Spirito
Funerali di monsignor Tissier de Mallerais
Sua Eccellenza monsignor Bernard Tissier de Mallerais, vescovo della Fraternità San Pio X (FSSPX) ordinato da monsignor Lefebvre nel 1988) è stato richiamato a Dio l’8 ottobre 2024.
I suoi funerali hanno avuto luogo venerdì 18 ottobre alle ore 9,30 presso il Seminario San Pio X a Écône.
Requiescat in pace!
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Spirito
Vaticano, tra ritardi e sforamenti di spesa, il progetto della nuova caserma della Guardia Svizzera si arena
Un budget in forte espansione: da 45 a 70 milioni di franchi svizzeri
Inizialmente stimato in circa 45 milioni di franchi svizzeri (circa 47 milioni di euro), il costo totale dei lavori è stato ora rivisto a 70 milioni di franchi. Questo drastico aumento di 25 milioni – un incremento di oltre il 55% – è dovuto a una situazione economica e tecnica particolarmente sfavorevole. Da un lato, il settore edile a Roma sta vivendo un’inflazione galoppante. Dal 2019, i prezzi dei materiali e della manodopera sono aumentati di oltre il 33%, aggravata dall’intensa attività legata ai preparativi per il Giubileo del 2025. D’altro canto, il progetto stesso ha dovuto essere modificato per adeguarlo agli standard architettonici e di tutela del patrimonio storico. In particolare, si è deciso di preservare la facciata storica rivolta verso l’Italia, il che ha reso necessari rinforzi strutturali delle fondazioni e un completo rifacimento del sistema di drenaggio, con un conseguente aumento significativo dei costi complessivi.Aiuta Renovatio 21
Un programma posticipato al 2027
Inizialmente, l’inizio dei lavori era previsto subito dopo l’Anno Santo del 2025. Tuttavia, l’incertezza finanziaria dovuta agli sforamenti dei costi ha reso necessaria una nuova tempistica: la prima posa della prima pietra non è prevista prima del 2027. Il completamento del progetto è previsto per il 2029, a condizione che i fondi rimanenti vengano raccolti entro la fine del 2026. Questo rinvio è una notizia deludente per le Guardie Svizzere, che attualmente vivono in edifici del XIX secolo. Queste strutture sono considerate obsolete, umide e inadatte agli standard di vita moderni, con dormitori a volte condivisi da quattro guardie.La sfida dei finanziamenti e della coesione sociale
La Fondazione per la ristrutturazione della caserma deve ora lanciare una campagna di raccolta fondi «Fase II». Mentre la Confederazione Svizzera ha già contribuito con 5 milioni di franchi e numerosi donatori privati si sono fatti avanti, il sostegno dei Cantoni rimane disomogeneo. Nel 2022, ad esempio, il Canton Lucerna ha respinto gli aiuti finanziari in un referendum, citando la neutralità religiosa dello Stato. Al di là dell’aspetto finanziario, questa nuova caserma sarà una caserma solo di nome. Il progetto prevede stanze singole con bagno privato, una necessità per attrarre nuove reclute. Ancora più sorprendente, la struttura è progettata per essere «modulare» – per stare al passo con i tempi – in modo che, per la prima volta nella storia, possa ospitare anche donne nella Guardia, qualora il Papa ne autorizzasse il reclutamento, cosa che – per fortuna – al momento non avviene. Nel frattempo, le guardie del corpo del papa dovranno attendere ancora diversi anni nei loro alloggi attuali, mentre la Fondazione si impegna a colmare il divario finanziario per trasformare questo progetto di carta in una realtà concreta e pietrosa.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Spirito
Già troppo tardi? Risposta FSSPX al cardinale Sarah
Mettendo l’obbedienza sullo stesso piano della fede, il cardinale Robert Sarah si rifiuta di riconoscere lo sconvolgimento senza precedenti che sta erodendo la Chiesa, il che rende poco convincente il suo appello all’unità.
Il discorso di un conservatore
La dichiarazione del cardinale Sarah (1), pubblicata la prima domenica di Quaresima, il 22 febbraio, e ripresa da vari media, ha subito suscitato una dura reazione da parte di John-Henry Westen, co-fondatore e caporedattore del sito web americano LifeSiteNews (2).
Sua Eminenza Robert Sarah ha finora goduto di un certo favore tra gli ambienti conservatori della Chiesa cattolica. Le sue posizioni (3) a favore del celibato sacerdotale e contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso hanno attirato l’attenzione di cattolici perplessi. Come Prefetto della Congregazione per il Culto Divino sotto Papa Francesco, non ha fatto mistero delle sue riserve riguardo alla direzione intrapresa dal successore di Benedetto XVI. Più di recente, il 24 maggio 2025, inviato da Papa Leone XIV a rappresentarlo alle cerimonie commemorative del quattrocentesimo anniversario delle apparizioni a Sant’Anna d’Auray, ha nuovamente pronunciato dichiarazioni sulla situazione attuale del mondo e della Chiesa che hanno avuto profonda risonanza.
