questo servivano: a togliere i boxini dagli articoli di giornale, a disintegrare il grillo parlante bioetico dai giornali, e quindi definitivamente dalle operazioni del manovratore.
Ma non diamo la colpa solo ai pretazzi e al loro papa. Il tradimento riguarda tutti coloro che si occupano, magari «per lavoro» (cioè, perché «sempre meglio che lavorare»), di Bioetica.
Non diamo la colpa solo ai pretazzi e al loro papa. Il tradimento riguarda tutti coloro che si occupano, magari «per lavoro» (cioè, perché «sempre meglio che lavorare»), di Bioetica
Sono spariti, estinti, svaniti nel nulla – e nel momento in cui la loro disciplina ha finalmente rivelato la sua centralità assoluta. La società umana primariamente separa la vita dalla morte: e questo è il mandato della Bioetica, studiare le declinazioni di questo fondamento.
I bioetici, o i bioeticisti, invece si sono dati alla macchia. Sono spariti. Non un fischio dinanzi a nessuna delle enormità che stanno accadendo: stragi da triage, Codice di Norimberga bruciato, popolazione tutta sottomessa ad arresto più TSO.
I bioetici, sono spariti dinanzi a nessuna delle enormità che stanno accadendo: stragi da triage, Codice di Norimberga bruciato, popolazione tutta sottomessa ad arresto più TSO
Il filosofo francese Julien Benda nel 1927 pubblicò un libro sulle responsabilità degli intellettuali francesi e tedeschi che avevano abbandonato i loro ruoli per seguire le sirene della lotta di classe, del nazionalismo tanto in voga nei loro giorni. I risultati furono guerra e devastazioni, lager e gulag, e milioni di morti. Il libro si intitolava Il Tradimento dei chierici.
Adesso abbiamo invece Il Tradimento dei bioetici, con la differenza che questi non stanno ascoltando alcun canto della sirena, sono semplicemente scomparsi, sono scappati dentro la loro tana, magari al sicuro con il loro stipendio elargito da diplomifici istituzionali.
È osceno che la Bioetica abbia tradito, è osceno e pieno di conseguenze.
È imperdonabile che non si sia sentito nessuno nemmeno tentare di fare quelle domande che pone il Coronavirus, il suo massacro, la sua era.
È possibile che la società abbia accettato la stage da triage?
Se i soloni della Bioetica non lo vogliono fare, proviamo a farlo noi. Perché, da poveri cittadini che sentono l’esigenza di vedere il mondo e le sue catastrofi su di un piano morale, ne sentiamo il bisogno impellente.
Noi domandiamo:
È possibile che non vi sia discussione etica intorno al vaccino forzato?
1) È accettabile che una logica di priorità di cura, per cui medici e infermieri tralasciano alcuni malati considerando inferiore la loro potenziale qualità della vita? È possibile che la società abbia accettato la stage da triage?
2) È accettabile l’obbligatorietà di cura, e per giunta con un determinato farmaco? È possibile che non vi sia discussione etica intorno al vaccino forzato?
È accettabile un farmaco che contiene pezzi di essere umano?
3) È accettabile un farmaco che contiene pezzi di essere umano? È accettabile una cura che deriva dalla violenza (e per chi crede) da un peccato enorme? È possibile che nemmeno da parte cattolica vi sia dibattito sulle linee cellulari da feto abortito con le quali sembrano fatti i primi prototipi di vaccino per Coronavirus?
È accettabile la repressione della libera circolazione della persona
4) È accettabile la repressione della libera circolazione della persona, cioè di una componente inalienabile della vita biologica? È possibile che non possa configurare un rischio perfino maggiore, per esempio proibendo la fuga da una catastrofe, fenomeno noto nella Bibbia nelle storie di Lot e Noè?
È accettabile che lo Stato decreti i termini del culto religioso?
5) È accettabile che lo Stato decreti i termini del culto religioso? È accettabile che lo spirituale sia piegato totalmente all’autorità temporale? Cosa ci dice del potere Stato, della libertà di culto, e del valore del culto stesso una situazione come quella vissuta dalla religione in questi giorni?
