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Evento birraiolo nel metaverso: flop
Un noto brand olandese di birra ha organizzato una degustazione di birra nel metaverso. A sentire quanto scrive il quotidiano britannico Sun, tra assaggi di pietanze elettroniche e birra virtuale, non è andato tutto benissimo: insomma, si rimaneva prevedibilmente a stomaco vuoto.
La giornalista del Sun ha quindi pubblicato un resoconto non lusinghiero sull’esperienza e ha persino detto che non avrebbero mai più voluto visitare il metaverso.
«Non è stata tanto la birra inesistente, ma gli avatar privi di emozioni di tutti i presenti a risucchiare la vita dalla festa», ha detto la giornalista Charlotte Edwards. «I ballerini monotoni e un avatar di Thierry Henry che prende a calci una lattina di birra erano più inquietanti che divertenti».
Un video pubblicato sul canale YouTube dal brand neerlandese mostrava la promozione della bevanda virtuale ad un pubblico apparentemente scarso, una postazione DJ e qualche ballerino pixelloso..
Il metaverso è uno spazio cibernetico che è al contempo denso e navigabile per ogni questione umana. Il metaverso è la digitalizzazione delle attività, delle transizioni, della vita della popolazione.
Tuttavia, lo sforzo, la programmazione e la codificazione dell’evento non significano che l’azienda di birra si sia presatroppo sul serio. Il capo del branding del marchio ha detto al Sun che l’evento è stato uno scherzo ironico.
È piuttosto curioso vedere un marchio prendere in giro se stesso e il marketing creativo in generale, ma altri marchi sicuramente potrebbero cogliere l’occasione per fare pubblicità e vendere nel metaverso sempre più seriamente.
Anche il mondo della musica pare che inizi ad esplorare questo «mondo parallelo»: l’ex chitarrista dei Guns’n’Roses, DJ Ashba, nel suo sito ha creato ASHBALAND che è un esclusivo mondo virtuale 3D progettato su misura da lui stesso dove si promettono esperienze digitali davvero uniche.
Ma attenzione, il metaverso è già luogo dove la gente si ferisce fisicamente e non è privo di pericoli per l’incolumità degli utenti in quanto sono resi ciechi rispetto alla realtà-reale dai loro caschi e non sanno dove stanno mettendo le mani o i piedi.
Come riportato da Renovatio 21, gli ingegneri di questo nuovo mondo si stanno spingendo oltre tanto che una startup giapponese, chiamata H2L Technologies, vuole che tu possa sentire dolore all’interno del metaverso, tramite un braccialetto che eroga piccole scosse elettriche.
Nel frattempo, mentre Bill Gates e Mark Zuckerberg spendono miliardi per avanzare nel dominio del non ancora pienamente esistente metaverso, su di esso già si consumano molestie e piani terroristici, e – cosa assai più spaventosa – si prepara la tassazione.
Immagine screenshot da YouTube
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Condanne e detenzione per le affermazioni su Brigitta Macron
Un tribunale di Parigi ha dichiarato dieci persone colpevoli di aver molestato online la moglie del presidente francese Emmanuel Macron, Brigitte, per aver diffuso affermazioni secondo cui sarebbe una donna transgender nata uomo. Lo riporta Le Monde.
Le denunzie dei Macroni riguardo le teorie online che accusano Brigitta di essere transgender sono risalenti. Nel 2024, un tribunale di Parigi ha multato i supposti primi diffusori della voce per un totale di 14.000 euro. Il caso ha attirato l’attenzione internazionale dopo che l’anno scorso la commentatrice statunitense Candace Owens ha amplificato le affermazioni e in seguito ha affermato che i Macron avevano ordinato il suo assassinio.
Come riportato da Renovatio 21, la Owens è stata querelata nello Stato del Delaware dai Macron, che hanno detto che ivi presenteranno «prove fotografiche» inoppugnabili. La commentatrice cattolica ha rivelato di aver ricevuto dapprima da Charlie Kirk poi da Trump stesso la richiesta di non andare avanti con la sua serie su Brigitte secondo desiderio espresso dal presidente Macron all’omologo americano durante una conversazione tra i due.
Più recentemente la Owens ha dichiarato di aver ricevuto informazioni attendibili per cui vi sarebbero dei sicari pagati dai francesi pronti ad assassinarla.
In base all’ultima sentenza, tutti gli imputati, uomini e donne di età compresa tra 41 e 65 anni, hanno ricevuto pene diverse, che vanno da corsi obbligatori contro l’incitamento all’odio online a pene detentive sospese da quattro a otto mesi. Un imputato è stato condannato a sei mesi di carcere per non essersi presentato in tribunale.
