Armi biologiche
I misteri del laboratorio di Wuhan
Questo sito è stato messo in un elenco di diffusori di fake news per aver parlato di un laboratorio come possibile del Coronavirus che sta devastando il pianeta.
Se vi chiedete perché ci sia nei grandi media di Stato e pure in quelli privati una corsa a dimenticarci degli esperimenti al laboratorio di Wuhan (l’unico in Cina certificato BSL-4, massimo livello di protezione per esperimenti con virus terrificanti come Ebola e SARS) la risposta che possiamo ipotizzare è puramente politica, e geopolitica.
«Non ci sono prove che il coronavirus sia fuggito accidentalmente da un laboratorio, ma non possiamo prendere per vere le smentite del governo cinese» scrive Jim Geraghty sul National Review.
Perché media e politici non vi parleranno mai di laboratori cinesi
Se venisse provato che il virus viene da quel laboratorio, la Repubblica Popolare Cinese sarebbe inchiodata alle sue responsabilità. Cosa che molti politici, molti industriali, enti, partiti, agenti dell’establishment non possono permettere
Se si sono dati da fare immediatamente per smentire il vecchio servizio del TG3 Leonardo sui rischi della manipolazione cinese del virus SARS (servizio che riprendeva un articolo di Nature) è perché qualora risultasse che è proprio uno di quei virus artificialmente manipolato ad essere scappato dal laboratorio (e non portato dal pipistrello a ferro di cavallo, che vive in caverne a 900 chilometri da Wuhan) scoppierebbe un pandemonio totale.
Se venisse provato che il virus viene da quel laboratorio, la Repubblica Popolare Cinese sarebbe inchiodata alle sue responsabilità. Cosa che molti politici, molti industriali, enti, partiti, agenti dell’establishment non possono permettere.
L’élite da decenni ha imposto al mondo di andare a letto con la Cina, per dar vita a quel lupanare distruttivo chiamato «Globalizzazione». Distruttivo perché in tutto l’Occidente esso ha comportato, tra le varie devastazioni, l’estinzione dolorosa della classe media.
L’élite da decenni ha imposto al mondo di andare a letto con la Cina, per dar vita a quel lupanare distruttivo chiamato «Globalizzazione». Distruttivo perché in tutto l’Occidente esso ha comportato, tra le varie devastazioni, l’estinzione dolorosa della classe media.
E la Cina, dal canto suo, non può in alcun modo permettere che il mondo la inchiodi ad una responsabilità del genere. Di qui, la de-sinizzazione del virus, con circolari passate ai propri agenti di influenza del mondo (diplomatici e non solo) affinché si parlasse di un «virus italiano». Di qui, la polemica terminologica (i cinesi ci tengono alle apparenze: guardate i numeri che ci hanno dato), con minaccia davvero esplosiva a Trump di non fornire più i farmaci di base – che le multinazionali Big Pharma, che appartengono a quel establishment maledetto che ha voluto l’orgia globalista cinese, fanno produrre in toto in Cina! – qualora il presidente USA continuasse a chiamarlo «Chinese virus», come sta facendo alle conferenze stampa della Casa Bianca.
Immaginate se qualcuno dimostrasse che l’origine è quel laboratorio maledetto. Nazioni di tutto il mondo sarebbero pronte a chiedere i danni a Pechino, come in una guerra. E quindi, quella crisi che ai cinesi sembra una opportunità per vendere i loro modelli, i loro software, i loro farmaci, il loro 5G, i loro vaccini, il loro sistema integrato di totalitarismo elettronico, diverrebbe un incubo. La Repubblica Popolare sprofonderebbe in uno stato di caos e povertà.
Immaginate se qualcuno dimostrasse che l’origine è quel laboratorio maledetto. Nazioni di tutto il mondo sarebbero pronte a chiedere i danni a Pechino, come in una guerra. E quindi, quella crisi che ai cinesi sembra una opportunità per vendere i loro modelli, i loro software, i loro farmaci, il loro 5G, i loro vaccini, il loro sistema integrato di totalitarismo elettronico, diverrebbe un incubo. La Repubblica Popolare sprofonderebbe in uno stato di caos e povertà.
A differenza dei tempi di Mao con la politica industriale fallita del «Grande Balzo Avanti» (con la sua carestia da milioni di morti), è difficile che il Partito Comunista Cinese possa sopravvivere ad un tale disordine interno. Non sarebbe più solo Piazza Tian’An Men, esploderebbe il malcontento in tutto il Paese, e non ci sono carri armati a sufficienza per schiacciare il miliardo e mezzo di cittadini, che – credeteci – sanno perfettamente delle nefandezze del regime, e hanno tollerato per anni in nome di un equilibrio confuciano.
Insomma: l’élite cinese gioca per la sopravvivenza. Facile pensare che i suoi maggiordomi politici in giro per il mondo (ce ne sono in Italia, ce ne sono in USA) usino ogni mezzo per scongiurare ogni prospettiva di una responsabilità dello Stato cinese in questo disastro.
È questo il motivo per cui la storia del virus da laboratorio, sui grandi media non la sentirete mai. Sentirete solo censure, talvolta pure balle pretestuose, toppe peggio del buco.
Interessanti annunci professionali
Guardando oltre la coltre della propaganda, qualcosa però emerge. Uno Youtuber poco più che trentenne, Matthew Tye, ha trovato qualcosa di interessante. Tye è un sinologo che ha fatto documentari sul Regno di Mezzo, e ha sposato una ragazza dal cognome cinese.