È accettabile la bioingegneria?
6) È accettabile la bioingegneria? È accettabile il DNA ricombinante? È accettabile la recente, precisissima tecnica di editing genetico CRISPR-CAS-9?
Perché, a differenza del disarmo nucleare, non c’è dibattito per la messa al bando delle armi biologiche?
7) È accettabile mantenere laboratori BSL-4 che in barba ai trattati internazionali continuano a studiare l’uso di virus e batteri come armi biologiche? Non configura per caso, come dice giustamente il miliardario Bill Gates, un rischio maggiore della bomba atomica? Perché, a differenza del disarmo nucleare, non c’è dibattito per la messa al bando delle armi biologiche?
8) È accettabile vivere in una società dove la scienza istituzionale e mediatica ha perso con evidenza ogni credibilità dinanzi a grande parte della popolazione? È possibile parlare ancora di progresso una volta realizzata la totale incertezza scientifica?
È possibile parlare ancora di progresso una volta realizzata la totale incertezza scientifica?
9) È accettabile ancora qualsiasi discorso sulla libertà di cura? È possibile parlarne ancora seriamente, quando le istituzioni spingono per l’obbligatorietà della cura e l’industrializzazione dei farmaci?
10) È accettabile un panorama politico, giornalistico, giudiziario dove non vi è più nessuna discussione sul ruolo e sui guadagni, sui possibili conflitti di interesse delle grandi farmaceutiche? È possibile che una industria farmaceutica pubblica non sia discussa a nessun livello?
Cos’è la libertà di cura quando si spinge per l’obbligatorietà e l’industrializzazione dei farmaci?
11) È accettabile che la sperimentazione si faccia ora direttamente sugli esseri umani senza passare per gli animali? È possibile che il Codice di Norimberga sia divenuto, con il giuramente di Ippocrate, lettera morta e sepolta?
È accettabile che la sperimentazione si faccia ora direttamente sugli esseri umani senza passare per gli animali?
12) È accettabile assistere impotenti ad una strage come quella delle case di riposo? È accettabile credere che vi sia una inconscia volontà concentrazionaria ed eutanatica nell’esistenza stessa delle RSA? È possibile mettere radicalmente in dubbio la liceità di luoghi simili?
13) È accettabile che una cura gratuita, solidale, etica come quella del plasma iperimmune venga attaccata da tutte le parti senza che nessuno, fra gli illustri bioeticisti, batta un colpo in difesa di un protocollo rivelatosi efficace ed immediato?
È accettabile assistere impotenti ad una strage come quella delle case di riposo?
14) È accettabile che non si cerchi con ogni forza di incrementare e spronare i pazienti convalescenti a donare il proprio plasma per salvare vite?
Potremmo andare avanti ancora molto. Queste solo le prime domande che vengono alla mente se pensiamo alla catastrofe dell’ora presente e a quello che credevamo essere il compito della Bioetica.
È accettabile che una cura gratuita, solidale, etica come quella del plasma iperimmune non venga difesa?
E invece, nel silenzio assordante di Comitati, pensatori e specialisti, confermiamo quanto avesse ragione il presbitero e scrittore convertito Richard Neuhaus: la Bioetica è un «Permissions Office», un bonario Ufficio Permessi che appena ritarda burocraticamente l’inevitabile facendo finta di pensarci su.
«Nella maggior parte dei casi, la professione della Bioetica è l’Ufficio Permessi della scienza medica e biologica contemporanea» scriveva Neuhaus.
La Bioetica è un «Permissions Office», un bonario Ufficio Permessi che appena ritarda burocraticamente l’inevitabile facendo finta di pensarci su
«I bioetici sono autorizzati a rilasciare i permessi di autorizzazione, con la consapevolezza che, dopo una deliberazione dovuta e angosciata, il permesso non verrà negato. Solo il bioetico audace osa dire, e continua a dire, No. Come scopre rapidamente, la professione si lascia alle spalle le anime sensibili come la sua mentre la discussione passa alla prossima questione»
La miseria della Bioetica risalta nella tenebra del nostro presente pandemico. Il tradimento dei bioetici è sotto gli occhi di tutti.
