Internet
Elon Musk smentisce la notizia secondo cui Twitter si ritirerà dall’UE a causa delle leggi sulla censura
Elon Musk ha negato l’affermazione secondo cui sta valutando la possibilità di impedire a X (ex Twitter) di operare nell’Unione europea a causa della frustrazione per le richieste di censura.
Un articolo di Business Insider ha affermato che una fonte vicina a X ha affermato che Musk è «sempre più frustrato dal dover rispettare» la nuova legge sulla censura dell’UE chiamata Digital Service Act (DSA) e sta quindi valutando la possibilità di interrompere completamente le operazioni nell’UE.
La voce è stata ripresa da molti altri organi di informazione in tutto il mondo. Musk ha ora negato l’affermazione e ha definito il contenuto dell’articolo di Business Insider come «assolutamente falso».
RUMOUR: A Business Insider report claims that Elon is considering pulling ???? out of the EU, in order to no longer have to comply with the DSA.
Take the report with a grain of salt, since BI has a mixed track record in it's reporting especially around Elon's companies. pic.twitter.com/qAYFtnxT1m
— X News Daily (@xDaily) October 19, 2023
Sostieni Renovatio 21
Ad agosto, l’UE ha introdotto il DSA per costringere le piattaforme dei social media a censurare la «disinformazione» e il «discorso di incitamento all’odio» («hate speech»). Se un’azienda non rispetta la legge, rischia una multa immensa fino al 6% del suo fatturato globale annuo.
Nonostante la smentita del rapporto da parte di Musk, la libertà di parola online potrebbe essere tuttavia minacciata in Europa anche dalla burocrazia UE che sta attualmente indagando su X. Dopo l’inizio della guerra tra Israele e Hamas questo mese, l’UE ha avviato un’indagine sulla piattaforma di social media di Musk, citando la diffusione di «contenuti illegali e disinformazione» relativi al conflitto.
«Abbiamo, da fonti qualificate, segnalazioni di contenuti potenzialmente illegali che circolano sul vostro servizio nonostante le segnalazioni delle autorità competenti», ha scritto in una lettera il commissario UE per i mercati interni Thierry Breton, chiedendo a Musk di attuare «misure di mitigazione» per frenare il contenuto.
«I media pubblici e le organizzazioni della società civile riportano ampiamente casi di immagini e fatti falsi e manipolati che circolano sulla vostra piattaforma nell’UE, come vecchie immagini riproposte di conflitti armati non correlati o filmati militari che in realtà hanno avuto origine da videogiochi», si legge nella lettera.
Nella sua risposta su X, Musk ha spiegato a Breton che la politica della piattaforma è che «tutto sia open source e trasparente, un approccio che so che l’UE sostiene», chiedendo al commissario UE di «elencare le violazioni a cui alludi su X, in modo che il pubblico possa vederle».
In una risposta concisa, Breton ha detto a Musk che il miliardario è «ben consapevole delle segnalazioni dei suoi utenti – e delle autorità – su contenuti falsi e glorificazione della violenza», dicendo quindi a Musk che «sta a te dimostrare che mantieni la parola».
X ha tempo fino alla fine del mese per rispondere all’indagine dell’UE. Il commissario DSA dell’UE ha anche invitato TikTok e Facebook a intensificare la censura dei contenuti illegali legati al conflitto.
Il controllo finale su internet è ammesso platealmente come «diritto» avocato dal potere UE: il Breton, dopo aver demandato la sottomissione dei contenuti sul nuovo Twitter di Elon Musk non appena questi lo aveva rilevato, ha dichiarato che Bruxelles può vietare i social in caso di disordini civili.
Il cosiddetto hate speech è argomento anche di azioni dell’ONU, che pubblica inquietanti manuali online. Il fenomeno, tuttavia, pare tollerato se l’utente è ucraino, come nel caso della famosa blogger di Kiev che ha chiesto il genocidio di tutti i russi.
