Connettiti con Renovato 21

Occulto

Halloween, la festa della morte quest’anno è già partita

Pubblicato

il

Quest’anno la strage di Halloween è arrivata prima del previsto.

 

I casi di morti violente durante la «feste delle streghe», ora filtrata per qualche ragione anche in Italia, sono numerosi, e Renovatio 21 cerca di fornirne ogni anno un elenco approssimativo.

 

Tuttavia, quest’anno la festa della morte pare sia iniziata anzitempo. Associated Press scrive che nel fine settimana pre-Halloween – quando tutto è decorato a dovere, e i party a tema si sprecano – negli Stati Uniti vi sono state sparatorie che hanno ucciso almeno 11 persone e ferito oltre 70.

 

Le morti tra venerdì e domenica includevano due a Tampa, in Florida, tre a Texarkana, in Texas, e due ciascuna a Dodge City (Kansas) Sant’Antonio (Texas) e Mansfield (Ohio). Molte morti sono venute da alterchi derivanti dalle celebrazioni di Halloween, inclusa la sparatoria di massa nella sezione Ybor City di Tampa domenica mattina presto mentre i bar chiudevano e decine di persone in costume si riversavano per le strade.

 

A Indianapolis, una sparatoria domenica scorsa durante una grande festa ha provocato la morte di un adolescente e il ferimento di altri nove adolescenti e giovani adulti di età compresa tra 16 e 21 anni, ha detto la polizia. I feriti erano in condizioni stabili.

 

A Chicago, la polizia ha detto che almeno 15 persone sono rimaste ferite, due delle quali in modo grave, dopo che un killer ha sparato sulla folla durante una festa di Halloween domenica mattina presto. Il sospettato è stato preso in custodia, ma fino a lunedì mattina le autorità non avevano annunciato alcuna accusa.

 

In Texas, cinque persone sono state uccise e altre sei sono rimaste ferite in due sparatorie separate sabato sera.

 

La polizia di San Antonio ha detto che una ragazza di 13 anni è rimasta ferita e i suoi genitori sono stati uccisi dopo una sparatoria durante una festa in casa. Un uomo di 20 anni è arrivato alla festa e ne è seguita una discussione, ha detto la polizia. L’uomo ha iniziato a sparare con una pistola e un uomo di 40 anni ha risposto al fuoco.

 

A Texarkana – a 450 miglia (724 chilometri) di distanza lungo il confine con l’Arkansas – la polizia ha detto che tre persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite durante una festa nel retro di un’azienda. Due uomini hanno iniziato a scazzottarsi, poi sono state tirate fuori le armi da fuoco, ha detto la polizia. Non è stato effettuato alcun arresto.

 

Un ragazzo di 17 anni è stato ucciso e tre persone di età compresa tra 20 e 24 anni sono rimaste ferite in una sparatoria all’inizio di sabato, secondo la polizia di Cumberland, nel Maryland.

Sostieni Renovatio 21

Per la «festa» (oramai, una «festività» ufficiale) che è forse erede dell’antica ricorrenza della Lemuria romana e del capodanno celtico Samhain, è un bel bilancio, anche se va ricordata l’immane strage dell’Halloween 2022, il massacro di Seoul, dove la calca ha ucciso centinaia di ragazzi.

 

Poi, anche stavolta, rammentiamo la lista, incompleta e giocoforza mai definitiva, del sangue versato ad Halloween.

 

Notte del 31 ottobre 1957, Los Angeles, California: il veterano della II Guerra Mondiale Peter Fabiano, un marine, apre la porta a quello che crede essere un ragazzino che chiede le caramelle. Trova invece la morte: qualcuno gli spara a bruciapelo. La Polizia incastrerà l’ex amante lesbica della moglie di Fabiano, e una complice.

 

Notte del 30 ottobre 1973, Fond du Lac, Wisconsin: la bambina Lisa French, 9 anni, fa toc toc alla porta del vicino Gerald Turner per la routine del trick or treat, «dolcetto o scherzetto». Turner la stupra, la uccide, la metta in sacchetto di plastica e la getta in una discarica.

 

Notte del 31 ottobre 1974, Deer Park, Texas: il bambino di otto anni Timothy O’Brien ingerisce alcune caramelle del tipo Pixy Stick raccolte durante il tour del vicinato in modalità «trick or treat». Cade al suolo, ha le convulsioni. Muore un’ora dopo in ospedale. Era stato in realtà il padre, che voleva incassare l’assicurazione sulla vita del figlio. Nove anni dopo, l’uomo fu giustiziato.

 

Notte del 31 ottobre 1975 (anno con un Halloween tosto), Greenwich, Connecticut: la quindicenne Marta Moxley viene trovata percossa e pugnalata a morte sotto l’albero davanti casa. A fianco del corpo, una mazza da golf ferro 6, spezzata in quattro parti.

 

Notte del 31 ottobre 1979, Los Angeles, sobborgo si Sunland Tujunga: Shirley Ledford, sedicenne, sta tornando a casa in autostop da una festa di Halloween quando due uomini le danno un passaggio in furgone. Non sapeva che i due uomini erano conosciuti come i Toolbox Killers, gli assassini della cassetta degli attrezzi. Lawrence Bittaker e Roy Norris erano famosi per raccogliere autostoppiste e poi torturarle con strumenti che tipicamente si trovano in una cassetta degli attrezzi. Spesso scattavano foto delle loro vittime durante gli omicidi. Dopo aver torturato Ledford, gettarono il suo corpo sul prato di uno sconosciuto. La Ledford è diventata la quinta e ultima vittima della coppia dopo che un amico li ha denunciati.

 

Notte del 31 ottobre 1981, ad Amarillo, Texas: il diciassettenne Johnny Lee Garret stupra una suora di 76 anni e la uccide a coltellate.

 

Ancora nella notte del 31 ottobre 1981, Manhattan, Nuova York: il fotografo Ronald Sisman e la studentessa dello Smith College Elizabeth Platzman sono picchiati nel loro appartamento di Manhattan la notte di Halloween del 1981 prima di essere uccisi. Il loro appartamento viene completamente saccheggiato, ma non sembra mancare nulla. Su questo massacro girano le speculazioni più pazzesche, che collegano il fotografo ad una setta che avrebbe ordito ed eseguito gli assassini seriali di Son of Sam. Secondo il reporter Maury Terry vi sarebbero possibili implicazioni anche con produttori cinematografici e produzione di snuff movie: ne parla il documentario Netflix Sons of Sam.