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Un discorso poco convincente
Nonostante tutto, la sua dichiarazione del 22 febbraio, pubblicata sul Journal du Dimanche con l’emozionante titolo «Prima che sia troppo tardi», non è riuscita a mettere in ombra le osservazioni di mons. Schneider (4).
Teologizzare l’obbedienza
Bisogna riconoscere, infatti, che, rispetto alle riflessioni misurate ma realistiche, precise e dettagliate del vescovo ausiliare di Astana, l’appello appassionato del prelato guineano non è tale da ottenere un sostegno unanime attraverso una credibilità convincente.
Laddove mons. Schneider si sforza, con assoluta chiarezza, di cogliere la portata della stagnazione che ha afflitto la Chiesa dal Concilio Vaticano II, il cardinale Sarah si limita a ripetere lo stesso appello all’obbedienza, che a suo avviso dovrebbe trovare la sua espressione assoluta nell’esempio della Passione di Cristo.
L’obbedienza di Cristo, che, insieme alla sua carità, fu l’anima stessa della sua Passione, è presentata come uno degli oggetti essenziali della nostra fede, con tale insistenza che il lettore non può fare a meno di essere convinto che l’obbedienza alla Chiesa – essa stessa equiparata al Papa – sia imperativa in nome della fede. E, poiché è una questione di fede che Cristo abbia obbedito fino alla morte, diventa anche una questione di fede che i cattolici debbano obbedire al Papa – anche al punto di soccombere alla propria perplessità di fronte agli amari frutti del Vaticano II.
L’obbedienza viene quindi posta sullo stesso piano della fede. Si suppone addirittura che essa porti la salvezza da sola, al punto che l’obbedienza non può essere negata in nome della salvezza delle anime. A tal punto che la sana ragione, anche quando illuminata dalla fede, dovrebbe astenersi dal riconoscere (anche solo in nome del principio di non contraddizione) lo sconvolgimento senza precedenti di un cambiamento nella predicazione degli ecclesiastici.
La Grande Negazione
Non riuscendo a confrontarsi con l’entità e la gravità di questo sconvolgimento, il Cardinale Sarah ribadisce incessantemente la conclusione autogiustificata già contenuta nelle sue premesse: le consacrazioni episcopali annunciate per il 1° luglio a Ecône porteranno a uno scisma… perché non possono che essere scismatiche: l’obbedienza, confusa con la fede, essendo stata precedentemente elevata al rango di quarta virtù teologale.
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Il vero bene dell’obbedienza
L’esempio di Cristo è quello di un’obbedienza che trova la sua vera misura – e la sua natura di atto autenticamente virtuoso – perché conforme a un comandamento di Dio, contrario ai comandamenti degli uomini. E Cristo ci mostra qui i veri limiti dell’obbedienza, che sono quelli dell’autorità. “Non avresti alcun potere su di me se non ti fosse stato dato dall’alto”, cioè da un’autorità superiore alla tua.
Questa risposta a Pilato ci ricorda il grande principio fondamentale di tutta l’ecclesiologia: il Papa è solo il Vicario di Cristo, e la Chiesa non è il corpo mistico del Papa. San Paolo lo ricordò ai Galati in modo simile (1,8): «Se qualcuno viene a voi e predica un vangelo diverso da quello che vi è stato predicato, sia anatema».
Santa Caterina da Siena denunciò la condotta immorale degli ecclesiastici del suo tempo, la loro mancanza di giustizia e carità, e raccomandò loro l’obbedienza perché predicavano sempre lo stesso Vangelo e lo stesso Credo. Avrebbe forse sostenuto con tanta forza l’obbedienza ad Amoris Laetitia o a Fiducia Supplicans? Leggere il suo Dialogo fa certamente sorgere dubbi.
Troppo tardi? Al Cardinale Sarah, risponderemmo con tutto il rispetto che il suo episcopato esige: è già tardi, troppo tardi dopo sessant’anni e più di rivoluzione nella Chiesa. Troppo tardi per esigere quella che sarebbe una falsa obbedienza a coloro che hanno già scomunicato la Tradizione della Chiesa attraverso tutte queste riforme che impongono la protestantizzazione della fede e della morale.
Don Jean-Michel Gleize
NOTE
1) «Prima che sia troppo tardi!» «Appello all’unità» del cardinale Robert Sarah, articolo d’opinione pubblicato sul Journal du Dimanche il 22 febbraio 2026.
2) John-Henry Westen: «Una lettera aperta al cardinale Sarah sulla FSSPX»,
3) Vedi la voce di Wikipedia consultata il 2 marzo 2026
4) «Mgr Schneider lance un appel au pape Léon XIV au sujet de la FSSPX», FSSPX.News 25 febbraio 2026
Articolo previamente apparso su FSSPX.News
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Benedizioni Pasquali in famiglia, una tradizione perduta
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