Connettiti con Renovato 21

Spirito

Credere di non credere: Medjugorje, «Nihil Obstat» del Vaticano, che non dice però se gli eventi sono «autentici»

Pubblicato

il

Il Vaticano ha emesso un giudizio di Nihil Obstat sulle presunte visioni di Medjugorje, pur evidenziando aspetti «problematici» del fenomeno e senza prendere una decisione se gli eventi abbiano necessariamente una «origine soprannaturale diretta».

 

In una nota pubblicata questa mattina dal cardinale Victor Manuel «Tucho» Fernandez, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pronunciato una decisione rivoluzionaria del Vaticano sulle tanto contestate presunte visioni di Medjugorje, che si verificano da oltre 40 anni.

 

La decisione del Nihil Obstat sulle presunte visioni è la più alta forma di approvazione che la Santa Sede darà a qualsiasi presunto evento soprannaturale, grazie alle particolari nuove norme emanate da Fernández questa primavera che non includono più una pronuncia sulla soprannaturalità o meno di un evento.

Iscriviti al canale Telegram

Il Fernandez ha precisato che la sua Nota – approvata da Papa Francesco il 28 agosto – «non implica un giudizio sulla vita morale dei presunti veggenti», né implica una decisione che le presunte visioni «abbiano un’origine soprannaturale diretta».

 

Fernández ha sottolineato questa distinzione nella sua sentenza che «la valutazione degli abbondanti e diffusi frutti tanto belli e positivi non implica dichiarare come autentici i presunti eventi soprannaturali, ma soltanto evidenziare che “in mezzo” a questo fenomeno spirituale di Medjugorje lo Spirito Santo agisce fruttuosamente per il bene dei fedeli».

 

Di conseguenza, il Vaticano ha stabilito che «quando si fa riferimento ai “messaggi” della Madonna, si dovrebbe sempre tenere presente che si tratta di “presunti messaggi”».

 

Mentre il cardinale ha fatto riferimento a frutti positivi nella sua analisi di alcuni dei presunti messaggi, ha anche sottolineato gli aspetti «problematici» in essi.

 

«Sebbene nell’insieme dei messaggi legati a questa esperienza spirituale troviamo tanti elementi positivi che aiutano a cogliere la chiamata del Vangelo, certi messaggi – secondo l’opinione di alcuni – presenterebbero delle contraddizioni o sarebbero legati a desideri o interessi dei presunti veggenti o di altre persone. Non si può escludere che ciò possa essere successo nel caso di alcuni pochi messaggie questo fatto ci ricorda quanto dicono le Norme di questo Dicastero: che tali fenomeni “a volte appaiono connessi ad esperienze umane confuse, ad espressioni imprecise dal punto di vista teologico o ad interessi non del tutto legittimi” (Norme, n. 14)».

 

«Mostrano pure una certa problematicità quei messaggi che attribuiscono alla Madonna le espressioni “il mio piano”, “il mio progetto”: “Ognuno di voi è importante nel mio piano di salvezza” (25.05.1993). “Figlioli, non dimenticate che siete importanti nel mio piano di salvezza dell’umanità” (25.06.2022). “Vi invito a pregare […] per i miei piani” (01.10.2004). “Anche stasera vi invito a pregare per i miei piani […] i miei progetti” (02.09.2005)» scrive il Dicastero.

 

«Probabilmente questa assai ripetuta esortazione proviene dall’amore e dal generoso fervore dei presunti veggenti che con buona volontà temevano che le chiamate della Madre alla conversione e alla pace fossero ignorate. Quest’insistenza diventa ancora più problematica quando i messaggi si riferiscono a richieste di improbabile origine soprannaturale, come quando la Madonna impartisce degli ordini circa date, posti, aspetti pratici, e prende decisioni su questioni ordinarie».

 

«Sebbene messaggi di questo tipo siano poco frequenti a Medjugorje, possiamo trovarne alcuni che si spiegano esclusivamente con i desideri personali dei presunti veggenti», ha commentato Fernandez.

 

In definitiva, il giudizio di Nihil Obstat – come afferma Fernández – riguarda esclusivamente l’azione percepita dello Spirito Santo nel mezzo del «fenomeno spirituale» di Medjugorje.

 

«In conclusione, si può riportare un quadro riassuntivo di frutti positivi legati a questa esperienza spirituale che, nel frattempo, si sono separati dall’esperienza dei presunti veggenti, i quali non sono più da percepire come mediatori centrali del “fenomeno Medjugorje”, in mezzo al quale lo Spirito Santo opera tante cose belle e positive».

 

In molti ritengono le nuove norme per giudicare tali eventi sono altamente confuse, dato che il Vaticano non si pronuncia più se un evento sia affermativamente soprannaturale. Poiché la forma più alta di approvazione è la dichiarazione di Nihil Obstat, i fedeli potrebbero erroneamente pensare che il Vaticano abbia pienamente approvato una presunta apparizione e probabilmente procedere come se l’evento fosse divino. Tuttavia, il Vaticano ha esplicitamente rifiutato di valutare se l’evento sia di origine soprannaturale, affermando semplicemente che l’azione dello Spirito Santo è «per il bene dei fedeli».

 

La decisione odierna autorizza ora «atti pubblici di devozione» relativi a Medjugorje, anche se resta da vedere come tali atti pubblici di devozione avranno luogo senza dare per scontata l’autenticità delle presunte visioni, cosa che il Vaticano non afferma.