 

Sempre nella notte del 31 ottobre 1981, Point Pleasant, Virginia Occidentale: Maria Ciallella, 17 anni, dice al padre che sarebbe uscita e sarebbe tornata verso mezzanotte. Quella notte un poliziotto l’ha vista camminare sul ciglio della strada e stava per darle un passaggio sulla via del ritorno. Torna entro 10 minuti, ma lei è sparita. Il corpo viene trovato tagliato in tre pezzi nel 1983 nel giardino della madre del serial killer Richard Biegenwald, detto il «Thrill Killer» del Jersey Shore.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Notte del 31 ottobre 1992, New Orleans, Louisiana: lo studente giapponese in scambio culturale Yoshihiro Hattori esce per andare ad un party di Halloween. Persosi per strada, bussa ad una porta, nessuno gli risponde. Tornato alla macchina, sente che la porta si apre: «siamo qui per la festa» disse il giovane nipponico, che in risposta ottiene una revolverata. Il proprietario di casa è stato accusato di omicidio colposo, ma ha invocato la «Castle Doctrine» («dottrina del castello»), l’idea per cui gli americani possono affermare di avere il diritto di usare mezzi letali per proteggere le proprie case. L’assassino di Halloween è stato dunque dichiarato non colpevole da una giuria.

 

Notte del 31 ottobre 1993, Pasadena, California: tre ragazzi uccisi a colpi di arma da fuoco mentre tornano da una festa.

 

Notte del 31 ottobre 1994, Tony Bagley, 7 anni, è con la famiglia a fare «dolcetto o scherzetto», vestito da scheletro. Allo stesso tempo, un uomo che indossava una tuta con cappuccio corse in strada e iniziò a sparare alla famiglia Bagley. Tutta la famiglia è colpita, il bambino muore in ospedale. Caso irrisolto.

 

Notte del 31 ottobre 1998, South Bronx, New York: il parabrezza del programmatore di computer Karl Jackson viene colpito da un uovo. L’uomo, il quale stava recandosi a prendere il figlio ad una festicciola, scende per lamentarsene con i discoli autori del lancio, che non la prendono bene; lo inseguono, lo fermano, e gli sparano nella testa.

 

Notte del 31 ottobre 2002, Università del Minnesota: lo studente Carl Jenkins sparisce e viene ritrovato nel fiume Mississippi quattro mesi dopo. Alcuni attribuiscono la morte allo «Smiley Face Killer»: secondo una teoria avanza da alcuni esperti, negli Stati americani del Midwest tra gli anni Novanta e gli anni Dieci un killer avrebbe ucciso almeno 45 giovani uomini. In una dozzina di casi, i corpi sono stati trovati vicino a graffiti con un volto sorridente.

 

Notte del 31 ottobre 2004, Napa Valley, California: Leslie Mazzara e Adriane Insogna vengono massacrate nel loro appartamento. L’assassino, scoprirà la polizia poi, è il fidanzato di una loro cara amica.

 

Notte del 31 ottobre 2005, Frederica, Delaware: l’intera comunità osserva una macabra decorazione che campeggia su di un albero in pubblica piazza. Ci vogliono diverse ore per capire che non si tratta di una scenografia per una festa: è davvero il corpo di una signora quarantaduenne, impiccata.

 

Notte del 31 ottobre 2008, Sumter, Carolina del Sud: il dodicenne T.J. Darrisaw bussa ad una porta per fare «trick or treat», ma riceve in cambio 29 proiettili sparate da un kalashnikov, 11 dei quali lo trafiggono uccidendolo immediatamente. Anche il padre e il fratellino sono colpiti ma sopravvivano. L’assassino era un narcotrafficante che si aspettava la vendetta di una gang rivale.

 

Notte del 31 ottobre 2010, Benton Township, Michigan: Devon Griffin, 16 anni, torna a casa ad Halloween per giocare ai videogiochi dopo essere stato in chiesa e aver passato la notte precedente a dormire fuori. Nota che la casa del Michigan era troppo tranquilla, quindi va a controllare i suoi familiari. Griffin trova il suo patrigno a letto, coperto di sangue. Quando arriva la polizia, trovarono altri due corpi: la madre e il fratello di Griffin. Alla fine la polizia ha scoperto che l’assassino era il fratellastro di Griffin, William Liske.

 

Notte del 31 ottobre 2011, Armstrong, British Columbia: Taylor van Diest, 18 anni, manda un SMS al fidanzato in cui dice di sentirsi pedinata da qualcuno. Viene ritrovata a lato della ferrovia in fin di vita, picchiata a sangue. Morirà poco dopo in ospedale.

 

Notte del 31 ottobre 2012, Michigan: il predicatore John D. White bussa alla roulotte della sua amante, che vive con il figlio in un trailer park. Quindi, la strangola e ne getta il corpo in mezzo ai boschi, quindi torna alla roulotte dove veste il figlio di lei con un costume da Halloween.

 

Notte del 31 ottobre 2013, Nuova York: il diciannovenne Anthony Seaberry muore dopo che uno sconosciuto con la maschera del film Scream gli spara. Caso irrisolto. Tuttavia, potrebbe essere stato opera di un uomo responsabile di altre sparatorie ucciso dalla polizia durante la stessa serata.

Aiuta Renovatio 21

Non si tratta solo degli USA. Nel 2021, a Lardero, microcomune nella comunità autonoma di La Rioja, nord della Spagna, un bambino di 9 anni Álex giocava nel parco mascherato per Halloween. La famiglia era in un locale attiguo, da dove, scrissero le cronache, lo teneva d’occhio. Tuttavia il piccolo di colpo sparisce. Una compagna dà l’allarme, dicendo che un signore lo avrebbe portato via; lo stesso signore aveva provato a fare lo stesso anche con lei il giorno prima. La Guardia Civil ritrova Álex ore dopo in fin di vita. Impossibile rianimarlo. Il suo corpo giace sul pianerottolo dell’uomo accusato di essere l’assassino, un avanzo di galera in gabbia tanti anni per aggressioni sessuali e omicidio. Era fuori in libertà condizionata.

