Connettiti con Renovato 21

Ambiente

Geoingegneria, il test di oscuramento del sole di Bill Gates è stato annullato

Pubblicato

il

 

 

 

 

 

 

L’esperimento di oscurare il sole al fine di fermare il riscaldamento globale è stato stoppato dall’Agenzia Spaziale Svedese. L’ente ha annunciato che il programma, finanziato da Bill Gates, ha «diviso la comunità scientifica» e quindi non verrà portato avanti.

 

Secondo il New York Times, per la battuta d’arresto del progetto di Geoingegneria sarebbero da citarsi «obienzioni di ambientalisti, scienziati e gruppi indigeni».

 

L’Agenzia Spaziale Svedese (SSC) ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che lo Stratospheric Controlled Perturbation Experiment (SCoPEx), che si era anche assicurato un corposo finanziamento di Harvard, non andrà avanti come previsto a giugno.

Per la battuta d’arresto al progetto di Geoingegneria sarebbero da citarsi «obienzioni di ambientalisti, scienziati e gruppi indigeni»

 

«SSC ha avuto dialoghi questa primavera con i maggiori esperti di geoingegneria e con altri stakeholder, nonché con il comitato consultivo SCoPEx. Come risultato di questi dialoghi e in accordo con Harvard, SSC ha deciso di non per condurre il volo di prova tecnico previsto per questa estate» è scritto sulla dichiarazione.

 

La società, di proprietà del governo, afferma di essersi consultata «sia con i maggiori esperti di geoingegneria che con altre parti interessate», nonché con un comitato di Harvard che consiglia i ricercatori. La decisione di non condurre il test è stata presa in accordo con il panel di Harvard, ha detto.

 

«La comunità scientifica è divisa per quanto riguarda la Geoingegneria»

Rileva inoltre che «La comunità scientifica è divisa per quanto riguarda la Geoingegneria, compresi eventuali test tecnologici correlati come il volo di prova tecnico in mongolfiera pianificato da Esrange [un centro di ricerca e di lancio di razzi vicino alla città di Kiruna, nel nord della Svezia, ndr] questa estate».

 

L’idea finanziata da Gates prevede il rilascio di carbonato di calcio, essenzialmente polvere di gesso, nell’atmosfera da un pallone ad alta quota per osservare l’effetto che ha sulla luce solare che raggiunge la superficie del pianeta.

 

In pratica si tratta di fare del cielo un filtro per il sole: un enorme preservativo aerochimico per bloccare i raggi della nostra stella, cui trilioni di creature viventi devono la vita

In pratica si tratta di fare del cielo un filtro per il sole: un enorme preservativo aerochimico per bloccare i raggi della nostra stella, cui trilioni di creature viventi devono la vita.

 

L’obiettivo finale dello studio sarebbe la riduzione temperatura sul pianeta nel tentativo di evitare il riscaldamento globale.

 

La cosa è particolarmente interessante: avevamo capito che il Global Warming fosse un’idea abbandonata, tanto che l’élite mondialista e i loro utili idioti ecofascisti negli ultimi anni ha cambiato formula –non più «riscaldamento globale» ma «Climate change», cambiamento climatico. Non è sbagliato ricordare che negli anni Settanta i catastrofisti parlavano di «nuova glaciazione»: come i vecchietti al parco, nell’indecisione di trovare un argomento di lamento, anche loro sono arrivati all’antico tropo già segnalato nel Dizionario dei luoghi comuni di Flaubert più di un secolo fa.

Avevamo capito che il Global Warming fosse un’idea abbandonata, tanto che l’élite mondialista e i loro utili idioti ecofascisti negli ultimi anni ha cambiato formula –non più «riscaldamento globale» ma «Climate change»,

 

La cosa davvero sconvolgente, in questo multimilionario progetto tecnocratico di spegnimento della stella, era il silenzio dei vari ambientalisti ed eco-entusiasti: c’è da capire che, del resto, molte di quelle sigle sono pagate da mega-gruppi miliardari come quelli di Gates. Ora qualcuno pare essersi svegliato (Buongiorno!) e parla di «conseguenze catastrofiche».