Il documentarista ha fatto un po’ di ricerche in rete. Ha così scoperto che l’Istituto di Virologia di Wuhan ha pubblicato un annuncio professionale il 18 novembre 2019, in cui chiedeva agli scienziati «di venire a cercare le relazioni tra il coronavirus e i pipistrelli».

L’annuncio parlava di pipistrelli come oggetto di ricerca, di ricerca sul meccanismo molecolare, di Ebola e coronavirus associato alla SARS. «Virologia, immunologia, biologia cellulare e omiche [discipline di Biologia Molecolare come proteomica, genomica, etc., ndr] multiple sono usate per confrontare le differenze tra umani e altri mammiferi».
Il 24 dicembre 2019, l’Istituto di virologia di Wuhan ha pubblicato un secondo annuncio di lavoro. La traduzione di tale pubblicazione include la dichiarazione, «una ricerca a lungo termine sulla biologia patogena dei pipistrelli che trasportano virus importanti ha confermato l’origine nei pipistrelli di nuove importanti malattie infettive per l’uomo e il bestiame come SARS e SADS».
L’élite cinese gioca per la sopravvivenza. Facile pensare che i suoi maggiordomi politici in giro per il mondo (ce ne sono in Italia, ce ne sono in USA) usino ogni mezzo per scongiurare ogni prospettiva di una responsabilità dello Stato cinese in questo disastro
Tye sostiene che quella pubblicazione significhi qualcosa come «abbiamo scoperto un nuovo e terribile virus e vorremmo reclutare persone per venire a occuparsene».
I medici di Wuhan sapevano di avere a che fare con un gruppo di casi di polmonite con l’avanzare di dicembre, ma è esatto affermare che un numero molto limitato di persone era a conoscenza di questo particolare ceppo di coronavirus e della sua gravità.
Entro il 31 dicembre, circa tre settimane dopo che i medici avevano notato per la prima volta i casi di questa nuova SARS super-aggressiva, il governo cinese informava l’Organizzazione Mondiale della Sanità e apparivano sui media mondiali i primi resoconti su una «polmonite misteriosa» in atto in Cina.
I dubbi di Batwoman
l’Istituto di Virologia di Wuhan ha pubblicato un annuncio professionale il 18 novembre 2019, in cui chiedeva agli scienziati «di venire a cercare le relazioni tra il coronavirus e i pipistrelli»
Tye menziona nella sua ricerca una virologa di Wuhan, Shi Zhengli, chiamata «Batwoman» per la sua specializzazione nei virus dei chirotteri.
«I suoi studi hanno dimostrato che le aree subtropicali meridionali del Guangdong, del Guangxi e dello Yunnan hanno il maggior rischio di coronavirus che salta sull’uomo dagli animali – in particolare i pipistrelli, un serbatoio noto per molti virus», dice Scientific American in un articolo in cui raccontava le gesta della dottoressa.
Allo scoppio dell’epidemia la ricercatrice reagì con uno strano pensiero: «Se i coronavirus fossero i colpevoli, ricorda di aver pensato: “potrebbero essere venuti dal nostro laboratorio?”». Una domanda proibita che si pongono gli stessi scienziati cinesi.
In questa storia però eroi ed eroine, perfino batwoman, dopo essersi posti qualche dilemma tornano all’ovile immediatamente.
Allo scoppio dell’epidemia la virologa Shi Zhengli reagì con uno strano pensiero: «Se i coronavirus fossero i colpevoli, ricorda di aver pensato: “potrebbero essere venuti dal nostro laboratorio?”»
Il 4 febbraio – una settimana prima che l’Organizzazione Mondiale della Sanità decidesse di nominare ufficialmente questo virus «COVID-19» – la rivista Cell Research pubblicava un avviso scritto dagli scienziati dell’Istituto di Virologia di Wuhan, che scriveva: «i nostri risultati rivelano che Remdesivir e clorochina sono altamente efficaci nel controllo dell’infezione 2019-nCoV in vitro.
«Poiché questi composti sono stati utilizzati in pazienti umani con un track-record di sicurezza e hanno dimostrato di essere efficaci contro vari disturbi, quindi suggeriamo che dovrebbero essere valutati in pazienti umani affetti dalla nuova malattia di coronavirus».
Uno degli autori di quell’avviso era la dottoressa Shi Zhengli. Batwoman torna nei ranghi. Fenomeno non raro, nella Cina odierna. Almeno non è desaparecida.
Dov’è la dottoressa Huang?
Nel suo video di YouTube, Tye concentra la sua attenzione su una ricercatrice dell’Istituto di virologia di Wuhan di nome Huang Yanling: «La maggior parte delle persone crede che lei sia il paziente zero, e molte persone credono che sia morta». In Cina si è molto discusso online riguardo alle voci su Huang Yanling, tanto da stimolare una smentita ufficiale.
Il mistero della ricercatrice dell’Istituto di virologia di Wuhan di nome Huang Yanling: «La maggior parte delle persone crede che lei sia il paziente zero, e molte persone credono che sia morta»
Il 16 febbraio, l’Istituto di Virologia di Wuhan ha negato che il paziente zero fosse uno dei loro dipendenti, e in modo interessante ha nominata specificamente la dottoressa Huang: «Recentemente ci sono state informazioni false su Huang Yanling, una laureata del nostro istituto, sostenendo che era il paziente zero nel nuovo coronavirus». L’informazione è stata fatta circolare sui giornali, che citano direttamente l’Istituto dicendo: «Huang è stata una studentessa laureata presso l’Istituto fino al 2015, quando ha lasciato la provincia e da allora non è più tornata. Huang era in buona salute e non le era stata diagnosticata la malattia». Nessuno dei suoi articoli di ricerca disponibili al pubblico è datato dopo il 2015.