Hanno rinunciato a distinguere il Bene dal Male, quindi hanno rinunciato a parlare al presente. Hanno rinunciato a difendere la Vita, hanno accettato la Cultura della Morte
Abbiamo, oggi, un motivo in più per non fidarci degli «specialisti», siano essi virologi televisivi o esperti bioeticisti.
Hanno rinunciato a distinguere il Bene dal Male, quindi hanno rinunciato a parlare al presente.
Hanno rinunciato a difendere la Vita, hanno accettato la Cultura della Morte.
Staranno in silenzio davanti al ritorno completo, massivo del sacrificio umano.
Staranno in silenzio davanti al ritorno completo, massivo del sacrificio umano. Noi no.
Noi no.
Roberto Dal Bosco
Cristiano Lugli
Bioetica
Una madre e i medici sudcoreani condannati dopo che un neonato nato vivo è stato messo nel congelatore per morire
Una donna sudcoreana sulla ventina, identificata con il cognome Kwon, è stata condannata insieme a due medici per l’omicidio del suo neonato. Lo riporta LifeSite.
Come prevedibile, la stampa mainstream sta presentando la vicenda, che era emersa lo scorso anno, come prova della necessità dell’aborto tardivo legale.
«La donna voleva interrompere la gravidanza a 36 settimane, ma i pubblici ministeri hanno affermato che il bambino è nato vivo e poi è stato ucciso», ha riferito la BBC. Naturalmente, «interrompere la gravidanza» avrebbe comportato anche l’uccisione dello stesso bambino, dopo che avrebbe potuto sopravvivere fuori dall’utero.
Il bambino era nato vivo tramite parto cesareo e i medici lo hanno messo in un congelatore. Il bambino è così morto assiderato. La Kwon, che insistette di non sapere «che la procedura sarebbe stata eseguita in quel modo» (come disse la BBC), è stata condannata a tre anni di carcere con sospensione condizionale; il chirurgo che aveva operato e il direttore dell’ospedale sono stati condannati a quattro e sei anni di carcere.
Il caso ha attirato enorme attenzione pubblica in Corea del Sud. Kwon aveva caricato un vlog su YouTube nel 2024 in cui descriveva la sua esperienza di quello che lei chiamava aborto a 36 settimane; il video aveva suscitato indignazione pubblica, accuse di infanticidio e richieste di un’indagine ufficiale. Il ministero della Salute e del Welfare richiese un’indagine di polizia, che ha scoperto che il bambino era nato vivo e successivamente ucciso.
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Quando si è scoperto che il bambino era nato vivo, la polizia ha cambiato l’indagine da «aborto non regolamentato» a omicidio – il che, come il caso evidenzia in modo agghiacciante, è una distinzione senza alcuna differenza. Tuttavia, la stampa mainstream sottolinea che queste condanne segnano «la prima volta che vengono mosse accuse di omicidio contro donne che chiedevano un’interruzione di gravidanza in fase avanzata e contro i medici coinvolti nella procedura».
L’indagine della polizia ha rivelato che l’ospedale aveva falsificato i propri registri, registrando la morte del bambino, morto nel congelatore, come un feto morto. L’ospedale gestiva un’attività di aborto e, secondo i pubblici ministeri, «avrebbe ricevuto un totale di 1,4 miliardi di won (816.260 dollari) per praticare aborti su oltre 500 pazienti», la maggior parte delle quali, come Kwon, era stata presentata all’ospedale da intermediari.
Al processo, sia il direttore dell’ospedale che il chirurgo curante hanno confessato di aver ucciso il bambino della Kwon, ed entrambi sono stati immediatamente arrestati. La Kwon ha affermato di non aver saputo di essere incinta fino al settimo mese e di aver cercato di abortire perché aveva bevuto alcolici, fumato e non aveva un reddito stabile.