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La corte ha citato commenti «particolarmente degradanti, offensivi e maligni» pubblicati e diffusi online, in riferimento ad affermazioni sulla presunta identità trans della first lady francese e ad accuse di pedofilia che sfruttavano e distorcevano la differenza di età di 24 anni tra lei e il marito.
Il procedimento giudiziario non ha riguardo Xavier Poussard, giornalista e scrittore di stanza a Milano autore del libro Becoming Brigitte, nonché fonte primaria della Owens. Un’altra giornalista che si era interessatta al caso ha chiesto asilo politico in Russia.
La relazione tra Macron, 48 anni, e sua moglie Brigitte, 72 anni, che si sono conosciuti quando lei era insegnante di teatro nella sua scuola, ha attirato una costante attenzione fin dalla sua elezione nel 2017. È stato notato che, riguardo la storia del liceo, le età del futuro presidente cambiano.
Come riportato da Renovatio 21, Brigitta è stata al centro, recentemente, di polemiche meno occulte: il mese scorso ha definito delle femministe come «stupide stronze», mentre a distanza di tempo continuano le polemiche per l’eucarestia che ha ricevuto pubblicamente alla messa per il restauro di Notre Dame. Il mondo è rimasto scioccato pure quando la première dame ha schiaffeggiato il presidente in mondovisione mentre si apprestavano a scendere dall’aereo che li aveva portati in Vietnam.
Il caso delle recenti condanne riflette la realtà per cui nessuno è davvero libero di dire quello che pensa, soprattutto sui social, dove si può venire denunziati con facilità dal personaggio pubblico oligarchico che si ritiene offeso – e che ha sicuramente più avvocati e danari della totalità degli utenti democratici che credono di potersi esprimere liberamente.
Invece che essere un tempio della libertà di parola, come era stato promesso, i social si sono rivelati come uno strumento dispotico di repressione totalitaria, dove il cittadino più debole viene schiacciato, e imbavagliato dal personaggio di potere. Il tutto è perfettamente legale, forse: ma quanto siamo distanti dalla favola della democrazia e dell’assoluta libertà di espressione?
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Gli USA difendono le sanzioni contro gli europei occidentali accusati di censura digitale
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La Commissione Europea banna la testata Euractiv
Secondo il caporedattore Matthew Karnitschnig, la Commissione europea ha estromesso la testata Euractiv, con sede a Bruxelles, dai suoi briefing informativi in seguito a un reportage critico sulla «bolla dell’UE».
Quasi tutti i media con una presenza significativa a Bruxelles dipendono dalla benevolenza di potenti funzionari dell’Unione, governi stranieri e lobbisti per accedere alle informazioni, in quello che viene definito il giornalismo dell’«accesso».
Tuttavia, il giornalismo indipendente nella capitale europea è ora «sulla lista dei nemici», ha scritto Karnitschnig venerdì. «In effetti, è diventato una specie in via di estinzione», ha aggiunto.
«All’inizio di quest’anno, abbiamo iniziato a infondere nella “bolla UE” una forte dose di giornalismo critico», ha dichiarato Karnitschnig. «Non tutti i destinatari hanno reagito bene, men che meno la Commissione, che di recente ci ha escluso dai suoi briefing informali, le sessioni informali durante le quali i consiglieri della Presidente Ursula von der Leyen cercano di orientare il messaggio che cercano di trasmettere alla stampa su una determinata questione».
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Il direttore ha indicato quali coperture mediatiche, a suo parere, abbiano contribuito alla sanzione imposta dall’UE alla sua testata.
«Forse è stata la nostra smentita della leggenda diffusa dalla Commissione secondo cui i piloti di von der Leyen furono costretti a ricorrere a “mappe cartacee” per far atterrare il suo aereo in Bulgaria durante un presunto attacco russo… O forse abbiamo criticato aspramente il suo piano assurdo per un servizio di intelligence europeo?»
Fondata nel 1999 dall’editore francese Christophe Leclercq, la nota testata con sede a Bruxelles si concentra sulla politica dell’UE e si propone di «analizzare le complessità della politica, delle politiche e della legislazione dell’UE».
Bruxelles è da tempo nel mirino delle critiche per le limitazioni alla libertà di espressione e per l’emarginazione delle voci indipendenti, tra cui quella del vicepresidente statunitense J.D. Vance, che ha avvertito che la libertà di parola in Europa è «in ritirata».
Nel suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera a febbraio, Vance ha accusato i governi dell’UE di «fuggire per paura» dei propri cittadini, sostenendo che la principale minaccia alla democrazia non proviene da Russia e Cina, ma dall’abbandono dei valori democratici fondamentali.
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Immagine di Cancilleria Ecuador via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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