 

La Svezia, terra del naturismo ostinato – in realtà, della promiscuità sessuale e dell’eugenetica applicata – pure dovrebbe stupire per il suo iniziale assenso a divenire il teatro di questo mostruoso esperimento: un Paese del Nord, che di sole ne vede gran poco, vuole artificialmente averne di meno?

 

La demenza raggiunta dalla situazione è davvero ragguardevole.

 

Parole di saggezze sono venute invece dal consiglio Saami, un gruppo di sostenitori della popolazione indigena svedese (ebbene sì: anche in Scandinavia hanno i loro indiani), che ha avvertito come l’esperimento di Gates «tenta essenzialmente di imitare le eruzioni vulcaniche vomitando continuamente nel cielo particelle che oscurano il sole».

La cosa davvero sconvolgente, in questo multimilionario progetto tecnocratico di spegnimento della stella, era il silenzio dei vari ambientalisti ed eco-entusiasti

 

Non ci vuole un dottorato in climatologia, e nemmeno in storia, per ricordare  l’«anno senza estate» detto anche («anno della povertà»): il 1816, quando il clima estivo in Europa e Nordamerica divenne completamente anomalo portando a carestie e rivolte e, si dice, perfino di una pandemia di colera. Oggi si pensa che il clima fu modificato dall’eruzione del vulcano Tambora, in Indonesia, avutasi dal 5 al 15 aprile 1815. L’eruzione mise nell’aria immense quantità cenere vulcanica che raggiunsero gli strati superiori dell’atmosfera. Il vulcano Soufrière nell’isola caraibica  di Saint Vincent aveva già immesso nell’aria polveri e gas pesanti nel 1812; stesso dicasi per il vulcano Mayon, nelle Filippine, nel 1814.

 

Il gruppo ha anche sottolineato che SCoPEx potrebbe avere “effetti sociopolitici irreversibili” e non farebbe nulla per ridurre le emissioni di carbonio, che sono propagandate come la principale causa del cambiamento climatico.

Per il Consiglio indigeno Saami l’esperimento di Gates «tenta essenzialmente di imitare le eruzioni vulcaniche vomitando continuamente nel cielo particelle che oscurano il sole»

 

«In sostanza, l’intera idea viene fuori come uno strano tentativo vampiresco di affamare il pianeta della luce solare, il motore di tutta la vita, con poca logica scientifica dietro» scrive giustamente Summit News.

 

Bill Gates, che sta fustigando un libro sul cambiamento climatico, ha versato milioni in geoingegneria, incanalando almeno 4,6 milioni di dollari verso le operazioni del ricercatore capo di SCoPEx, lo scienziato di fisica applicata di Harvard David Keith.

 

Gates ha ripetutamente lodato l’idea di oscurare il Sole, in particolare durante un Ted Talk nel 2010:

 

Molti hanno collegato la ricerca SCoPEx sull’uso di aerosol stratosferici per la geoingegneria con le cosiddette «scie chimiche», suggerendo che un programma di irrorazione è in corso in segreto da anni

Molti hanno collegato la ricerca SCoPEx sull’uso di aerosol stratosferici per la geoingegneria con le cosiddette «scie chimiche», suggerendo che un programma di irrorazione è in corso in segreto da anni.

 

David Keith, il fisico di Harvard finanziato da Gates, ha  dichiarato a  Reuters che si tratta solo di «una battuta d’arresto» e ha suggerito che il progetto potrebbe trasferirsi negli Stati Uniti, dove le Accademie nazionali di scienze, ingegneria e medicina hanno recentemente pubblicato un  rapporto in cui si  chiede di pompare 100-200 milioni di dollari nella geoingegneria solare i prossimi cinque anni.