 

In Italia non possiamo dimenticare che l’omicidio della studentessa britannica a Perugia Meredith Karcher, quello per cui fu messa in galera Amanda Knox, fu compiuto a ridosso della sera di Halloween. I giornali, l’indomani, pullulavano di foto prese dai social di Mez vestita da vampiretta ad una festa a tema.

 

Come ricorda ogni anno Renovatio 21, «trick or treat» – indebitamente tradotto con «dolcetto o scherzetto» – la formula di rito che devono pronunciare i bambini che vagano per la città estorcendo leccornie, ha in origine un significato cruento: «maledizione o sacrificio». O si offre il cibo agli «spiriti», surrogati oggi dai mostri nei quali si travestono i bimbi nella serata, o se ne viene maledetti.

 

Si tratta un’usanza degli antichi di varie latitudini che in qualche modo ancora si ricorda: lasciare cibo e latte fuori dalla porta, per ingraziarsi gli spiriti o gli esseri fatati (i folletti, i lemuri, i salbanelli, i gigiat, i leprecauni), non dissimilmente da quanto taluni fanno ancora con i biscotti lasciati per Babbo Natale.

 

Differentemente che con Santa Claus, qui il tributo è come estorto. Gli spiriti lo pretendono, e mandano dei bambini – ridotti a messi del Male –a farne l’ingiunzione.

 

E dunque, quale è il sacrificio più grande che questi «spiriti possono chiedere»? Qual è l’ultimo sacrificio che gli uomini possono offrire?

 

Se leggete queste pagine, conoscete la risposta che noi diamo. È il sacrificio umano.

 

È l’estremo tributo primordiale, quello che era in uso in ogni angolo della terra (dalle piramidi azteche alle fornaci di Moloch a Cartagine, dalla Papua al paganesimo indoeuropeo più antico) precedentemente dell’avvento del Signore della Vita. Il sangue degli esseri umani, è prezioso, specie quello innocente: la mentalità moderna, sotto strati di Necrocultura che fanno ritenere la vita umana come sprecabile a piacimento, ancora comprende questa verità eterna.

 

Questo è il motivo per cui tante persone, tacciate di essere tristi e bigotte, non amano Halloween. Chi crede che l’universo sia basato sullo Spirito, non può in alcun modo prestarsi alla celebrazione, sia pur carnevalesca, del sacrificio di esseri umani, e del Male che lo esige.

 

L’onnipresente simbolo stesso della nuova ricorrenza, la zucca con la candela Jack-o-Lantern, viene talvolta spiegato come simbolo delle anime incorse nella dannazione. È davvero, quindi, implicato il bene e il male, l’anima e la vita – anche in senso materiale, come abbiamo visto sopra.

 

Chi ama la propria anima, chi ama la vita non ama Halloween. Ambedue le cose – la nostra anima, la nostra vita – sono in gioco stasera, simbolicamente e anche no.

 

Per cui ci permettiamo di elargire un consiglio: stasera state a casa, e soprattutto tenete a casa i vostri figli. State con loro, giocate con loro, pregate con loro i santi. Non esponetevi a niente di quello che questa ricorrenza infera rappresenta – ed è.

 

Roberto Dal Bosco

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21



 

Arte

La figlia di Stanley Kubrick parla dei «20 minuti mancanti» da Eyes Wide Shut

Pubblicato

il

Da

Vivian, la figlia minore del celebre regista Stanley Kubrick, ha respinto le affermazioni secondo cui mancherebbero 20 minuti dal film capolavoro finale del padre uscito nel 1999, Eyes Wide Shut.   In una spiegazione dettagliata pubblicata su X, in risposta alle affermazioni diffuse da molti, tra cui il celeberrimo podcasterro Joe Rogan, Vivian Kubrick, che ha una carriera di musicista nel campo delle colonne sonore, ha osservato che suo padre distruggeva le riprese scartate e i filmati extra per impedire la creazione di versioni alternative dei suoi film, e ha affermato di non aver mai visto prove dell’esistenza di tali presunti filmati.   «Sapete, questo è il momento giusto per affrontare finalmente la questione dei 20 minuti mancanti di Eyes Wide Shut. È una storia che circola da molti anni, quindi lasciatemi dire cosa so e cosa non so», ha scritto, aggiungendo: «per contestualizzare, mio ​​padre faceva sempre incenerire le sue scene tagliate una volta terminato un film, proprio per impedire alla casa di produzione di rimontare in seguito il suo lavoro o di creare versioni alternative».   «Si è molto speculato sul fatto che circa 20 minuti di Eyes Wide Shut siano stati tagliati dopo la sua morte. Questo sarà una grande delusione per molti, ma io non ho sentito nulla al riguardo all’epoca, né ho sentito nulla in seguito che confermi l’esistenza di una simile sezione. Immagino che possiate smettere di leggere qui. Ma se siete interessati ai dettagli, continuate a leggere».       Nel suo post, Kubrick ha taggato Alex Jones – di cui la Kubrick è sostenitrice e di cui è negli anni stata spesso ospite –, il giovane podcasterro Julian Dorey e Joe Rogan, nella cui trasmissione mesi fa era stato ospite il cineasta Roger Avary assieme al suo ex sodale Quentin Tarantino.     Avary, che ha dimostrato di avere una lettura profonda non solo dei film ma anche degli eventi mondiali, aveva spiegato che il finale del film di Kubrick conteneva un messaggio terrificante, che con probabilità sarebbe stato ampliato da questi presunti 20 minuti che gli studios avrebbero censurato al celebrato regista, scatenandone l’ira – Kubrick era noto per pretendere il controllo totale del film, persino nei suoi doppiaggi, con la leggenda secondo cui poteva far rifare un ciak anche cento volte. La produzione di un film di Kubrick poteva quindi durare mesi.   Secondo Avary, nel finale di Eyes Wide Shut vediamo un’inquadratura due uomini che, nel contesto di un negozio di giocattoli, portano via la figlia dei protagonisti, interpretati da Tom Cruise e dall’allora moglie Nicole Kidman. Questa sarebbe la rappresentazione del vero prezzo che il protagonista paga per aver scoperto i riti magico-sessuali dell’élite.   Allo stesso tempo, hanno aggiunto tanti osservatori, tale idea potrebbe essere un’allusione ai traffici pedofili delle élite, un po’ come avveniva con Epstein. Il fatto che la bambina mostri ai genitori un orsacchiotto sarebbe un altro riferimento alle reti degli abusatori.       Un concetto non dissimile di traffico di minorenne è ripetuto nel film nella storia della figlia dell’affitta-costumi interpretato da Rade Serbedzjia. Il personaggio ha il nome molto serbo di Milic, che tuttavia qualcuno ritiene possa essere, con un semplice cambio di consonante, Moloch, la divinità cui si sacrificavano i figli.     Secondo altri ancora, in questa idea – di cui sarebbe rimasta solo un’inquadratura – vi sarebbe un elemento autobiografico: proprio la figlia Vivian, che era stata vicino al padre al punto da scrivere la colonna sonora di Full Metal Jacket (1987), si era poi affiliata a Scientology – di cui è, quasi nella posizione di vertice, lo stesso Cruise – e questo sarebbe poi ricostruito come nel «rapimento» della figlia della coppia dei protagonisti.   Kubrick morì nel 1999 quando la produzione era quasi finita. Il film fu presentato al Festival di Venezia con grande successo. Gli interrogativi su altri elementi della sua opera continuano, come un presunto messaggio segreto disseminato in varie pellicole (tra cui soprattutto Shining) sulla falsità dell’allunaggio, le cui immagini, secondo una certa vulgata, sarebbero state girate dallo stesso Kubrick, forte della lezioni sugli effetti speciali appresa realizzando 2001 Odissea nello Spazio, in uno studio cinematografico.