Come riportato da Renovatio 21, la scure della censura contro la libertà di parola si sta abbattendo perfino nelle chat dei videogiochi.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Wired Photostream via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.0 Generic
Internet
UE accusa l’AI di Musk di antisemitismo e pedopornografia
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Internet
Il Vietnam contro gli spot che non si possono saltare su YouTube
Il Vietnam ha approvato una nuova legge che proibisce gli annunci pubblicitari non saltabili su YouTube e sulle altre piattaforme digitali. Le modifiche normative, in vigore a partire dal 15 febbraio, intendono rafforzare la regolamentazione della pubblicità online nel Paese del Sud-est asiatico, tutelando gli utenti da eccessivo affaticamento visivo e da contenuti promozionali illegali.
Negli ultimi tempi, in diversi Paesi del mondo, gli utenti hanno espresso crescenti lamentele per la presenza su YouTube di pubblicità non saltabili di durata eccessiva: alcuni hanno riferito di essere stati obbligati a visualizzare spot lunghi anche un’ora o più.
Le nuove disposizioni della legge vietnamita sulla pubblicità stabiliscono che il tempo massimo di attesa prima di poter saltare un annuncio video non potrà superare i cinque secondi, mentre gli annunci statici dovranno essere chiudibili immediatamente.
La normativa impone inoltre alle piattaforme di offrire meccanismi chiari e intuitivi per chiudere gli spot con un solo clic, vietando al contempo l’uso di icone di chiusura ambigue, fuorvianti o studiate apposta per disorientare l’utente.
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Le piattaforme sono tenute anche a mettere a disposizione degli utenti strumenti semplici e immediatamente accessibili per segnalare annunci che violano la legge.
Inoltre, la legge introduce restrizioni più rigorose sulla pubblicità di undici categorie di prodotti e servizi che incidono direttamente sulla salute umana e sull’ambiente, tra cui cosmetici, alimenti, bevande alcoliche, farmaci e altri beni analoghi.
Interpellata dai media in merito alle proteste sempre più frequenti contro annunci lunghi e non saltabili, Google – proprietaria di YouTube – ha dichiarato che limita la durata degli spot a un massimo di 15 secondi sui dispositivi mobili e 60 secondi sulla televisione. L’azienda ha attribuito la comparsa di pubblicità eccezionalmente lunghe all’utilizzo da parte di alcuni utenti di software di blocco pubblicità di scarsa qualità, che alterano il normale funzionamento della riproduzione.
«Gli annunci rappresentano una risorsa fondamentale per i nostri creatori, permettendo loro di sostenere e sviluppare le proprie attività», ha affermato Google, invitando gli spettatori «ad autorizzare la visualizzazione degli annunci su YouTube oppure a sottoscrivere YouTube Premium per un’esperienza completamente priva di pubblicità».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Focal Photo via Flickr pubblicata su licenza
Internet
Condanne e detenzione per le affermazioni su Brigitta Macron
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Vaccini1 settimana faGemelli di 18 mesi morti dopo la vaccinazione
-



Nucleare1 settimana faSappiamo che l’Europa potrebbe essere presto oggetto di lanci nucleari?
-



Spirito2 settimane faDifendere il patriarcato contro i princìpi infernali della Rivoluzione: omelia di mons. Viganò sulla famiglia come «cosmo divino»
-



Spirito1 settimana faMons. Viganò: «l’Unione Europea va rasa al suolo»
-



Autismo6 giorni faEcco la Barbie autistica: il mondo verso la catastrofe sanitaria (e il Regno Sociale di Satana)
-



Vaccini2 settimane faCausa di Bayer sostiene che Pfizer e Moderna hanno utilizzato la tecnologia OGM di Monsanto per i vaccini COVID
-



Immigrazione1 settimana faEva Vlaardingerbroek bandita dalla Gran Bretagna
-



Vaccini2 settimane faI ricercatori trovano DNA residuo, non rilevato dai test standard, nei vaccini mRNA contro il COVID












