Eugenetica
Epstein reloaded: FTX considerava l’acquisto di un’isola per condurvi esperimenti eugenetici su esseri umani
Una nuova causa intentata contro Bankman-Fried, CEO del banco di criptovalute FTX esploso l’anno scorso, sta producendo rivelazioni sui programmi «spesso fuorvianti e talvolta distopici» perseguiti dal braccio no profit di FTX chiamato FTX Foundation.
Un promemoria suggerirebbe che Bankman-Fried e suo fratello Gabriel avessero persino discusso dell’acquisto di una piccola nazione insulare chiamata Nauru, in Micronesia, per costruirvi un bunker.
L’obiettivo sarebbe quello di utilizzare il luogo nel caso in cui la popolazione mondiale venisse mai ridotta «dal 50% al 99,99%», quando aiuterà a ripopolare la Terra. L’isola nel Pacifico sarebbe anche servita come «laboratorio» per sviluppare «una regolamentazione sensata intorno al miglioramento genetico umano».
«Probabilmente ci sono anche altre cose che è utile fare con un Paese sovrano», si legge nel promemoria, in un turbine di tracotanza senza confine, dove le Nazioni sono piegate ai giovani miliardari informatici e ai loro folli progetti.
I vari concetti caritatevoli di Bankman-Fried erano strettamente legati all’«altruismo effettivo», un movimento filosofico che cerca di massimizzare il profitto al fine di massimizzare il vantaggio per gli altri nella società usando la ragione e l’evidenza. Si tratta di un movimento nato dal pensiero ultra-utilitarista del filosofo australiano Peter Singer, già noto per le sue posizioni animaliste e il suo pensiero sull’infanticidio. L’effective altruism ha trovato molto seguito in Silicon Valley, dove i giovani startupper si concedono anche questo orizzonte idealista, dove le ricchezze che genereranno saranno giustificate dalla filantropia che porranno in essere.
In pratica, l’ex enfant prodige delle crypto sosteneva, anche in video ampiamente diffusi su YouTube, di far passare l’idea che per lui fare più soldi possibile sarebbe servito a trasferire tale ricchezza ad altri, partiti politici compresi – come noto, Bankman-Fried era il più grande donatore del Partito Democratico USA dopo George Soros, ed è emerso che aveva fatto mettere una voce a bilancio riguardo la sconfitta di Donald Trump.
La realtà, tuttavia, non proprio «effettivamente altruistica», è che Bankman-Fried è stato accusato di essersi riempito le tasche con milioni di dollari in pagamenti personali, e i suoi sforzi di beneficenza suonano come uno scherzo.
Secondo l’ultima causa intentata contro l’amministratore delegato, la FTX Foundation «serviva a ben poco scopo se non quello di aumentare la statura pubblica degli imputati». La fondazione ha sovvenzionato una varietà di progetti di discutibile utilità, tra cui 300.000 dollari per qualcuno per scrivere un libro sui modi per capire «le funzioni di utilità degli esseri umani». Ha anche distribuito ben 400.000 dollari a qualcuno per animare i video di YouTube per spiegare il concetto di altruismo effettivo, compresi i video sul concetto ufologico di «grabby aliens», ossia la teoria per cui una civiltà extraterrestre arriva ad impedire lo sviluppo tecnologico di altre civiltà nella sua sfera di influenza.
Come riportato da Renovatio 21, è emerso che FTX potrebbe aver finanziato anche studi che ritenevano che i trattamenti COVID a base di ivermectina e idrossiclorochina non erano efficaci.
Bankman-Fried si è dichiarato non colpevole di frode e attende il processo entro la fine dell’anno. È fuori di galera: qualcuno ha pagato i 250 milioni di dollari di cauzione per farlo uscire subito, e non è chiaro chi sia e da dove provenga tanto danaro. Il ragazzo è figlio di professori che hanno un certo peso nel Partito Democratico, ma la cifra è insostenibile anche per loro, che hanno impegnato la casa, che va ad aggiungersi ai 250 mila dollari messi da due professori di Stanford: pare quindi che sia stata usata una gabola legale per raccogliere solo una parte della cauzione, che è probabilmente la più alta mai richiesta da un giudice americano, ed è pure stata pagata.
Tante cose assurde, inquietanti, viscide sono emerse: ad esempio il traffico di criptovalute verso il governo ucraino nel bel mezzo della guerra, oppure il fatto che il gruppo dirigente di FTX vivesse insieme in una casa alle Bahamas dove si accoppiavano allegramente fra loro in nome del loro credo utilitarista «poliamoroso».