 

Per chi si chiede perché le stesse forze che spingono per la sostituzione dei carburanti fossili con l’energia solare ora vogliano diminuire l’irraggiamento del sole, Renovatio 21 ha pubblicato poche settimane fa un importante approfondimento di William Engdahl.

Perché le stesse forze che spingono per la sostituzione dei carburanti fossili con l’energia solare ora vogliono diminuire l’irraggiamento del sole?

 

Engdahl scrive della quantità di studi, ovviamente ora invisibili o silenziati, sui «cicli solari» (ossia, su diversi periodi di attività del sole) e sul loro impatto sul clima. Secondo questa visione, non è la presenza dell’uomo a generare dei cambiamenti di temperatura (cui, peraltro, l’umanità pretecnologica è sempre sopravvissuta…) – si tratta invece di cicli dell’attività della nostra stella che possono durare decenni. In particolare, oggi ci ritroveremmo in un «minimo solare».

 

«Potrebbe essere che i poteri che stanno dietro artisti del calibro di Bill Gates o Klaus Schwab [il teorico del Grande Reset, ndr] conoscono bene il minimo solare in arrivo e il fatto che questo sarà probabilmente altrettanto cattivo o peggiore del Dalton Minimum del 1790-1830?» si chiede Engdahl.

 

Lasciare l’umanità senza energia (perfino quella solare!) «sarebbe un modo diabolico per accelerare il loro programma di riduzione della popolazione mentre il mondo è colto impreparato per gravi fallimenti dei raccolti e carestie di massa»

«Questo spiega la loro selezione del periodo dal 2030 al 2050 nell’obiettivo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite?».

 

L’obbiettivo finale, il lettore lo ricordi sempre, non è mai puramente economico.

 

Lasciare l’umanità senza energia (perfino quella solare!) «sarebbe un modo diabolico per accelerare il loro programma di riduzione della popolazione mentre il mondo è colto impreparato per gravi fallimenti dei raccolti e carestie di massa».

 

Togliere alla popolazione gli strumenti di sopravvivenza, per controllarla ulteriormente – e magari decimarla, o annichilirla.

 

Togliere alla popolazione gli strumenti di sopravvivenza, per controllarla ulteriormente – e magari decimarla, o annichilirla.

Il grande progetto globale, tra pandemie e cieli oscurati, è tutto qua.

 

 

 

 

 

 

 

Immagine screenshot da YouTube.

Continua a leggere

Ambiente

Ecofascisti antifa rivendicano il blackout di Berlino

Pubblicato

il

Da

Un gruppo di sedicenti attivisti per il clima ha rivendicato la responsabilità di un’enorme interruzione di corrente che ha colpito cinque distretti nella zona sud-occidentale di Berlino, affermando che l’azione aveva come obiettivo l’industria dei combustibili fossili e «i ricchi».

 

Fino a 50.000 famiglie e 2.200 attività commerciali sono state colpite dal blackout nelle prime ore di sabato, ha dichiarato al Berliner Zeitung un portavoce del fornitore elettrico locale, Stromnetz Berlin. Secondo l’azienda, il «ripristino completo della fornitura di energia elettrica» è previsto non prima dell’8 gennaio. I residenti delle aree colpite dovrebbero rimanere senza elettricità a «temperature gelide» che vanno da -7 °C a -1 °C, riporta il giornale.

 

Secondo i media locali, la polizia sta trattando l’incidente come un incendio doloso mirato. Il blackout è stato causato da un incendio che ha colpito un ponte elettrico sul canale di Teltow, che attraversa la parte meridionale della città. Diverse case di cura e centri di assistenza per anziani hanno dovuto essere evacuati a causa dell’incidente, secondo i vigili del fuoco locali. Non sono state segnalate vittime in relazione all’incidente.

 

Iscriviti al canale Telegram

La polizia ha anche affermato di aver ricevuto sabato sera una lettera firmata dal «Volcano Group», in cui gli attivisti per il clima e gli antifascisti rivendicavano la responsabilità dell’incidente. Il gruppo ha attribuito la «distruzione» della Terra all’estrazione industriale di risorse naturali e ha affermato che l’umanità «non può più permettersi i ricchi».