Ma il giudice ha stabilito che la Kwon era stata informata dal personale medico che il suo bambino era sano e aveva sentito il battito cardiaco tramite un’ecografia; è stato anche confermato che la Kwon era consapevole che il suo bambino sarebbe nato vivo tramite taglio cesareo. Il giudice, tuttavia, le ha inflitto una pena più mite a causa della mancanza di supporto per Kwon nella «fase avanzata della gravidanza» e della confusione che circonda il regime abortivo della Corea del Sud.
La Corte Costituzionale della Corea del Sud ha annullato il divieto di aborto nel Paese nel 2019 e ha raccomandato ai legislatori di approvare emendamenti che consentano l’aborto fino a 22 settimane (la prima settimana di vita di un bambino fuori dall’utero è di 21 settimane). Il Parlamento ha avuto tempo fino alla fine del 2020 per modificare le leggi sull’aborto. Il governo dio Seul ha proposto un disegno di legge che legalizza l’aborto su richiesta fino a 14 settimane, con il feticidio consentito fino a 24 settimane in caso di stupro o specifiche condizioni di salute.
«Tuttavia, quel disegno di legge è rimasto bloccato in Parlamento, a causa dell’opposizione dei legislatori conservatori per motivi religiosi», ha riferito la BBC. «Quando la rimozione del divieto è entrata in vigore nel 2021, il Paese non aveva alcuna legislazione in vigore per regolamentare l’aborto». Pertanto, l’aborto è ora praticato in un vuoto giuridico.
L’aborto è depenalizzato e non regolamentato: il Paese estremo orientale, dove spopolano sette protestanti di ogni genere, è ora un Far West del feticidio.
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Il Lussemburgo vuole sancire l’aborto nella sua Costituzione
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Un tradimento delle radici cattoliche
Per chi sostiene una cultura della vita, lo shock rimane profondo. Il CSV, storico partito cristiano-sociale, ha votato a stragrande maggioranza (circa 16 membri su 21), nonostante la sua eredità cattolica. Accettando questa iscrizione per consolidare la sua coalizione con il Partito Democratico (DP) e altri, sembra allontanarsi dai suoi valori fondanti. Come può un partito che si dichiara cristiano contribuire a stabilire come principio costituzionale ciò che per molti resta un crimine, una tragedia umana e un attentato alla vita innocente? Consacrando questa libertà nella legge fondamentale, lo Stato non si limita più a depenalizzare l’aborto a determinate condizioni (come dal 1978, con recenti allentamenti): lo protegge in modo permanente da qualsiasi arretramento politico, presentandolo come una conquista irreversibile.Aiuta Renovatio 21
Una grande rottura antropologica
Guidata in particolare dalla ministra per le Pari Opportunità, Yuriko Backes (DP), questa riforma mira a posizionare il Lussemburgo come un «pioniere» dei diritti sociali. Tuttavia, inverte la gerarchia: l’autonomia individuale prevale sul diritto naturale alla vita, spezzando il legame intergenerazionale che obbliga i più forti a proteggere i più deboli. Segno di un generale calo di interesse, il dibattito è stato relativamente calmo, nonostante alcuni accesi scambi di opinioni. Le obiezioni morali rimangono discrete o timide. Eppure, la costituzionalizzazione dell’aborto cambia radicalmente la situazione. Per non parlare della negazione della legge naturale che questa pratica implica, essa minimizza anche il trauma psicologico per molte donne e la mancanza critica di alternative reali – massicce politiche pro-maternità – che potrebbero offrire una vera alternativa all’aborto. Una cosa è certa: mentre l’Europa si trova ad affrontare un inverno demografico senza precedenti , la scelta del Lussemburgo suona come un’ammissione di resa. Di fronte a questo diktat ideologico, cattolici e attivisti pro-life hanno il dovere di testimoniare che ogni vita umana è un dono del Creatore, dal concepimento alla morte naturale, un dono che nessuna maggioranza parlamentare può legittimamente abolire.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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Circoncisione, scoppia l’incidente diplomatico: il Belgio convoca l’ambasciatore americano
Giorni fa Belgio ha convocato l’ambasciatore statunitense Bill White dopo che questi ha accusato le autorità del Paese di molestare la comunità ebraica. Si tratta di un importante sviluppo che porta alla luce il cortocircuito della circoncisione, che è di fatto una mutilazione genitale infantile al pari dell’infibulazione ma che, specie in ambito delle comunità ebraiche gode di un qualche status privilegiato, mentre va ricordato come essa abbia una sua storia precipua anche negli Stati Uniti d’America.