Tuttavia non è della vicenda giudiziaria, con i suoi risvolti finanziari, politici e geopolitici che vogliamo parlare.
Ci sembra più interessante, e ovviamente meno battuto dai giornalisti, il versante antropologico: l’oligarcato dei miliardari oscuri tende a mostrare alcuni pattern riconoscibili.
Il primo è quello dell’isola privata. Gli oligarchi dei nostri anni non si accontentano di palazzi, castelli, torri: vogliono un pezzo di terra in mezzo al mare, e il motivo è piuttosto semplice da comprendere – vogliono essere totalmente liberi di procedere con le loro gozzoviglie, senza aver di mezzo l’autorità dello Stato, sguardi indiscreti, lacci e lacciuoli delle leggi umane.
Nella loro sfida al creato, i miliardari comprano ed arredano isole intere per farne luoghi dove essi sono come dèi. Il caso di Epstein è il più noto: oltre al palazzo a Manhattan (avuto dal magnate di Victoria Secret Lex Wexner a un prezzo non logico), un ranch in New Mexico (dove contava di piazzare le sue ragazzine inseminate da suoi amici accademici cervelloni), appartamenti a Parigi e tenute in Florida, Epstein si era costruito un suo paradiso alle Isole Vergini americane, San Giacomo piccolo, meglio conosciuta ora come «Epstein Island», o «Pedo-island».
Qui, tra ospiti che andavano dall’ex presidente USA Bill Clinton, all’ex premier israeliano Ehud Barak al fisico tetraplegico Stephen Hawking, tra orge con minorenni e sistemi di telecamere che riprendevano chissà quanta parte dello spazio, Epstein poteva indulgere nel suo progetto di essere, sicut dei.
Qui emerge il secondo pattern che troviamo anche sia nel caso Epstein che nel caso Bankman-Fried – che pare davvero, da questo punto di vista, un Epstein reloaded, un Epstein ricaricato. Stiamo parlando dell’eugenetica.
È incredibile come anche qui, con una figura teoricamente lontana da Epstein per età, cultura, personalità (ma non per simpatie partitiche…) salti fuori l’eugenetica come progetto attivo da proporre su un’isola.
Come riportato da Renovatio 21, Epstein – il cui interesse per l’eugenetica era forse condiviso con l’amico Bill Gates – era andato oltre, arrivando a proporre alle stesse autorità delle Isole Vergini americane un progetto di utilizzo di bambini locali, possibilmente nello spettro autistico, per lavorare ad una startup di raccolta di dati genetici. Erano gli anni 2000 e, sì, Epstein era estremamente avanti con il discorso…
I ricchissimi oligarchi, quindi, comprano isole per farci esperimenti eugenetici. Materialmente. Anche in questo frangente, bisogna ammettere, la realtà segue il copione scritto da un grande aedo del Nuovo Ordine Mondiale, H.G. Wells (1866-1946), che nel 1896 nel romanzo L’isola del dottor Moreau (conosciuto in Italia anche come L’isola delle Bestie o L’isola del terrore) aveva parlato di esperimenti di miglioramento della specie realizzati da uno scienziato in un’isola in mezzo al mare. (Il film tratto dal libro di fini anni Novanta non era memorabile, ma lo era decisamente l’interpretazione di Marlon Brando nel ruolo dello scienziato pazzo).
Infine, quanto all’idea di usare l’isola in funzione di una possibile riduzione totale della popolazione terrestre – per una catastrofe? Per un programma? – la memoria va ad un piccolo caso politico italiano di oramai dieci fa.
Il settimanale L’Espresso scrisse che nel clan di Beppe Grillo, fondatore di quello che sarebbe divenuto il primo partito del Paese, vi sarebbe stato un progetto di resort di lusso in Costa Rica chiamato «Ecofeudo».
«Ogni abitazione sarà dotata di un bunker antiatomico fornito di particolari filtri depuratori progettati per difendersi da contaminazioni chimiche, biologiche e batteriologiche» scriveva il sito che promuoveva l’opera «la proprietà, in posizione collinare, è circondata da pendii e si trova a 155 metri sopra il livello del mare. Questa particolare dislocazione è stata pensata per via del global warming che influenza e caratterizza un lento ma continuo aumento del livello del mare»
L’affaire, fatto uscire a ridosso delle elezioni, «Ecofeudo» si sgonfiò presto. Tuttavia a noi fu impossibile non pensare a quanto predicato un celebre video-manifesto prodotto dal cofondatore del M5S Gianroberto Casaleggio: Gaia, the Future of Politics. Lo ricordate? Era quella infografica che parlava di una guerra globale tra blocchi che avrebbe fatto nascere un mondo interamente gestito da una piattaforma informatica, alla quale se non hai accesso «non esisti».