La pagina web del Laboratorio di microbiologia diagnostica dell’Istituto di Virologia di Wuhan ha ancora una Huang Yanling elencata come studentessa laureata del 2012, e la sua foto e biografia sembrano essere state rimosse di recente – come quelle di altri due studenti laureati del 2013 , Wang Mengyue e Wei Cuihua.

Il suo nome ha ancora un collegamento ipertestuale, ma la pagina collegata è vuota. Anche le pagine per Wang Mengyue e Wei Cuihua sono vuote.

Il 17 febbraio, Zhen Shuji, corrispondente di Hong Kong del servizio radiofonico pubblico francese Radio France Internationale, riferiva: «Quando un giornalista del Beijing News ha chiesto all’Istituto voci sul paziente zero, l’istituto ha prima negato che lì vi fosse una ricercatrice di nome Huang Yanling, ma dopo aver appreso che il nome della persona su Internet esisteva, ha riconosciuto che la persona aveva lavorato nell’azienda, ma aveva poi lasciato l’ufficio e quindi non veniva considerata».
Un’apparizione pubblica di Huang Yanling dissiperebbe molte delle voci, ed è il genere di cose che il governo cinese sistemerebbe rapidamente in circostanze normali
Tye afferma che «tutti su Internet cinese stanno cercando [Huang Yanling] ma molti credono che il suo corpo sia stato rapidamente cremato e che le persone che lavorano al crematorio siano state forse infettate perché non hanno ricevuto alcuna informazione sul virus».
Come osserva Tye, un’apparizione pubblica di Huang Yanling dissiperebbe molte delle voci, ed è il genere di cose che il governo cinese sistemerebbe rapidamente in circostanze normali. Diversi funzionari dell’Istituto di Virologia di Wuhan hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche secondo cui Huang è in buona salute e nessuno nell’Istituto è stato infettato dal COVID-19.
Il 17 febbraio, un utente di Weibo (un social cinese: in Cina sono praticamente proibiti tutti i social popolari all’estero) che dichiarava di chiamarsi Chen Quanjiao, una ricercatrice dell’Istituto di virologia di Wuhan, riferì al pubblico che il direttore dell’Istituto era responsabile della fuoriuscita del nuovo Coronavirus.
Il cyberspazio cinese rimase scioccato. Presto Chen stessa uscì e dichiarò di non aver mai rilasciato alcuna informazione sul rapporto e di aver espresso grande indignazione per tale frode di identità su Weibo. È stato confermato che quel particolare account Weibo è stato chiuso più volte a causa della diffusione di informazioni errate su COVID-19.
La versione del dottor Xiao
Il rapporto di Radio France Internationale del 17 febbraio menzionava anche di tale Botao Xiao, uno studioso della South China University of Technology, che avrebbe pubblicato un rapporto secondo cui i ricercatori del laboratorio virologico di Wuhan sono stati spruzzati con sangue ed orina di pipistrello e quindi messi in quarantena per 14 giorni. HK01, un altro sito di notizie con sede a Hong Kong, ha riportato la stessa notizia.
Sempre lo scorso febbraio, il dottor Xiao ha pubblicato un articolo di ricerca su ResearchGate.net, «The Possible Origins of 2019-nCoV coronavirus».
È elencato come autore insieme a Lei, Xiao dell’Ospedale Tian You, affiliato all’Università di Scienza e Tecnologia di Wuhan. Il documento è stato rimosso poco dopo la sua pubblicazione, ma le immagini archiviate delle sue pagine sono ancora disponibili.
La prima conclusione del documento dello scienziato Xiao Botao è che sia molto improbabile che i pipistrelli sospettati di trasportare il virus si trovino naturalmente in città, nonostante le storie di «zuppa di pipistrelli». I ricercatori concludono che i pipistrelli non sono stati venduti al mercato ed era improbabile che fossero deliberatamente ingeriti.
La prima conclusione del documento di Xiao Botao è che sia molto improbabile che i pipistrelli sospettati di trasportare il virus si trovino naturalmente in città, nonostante le storie di «zuppa di pipistrelli». I ricercatori concludono che i pipistrelli non sono stati venduti al mercato ed era improbabile che fossero deliberatamente ingeriti.
«I pipistrelli che trasportavano CoV ZC45 furono originariamente trovati nella provincia di Yunnan o Zhejiang, entrambi a più di 900 chilometri dal mercato del pesce. Normalmente i pipistrelli vivevano in caverne e alberi. Ma il mercato del pesce si trova in un distretto densamente popolato di Wuhan, un’area metropolitana di circa 15 milioni di persone. La probabilità era molto bassa per i pipistrelli di volare sul mercato. Secondo i rapporti comunali e le testimonianze di 31 residenti e 28 visitatori, il pipistrello non è mai stato una fonte di cibo in città e nessun pipistrello è stato commercializzato sul mercato».
«Abbiamo esaminato l’area intorno al mercato del pesce e identificato due laboratori che conducono ricerche sul coronavirus dei pipistrelli. A circa 280 metri dal mercato, c’era il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie di Wuhan». Xiao passa quindi a descrivere il caso di un ricercatore «che una volta è stato attaccato da pipistrelli, e del sangue di pipistrello è finito sulla sua pelle. Conoscendo l’estremo pericolo dell’infezione, si era messo in quarantena per 14 giorni. In un altro incidente, si era nuovamente messo in quarantena perché i pipistrelli avevano orinato su di lui».