In un post su X White aveva chiesto al Belgio di ritirare l’azione penale nei confronti di tre mohel (figure religiose ebraiche che praticano circoncisioni) sospettati di aver eseguito tali procedure ad Anversa – antica capitale del taglio dei diamanti, attività principale di una nutrita comunità di famiglie ebraico-ortodosse – senza una licenza medica.
«Fermate questa inaccettabile molestia nei confronti della comunità ebraica qui ad Anversa e in Belgio», ha scritto White, aggiungendo che i mohel stavano «facendo ciò per cui sono stati addestrati per migliaia di anni».
Anti Semitism is UNACCEPTABLE in any form & it must be rooted out of our society.
President TRUMP @POTUS @realDonaldTrump @JDVance @VP @SecRubio @StateSEAS @DeputySecState and I call upon all of Belgium to do a much better job on this subject !
TO BELGIUM,
SPECIFICALLY YOU…
— Ambassador Bill White (@BillWhiteUSA) February 16, 2026
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White ha inoltre accusato il ministro della Salute belga Frank Vandenbroucke di essere stato «molto maleducato» e di essersi rifiutato di stringergli la mano o di posare per una fotografia durante il loro primo incontro. «Era chiaro che non ti piaceva l’America», ha scritto White.
Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot ha condannato le dichiarazioni di White. «Qualsiasi insinuazione che il Belgio sia antisemita è falsa, offensiva e inaccettabile. Il Belgio condanna l’antisemitismo con la massima fermezza», ha scritto Prevot su X.
«Gli attacchi personali contro un ministro belga e l’ingerenza in questioni giudiziarie violano le norme diplomatiche fondamentali», ha aggiunto. Il Prevot ha precisato che, secondo la legge belga, solo i medici qualificati sono autorizzati a eseguire circoncisioni e ha affermato che si asterrà dal commentare il caso specifico.
(EN) Any suggestion that Belgium is antisemitic is false, offensive, and unacceptable. Belgium condemns antisemitism with the greatest firmness. The fight against antisemitism, and all forms of hatred and discrimination, is an absolute priority for our country.
Everyone must be…
— Maxime PREVOT (@prevotmaxime) February 16, 2026
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In seguito lo White ha dichiarato ai giornalisti che «non c’era bisogno di scuse» da parte sua e ha espresso la speranza che il Belgio «legalizzerebbe questo processo in modo che queste persone possano riprendere la loro vita».
Il ministro degli Esteri israeliano Gedeone Saar ha appoggiato White, citando quello che ha descritto come «un forte e continuo aumento degli attacchi antisemiti in Belgio», esortando il Prevot a «guardarsi attentamente allo specchio e riconoscere la realtà».
In risposta, il Prevot ha messo in guardia contro «l’uso inflazionistico del termine antisemitismo» e ha respinto le affermazioni di un diffuso sentimento antiebraico in Belgio – sì, persino nel «laico» (cioè, massonico) Regno del Belgio l’accusa di antisemitismo sembra essersi stinta sino a non significare più nulla, se non la protervia dell’accusatore, che è spesso giudeo o schierato per qualche ragione con gli interessi dello Stato di Israele.
