Geopolitica
Hezbollah afferma di aver attaccato 10 posizioni dell’esercito israeliano nelle ultime ore
Il movimento sciita libanese Hezbollah ha condotto 10 operazioni di combattimento contro l’esercito israeliano nelle ultime 24 ore, tra cui un massiccio attacco missilistico contro posizioni negli insediamenti nell’Alta Galilea, ha affermato domenica.
Secondo le dichiarazioni di Hezbollah, diversi sistemi di controllo visivo sul confine tra Libano e Israele sono stati distrutti e sono stati effettuati attacchi missilistici su quattro roccaforti dell’esercito israeliano. Nella zona di Sa’ar, un missile diretto ha colpito una concentrazione di personale militare israeliano. Sempre venerdì sera, Hezbollah ha utilizzato droni per attaccare una base logistica militare settentrionale situata a Sud-Ovest della città di Safed, riporta Sputnik.
L’esercito israeliano, a sua volta, ha colpito 16 insediamenti, secondo una dichiarazione. Un aereo dell’aeronautica militare israeliana ha nuovamente infranto la barriera del suono, simulando i suoni delle esplosioni nei cieli di Beirut.
Massive fire after Hezbollah launched a squadron of Drones towards the Alon Base near Safed, in the upper Galilee. pic.twitter.com/iMvz2EsQv2
— MenchOsint (@MenchOsint) August 10, 2024
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La situazione al confine tra Israele e Libano è peggiorata dall’inizio dell’azione militare israeliana nella Striscia di Gaza nell’ottobre 2023. L’esercito israeliano e i combattenti di Hezbollah si stanno bombardando a vicenda ogni giorno nelle aree lungo il confine. Secondo il Ministero degli Esteri libanese, circa 100.000 persone sono state costrette a lasciare le loro case nel Libano meridionale a causa dei bombardamenti di Israele.
La parte israeliana ha segnalato circa 80.000 residenti nel nord di Israele che si sono trovati in una situazione simile.
Nelle ultime settimane, l’esercito israeliano ha segnalato l’eliminazione di diversi comandanti e operativi di alto rango di Hezbollah in attacchi aerei nel Libano meridionale. HEzbollah risponde a ogni eliminazione con massicci bombardamenti nel nord di Israele, lanciando decine di razzi e droni. Spesso, i bombardamenti dal Libano provocano incendi nel nord di Israele, dove centinaia di ettari di terra sono già stati bruciati.
A metà giugno, il comando militare israeliano ha annunciato l’approvazione dei piani di combattimento per un’offensiva in Libano. In seguito, il ministro degli Esteri Israel Katz ha minacciato di distruggere Hezbollah e causare gravi danni al Libano in caso di una guerra su vasta scala, aggiungendo che Israele è vicino a prendere una decisione che cambierà le regole sul fronte settentrionale.
A sua volta, il segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah ha affermato il 19 giugno che il movimento potrebbe invadere il nord di Israele se lo scontro si intensificasse ulteriormente.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Ministro israeliano sionista chiede l’annessione del Libano meridionale
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In a documentary produced by Arte TV channel, Israeli Finance Minister Bezalel Smotrich advocates for a Jewish state and says it is written that “the future of Jerusalem is to expand to Damascus”#WARonHUMANITY pic.twitter.com/ADdeyokH8i
— TRT World (@trtworld) October 10, 2024
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Geopolitica
l’Iran vorrebbe il cattolico JD Vance come negoziatore statunitense al posto degli ebrei Witkoff e Kushner
Secondo quanto riportato dalla CNN, che cita alcune fonti, l’Iran avrebbe comunicato agli Stati Uniti di non voler collaborare con l’inviato speciale Steve Witkoff e con il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, preferendo invece colloqui con il vicepresidente JD Vance.
Secondo la CNN, l’Iran ha espresso diffidenza nei confronti di Witkoff e Kushner a causa del fallimento dei precedenti contatti prima dell’inizio dell’operazione militare israelo-americana. Vance, a sua volta, sarebbe considerato dall’Iran un politico interessato a raggiungere un cessate il fuoco.
Lunedì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti e l’Iran hanno avuto colloqui molto positivi e produttivi negli ultimi due giorni. Ha aggiunto di aver dato istruzioni al Pentagono di rinviare di cinque giorni gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane.
Il ministero degli Esteri iraniano ha negato che i colloqui abbiano avuto luogo, affermando di aver ricevuto solo messaggi in cui Washington esprimeva la volontà di avviare un dialogo.
JD Vance è un cattolico convertito. Cresciuto in una famiglia di origini scozzesi-irlandesi con influenze protestanti evangeliche e un’infanzia segnata dal caos familiare, da giovane si dichiarò ateo, influenzato da autori come Christopher Hitchens e Sam Harris.
Durante gli studi di legge iniziò un percorso di ricerca spirituale. Fu attratto dal cattolicesimo grazie alle letture di Sant’Agostino, René Girard (il filosofo del sacrificio, maestro del suo mentore nel Venture Capital, Peter Thiel) e a conversazioni con frati domenicani. Nel 2019, a 35 anni, ha ricevuto il battesimo e la prima comunione nella chiesa domenicana di St. Gertrude a Cincinnati.
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Come riportato da Renovatio 21, il vicepresidente Vance l’anno passato criticò papa Francesco per le restrizione alla Messa in Latino. A inizio anno, dinanzi alle masse della March for Life, ha paragonato l’aborto al sacrifizio umano pagano, una posizione che aveva ribadito anche mesi prima.
Vance ha descritto la conversione come «entrare nella resistenza», un approdo intellettuale e morale che lo ha aiutato a gestire la rabbia, perdonare e dare priorità alla famiglia. La moglie Usha, di fede induista, lo ha sostenuto in questo cammino. Secondo alcuni oggi la sua fede cattolica influenza profondamente il suo pensiero politico, con enfasi sulla dottrina sociale della Chiesa e sul bene comune.
Jared Kushner e Steve Witkoff sono entrambi ebrei. Kushner proviene da una famiglia di ebrei ortodossi moderni. Cresciuto osservante, ha frequentato una yeshiva (una scuola rabbinica), mantiene una casa kosher e osserva lo Shabbat. Ha sposato Ivanka Trump, figlia prediletta del presidente USA, che si è convertita all’ebraismo ortodosso prima del matrimonio.
Steve Witkoff è pure ebreo di nascita, figlio di genitori ebrei. Si definisce ebreo più in senso spirituale e culturale che strettamente religioso, pur essendo un forte sostenitore di Israele. Ha partecipato a eventi ebraici e ha donato per cause pro-Israele. Secondo il racconto pubblico, la sua vita è stata fortemente segnata dalla morte del figlio per overdose.
Entrambi rappresentano figure chiave nell’amministrazione Trump con radici ebraiche.
Immagine di Gage Skidmore via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Geopolitica
Cuba si prepara ad una possibile invasione statunitense
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