«Abbiamo esaminato l’area intorno al mercato del pesce e identificato due laboratori che conducono ricerche sul coronavirus dei pipistrelli. A circa 280 metri dal mercato, c’era il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie di Wuhan. Il secondo laboratorio si trovava a circa 12 chilometri dal mercato del pesce e apparteneva all’Istituto di Virologia di Wuhan»
«Ci sono solo circa 280 metri dal mercato del pesce. Il Centro per le malattie e la prevenzione di Wuhan era anche adiacente all’Union Hospital dove il primo gruppo di medici fu infettato durante l’epidemia. È plausibile che il virus sia trapelato e che alcuni di essi abbiano contaminato i pazienti iniziali in questa epidemia, sebbene in studi futuri siano necessarie prove concrete».
«Il secondo laboratorio si trovava a circa 12 chilometri dal mercato del pesce e apparteneva all’Istituto di Virologia di Wuhan, della Accademia cinese delle Scienza».
Le conclusioni ci sembrano logiche: «In sintesi, qualcuno è stato coinvolto nell’evoluzione del coronavirus 2019-nCoV. Oltre alle origini della ricombinazione naturale e dell’ospite intermedio, il coronavirus killer probabilmente proviene da un laboratorio di Wuhan. Potrebbe essere necessario rafforzare il livello di sicurezza nei laboratori a rischio biologico ad alto rischio. Potrebbero essere adottate norme per trasferire questi laboratori lontano dal centro città e da altri luoghi densamente popolati» scriveva Xiao.
Tuttavia, il dottor Botao ha confermato al Wall Street Journal di aver ritirato il suo documento. «La speculazione sulle possibili origini nel post era basata su articoli e media pubblicati e non era supportata da prove dirette», scrive in una breve email il 26 febbraio.
Il monito dello scienziato pisciato dai pipistrelli
Il ricercatore di pipistrelli a cui fa riferimento il rapporto del dottor Xiao è il virologo Tian Junhua, che lavora presso il Centro Wuhan per il controllo delle malattie. Nel 2004, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che un focolaio del virus SARS era stato causato da due perdite separate presso l’Istituto cinese di virologia di Pechino
«Puoi trovare la maggior parte dei virus responsabili di malattie umane, come il virus della rabbia, la SARS e l’Ebola. Di conseguenza, le grotte frequentate dai pipistrelli sono diventate i nostri principali campi di battaglia» dice il virologo Tian Junhua
Il governo cinese aveva affermato che le perdite sono state il risultato di “negligenza” e che i funzionari responsabili sono stati puniti.
Nel 2017 lo Shanghai Media Group, di proprietà statale cinese, ha realizzato un documentario di sette minuti su Tian Junhua, intitolato «Giovani nelle terre selvagge: il difensore invisibile». Una troupe cinetelevisiva seguiva Tian Junhua mentre viaggiava in profondità nelle grotte per raccogliere i pipistrelli.
«Tra tutte le creature conosciute, i pipistrelli sono tra i più ricchi di virus» diceva in cinese il dottor Tian.
«Puoi trovare la maggior parte dei virus responsabili di malattie umane, come il virus della rabbia, la SARS e l’Ebola. Di conseguenza, le grotte frequentate dai pipistrelli sono diventate i nostri principali campi di battaglia».
«Negli ultimi dieci anni abbiamo visitato ogni angolo della provincia di Hubei. Abbiamo esplorato dozzine di grotte non sviluppate e studiato più di 300 tipi di vettori di virus. Ma spero che questi campioni di virus vengano conservati solo per la ricerca scientifica e non verranno mai utilizzati nella vita reale. Perché gli esseri umani hanno bisogno non solo dei vaccini, ma anche della protezione dalla natura»
Il dottor Tian sottolineava come «i pipistrelli abitualmente vivono in grotte che gli umani non riescono a raggiungere. Solo in questi luoghi possiamo trovare i campioni più ideali dei vettori di virus».
Il video si concludeva con un pesante ammonimento dello scienziato: «negli ultimi dieci anni abbiamo visitato ogni angolo della provincia di Hubei. Abbiamo esplorato dozzine di grotte non sviluppate e studiato più di 300 tipi di vettori di virus. Ma spero che questi campioni di virus vengano conservati solo per la ricerca scientifica e non verranno mai utilizzati nella vita reale. Perché gli esseri umani hanno bisogno non solo dei vaccini, ma anche della protezione dalla natura».
La descrizione dell’isolamento di Tian Junhua del maggio 2017, quando fu colpito da sangue e urina di pipistrello, proviene da un rapporto dell’agenzia di stampa di Stato Xinhua. Altri media cinesi ne conservano ancora traccia.
La posta in gioco è il XXI secolo
Si chiede il National Review: «L’urina e il sangue di pipistrello possono trasportare virus. Quanto è probabile che l’urina o il sangue di pipistrello si siano imbattuti in un ricercatore presso il Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie di Wuhan o l’Istituto di virologia di Wuhan?»
«In alternativa, quali sono le probabilità che una sorta di rifiuto medico o altro materiale proveniente dai pipistrelli non sia stato correttamente smaltito e che fosse il vettore di trasmissione iniziale a un essere umano?».
Perché la posta in gioco stavolta è altissima: è il XXI secolo intero. Un secolo che doveva essere il secolo cinese, ma il programma può deragliare in maniera definitiva.