Sostieni Renovatio 21

Di seguito traduciamo in toto il testo della Kubrick pubblicato su X.  

Eyes Wide Shut: i 20 minuti mancanti

Sapete, questo è il momento giusto per affrontare finalmente la questione dei 20 minuti mancanti di Eyes Wide Shut. È una storia che circola da molti anni, quindi lasciatemi dire cosa so e cosa non so.   Per contestualizzare, mio ​​padre faceva sempre incenerire le scene scartate una volta terminato un film, proprio per impedire alla casa di produzione di rimontare in seguito il suo lavoro o di crearne versioni alternative.   Si è molto speculato sul fatto che circa 20 minuti di Eyes Wide Shut siano stati rimossi dopo la sua morte. Questo sarà sicuramente una delusione per molti, ma io non ho sentito nulla al riguardo all’epoca, né ho sentito nulla in seguito che confermi l’esistenza di una simile sezione. Immagino che possiate smettere di leggere qui. Ma se siete interessati ai dettagli, continuate a leggere.

Iscriviti al canale Telegram

Certo, non ero in grado di sapere tutto ciò che poteva essere accaduto prima o subito dopo la morte di mio padre. All’epoca vivevo a Los Angeles e stavo componendo la colonna sonora di un altro film. Volai in Inghilterra, completamente traumatizzata, per essere presente ai preparativi per il funerale e la sepoltura di mio padre. Ma dovetti tornare a Los Angeles il giorno dopo la sua sepoltura, sopraffatta dal dolore e dalla stanchezza, per completare la colonna sonora che ero contrattualmente obbligata a terminare, cosa che riuscii a malapena a fare. Quindi, in più di un senso, non ero presente a qualsiasi discussione potesse essere seguita.   L’unica modifica di cui ho sentito parlare all’epoca riguardava l’uso della CGI (immagini generate al computer) per oscurare parte della nudità nella scena dell’orgia, richiesta dalla Warner Brothers per ottenere un visto censura R per il film. Ma non ho sentito dire che siano state eliminate inquadrature o scene.   Quando mio padre morì, Eyes Wide Shut aveva raggiunto la fase di montaggio finale e si trovava nelle fasi conclusive della post-produzione. Era stato appena mostrato ai dirigenti dello studio, presumo con una colonna sonora provvisoria, mentre il mixaggio audio definitivo e parte del lavoro musicale dovevano ancora essere completati.   Era il 1999, l’epoca della distribuzione fisica delle pellicole. Il film fu montato con Avid [un sistema di montaggio digitale in auge tra gli anni Novanta e i primi Duemila, ndt], ma questo non va confuso con il tipo di archivio digitale permanente che si immagina oggi. Il materiale Avid consisteva in trasferimenti video a definizione standard realizzati dai giornalieri (720 × 576 pixel) e utilizzati per il montaggio. Si trattava di copie di lavoro, non di una conservazione digitale ad alta risoluzione del negativo originale. Non esisteva una versione digitale ad alta risoluzione di ogni ripresa archiviata su un server da qualche parte, come si potrebbe ragionevolmente immaginare oggi.   Naturalmente, erano presenti tutte le copie di prova in 35 mm, così come il negativo originale della cinepresa contenente gli scarti. Alla fine, molto tempo dopo che il film era stato completato e distribuito, le copie di prova in 35 mm e il negativo originale degli scarti furono inceneriti. Il negativo master originale del film finito e gli elementi intermedi della pellicola ricavati da esso furono, ovviamente, conservati in magazzino.   Una volta che l’immagine era definitiva, il negativo originale della cinepresa veniva fisicamente tagliato per corrispondere al montaggio finale di Avid. Una volta che il negativo era stato tagliato, non era possibile semplicemente annullare i tagli e riorganizzare la pellicola: ogni taglio distruggeva un fotogramma sia all’inizio che alla fine dell’inquadratura.   Il negativo master del film finito veniva quindi utilizzato per realizzare gli interpositivi, dai quali venivano ricavati gli internegativi, e questi ultimi venivano utilizzati per realizzare le copie in 35 mm destinate alla distribuzione cinematografica. Il negativo originale delle riprese scartate non veniva mai sottoposto a questo processo perché, ovviamente, quelle riprese non facevano parte del film finito.   Qualcuno potrebbe dire: «Ma allora, se la versione mancante di 20 minuti esistesse, sarebbe conservata sull’Avid!». Ma montare il film su Avid non significa che tutto quel materiale sia stato conservato per sempre. Non era un’epoca in cui ogni singolo elemento di montaggio veniva automaticamente conservato sui server per decenni, e non so se esista ancora del materiale di montaggio Avid della produzione. Questa è una domanda da porre alla University of the Arts London. Lì è conservato l’archivio ufficiale dei documenti, dei materiali di produzione e di altri documenti di mio padre, che coprono tutta la sua carriera, incluso Eyes Wide Shut. Ma a quanto ne so, non esiste alcuna copia del girato Avid del film.   Quindi, anche se 20 minuti fossero stati effettivamente rimossi dopo la sua morte, dubito seriamente che dovremmo aspettarci di trovare oggi da qualche parte un video o una copia digitale, un negativo inutilizzato o qualsiasi altra traccia fisica evidente di quel materiale. Ma l’assenza di tale materiale ha un doppio risvolto: non prova che quei 20 minuti siano mai esistiti.   Onestamente, non posso aggiungere altro. All’epoca non avevo mai sentito parlare di 20 minuti mancanti, non ho mai visto né mi è mai stata mostrata alcuna prova dell’esistenza di una simile sezione e non conosco alcun materiale superstite che lo dimostri.   Non posso dirvi cosa possa essere successo o meno nelle circa trenta ore immediatamente successive alla morte di mio padre; io non ero presente. Ma a meno che non emergano prove concrete – e non considero prove le storie di certe persone che, a mio parere, le inventano a posteriori; spesso le persone vogliono sensazionalizzare il proprio ruolo in una storia, se mai ne hanno avuto uno – la storia secondo cui sarebbero stati tagliati 20 minuti da Eyes Wide Shut dopo la sua morte rimane, a mio avviso, una vera e propria teoria del complotto, non un fatto accertato.   Infine, di una cosa sono certa: se davvero fossero stati sottratti 20 minuti, me ne sarei sicuramente accorta prima o poi. Una volta dissipata la nebbia dell’angoscia, mi sono impegnata a fondo per proteggere il lavoro di mio padre e ho preso questa responsabilità estremamente sul serio.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Carlos Pacheco via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0  
   