Come riportato da Renovatio 21, accuse di antisemitismo al Paese ospitante erano state mosse anche dall’ambasciatore USA a Parigi, Kushner, palazzinaro giudeo padre del genero di Trump Jared, ex galeotto e grande finanziatore di Netanyahu in Israele (in America, invece, sosteneva il Partito Democratico).
La circoncisione è un tema che nessuno vuole dibattere, tuttavia la sua rivoltante contraddizione talvolta emerge dalla cronaca.
È bizzarro come il mondo «laico», che ritiene il battesimo dei bambini come una forzatura religiosa su di una persona che non può decidere in autonomia, non abbia niente da dire contro questa oscena mutilazione genitale infantile – e dobbiamo ancora trovare qualcuno che ci convinca del fatto che la circoncisione sia diversa dall’infibulazione, quella sì, per qualche motivo, invisa alla società.
«Il taglio genitale non terapeutico priva il bambino, quando diventerà l’adulto, dell’opportunità di rimanere geneticamente immodificato (o intatto)» hanno scritto due bioeticisti oxoniani i due bioeticisti Lauren Notini e Brian D. Earp «Plausibilmente, la persona le cui “parti private” saranno permanentemente influenzate dal taglio dovrebbe avere la possibilità di valutare se è ciò che desidera, alla luce delle loro preferenze e valori a lungo termine»
Di fatto, l’individuo circonciso perde per sempre la sua integrità, vedendosi amputata una parte del corpo straordinariamente ricca di terminazione nervose, che sono quelle che danno il piacere durante l’atto sessuale. Notoriamente, l’infibulazione – condannata da tutte le società occidentali – agisce nello stesso identico modo.
C’è poi la questione della sicurezza dell’operazione mutilativa: i casi di bambini morti per circoncisione abbondano, anche in Italia, Nel 2023 bambino nigeriano è morto pochi giorni fa in zona Castelli Romani dopo una circoncisione fatta in casa. A Tivoli, nel 2018, morì un altro bambino nigeriano di appena due anni: aveva subito la circoncisione da parte di un sedicente medico; in quel caso, almeno, si salvò il gemello, portato d’urgenza in ospedale. Reggio Emilia, marzo 2019: neonato di famiglia ghanese, cinque mesi, morto dopo «diverse ore di agonia». Monterotondo, provincia di Roma, tre mesi prima: bimbo nigeriano di due anni morto per lo stesso motivo. Genova, aprile 2019, neonato morto nel quartiere Quezzi, e condannato a otto anni di carcere il nigeriano 34enne che aveva eseguito il taglio del prepuzio. Torino, giugno 2016: bebè di genitori ghanesi, circonciso in casa, morto in ospedale. Treviso, ottobre 2008: bimbo di due mesi morto per emorragia. Bari, luglio 2008: bambino deceduto per grave emorragia, «causata probabilmente da circoncisione fatta a domicilio».
Secondo dati ripetuti in questi giorni da tutti i giornali, le circoncisioni clandestine in Italia costituirebbero il 40% del totale. Su più di 15.000 circoncisioni richieste all’anno solo 8.500 vengono eseguite su territorio nazionale, mentre 6.500 operazioni di taglio del prepuzio sono effettuate nei Paesi d’origine dove gli immigrati tornano per «turismo etnico» (talvolta, come si è appreso, anche quando si dichiarano «rifugiati» e stanno facendo il percorso burocratico per essere riconosciuti tali totalmente a spese del contribuente italiano).
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Secondo una sigla di medici stranieri operanti in Italia, il 99% delle famiglie musulmane circoncide il bambino quando ha ancora pochi mesi. La realtà è che tuttavia la circoncisione è di fatto istituzionalizzata grazie agli accordi tra lo Stato italiano e la minoranza ebraica.