Attorno al minuto 5:00 del video-manifesto, tra immagini di cattedrali cattoliche devastate, si parlava esattamente «uso dei armi batteriologiche» e «innalzamento dei mari di 12 metri» a causa di cambiamenti climatici accelerati.
Anche da altre parti salta fuori questa ossessione per le isole.
Come saprà il lettore, è uscito in queste settimane un film, Sound of Freedom, sul traffico pedofilo dei bambini. Il film, che dobbiamo ancora vagliare per contenuti e ramificazioni sociopolitiche, sta andando alla stragrande, battendo perfino il nuovo Indiana Jones al botteghino. Si racconta che YouTube stia cominciando a togliere la pletora di materiale corollario sulla pellicola caricata: interviste, backstage, pillole varie… In una, che abbiamo fatto in tempo a vedere, il protagonista Jim Caviezel (il Gesù della Passione di Mel Gibson), con voce più suadente e spiritata che mai, diceva solennemente: «non c’è una sola isola di Epstein»…
La mentalità da isola eugenetica forse prescinde dalla latitudine e dai miliardi?
Roberto Dal Bosco
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«Organi e sperma prelevati dai corpi» nel ranch di Epstein
Una rappresentante dello Stato del Nuovo Messico ha dichiarato che alcune persone si sono «fatte avanti raccontando di essere state drogate» e che i loro «organi sessuali e lo sperma sono stati prelevati dai loro corpi» nel ranch appartenuto al defunto molestatore sessuale Jeffrey Epstein.
«Ci sono persone che si sono presentate affermando di essere state drogate, di aver subito il prelievo di organi sessuali e sperma e di essersi risvegliate vicino a attrezzature mediche senza sapere dove si trovassero né cosa fosse accaduto loro», ha riferito al Daily Mail la deputata statale democratica Andrea Romero.
«È una vicenda estremamente oscura e inquietante, e so bene che parlarne può sembrare qualcosa di molto cospirazionista… Ma dobbiamo arrivare alla verità su ciò che è realmente successo qui, nel nostro territorio» ha proseguito.
Secondo un articolo del New York Times del 2019, prima della sua morte Epstein «sperava di diffondere il proprio DNA nel genere umano fecondando donne nel suo vasto ranch nel Nuovo Messico» e aveva «confidato questo piano a scienziati e ad altre persone».
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Lo scorso mese, i legislatori statali hanno approvato all’unanimità l’istituzione di una «commissione per la verità» incaricata di indagare sulle accuse di attività illegali compiute da Epstein nel suo Zorro Ranch in Nuovo Messico.
A differenza delle altre proprietà di Epstein, lo Zorro Ranch non è mai stato perquisito dalle forze dell’ordine dopo il suo arresto per traffico sessuale nel 2019.
«Il Dipartimento di Giustizia del Nuovo Messico sta conducendo un’indagine penale su questioni relative al Nuovo Messico che coinvolgono Jeffrey Epstein, incluse le attività legate allo Zorro Ranch», ha dichiarato il Dipartimento di Giustizia del New Mexico in una nota. «Stiamo cercando informazioni attendibili da parte di cittadini che possano avere conoscenze rilevanti sugli eventi accaduti nel Nuovo Messico».
Come riportato da Renovatio 21, il ranch dell’Epstein è sotto inchiesta penale dopo le affermazioni su «corpi sepolti» nella proprietà.
Come riportato da Renovatio 21, il ranch del Nuovo Messico sembrava essere legato anche ai progetti eugenetici di Epstein, che intendeva usare le sue «ninfette» come madri surrogate per gli amici geni dell’accademia. L’eugenetica è un argomento forse condiviso anche con il miliardario Bill Gates, ora perennemente danneggiato dall’uscita degli ultimi file.
Come riportato da Renovatio 21, dai file di Epstein emergono pure storie dell’orrore di aborti traumatici.
Pochi giorni fa il primo ministro polacco Donald Tusk ha annunciato che il suo governo avvierà verifiche per accertare se bambini polacchi siano stati vittime di abusi all’interno del cosiddetto «circolo satanico» legato a Epstein.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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La CEDU a gamba tesa sull’aborto in Polonia: liberi feticidi eugenetici per i cittadini UE
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«Pratiche eugenetiche discriminatorie»: allarme del bioeticista contro nuovo test sugli embrioni FIVET
Un team di accademici ha sviluppato uno strumento che permette alle coppie che si sottopongono a fecondazione in vitro (FIVET) di scegliere quali embrioni impiantare, suscitando critiche da bioeticisti che temono possa condurre a una «società distopica». Lo riporta LifeSite.