 

Il gruppo ha poi affermato di aver «sabotato con successo» una centrale elettrica a gas, aggiungendo che la loro azione era «socialmente vantaggiosa» e prendeva di mira l’industria dei combustibili fossili.

 

Secondo la polizia, l’ufficio regionale del servizio di sicurezza interna tedesco stava verificando l’autenticità della lettera.

 

Secondo il Berliner Zeitung, il gruppo aveva già compiuto attacchi simili in passato. A settembre, si era assunto la responsabilità del sabotaggio di due cavi elettrici nel sud-est di Berlino. Anche in quell’occasione, l’attacco aveva lasciato circa 50.000 abitazioni senza elettricità.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Ambiente

Alluvioni e stragi in Marocco

Pubblicato

il

Da

Le gravi inondazioni causate dalle piogge torrenziali hanno ucciso almeno 37 persone nella città costiera marocchina di Safi, ha dichiarato lunedì il ministero degli Interni del Paese.   Le autorità hanno dichiarato che domenica mattina la regione è stata colpita da inondazioni improvvise, che hanno allagato circa 70 tra abitazioni e attività commerciali e travolto almeno dieci veicoli. Quattordici persone sono state ricoverate in ospedale con ferite di varia natura, mentre le operazioni di soccorso sono ancora in corso.   Secondo quanto riportato da Morocco World News, Khalid Iazza, direttore dell’ospedale Mohammed V di Safi, ha dichiarato che è stato attivato un piano di emergenza per rispondere all’afflusso di vittime dopo le forti piogge. Intervenendo a una sessione parlamentare, il capo del governo Aziz Akhannouch ha osservato che in città sono caduti 37 millimetri di pioggia in poco tempo.  

Aiuta Renovatio 21

  I media locali hanno riferito che le scuole di Safi hanno annunciato una chiusura di tre giorni in seguito al disastro. I filmati condivisi sui social media mostrano le strade trasformate in fiumi in piena, con auto bloccate o sommerse da acque in rapido aumento.   Le autorità hanno riferito ai media locali che i servizi di protezione civile, le forze di sicurezza e le squadre di emergenza sono stati dispiegati per cercare le persone scomparse, assistere i residenti e stabilizzare le aree colpite. Inondazioni e danni alle infrastrutture sono stati segnalati anche nella città settentrionale di Tetouan e nella città montana di Tinghir.   Quattro persone sono morte dopo che il loro veicolo è stato trascinato in un fiume dalle forti correnti nella provincia di Tinghir, ha riferito Xinhua, citando i media locali.   Il Marocco è stato colpito da intense piogge e nevicate sui monti dell’Atlante, dopo sette anni di siccità che hanno prosciugato diversi dei principali bacini idrici del Paese. L’alluvione segue un’altra tragedia nazionale verificatasi la scorsa settimana, in cui 19 persone sono rimaste uccise e 16 ferite nel crollo di due edifici residenziali nella città di Fez, il terzo centro urbano più grande del Marocco.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da Twitter
Continua a leggere

Ambiente

Una strana oscurità si sta diffondendo in tutti gli oceani

Pubblicato

il

Da

Una nuova ricerca indica – di fronte all’aumento delle temperature – che più di un quinto degli oceani si è oscurato negli ultimi due decenni, con le profondità che la luce solare può penetrare in evidente riduzione.

 

I risultati, pubblicati in uno studio sulla rivista Global Change Biology, descrivono una preoccupante riduzione delle zone fotiche cruciali dell’oceano – lo strato più alto in cui risiede il 90% di tutta la vita marina, dai pesci al plancton fotosintetizzante.

 

Questo «riduce la quantità di oceano disponibile per gli animali che si basano sul Sole e sulla Luna per la loro sopravvivenza e riproduzione», ha detto l’autore dello studio Thomas Davies, professore associato di conservazione marina presso l’Università di Plymouth, illustrando la sua ricerca.