«Ma è una coincidenza notevole che l’Istituto di Virologia di Wuhan stava studiando i coronavirus associati all’Ebola e alla SARS nei pipistrelli prima dell’epidemia di pandemia» con annunci professionali che parlavano di «un gran numero di nuovi virus da pipistrelli e roditori scoperti e identificati».
«E il fatto che il governo cinese abbia trascorso sei settimane insistendo sul fatto che COVID-19 non poteva essere diffuso da persona a persona significa che i suoi dinieghi sui laboratori di Wuhan non possono essere accettati senza una verifica indipendente» conclude Geraghty.
«Così conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi». Liberi dalla quarantena, liberi dalla menzogna, liberi dal totalitarismo elettro-sanitario che bussa alle nostre porte.
Già. Perché la posta in gioco stavolta è altissima: è il XXI secolo intero. Un secolo che doveva essere il secolo cinese, ma il programma può deragliare in maniera definitiva.
In gioco c’è la Verità, quindi la libertà. «Così conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi» (Giovanni 8, 31). Mai come oggi le parole del Vangelo ci paiono fondamentali.
Liberi dalla quarantena, liberi dalla menzogna, liberi dal totalitarismo elettro-sanitario che bussa alle nostre porte.
Armi biologiche
I microrganismi geneticamente modificati possono far collassare gli ecosistemi: con poca o nessuna regolamentazione, chiunque può crearli
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Secondo un gruppo di medici e attivisti che ha pubblicato un rapporto peer-reviewed su Microorganisms, i governi devono regolamentare con urgenza i microrganismi geneticamente modificati (MGM). Gli MGM possono «promuovere malattie, danneggiare o far collassare gli ecosistemi e cambiare irreversibilmente la natura», ha affermato Jeffrey M. Smith, fondatore e direttore esecutivo dell’Institute for Responsible Technology.
Secondo un gruppo di medici e attivisti che ha pubblicato un rapporto sottoposto a revisione paritaria sulla rivista Microorganisms, i governi devono regolamentare con urgenza i microrganismi geneticamente modificati (MGM).
Grazie alle attrezzature per l’editing genetico a basso costo, studenti delle scuole superiori e appassionati di hobbistica possono facilmente creare e rilasciare OGM nell’ambiente. Ad esempio, Amazon vende un kit CRISPR fai da te per l’ingegneria genetica batterica a 129 dollari.
Inoltre, c’è «una nuova ondata di aziende che cercano di creare soluzioni con i GMM», hanno scritto gli autori nel loro rapporto, pubblicato il 13 febbraio.
Ma la regolamentazione sugli OGM non è stata adeguata, secondo Jeffrey M. Smith, fondatore e direttore esecutivo dell’Institute for Responsible Technology e uno degli autori del rapporto. «Attualmente, le normative sugli OGM sono troppo permissive o inesistenti», ha dichiarato a The Defender.
Nel loro rapporto, gli autori citano oltre 200 pubblicazioni scientifiche e sostengono che gli OGM possono danneggiare la salute umana e l’ambiente.
Sebbene i microbi siano microscopici, svolgono un ruolo importante per la salute, secondo il National Institute of Environmental Health Sciences del National Institutes of Health (NIH). «Ci proteggono dai patogeni, aiutano il nostro sistema immunitario a svilupparsi e ci permettono di digerire il cibo per produrre energia».
Il NIH definisce il microbioma come «l’insieme di tutti i microbi, come batteri, funghi, virus e i loro geni, che vivono naturalmente nel nostro corpo e dentro di noi».
I microbi geneticamente modificati possono «promuovere malattie, danneggiare o far collassare gli ecosistemi e cambiare irreversibilmente la natura della natura», ha affermato Smith.
Alcuni possono scambiare il DNA, il che significa che il DNA alterato potrebbe diffondersi dall’MGM ai microbi vicini che in origine non erano stati geneticamente modificati .
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Gli Stati Uniti spendono 100 milioni di dollari in pesticidi non chimici che potrebbero utilizzare OGM
Il rapporto arriva mentre il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) degli Stati Uniti ha annunciato il 27 febbraio l’intenzione di investire 100 milioni di dollari nell’individuazione di «tecnologie nuove, innovative ed economiche che riducano la dipendenza dagli strumenti chimici per la protezione delle colture».
«Questo include microbi ingegnerizzati destinati a sostituire o ridurre gli input chimici», ha scritto la pediatra Michelle Perro in un post sul blog a proposito del rapporto. Perro è co-fondatrice di GMOScience e coautrice di What’s Making Our Children Sick?, nonché una delle autrici del rapporto.
«Il messaggio del nostro articolo è che “bio-based” non significa automaticamente biologicamente sicuro. Se i decisori politici inquadrano il futuro in una logica binaria, o con erbicidi chimici o con soluzioni biotecnologiche per i microbi, la gente ci rimette» ha scritto. «Abbiamo bisogno di una terza corsia: una vera prevenzione a monte (salute del suolo, sistemi biologici rigenerativi, agroecologia diversificata) e quadri di sicurezza rigorosi e indipendenti per gli interventi sia chimici che biologici».
Secondo un rapporto del 2023 di Friends of the Earth, Bayer-Monsanto, Syngenta e BASF sono tra le principali aziende agrochimiche che sviluppano microbi del suolo geneticamente modificati, tra cui batteri e funghi, da utilizzare come pesticidi e fertilizzanti.
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«Una volta rilasciati, non possono essere ritirati»
Il rapporto intende essere una risorsa per scienziati, autorità di regolamentazione e pubblico, ha affermato Smith. Invece di dire alle autorità di regolamentazione cosa fare, gli autori definiscono i criteri da tenere a mente nello sviluppo della legislazione sugli OGM.
