Connettiti con Renovato 21

Arte

Gli ultimi attimi di Polina Menshikh. Immagine della tragedia dell’attrice uccisa sul palco a Donetsk

Pubblicato

il

Un video ripreso con il cellulare ha catturato gli ultimi momenti di vita dell’attrice russa Polina Menshikh, che stava cantando davanti ad un pubblico di soldati russi.

 

In quello che un comandante russo ha descritto come «attacco di vendetta», missili ucraini hanno colpito il luogo. Lo schermo del video va a nero, lasciando immaginare cosa sia accaduto.

 

Domenica scorsa, i soldati dell’810ª Brigata di fanteria di marina russa riempivano un teatro presso la Casa della Cultura nel villaggio di Kumachovo in quella che in precedenza era l’oblast’ (provincia) di Donetsk in Ucraina, ma che la Russia ora chiama Repubblica popolare di Donetsk. L’evento consisteva in una combinazione di cerimonia di premiazione e concerto per celebrare la Giornata russa delle forze missilistiche e dell’artiglieria.

 

Il video dell’evento che circola sui social media mostra la russa 40enne attrice russa che canta e suona la chitarra. Poi, d’un tratto, il teatro trema per un’esplosione, i detriti cadono dal soffitto e il video diventa improvvisamente nero mentre si sentono i marines urlare.

 

Sostieni Renovatio 21

«Hanno distrutto le auto dei volontari con un razzo HIMARS e con il secondo il camerino con gli artisti e il palco», ha detto un militare ai media russi, affermando che gli ucraini hanno utilizzato una tattica del «doppio tocco», prima attaccando il luogo dell’incidente e poi colpendo le squadre di soccorso accorse sulla scena.

 

La Menshikh, che era anche regista e coreografa, è stata portata in ospedale dove è morta. Secondo i rapporti, il luogo dell’evento è stato colpito dai missili lanciati dall’M142 HIMARS (High Mobility Artillery Rocket System) fornito all’Ucraina dagli Stati Uniti.

 

Via Telegram, Robert Brovdi, che comanda un’unità di ricognizione aerea ucraina conosciuta come «Uccelli di Magyar», ha detto che lo sbarramento è stato effettuato come atto di vendetta per conto della 128ª Brigata d’assalto di montagna. Un attacco russo durante una cerimonia di premiazione in coincidenza con la Giornata delle forze di artiglieria ucraine ha ucciso 20 soldati di quell’unità il 3 novembre.

 

«Le forze armate ucraine hanno rapidamente determinato il luogo della celebrazione dei russi e si sono congratulate calorosamente con loro», ha scritto l’esercito ucraino in una dichiarazione pubblicata su Telegram riportata dal New York Post. L’Ucraina ha affermato che sarebbero morti circa 20 marines russi; Mosca non ha rilasciato alcun conteggio delle vittime.

 

La Menshikh, 40 anni, era a capo dello studio Lege Artis. «È con grande dolore che vi informiamo che Polina Menshikh, la regista de “L’ultima prova» (Lege Artis), è morta ieri durante uno spettacolo nel Donbass a causa di un bombardamento» ha affermato il Portal Theatre Studio in una nota. «L’ultima prova» è un’opera rock basata sulla serie fantasy Dragonlance. Lo spettacolo del 9 dicembre sarà dedicato alla memoria di Menshikh, ha detto Portal.

 

«Polina era consapevole del pericolo. Era una persona meravigliosa, molto fragile, leggera e quasi senza peso, ma con un cuore così grande e coraggioso» ha detto il giornalista russo Aleksandr Kots.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21



 

 

 