Continua a leggere

Occulto

La massoneria in Francia: trenta giorni di influenza alla luce del sole

Pubblicato

il

Da

Nell’arco di trenta giorni, un cardinale si è rivolto a un’assemblea massonica, la legge sull’eutanasia è stata promulgata dopo una lunga lotta da parte delle logge, due personalità legate alla massoneria hanno ricevuto funerali cattolici, il Grande Oriente ha dichiarato indesiderabile la scuola privata e ottenne, per la prima volta, l’onorificenza dell’Arco di Trionfo.

 

Una delle grandi battaglie massoniche diventa legge

Il 18 agosto 2026, Emmanuel Macron ha promulgato la legge «relativa al diritto al suicidio assistito». Pubblicato il giorno successivo nella Gazzetta Ufficiale , il testo consente ora a una persona affetta da una malattia grave e incurabile, a determinate condizioni, di ricevere una sostanza letale per autosomministrarsela o, se fisicamente impossibilitata a farlo, di farsela somministrare da un medico o un infermiere. Con un linguaggio volutamente attenuato, la Francia ha così legalizzato il suicidio assistito e l’eutanasia.

 

La massoneria può rivendicare una parte significativa di quella che considera una vittoria. La lotta fu avviata già nel 1978 dal senatore massone Henri Caillavet, per poi essere portata avanti instancabilmente dalle varie obbedienze massoniche. Convocata davanti all’Assemblea Nazionale nel 2024, la massoneria del Grande Oriente è arrivata persino a chiedere che venisse aperta la questione dell’eutanasia per alcuni minori.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Con l’avvicinarsi della votazione finale, la pressione si è fatta più esplicita. Il 25 giugno 2026, il Grande Oriente di Francia (GODF) ha espresso la speranza che l’esame del testo si concludesse con successo, ha denunciato le «lobby religiose» e ha proclamato: «rifiutare il suicidio assistito significa anche rifiutare di riconoscere che la libertà si estende fino alla fine della vita». Per il Grande Oriente, il divieto di togliere la vita non deriva dal diritto naturale né dal dovere di proteggere i più vulnerabili, bensì da una concezione morale dalla quale lo Stato laico dovrebbe emanciparsi.

 

Quando l’Assemblea Nazionale ha adottato definitivamente il testo il 15 luglio, le celebrazioni furono pubbliche. La Gran Loggia Femminile di Francia ha dichiarato la sua «gioia» per questa «grande legge laica» e ha reso omaggio ai suoi artefici dopo «lunghi anni di dibattito». Un mese dopo, la promulgazione ha coronato quest’opera: lo Stato francese ha sancito come diritto la possibilità di causare intenzionalmente la morte di una persona malata.

 

Questa recente vittoria assume il suo pieno significato alla luce dello stretto rapporto tra le logge e i più alti livelli di governo. Nel maggio 2025, un anno prima dell’entrata in vigore della legge, Emmanuel Macron è diventato il primo presidente in carica a essere ricevuto ufficialmente dalla Gran Loggia di Francia. Nel suo tempio, ha descritto la massoneria come «l’officina della Repubblica», ha celebrato l’operato dell’ex Gran Maestro Pierre Simon a sostegno della contraccezione e dell’aborto, e ha poi descritto il rapporto tra la Repubblica e le logge come un legame forgiato «da secoli di lotta, da una comprensione condivisa e da una complicità che è tutt’altro che una cospirazione».

 

La tempistica era già significativa: il disegno di legge sull’eutanasia sarebbe stato presentato all’Assemblea Nazionale una settimana dopo. Il presidente della Repubblica si trovava allora in una loggia massonica per riconoscere il ruolo svolto dalle logge nelle prime fasi della rivoluzione morale. Il 18 agosto 2026, una delle loro più antiche rivendicazioni è divenuta legge.

Sostieni Renovatio 21

Édouard Philippe davanti al Grande Oriente

Il 24 giugno 2026 è stata la volta di Édouard Philippe, ex Primo Ministro e candidato ufficiale alle elezioni presidenziali del 2027, ricevuto presso la sede del Grande Oriente di Francia, in rue Cadet a Parigi. La conferenza pubblica, dal titolo «La Repubblica di fronte al presente», si è svolta alla presenza del Gran Maestro Pierre Bertinotti e di una delegazione del Consiglio dell’Ordine.

 

Édouard Philippe ha innanzitutto giustificato la sua presenza come una questione di «lealtà filiale», ricordando il ruolo significativo che la massoneria aveva avuto nella vita e nella spiritualità di suo padre. Ha poi aggiunto, rivolgendosi alla loggia: «So cosa vi dobbiamo. Voi sapete cosa vi deve la Repubblica; sapete anche cosa dovete alla Repubblica. Ed è bene dirlo».