Come riportato in passato da Renovatio 21, grazie alla legge 101 del 1989 che ratifica l’intesa tra l’Italia e le comunità ebraiche italiane, i maschi di religione ebraica e musulmana possono usufruire di alcuni progetti «clinico-culturali» ed essere circoncisi per 400 euro da un medico in regime di attività libero professionale. La prestazione è da considerarsi al di fuori dei LEA (Livelli essenziali assistenziali). Tra i sottoscrittori il Policlinico Umberto I di Roma, l’Associazione internazionale Karol Wojtyla, la Comunità ebraica di Roma e il Centro islamico culturale d’Italia.
La pressione ebraica si dice abbia fatto cambiare rotta anche all’Islanda, che aveva tentato di liberarsi della pratica barbara. Si tratta della stessa procedura per cui ora, per aver parlato della circoncisione, Kennedy è definito «antisemita».
«Ogni individuo, non importa di che sesso o di quanti anni dovrebbe essere in grado di dare il consenso informato per una procedura che è inutile, irreversibile e può essere dannosa», aveva dichiarato nel 2018 la deputata Silja Dögg Gunnarsdóttir, 44 anni, del Partito progressista dell’Althing, il Parlamento islandese. «Il suo corpo, la sua scelta». «Autonomia» corporale: è lo slogan delle femministe e dell’aborto. È un dogma inscalfibile del mondo moderno.
Il disegno di legge non passò, perché le microcomunità ebraiche e musulmane alzarono un polverone: «l’impatto di questa legge sarebbe sentito molto al di là dei confini dell’Islanda», scriveva una lettera dello spaventatissimo Comitato degli affari esteri della Camera dei Rappresentanti, spiegando che la «mossa renderebbe l’Islanda la prima e unica nazione europea a mettere fuori legge la circoncisione. Mentre le popolazioni ebraiche e musulmane in Islanda possono essere poco numerose, il divieto di questo paese sarebbe sfruttato da coloro che alimentano la xenofobia e l’antisemitismo in Paesi con popolazioni più diversificate».
La circoncisione nel mondo è tollerata, forse, anche per la sua straordinaria diffusione presso la popolazione americana. Contrariamente a ciò che possono pensare beceramente alcuni, la questione in nessun modo è legata ai rapporti tra l’ebraismo e gli USA. La fonte della pratica è la stessa dei cereali che con probabilità il lettore consuma il mattino: John Harvey Kellogg (1852-1943).
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Il Kellogg era un dottore nutrizionista, oltre che un imprenditore di successo e un gran cultore dell’eugenetica. Tuttavia, un pensiero lo ossessionava: quello della riduzione della masturbazione presso la popolazione maschile.
Ecco quindi che raccomandò la circoncisione come rimedio: si taglia subito il prepuzio al bambino e lui non si toccherà crescendo. La cosa ancora più allucinante è che anche i cereali da lui commerciati (da qualche mese di proprietà della Ferrero) avevano in teoria lo stesso scopo: erano sostanze che riteneva «anafrodisiache» e che quindi andavano impiegate in massa per scoraggiare l’onanismo.
Kellogg, che come si è visto godeva di una certa influenza, era convinto sostenitore anche del vestirsi di bianco e dei clisteri, da praticare soprattutto se si erano assorbiti veleni come tè, caffè, cioccolato. Il Kelloggo, inoltre, scoraggiava il mescolarsi tra le razze: a fine carriera si dedicò alla creazione di una «Race Betterment Foundation, («Fondazione per il miglioramento della razza»), che propalava pure eugenetica razzista americana (registri genetici, sterilizzazioni delle «persone mentalmente difettose»), di quella che poi piacque assai allo Hitler, che – cosa poco nota – prese alcune leggi degli Stati americani come suo modello per la Germania nazionalsocialista.
L’America odierna, e il mondo tutto, si trova quindi ancora alle prese con l’eredità di questo tizio: circoncisione e colazione con cereali tostati. L’eugenetica, nel frattempo, la si fa con le provette.
Come riportato da Renovatio 21, l’attuale segretario alla Saluta USA Roberto Kennedy jr. fu sommerso di critiche ed improperi quando osò ricordare studi esistenti che ipotizzano una correlazione tra la circoncisione e l’autismo.
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