Continua a leggere

Arte

La Sagrada Familia sarà presto la chiesa più alta del mondo

Pubblicato

il

Da

A Barcellona, ​​la Torre di Gesù Cristo incorona presto la basilica della Sagrada Família, opera dell’architetto Antoni Gaudí (1852-1926). L’edificio richiama lo stile gotico naturalistico e l’Art Nouveau catalano. La costruzione della Sagrada Família, iniziata il 19 marzo 1882, sta entrando nella sua fase finale, con l’inaugurazione prevista per il 10 giugno 2026, anniversario della morte accidentale di Antoni Gaudí, investito da un tram.   L’imponente costruzione della basilica ha dovuto affrontare numerosi ritardi e difficoltà, tra cui la Guerra Civile Spagnola. Sebbene il completamento dell’edificio sia previsto per il 2026, i lavori sulle sculture e sui dettagli decorativi, e in particolare sulla scalinata sulla facciata della Gloria che conduce all’ingresso principale, dovrebbero proseguire fino al 2034. Questa controversa scalinata richiederà la demolizione di tre isolati e il trasferimento di tutti i residenti.   Gaudí progettò una basilica con diciotto torri, dove la torre centrale rappresenta Gesù Cristo, Figlio di Dio e Agnello di Dio, che è al centro della storia umana (Apocalisse 5, 12): «Degno è l’Agnello che è stato immolato di ricever la potenza e le ricchezze e la sapienza e la forza e l’onore e la gloria e la benedizione». La costruzione della torre di Gesù Cristo, alta 172,5 metri, non doveva superare l’altezza della collina di Montjuïc, che domina la città vecchia e che Gaudí considerava un’«opera di Dio» che l’uomo non doveva superare.   La torre sopra l’abside, sormontata da una stella, rappresenta la Vergine Maria, che accettò di essere la madre del Figlio di Dio. Dodici torri si ergono a gruppi di quattro dietro ciascuna delle tre facciate dedicate alla vita di Gesù Cristo. Queste dodici torri rappresentano i dodici apostoli che Gesù chiamò a vivere con Lui e a testimoniare le sue parole e le sue azioni. E quattro torri rappresentano i quattro evangelisti che raccontarono la sua vita.   Una volta completata, la basilica avrà cinque navate circondate da un chiostro deambulatorio, con un’abside con sette cappelle all’estremità nord e tre facciate sugli altri lati: quella della Natività, quella della Passione e quella della Gloria, la facciata principale.   Articolo previamente apparso su FSSPX.News

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di Fred Romero via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Continua a leggere

Arte

Carol of the Bells, la musica di sottofondo della vostra vigilia di Natale

Pubblicato

il

Da

Come ogni anno Renovatio 21 pubblica un articolo per celebrare la bellezza del canto di Natale Carol of the Bells, che condividiamo qui in varie sue esecuzioni al fine di fornire al lettore il sottofondo ideale per le sue attività natalizie.

 

Si tratta di un canto di natale molto conosciuto in America, ma quasi sconosciuto da noi in Europa. È un lavoro corale: le quattro voci raccontano, in un ostinato sempre più rarefatto, la felicità degli attesi rintocchi delle campane che annunziano il Natale. L’ha messa in circolazione compositore americano Peter Wilhousky (1902–1978) nel 1936, copiandola però dal compositore ucraino Mikola Dmitrovič Leontovič (1877–1921) che nel 1914 aveva riadattato una canzone del folklore ucraino chiamandola Ščedryk («munifica»).

 

Nella musica originale, scritta per celebrare il capodanno celebrato in primavera nelle terre slave pre-cristiane (quelle viste nei giorni corruschi ed enigmatici di Andrej Rublev di Andrej Tarkovkij), una rondine appariva a casa di una famiglia contadina per segnalare l’arrivo un anno di prosperità nei raccolti.

 

Sostieni Renovatio 21

La polifonia spiraliforme di Carol of the Bells riecheggia potente in tantissime persone, che la hanno esperita per tramite dei prodotti audiovisivi americani (film, dischi, serie, etc.).

 

È forse perfino controintuitivo associarla al Natale perché ha un tono più meditativo, financo dolente, rispetto ad altri canti natalizi.

 

Forse perché vi possiamo proiettare delle questioni di calendario umano: dicembre porta via l’anno che è sempre un anno di fatiche e dolori, seppellirle è necessario per far rinascere la vita, ma è giusto registrarle come tali. Anche i Re Magi, anche Giuseppe, forse, arrivarono stanchi, dopo viaggi ed incertezze, alla mangiatoia.