 

Queste parole sono state pronunciate alla vigilia della campagna presidenziale, nel tempio principale del Grande Oriente, di fronte a un’istituzione che proclama apertamente la sua intenzione di intervenire nel dibattito pubblico.

 

Interrogato sul finanziamento delle scuole religiose private, Édouard Philippe non si è impegnato a eliminarlo e ha difeso la libertà di scelta delle famiglie. Ma il punto cruciale era altrove: con la sua presenza e le sue parole, l’ex Primo Ministro ha confermato che il Grande Oriente rimane una forza potente di fronte alla quale coloro che aspirano a governare la Francia ritengono necessario presentarsi, spiegare le proprie posizioni e illustrare il proprio punto di vista.

Aiuta Renovatio 21

La scuola privata designata come indesiderabile

Il 28 agosto 2026, in occasione della 161ª Convention GODF tenutasi a Bordeaux, Guillaume Trichard ha riottenuto la carica di Gran Maestro, già ricoperta nel 2023-2024. Al momento della sua investitura, ha annunciato una massoneria risolutamente orientata all’azione pubblica.

 

Ciascun membro della rete di circa 1.400 logge è invitato, prima della prossima Convenzione, a intraprendere un’azione pubblica: una conferenza, una mostra, un’iniziativa sociale, ma anche «un intervento nelle scuole o nelle università». L’obiettivo dichiarato dal Grande Oriente è quello di «portare i propri valori nella sfera pubblica».

 

In un’intervista a Le Figaro, Guillaume Trichard ha annunciato l’imminente pubblicazione di un libro bianco sulle «scuole della Repubblica» e ha affermato inequivocabilmente: «Credo che le scuole private che operano al di fuori dei contratti statali non abbiano posto nella Repubblica».

 

 

Questi istituti sono perfettamente legali e sono soggetti al controllo statale per quanto riguarda il rispetto dell’obbligo scolastico, la tutela dei minori, l’ordine pubblico e l’adozione del programma di studi standardizzato. Tuttavia, godono di una libertà pedagogica, religiosa ed educativa molto più ampia rispetto alle scuole pubbliche o private convenzionate.

 

La nuova dichiarazione del Gran Maestro non si limita quindi a colpire le scuole che violano la legge. Esclude simbolicamente dal quadro statale repubblicano un’intera categoria di istituzioni, tra cui molte scuole cattoliche, unicamente perché sfuggono in parte al monopolio ideologico e pedagogico dello Stato.

 

Un’offensiva parallela sta prendendo di mira le scuole private che operano tramite contratto. La National Federation of Free Thought (Federazione Nazionale del Libero Pensiero) sostiene una «graduale eliminazione dei finanziamenti pubblici all’istruzione privata nell’arco di sei anni» e chiede l’abrogazione della legge Debré del 31 dicembre 1959. Le due iniziative rimangono giuridicamente distinte, ma la loro convergenza è evidente: le scuole private che operano al di fuori di un contratto verrebbero private della «legittimità repubblicana», mentre quelle che operano tramite contratto verrebbero progressivamente private delle risorse necessarie al loro funzionamento. L’istruzione cattolica si trova in prima linea in entrambi i casi.

Iscriviti al canale Telegram

Il Grande Oriente ammesso sotto l’Arco di Trionfo

Due giorni dopo la cerimonia al Convento, il 30 agosto, Guillaume Trichard ha guidato una numerosa delegazione massonica all’Arco di Trionfo. Per la prima volta nella sua storia, il Grande Oriente di Francia ha deposto ufficialmente una corona in suo nome e ha partecipato alla riaccensione della Fiamma presso la Tomba del Milite Ignoto.

 

Questa visita inaugurale è stata ben lungi dall’essere una semplice visita associativa. Si è svolta nel contesto della solenne cerimonia di commemorazione nazionale, alla presenza delle bandiere e di un distaccamento militare sull’attenti. Tale distaccamento era al comando di un colonnello della Legione Straniera, responsabile delle forze dell’Operazione Sentinelle. Il nuovo Gran Maestro era circondato dai membri del Consiglio dell’Ordine, da rappresentanti dei ranghi più alti, da dignitari di obbedienze straniere, da funzionari eletti della Repubblica e da delegati di diverse logge.

 

Secondo il Grande Oriente di Francia (GODF), la corona è stata deposta in memoria di coloro che sono caduti per i «valori universali di libertà, uguaglianza e fraternità». Lo stesso sito web massonico 450.fm ha descritto l’evento come l’ingresso del Grande Oriente “nella memoria nazionale” e ha sottolineato che non si trattava di «un mero gesto di protocollo».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

I massoni onorati nelle chiese

Questo riconoscimento politico e civile trova oggi un’eco ancora più significativa nella Chiesa.

 

Il 25 agosto 2026, l’arcivescovo di Digione Antoine Hérouard ha presieduto personalmente i funerali di François Patriat nella Collegiata di Notre-Dame a Semur-en-Auxois. Ex ministro, senatore della Côte-d’Or e sostenitore di lunga data di Emmanuel Macron, François Patriat era un massone di spicco. In particolare, aveva accompagnato Emmanuel Macron alla sede del Grande Oriente di Francia insieme a Gérard Collomb, anch’egli massone.

 

Il presidente della Repubblica, che solo la settimana precedente aveva promulgato l’immorale legge sull’eutanasia, è riuscito a pronunciare, come un predicatore, un lungo elogio politico del suo ex alleato dall’ambone della chiesa collegiata.

 

Nessuna rinuncia alla massoneria, né alcun segno pubblico di pentimento, era stato portato all’attenzione dei fedeli. In tali circostanze, confusione e scandalo erano inevitabili.

 

Pochi giorni dopo, il 5 settembre, si sono svolti anche i funerali religiosi di Charles Josselin nella chiesa di Sainte-Brigide a Trigavou, Côtes-d’Armor. Ex Ministro della Cooperazione e figura di spicco del socialismo bretone, Charles Josselin era anche un massone, come riportato in particolare nell’opera storica collettiva L’Empire qui ne veut pas mourir. Une histoire de la Françafrique [«L’Impero che non vuole morire. Una storia della Francia», ndt]. In meno di due settimane, quindi, due ex ministri massoni avevano ricevuto solenni funerali cattolici in Francia.