Fanno inoltre notare che i paesi potrebbero dover creare trattati internazionali per affrontare il problema degli OGM, poiché questi ultimi potrebbero attraversare i confini nazionali una volta rilasciati.
Non tutti i MGM sono dannosi, hanno scritto. Ad esempio, l’insulina biosintetizzata ha aiutato decine di persone.
Gli enti regolatori dovrebbero bilanciare i possibili benefici con i possibili rischi e «adottare il principio di precauzione per proteggere meglio la salute umana e l’ambiente dai potenziali effetti negativi degli OGM», hanno scritto gli autori.
André Leu , autore di The Myths of Safe Pesticides e uno degli autori del rapporto, ha dichiarato a The Defender che la scienza sulle conseguenze a lungo termine del rilascio di OGM nell’ambiente è «ancora agli inizi, con molte aree sconosciute».
Ha invitato alla cautela. «Una volta rilasciati, non possono essere ritirati».
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Gli OGM incontrollati potrebbero causare un’altra pandemia
Nel film di 16 minuti «Non far uscire il gene dalla bottiglia», Smith ha parlato di due OGM che erano sul punto di essere rilasciati nell’ambiente quando i ricercatori hanno scoperto che avrebbero potuto danneggiarlo.
Uno di questi era un batterio geneticamente modificato, concepito per impedire che il gelo danneggiasse fragole e patate. I ricercatori hanno scelto di non rilasciarlo dopo essersi resi conto che colonizzava le erbacce resistenti al gelo e interferiva con la formazione naturale delle nubi.
L’esperto di biosicurezza Richard H. Ebright, Ph.D., professore di chimica e biologia chimica e direttore di laboratorio presso il Waksman Institute of Microbiology della Rutgers University, ha dichiarato al The Defender di essere d’accordo sul fatto che gli OGM rilasciati nell’ambiente dovrebbero essere maggiormente controllati.
Tuttavia, ha affermato che ciò che lo preoccupa di più sono i patogeni geneticamente modificati, piuttosto che gli OGM in generale.
Negli ultimi due decenni, l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases Anthony Fauci e l’ex direttore del NIH Francis Collins «hanno innescato e alimentato una corsa agli armamenti internazionale» per creare potenziali agenti patogeni geneticamente migliorati e altri agenti biologici geneticamente migliorati , ha affermato Ebright.
«I potenziali agenti patogeni pandemici geneticamente modificati e altri agenti di armi biologiche geneticamente modificati prodotti in questa corsa agli armamenti internazionale hanno già causato una pandemia, il COVID-19 , che ha ucciso 20 milioni di persone ed è costato 25 trilioni di dollari, e sono pronti a causare future pandemie» ha aggiunto.
Ebright fa parte del team dirigenziale di Biosafety Now, un’organizzazione non governativa (ONG) che «si batte per la riduzione del numero di laboratori di biocontenimento di alto livello e per il rafforzamento della biosicurezza , della bioprotezione e della gestione del rischio biologico per la ricerca sui patogeni».
Secondo la Rutgers University , ha testimoniato alle udienze della Camera dei rappresentanti e del Senato degli Stati Uniti sulla biosicurezza, la bioprotezione e la gestione del rischio biologico.
Suzanne Burdick
Ph.D.
© 2 marzo 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
Questo articolo è stato aggiornato per chiarire che il bupropione (Wellbutrin) è un antidepressivo, ma non un SSRI. È un inibitore della ricaptazione della noradrenalina e della dopamina, o NDRI.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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I vaccini COVID mirano a ridurre la popolazione mondiale avvelenando miliardi di persone: parla un medico sudafricano
Un eminente medico, a cui si attribuisce il merito di aver contribuito allo sviluppo di trattamenti precoci per il COVID-19, ha affermato che, a suo giudizio, lo scopo della pandemia e delle campagne vaccinali è quello di «controllare e uccidere una larga parte della nostra popolazione senza che nessuno sospetti che siamo stati avvelenati». Lo riporta LifeSite.
Il dottor Shankara Chetty, medico di famiglia in Sudafrica che, secondo il suo sito web , ha «curato 7000 pazienti affetti da COVID-19 senza un solo ricovero ospedaliero o decesso», ha combinato le sue conoscenze mediche con le sue osservazioni sui dettami del governo e sulla censura dei media per supportare le sue conclusioni.
Durante una riunione Zoom con persone che sembravano essere medici, il dottor Chetty ha introdotto il suo intervento ponendo una domanda: «penso che la prospettiva su ciò che sta accadendo sia di vitale importanza. Dobbiamo capire qual è l’ obiettivo. Tutti sanno che ci sono incongruenze, che c’è coercizione, ma dobbiamo capire perché. Perché esiste?»
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Il medico ha poi individuato come aspetto «più importante» per rispondere a queste domande il «patogeno che causava tutti i decessi causati dal COVID», la proteina spike trasportata dal virus e che il vaccino è progettato per produrre nel corpo del ricevente.
«Se dovessi esprimere la mia opinione su ciò che sta accadendo su scala globale», ha detto, «la proteina spike è una delle tossine o dei veleni più elaborati che l’uomo abbia mai creato. E lo scopo di questa tossina è uccidere miliardi di persone senza che nessuno se ne accorga. Quindi, è un veleno con uno scopo preciso».