 

Davies e il suo collega Tim Smyth, un biogeochimico marino dell’Università di Exeter, hanno utilizzato due decenni di dati satellitari della NASA per modellare come la profondità della zona fotica si è ridotta tra il 2003 e il 2022.

 

I ricercatori hanno scoperto che il 21% del blu profondo si è oscurato, con alcune regioni più colpite di altre. Per il 10% degli oceani del mondo – un’area uguale al continente africano – la profondità della zona fotica è diminuita di oltre 50 metri. Nel 2,6% dell’oceano, lo schiacciamento è ancora più estremo, con la profondità della zona fotica che si è ritirata di oltre 100 metri. Al contrario, vale la pena notare, circa il 10% dell’oceano è diventato più leggero.

Aiuta Renovatio 21

Gli scienziati hanno a lungo messo in guardia su questo fenomeno. Ma secondo i ricercatori, il tutto non era ben nota fino ad ora. «Ci sono state ricerche che mostrano come la superficie dell’oceano abbia cambiato colore negli ultimi vent’anni, potenzialmente a causa dei cambiamenti nelle comunità di plancton», ha dichiarato il Davies.

 

Finora non è emersa una chiara motivazione riguardo questo oscuramento. Le cause appaiono più involute e disparate – ma gli esseri umani, da quello che si evince, condividono una parte della colpa.

 

I sedimenti e altri materiali scaricati nell’acqua vicino alle coste possono contribuire a bloccare la luce solare, osservano gli autori. Ma questo non spiega perché stiamo vedendo oscurarsi nell’oceano aperto, soprattutto nelle regioni intorno all’Artico e all’Antartico, dove il cambiamento climatico sta drasticamente rimodellando l’ambiente.

 

Gli autori concludono che una «combinazione di nutrienti, materiale organico e carico di sedimenti vicino alle coste e cambiamenti nella circolazione oceanica globale sono probabili cause» dell’oscuramento dell’oceano.

 

Stiamo solo iniziando a lottare con questa tendenza tenebra, ma l’impatto che potrebbe avere potrebbe essere catastrofico.

 

Ci affidiamo alle zone fotiche per «l’aria che respiriamo, il pesce che mangiamo, la nostra capacità di combattere il cambiamento climatico e per la salute generale e il benessere del pianeta», ha evidenziato Davies. «Tenendo conto di tutto ciò, i nostri risultati rappresentano un vero motivo di preoccupazione».

 

Nelle profonde oscurità si nascondono un’infinità di segreti.

 

Come riportato da Renovatio 21, alcuni ricercatori in giapponesi hanno ripescato in fondo all’Oceano Pacifico misteriose uova nere, che si presentano lisce e lucenti da sembrare piccole biglie nell’oscurità dell’abisso marino.

 

Ulteriore scoperta sconvolgente è quella di un cimitero di squali è stato ritrovato negli abissi da un pool di scienziati del mare a quasi 5000 metri di profondità. L’incredibile scoperta è stata fatta presso le Isole Cocos, nell’Oceano Indiano, dall’equipaggio o dell’Investigator, una nave da ricerca gestita dalla Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization (CSIRO), l’agenzia scientifica nazionale australiana.

 

Esplorando i fondali dei Caraibi hanno alcuni scienziati hanno incontrato diversi organismi mai prima veduti, ora chiamati «blue goo», che significa «sostanza viscida blu». Mentre i blue goo riposano immobili sul fondo dell’oceano, i cervelloni si interrogano su di essi, poiché non sono del tutto sicuri di cosa siano.

 

A quanto pare i misteri degli oceani sembrano infiniti e l’esplorazione umana deve necessariamente ancora lavorare molto per capire, comprendere e conoscere tutto quello che si nasconde nelle profondità più oscure dei nostri mari.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


 

Continua a leggere

Più popolari