 

Tuttavia, in Italia, all’inizio di agosto, il cardinale Baldassare Reina, vicario del papa per la diocesi di Roma, ha fatto annullare i funerali cattolici del chitarrista Bruno Battisti D’Amario dopo la rivelazione pubblica della sua appartenenza alla massoneria. Contemporaneamente, il vescovo Antonio Suetta di Ventimiglia-Sanremo ha rifiutato i funerali ecclesiastici di Mario Tarducci, ex Maestro Venerabile di una loggia massonica, prima di ribadire ufficialmente le norme vigenti nella sua diocesi.

 

Queste pratiche divergenti non possono alterare la dottrina della Chiesa, che rimane la stessa in Francia, in Italia e ovunque. Il Codice del 1917 è stato particolarmente rigoroso: il canone 2335 scomunicava ipso facto i cattolici aderenti alle sette massoniche prese di mira, mentre il canone 1240 privava espressamente della sepoltura ecclesiastica, salvo in caso di segno di pentimento, coloro che erano notoriamente legati “alla setta massonica o a società dello stesso genere”.

 

Il Codice del 1983 ha adottato una disciplina meno esplicita: non ha nominato più la massoneria e non ha previsto più la scomunica automatica. Tuttavia, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha dichiarato il 26 novembre 1983 che il giudizio della Chiesa rimaneva «immutato», in quanto i principi massonici erano «inconciliabili con la dottrina della Chiesa». I cattolici che aderiscono alle logge sono in stato di peccato grave e non possono ricevere la Santa Comunione. Tale divieto è stato ribadito da Roma nel 2023.

 

Per quanto riguarda i funerali, il canone 1184 stabilisce che essi devono essere rifiutati, salvo in caso di pentimento preventivo, ai peccatori manifesti ai quali non potrebbero essere concessi senza causare pubblico scandalo ai fedeli. Non si tratta di giudicare l’anima del defunto, ma di impedire che una cerimonia cattolica appaia come una legittimazione pubblica di ciò che la Chiesa condanna.

Aiuta Renovatio 21

Il cardinale Bustillo davanti ai massoni corsi

Un altro evento ha contribuito alla confusione. Il 7 agosto 2026, un centinaio di massoni corsi appartenenti a diverse logge si sono riuniti al Passo del Vergio, a quasi 1.500 metri di altitudine. Il loro ospite principale era il cardinale François Bustillo, vescovo di Ajaccio.

 

Secondo quanto riportato da Le Canard enchaîné, che ha diffuso la notizia, il cardinale ha parlato a lungo di pace davanti all’assemblea massonica. Ha inoltre partecipato al pranzo, in particolare in compagnia dell’ex deputato autonomista Jean-Félix Acquaviva.

 

Accettare di essere l’ospite d’onore a un incontro annuale di massoni di varie obbedienze e rivolgere loro un discorso conferisce inevitabilmente all’incontro un’aura di rispettabilità ecclesiastica. Bisognerebbe cercare invano nei resoconti disponibili un qualsiasi avvertimento da parte del cardinale contro l’incompatibilità tra la dottrina cattolica e i principi massonici.

Aiuta Renovatio 21

Un potere abbastanza sicuro da mostrare

Non c’è bisogno di immaginare un governo occulto per osservare l’attuale influenza della massoneria in Francia. I fatti pubblici sono già sufficienti: le logge dichiarano i propri obiettivi, partecipano ai lavori parlamentari, si congratulano per le modifiche legislative per cui hanno lavorato, ricevono leader politici e onorificenze statali.

 

Non fraintendiamoci: questa crescente visibilità non significa affatto che la massoneria abbia abbandonato la segretezza, che costituisce una delle sue armi essenziali. Piuttosto, dimostra che ora si sente abbastanza potente da sollevare parte del velo. Può mostrare alcuni dei suoi obiettivi e affermare la sua presenza perché non incontra più molti avversari, istituzionali o di altro tipo, sufficientemente istruiti, organizzati e determinati da ostacolarla.

 

Leone XIII aveva già dissipato l’illusione di una massoneria divenuta trasparente perché organizzava riunioni pubbliche e pubblicava propri giornali. Nell’enciclica Humanum genus del 20 aprile 1884, aveva ammonito:

 

«Sebbene ora sembrino non gradire più rimanere nell’ombra, sebbene tengano riunioni in pieno giorno e alla vista di tutti, sebbene pubblichino i loro giornali, tuttavia, se si guarda al nocciolo della questione, si può constatare che appartengono alla famiglia delle società clandestine e che ne conservano le caratteristiche».

 

Il papa ha rilevato l’esistenza di «consigli intimi e supremi», riunioni private e decisioni e metodi di attuazione tenuti segreti al pubblico e persino ad alcuni iniziati. La gerarchia dei ranghi, la compartimentazione delle informazioni e il giuramento di non rivelare i segreti consentono quindi all’organizzazione di mantenere una presenza senza svelare completamente la sua vera natura.

 

Questa distinzione rimane cruciale. I comunicati del Grande Oriente rivelano le cause che intende sostenere pubblicamente, ma non svelano l’intera gamma delle deliberazioni interne delle logge, i legami personali che uniscono i suoi membri, o gli interventi con cui determinate carriere possono essere promosse, ostacolate o messe da parte. La massoneria agisce quindi come uno stato nello stato: possiede le proprie strutture, gerarchie, disciplina, reti di influenza e obiettivi, pur facendo affidamento, per garantire il proprio predominio, sulle istituzioni della Repubblica, di cui si vanta di aver storicamente contribuito a costruire.

 

L’ambizione personale si rivela uno strumento particolarmente efficace in questo sistema, e la forza della rete risiede proprio nella capacità di agire senza apparire ufficialmente come l’autore delle decisioni prese.

 

Leone XIII ha indicato chiaramente l’obiettivo finale che si intendeva perseguire:

 

«Distruggere completamente ogni disciplina religiosa e sociale derivante dalle istituzioni cristiane e sostituirla con una nuova, plasmata dalle loro idee e i cui principi e leggi fondamentali siano mutuati dal naturalismo».