Il medico, ampiamente riconosciuto per aver sviluppato la cosiddetta «Terapia dell’ottavo giorno per il COVID-19» per i pazienti che sono entrati nella fase infiammatoria più pericolosa della malattia, ha poi affermato che «quello che sembra essere successo qui è che hanno progettato un virus e ci hanno inserito questo pacchetto di livello militare chiamato “proteina spike”».
Con il rilascio iniziale di questa «tossina ingegnerizzata in modo estremamente elaborato», le reazioni allergiche attese si verificano in una piccola percentuale di persone, causando in molti casi gravi malattie e la morte al momento della reazione. Secondo il Chetty, questo avviene normalmente all’ottavo giorno di comparsa dei sintomi.
Il medico ha affermato che a causa dei primi 14 giorni di lockdown globali, i pazienti infetti da COVID-19 che hanno avuto reazioni allergiche sono arrivati in ritardo negli ospedali e queste istituzioni hanno implementato protocolli obbligatori «per progettare morte e danni al fine di alimentare la paura».
«Ma il gioco che hanno fatto con questo virus ingegnerizzato era giustificare la vaccinazione del pianeta», ha continuato.
Il dottor Chetty ha aggiunto che queste iniezioni hanno lo scopo di «esporci alla proteina spike per un periodo più lungo».
Il medico veterano di 18 anni, che è stato spesso intervistato su Internet da colleghi medici e ha fatto apparizioni con altri noti innovatori nei trattamenti precoci come i dottori Pierre Kory , Ryan Cole e Richard Urso , ha spiegato come, dopo i decessi dovuti a reazioni allergiche nelle prime due settimane, iniziano a emergere pericoli per la salute a lungo termine.
Secondo il Chetty cominciamo «a vedere i danni endoteliali [del rivestimento dei vasi sanguigni] che questo vaccino causa con la sua proteina spike, con la sua influenza sui recettori ACE2. Queste sono le morti che dovrebbero seguire . E non saranno mai attribuite alla proteina spike, una tossina molto ben progettata», ha affermato.
«Ora, la proteina spike è anche una proteina di membrana. Quindi, l’mRNA la distribuirà in tutto il nostro corpo. Sarà prodotta in vari tessuti del nostro corpo. Sarà incorporata nelle membrane che circondano il nostro corpo e in quei tessuti specifici».
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«Quei tessuti saranno riconosciuti come estranei e scateneranno una serie di risposte autoimmuni. Quindi, i decessi che dovrebbero seguire alle vaccinazioni non potranno mai essere attribuiti al veleno! Saranno troppo diversi, saranno troppi e si verificheranno in un arco di tempo troppo ampio perché possiamo capire di essere stati avvelenati», ha continuato.
«A lungo termine, questa tossina esaspera le malattie preesistenti nelle persone», ha spiegato il medico.
Con alcune sostanze tossiche, tra cui «pezzi di proteina dell’HIV» all’interno di questa proteina spike «sicuramente ingegnerizzata», Chetty afferma che «le persone affette da cancro avranno una recrudescenza del cancro e diranno che sono morte di cancro».
«Le persone con lesioni vascolari o predisposte, come i nostri diabetici e [quelli con] ipertensione, avranno ictus e infarti e il resto in momenti diversi, e li attribuiremo alle loro condizioni preesistenti», ha detto.
«Nel corso del tempo, le persone svilupperanno patologie autoimmuni, la cui diversità non verrà mai affrontata da alcun intervento farmaceutico perché sono troppo mirate (…) tuttavia penso che se le persone capissero qual è l’intenzione, allora capirebbero perché è successo quello che è successo. La logica malata, la coercizione, la repressione, sono tutte giustificate se si capisce che c’è un piano più ampio. Questo piano è quello di garantire che possiamo controllare e uccidere una larga parte della nostra popolazione senza che nessuno sospetti che siamo stati avvelenati», ha detto il medico africano.
«E quindi, penso che la giustificazione di tutto ciò che vediamo sia giustificata per comprendere il risultato finale», ha concluso. «Penso che ci sia un quadro molto ampio in gioco; altrimenti i vaccini non avrebbero alcun senso. Ci è stato venduto il vaccino come la nostra salvezza fin dall’inizio, e se guardiamo alla scienza, la scienza non funziona».
Altri esperti hanno segnalato da tempo la possibilità di scenari simili. Lo scorso marzo, un ex alto funzionario della Bill & Melinda Gates Foundation, Geert Vanden Bossch , ha attirato molta attenzione quando ha pubblicato una lettera aperta e un video in cui avvertiva di una «catastrofe globale senza eguali» dovuta ai programmi sperimentali di vaccinazione contro il COVID-19.
Nella sua lettera, il precedente responsabile del programma senior per la Global Alliance for Vaccines and Immunization (GAVI) ha scritto che «sta diventando sempre più difficile immaginare come le conseguenze del vasto» programma di vaccini basati sul trasferimento genico «non possano spazzare via gran parte della nostra popolazione umana».
«Si potrebbero pensare solo a pochissime altre strategie per raggiungere lo stesso livello di efficienza nel trasformare un virus relativamente innocuo in un’arma biologica di distruzione di massa», ha affermato.
Il cardiologo esperto di COVID-19 Peter McCullough, ha affermato che «abbiamo tra le mani la più grande catastrofe biologica della storia dell’umanità… e nessuno sa come fermarla». Traendo le stesse conclusioni del dottor Chetty altrove , McCullough, autore di oltre 650 pubblicazioni in letteratura medica sottoposta a revisione paritaria, ha affermato di credere «che siamo sotto l’applicazione di una forma di bioterrorismo che è mondiale, [e] che sembra essere stata pianificata per molti anni».