Herasight, co-fondata dall’ex docente della Duke University Jonathan Anomaly, afferma che il suo prodotto è in grado di prevedere il rischio che un embrione sviluppi patologie come glaucoma o Alzheimer, offrendo ai genitori più informazioni sugli embrioni generati tramite FIVET.
La FIVET produce generalmente tra 15 e 19 ovociti, di cui circa sei raggiungono lo stadio di blastocisti entro una settimana dalla fecondazione. Secondo Reproductive Medicine Associates, le cliniche spesso eliminano gli embrioni considerati portatori di anomalie. Anomaly ha sottolineato che Herasight non impone scelte ai genitori, ma fornisce dati genetici per supportare le loro decisioni.
«C’è una grande differenza tra uccidere persone nelle camere a gas e, sai, dare alle persone informazioni sui loro embrioni», ha dichiarato Anomaly al sito The College Fix, respingendo paragoni con l’eugenetica, pur avendo precedentemente pubblicato un saggio intitolato «Difendere l’eugenetica», in cui descriveva il termine come «scelta informata».
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Anomaly ha chiarito che Herasight si distingue da aziende come Orchid Health, che promuovono lo screening embrionale come pratica universale. «Il nostro approccio è: se stai già facendo la FIVET e probabilmente ti sottoponi a qualche test, possiamo offrirti più informazioni», ha detto.
Il dottor Aaron Kheriaty, direttore del Programma di Bioetica, Tecnologia e Sviluppo Umano presso l’Ethics and Public Policy Center, ha criticato la pratica in un commento a The College Fix. In un recente documento per la Heritage Foundation, Kheriaty ha avvertito che gli strumenti di screening embrionale sono spesso presentati come soluzioni per malattie genetiche, ma non curano gli embrioni affetti, che vengono invece distrutti se identificati come portatori di rischi.
Kheriaty ha messo in guardia contro l’estensione dello screening genetico alla selezione di tratti come intelligenza, capacità fisiche o aspetto, che potrebbe portare a «pratiche eugenetiche discriminatorie».
La Chiesa cattolica ha sempre condannato la FIVET e la fecondazione artificiale come gravemente immorali. Nel 1949, Papa Pio XII dichiarò nel suo discorso ai medici cattolici a Roma per il quarto congresso internazionale che «la fecondazione artificiale nel matrimonio, ma prodotta mercé l’elemento attivo di un terzo, è del pari immorale e, come tale, va condannata senza appello».
La Chiesa insegna inoltre che la distruzione degli embrioni equivale alla soppressione di una vita umana innocente.
Per il momento, Herasight sostiene che il suo strumento mira esclusivamente a fornire informazioni ai genitori già impegnati in un percorso di FIVET.
Come riportato da Renovatio 21, oltre alla soppressione massiva di embrioni su matrice eugenetica, la fecondazione in vitro produce il fenomeno, sempre più diffuso ma di cui nessuno ha il coraggio di parlare, delle chimere umane.
Con la compresenza di embrioni, tipica della IVF, uno degli embrioni può venire assorbito dall’altro, continuando tuttavia a svilupparsi, talvolta andando addirittura a sostituire gli organi dell’organismo ospite: vi sono quindi al mondo individui dotati di più DNA, e per questo chiamati nel gergo della biologia «chimere».
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Quindi, si hanno individui i cui organi sono in realtà dei «fratelli» chimerici – perfino gli organi sessuali, con casi allucinanti, ma già ben documentati, di persone cui tolgono i figli quando risultano non geneticamente loro, ma di fratelli e sorelle che non esistono, cioè esistono, ma dentro il loro stesso corpo.
A volte i «gemelli» continuano a crescere dentro l’organismo ospite producendo dentro le carni tessuti come capelli, occhi, etc.
Cosa poco nota, ma logica, le chimere umane sono in aumento a causa degli impianti multipli previsti dalla riproduzione artificiale: i medici inseriscono nella donna più embrioni sperando che qualcuno attecchisca. Si hanno così più parti gemellari e plurigemellari ma anche, fenomeno non sempre rilevato, casi di chimerismo.
La provetta non solo uccide milioni di embrioni ogni anno (decine e decine per ciclo, a seconda del Paese e del medico): buttati nell’azoto liquido in attesa di chissà cosa, scartati, gettati via perché «non funzionali», impiantati e morti in utero.
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