 

Gli eventi degli ultimi trenta giorni non solo dimostrano la crescente audacia della massoneria nella Città, ma rivelano anche la resa di coloro che dovrebbero opporsi ad essa. Il 13 dicembre 1908, ricevendo a Roma i pellegrini francesi giunti per la lettura del decreto che riconosceva le virtù eroiche di Santa Giovanna d’Arco, modello di lotta per la fede e la patria, San Pio X li ha messi in guardia contro qualsiasi capitolazione ai nemici dell’ordine cristiano:

 

«Ora più che mai, la forza principale dei malvagi risiede nella codardia e nella debolezza dei buoni, e le stesse radici del regno di Satana risiedono nella debolezza dei cristiani».

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported2.5 Generic2.0 Generic e1.0 Generic.

 

Continua a leggere

Bioetica

Gruppo satanico pubblica video di un rituale abortivo in bagno

Pubblicato

il

Da

Satanic Planet, una «band» del co-fondatore del Tempio Satanico, ha diffuso mercoledì un video «musicale» in cui una donna compie un aborto rituale satanico nel bagno di un negozio . Lo riporta LifeSite.   Il filmato mostra una donna tatuata, Martina Rinaldi, che entra in un Hobby Lobby – una catena americana di negozi di articoli per l’artigianato nota per una causa intentata da un dipendente trans che voleva utilizzare il bagno delle donne–, con immagini alternate di articoli del punto vendita che richiamano Gesù, per un effetto drammatizzato. In sottofondo si sentono urla sataniche della band di Lucien Greaves, co-fondatore del The Satanic Temple (conosciuto con l’acronimo TST).   Entrata in bagno, Rinaldi esegue il «rituale di distruzione» dell’aborto del Tempio Satanico, che prevede la recitazione dei principi del Tempio Satanico e di «affermazioni» prima e dopo l’aborto. Il video sostiene che il rito «serve come rito protettivo» e che il suo scopo è «liberarsi dal senso di colpa quando si sceglie di abortire».   «Serve a dare forza al paziente contro coloro che nutrono convinzioni religiose teocratiche. Il rituale allontana gli effetti di persecuzioni ingiuste, che possono indurre ad allontanarsi dal percorso del ragionamento scientifico», si legge nella spiegazione del Tempio Satanico.  

Sostieni Renovatio 21

Il rito inizia con la contemplazione del proprio riflesso nello specchio per «concentrarsi sulla propria individualità», poi con la lettura ad alta voce del principio: «Il proprio corpo è inviolabile, soggetto unicamente alla propria volontà».   Dopo questi passaggi la Rinaldi assume una pillola abortiva e recita, secondo le indicazioni del TST: «Le convinzioni dovrebbero essere conformi alla migliore comprensione scientifica del mondo. Bisogna fare attenzione a non distorcere mai i fatti scientifici per adattarli alle proprie convinzioni».   Poi finge di «espellere» l’embrione sorridendo (nella maggior parte dei casi l’espulsione del feto avviene circa quattro o cinque ore dopo la seconda pillola abortiva). Subito dopo, in modo spezzato, compaiono immagini religiose tratte da Hobby Lobby, quasi a sottolineare la sfida del rito a Gesù Cristo.   Rinaldi torna davanti a uno specchio per pronunciare l’affermazione finale da dire dopo l’aborto: «Nel mio corpo, nel mio sangue, nella mia volontà, così è fatto», un’apparente derisione della Messa e della Santa Comunione.   Mentre esce da Hobby Lobby, gli articoli religiosi del negozio — croci, versetti biblici e un’immagine con la scritta «Gesù mi ama, questo lo so» — vengono avvolti dalle fiamme.   «La tua possibilità di scegliere di interrompere una gravidanza è coerente con gli ideali di libertà. Sii orgogliosa di perseguire ciò che desideri per la tua vita nonostante l’opposizione», afferma il video.   Il filmato si chiude con un insulto al giudice della Corte Suprema Samuel Alito ed è intitolato «La mamma di Samuel Alito», in riferimento al ruolo di Alito nella stesura dell’opinione di maggioranza in Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization, che ha ribaltato Roe contro Wade e ha suscitato la reazione dell’industria dell’aborto e dei suoi sostenitori.   Il gruppo è ben noto al lettore di Renovatio 21. Qualche tempo fa ha fatto notizia per aver allestito per Natale, nel Campidoglio dell’Iowa un altarino satanico con una testa di capra montata sopra vesti rosso sangue – una rappresentazione del demonio-Bafometto che ha condiviso lo spazio con un’esposizione natalizia finché non è stata decapitata da un veterano dell’esercito USA, ora accusato di crimine d’odio. Tre mesi fa il governatore della Florida Ron DeSantis ha fermato l’istituzione, progettata dal Satanic Temple, di un’ora di religione satanica nelle scuole elementari.   Come riportato da Renovatio 21, due anni fa fa il Tempio Satanico ha aperto in Virginia un centro per rituali di «aborto religioso», sostenendo che il feticidio fa parte della loro religione, legittimamente ammessa dallo Stato moderno. È emerso pure che un numero verde per le donne incinte indirizzava le chiamanti alla clinica per l’aborto satanico, con una filiale annunciata due anni fa anche in Nuovo Messico.   Nel 2021, i templosatanisti hanno fatto erigere cartelloni pubblicitari nello Stato del Texas che scrivevano «L’aborto salva vite». L’anno scorso era emerso che che il numero verde per le donne incinte nel Nuovo Messico rimandava direttamente alla clinica feticida satanista.

Aiuta Renovatio 21

L’attivismo satanista, oramai indistinguibile da quello progressista, ha trovato il plauso di diversi giornali dell’establishment, con un articolo entusiasta pubblicato l’anno passato dal magazine femminile Cosmopolitan.   Il Tempio Satanico, fondato nel 2013 e riconosciuto come «chiesa» dall’IRS (il fisco americano)nel 2019, è nato come organizzazione politica con l’obiettivo di ridurre la presenza della religione nella sfera pubblica.   Non stupisce davvero il lettore di Renovatio 21 apprendere che gli incontri del Tempio Satanico si entra solo se plurivaccinati, mascherinati e greenpassati: è ci mancherebbe che non fosse così.   Il 17 maggio 2022, ben 140 organizzazioni ebraiche, inclusa la famosa Anti-Defamation League (ADL), hanno sponsorizzato quella che hanno chiamato una «Marcia ebraica per la giustizia sull’aborto» affermando che «l’accesso all’aborto è un valore ebraico» e «vietare gli aborti è un questione della libertà religiosa».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 Immagine screenshot da YouTube  
 
Continua a leggere

Più popolari