Altri esperti, tra cui America’s Frontline Doctors (AFLDS , hanno da tempo messo in guardia contro la possibilità di un diffuso potenziamento dipendente dagli anticorpi (ADE) come reazione ai vaccini, una condizione che può certamente essere fatale.
In un white paper pubblicato a gennaio, l’AFLDS ha spiegato che «l’ADE è particolarmente insidiosa perché è una reazione ritardata. Inizialmente tutto sembra andare bene. La persona sembra avere un’ottima risposta immunitaria, ma poi [questa vulnerabilità indotta dal vaccino] diventa mortale quando la persona è esposta al virus in natura».
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«Il vaccino amplifica l’infezione anziché prevenirne i danni», scrive l’AFLDS. «Potrebbe essere riscontrato solo dopo mesi o anni di utilizzo nelle popolazioni di tutto il mondo». L’AFLDS ha inoltre avvertito che le reazioni ADE «sono difficili da provare», poiché spesso vengono interpretate come infezioni da «un virus peggiore» o, forse, da una variante più pericolosa.
La dottoressa Sherri Tenpenny aveva lanciato un allarme simile lo scorso febbraio, prevedendo una diffusione della malattia e un tasso di mortalità per ADE a seguito di queste iniezioni. Si aspettava un aumento delle persone con difficoltà respiratorie, che sarebbero state dichiarate affette da un «virus mutante» (ovvero una «variante pericolosa»), il che avrebbe potuto essere utilizzato per promuovere la narrazione secondo cui sono necessarie più vaccinazioni, quando «ciò che queste persone stanno effettivamente sperimentando è l’anticorpo creato dal vaccino originale».
Un’altra esperta che ha espresso preoccupazioni simili è la dottoressa Dolores Cahill , medico irlandese esperto in immunologia e biomedicina. In una presentazione di gennaio, ha affermato che, a causa dell’elevato rischio di ADE, coloro che prenderebbero in considerazione la ricezione di questi «vaccini» dovrebbero comprendere che per il resto della loro vita avrebbero un «rischio di morte molto più elevato» a causa della vaccinazione.
Cahill si aspettava inoltre un numero significativo di decessi dovuti ad ADE nelle settimane, nei mesi e negli anni successivi alle campagne di vaccinazione e ha espresso preoccupazione che tali decessi sarebbero stati classificati come dovuti al COVID-19, quando in realtà potrebbero essere il risultato della vaccinazione.
Da allora, la correlazione drammatica tra l’implementazione di campagne di «vaccinazione» in nazioni di tutto il mondo e il forte aumento dei decessi attribuiti al COVID-19 è diventata la norma.
In un’intervista rilasciata a marzo , l’ex vicepresidente e capo scienziato per le allergie e le malattie respiratorie della Pfizer, il dottor Michael Yeadon , ha tratto conclusioni simili a quelle di Chetty, affermando: «se qualcuno volesse danneggiare o uccidere una parte significativa della popolazione mondiale nei prossimi anni, i sistemi messi in atto in questo momento glielo consentirebbero».
«Sono del tutto convinto che questo [sistema di vaccinazione tramite trasferimento genetico su larga scala] possa essere utilizzato per uno spopolamento su larga scala», ha affermato lo Yeadon. Quando ha pubblicato il video del dottor Chetty su Telegram, lo Yeadon ha esplicitamente affermato la tesi del medico sudafricano affermando: «questa è un’opinione interessante che ha tanto senso quanto qualsiasi altra».
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«Gli obblighi vaccinali sono illogici e spaventosi, poiché la maggior parte delle persone non è esposta a grandi rischi a causa del virus e i vaccini non prevengono l’infezione o la trasmissione. Quindi, non offrono un beneficio sociale, ma solo un potenziale beneficio individuale», ha affermato il medico. «Non costringeremmo MAI le persone a fare qualcosa che porta SOLO benefici a loro, e anche in quel caso, in circostanze improbabili. È una follia. Rifiutate», ha consigliato Yeadon.
Come noto ai lettori di Renovatio 21, non è la prima volta che il dottor Yeadon avanza questo tipo di accuse: ancora un anno fa lanciava l’allarme sul piano vaccinale, dicendo che ne è «sicuro», «non leggermente, ma sicuro». «Questi materiali sono stati progettati intenzionalmente danneggiare, mutilare e uccidere e ridurre la fertilità umana. Questo è il mio verdetto» aveva dichiarato pubblicamente, per poi dire che «se si sommano le bugie, la distruzione economica, l’omicidio e il danno intenzionale derivante dalle sostanze iniettabili, temo che l’unica conclusione a cui arrivo è che qualcuno lassù vuole ridurre la popolazione».
Come riportato da Renovatio 21, il 1° dicembre 2020, Yeadon con il medico tedesco Wolfgang Wodarg aveva presentato una petizione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) per l’immediata sospensione di tutti gli studi sul vaccino COVID-19 in Europa a causa di significativi problemi di sicurezza, inclusa la prevedibile possibilità che molte persone possano «sviluppare allergie, reazioni potenzialmente fatali alla vaccinazione».
Il dottor Yeadon, tra gli unici ad insistere sin da subito sul problema dei rischi alla fertilità del vaccino COVID, non è nuovo a queste affermazioni forti sul siero genico, definito «omicidio di massa deliberato».
«Stanno venendo a prendere te e i tuoi figli» scrisse in un messaggio dell’anno scorso. «Ci sono ampie prove che stanno emergendo riguardo una paziente pianificazione a lungo termine. Mi dispiace tanto».
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