 

Essere al cospetto del Dio che nasce, il Dio che è la Vita, significa aver consumato le proprie energie, aver sacrificato. Bisogna riconoscerlo per poter vivere la gioia in modo autentico.

 

Eccovi una carrellata di versioni di questa musica struggente. Decidete quella che fa al caso vostro, e riascoltetela a loop.

Aiuta Renovatio 21

 

 

 

 

 

 

Buon Natale ai nostri lettori!

 

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Arte

Famoso regista di Hollywood e moglie trovati morti in casa. Sospettato il figlio.

Pubblicato

il

Da

Il regista hollywoodiano Rob Reiner e sua moglie Michele sono stati trovati morti nella loro casa di Brentwood, in California. Il dipartimento di Polizia di Los Angeles (LAPD) ha dichiarato che l’incidente è oggetto di indagine per omicidio.   Le autorità intervenute in seguito a una chiamata di soccorso medico hanno trovato domenica i corpi di Reiner, 78 anni, e della moglie, 68 anni, all’interno di una casa di loro proprietà. TMZ e People hanno riferito che avevano riportato ferite compatibili con un’aggressione con coltello.   Il capo detective del LAPD Alan Hamilton ha dichiarato domenica sera che gli investigatori non stavano cercando attivamente alcun sospettato o persona di interesse mentre l’inchiesta proseguiva. Ha aggiunto che la polizia avrebbe interrogato i membri della famiglia, sottolineando che «nessuno è stato arrestato» e che «nessuno è stato interrogato come sospettato».   Tuttavia, secondo la rivista People, un popolare settimanale americano specializzato in notizie sulle celebrità, si è ipotizzato che il colpevole possa essere il figlio della coppia, Nick. Secondo quanto riportato in seguito, la polizia lo starebbe interrogando, sebbene non sia stato confermato ufficialmente come sospettato.   In un’intervista del 2016 con People, Nick, 32 anni, ha affermato di aver lottato contro la tossicodipendenza fin dalla prima adolescenza e di essere stato un senza tetto per periodi di tempo, esperienze che in seguito hanno ispirato il film semi-autobiografico Being Charlie, da lui co-scritto.

Sostieni Renovatio 21

Reiner ha avuto una carriera hollywoodiana lunga cinque decadi, raggiungendo la fama interpretando il ruolo di Michael «Meathead» Stivic nel telefilm Arcibaldo (1971-1979), prima di dirigere successi come il falso documentario musicale, ora film di culto This Is Spinal Tap, La storia fantastica (pellicola che ha segnato l’infanzia di tantissimi americani della generazione X) e il celeberrimo e amatissimo anche in Italia Harry, ti presento Sally», commedia che raccontava la difficoltà delle relazioni sentimentali nella società moderna.   Il Reiner è inoltre il regista dello struggente Stand by Me – Ricordo di un’estate (1986) dramma adolescenziale adattato dal libro di Stephen Kingo, del quale ha trasposto brillantemente anche l’ossessivo Misery non deve morire. Il regista ottenne una nomination all’Oscar per Codice d’onore (1993), con Jack Nicholson e Tom Cruise.   Reiner era anche noto come attivista anti-tabacco e soprattutto, negli ultimi anni, come critico del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ha co-fondato l’American Foundation for Equal Rights, che ha portato avanti il ricorso in tribunale che ha ribaltato il divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso in California.   Reiner nel 2006 aveva brevemente valutato una possibile candidatura contro l’allora governatore della California Arnoldo Schwarzenegger, prima di rinunciare per motivi personali.   Reiner ha fatto parte del comitato consultivo del Comitato per l’inchiesta sulla Russia. Lui e l’ex autore dei discorsi di Bush jr David Frum hanno lanciato un sito nel settembre 2017, accompagnato da un video narrato da Morgan Freeman che avvertiva che «Siamo in guerra» e che la Russia aveva attaccato gli Stati Uniti. Altri membri del comitato consultivo al momento del lancio includeva l’ex direttore dell’Intelligence USA James Clapper. A novembre 2020, il consiglio includeva anche l’ex direttore CIA Michael Hayden.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 
Continua a leggere

Più popolari