Aiuta Renovatio 21

Da questa situazione irrazionale e grottesca è forse possibile trarre una conclusione sola: la gerarchia non crede a niente, nemmeno a ciò a cui non crede – non crede di non credere, o meglio non gli importa nulla del credere, perché la Chiesa, per le forze occupanti, è solo un sistema di gestione materiale di danari ed immigrati, e il soprannaturale va bene forse solo come storiella da raccontare ai babbei che vanno in pullman fino in Erzegovina – senza esagerare, però.

 

La fede per la Roma post-conciliare è instrumentum regni di una ONG pietosa.

 

Crede al soprannaturale, del resto, diventa irrilevante dopo le parole indifferentiste di Bergoglio a Singapore sull’eguaglianza di tutte le religioni come cammino verso Dio.

 

In questo la Gospa (così chiamano in croato Nostra Signora i fedeli del fenomeno) di Medjugorje gli aveva già dato ragione nella supposta apparizione del 1° ottobre 1981, «Tutte le religioni sono simili davanti a Dio. Dio le governa come un sovrano sul suo regno. Nel mondo, non tutte le religioni sono uguali perché le persone non hanno rispettato i comandamenti di Dio. Le rifiutano e le denigrano».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di krysi@ via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported

Continua a leggere

Spirito

«Sinodalità e vigile attesa»: mons. Viganò sul mito del Concilio Vaticano II «sicuro ed efficace»

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 pubblica questo testo di Carlo Maria Viganò. Le opinioni degli scritti pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

SINODALITÀ E VIGILE ATTESA

Il Concilio Vaticano II «sicuro ed efficace»

  Risulta difficile credere che la cancellazione della quæstio liturgica dalle discussioni del primo Concistoro straordinario indetto da Leone e le due paginette dattiloscritte del Card. Roche non abbiano alcuna correlazione. Anzi viene da chiedersi se non sia stato proprio Leone a far trapelare per il tramite di Roche la linea che egli intende seguire.   Da questo possiamo supporre che limitare il giudizio al Prefetto del Culto Divino sia riduttivo, oltre che sviante; e che Prevost consideri il Concistoro come una sorta di estensione del Sinodo dei Vescovi, cui imporre per via sinodale decisioni già assunte in altre sedi, facendole apparire come frutto di un dialogo aperto e franco. La linea dettata è dunque chiarissima: indietro non si torna, anche se ciò significa proseguire verso l’abisso.   Quasi nessuno dei membri dell’Episcopato è sfiorato dall’idea che il disastro cui assistiamo da sessant’anni possa essere stato voluto e organizzato da ecclesiastici infedeli, che sono stati fatti ascendere ai massimi gradi della Gerarchia cattolica proprio in quanto corrotti e ricattabili e quindi utilizzabili per introdurre in seno alla Chiesa la rivoluzione del Vaticano II.    Ciò trova un parallelo in quanto abbiamo visto accadere per la classe medica durante la psicopandemia, quando bravi professionisti sono stati eclissati da personaggi inqualificabili, totalmente asserviti alle case farmaceutiche e agli interessi di chi ha dato loro in cambio visibilità, denaro e potere. E tanto i buoni chierici quanto i medici coscienziosi si sono ritrovati ostracizzati, screditati e radiati per aver voluto continuare a fare ciò che in precedenza, sotto un’autorità vigile e non venduta, era stato loro insegnato. 

Sostieni Renovatio 21

Secondo i cantori della rivoluzione conciliare, il crollo delle vocazioni sacerdotali e religiose, l’abbandono della frequenza della Messa e dei Sacramenti da parte dei fedeli, la totale ignoranza della Dottrina cristiana e la progressiva perdita di rilevanza sociale dei Cattolici non sarebbero l’effetto logico e necessario della congerie di errori dottrinali, morali, liturgici e disciplinari introdotta dalle riforme conciliari, ma una sfortunata, fortuita coincidenza, come la morte dei vaccinati dopo l’inoculazione di un siero sperimentale di cui non si volevano rendere noti gli effetti avversi. Se ancora non si sono visti risultati positivi del Concilio – la famosa «primavera conciliare» – ed anzi il disastro ecclesiale è innegabile, è perché il Vaticano II non è stato applicato come avrebbe dovuto: questo è ciò che diceva Bergoglio e che oggi ripete Prevost.   Così, dinanzi all’aggravarsi della situazione già drammatica del paziente, il medico somministra il presunto farmaco a dosaggi ancora più massicci, e si adopera perché siano del tutto irreperibili le medicine della sana Dottrina, di una Liturgia coerente con essa e di una solida predicazione, nonostante si fossero dimostrate ampiamente efficaci, esattamente come avvenuto per l’ivermectina all’epoca del Covid.    Roche, Grech e Tucho Fernández (tra gli altri) sono i piazzisti di un prodotto avvelenato che per imporsi deve necessariamente cancellare ogni possibile confronto, di cui la sola presenza di un’alternativa renderebbe palese la frode. L’atteggiamento di Roche di feroce avversione alla Messa Cattolica – e all’impianto magisteriale che essa sottende – serve a dissimulare l’intenzione criminosa, ossia il dolo, nell’aver scelto deliberatamente di privare la Chiesa Cattolica di tutte quelle protezioni che le avrebbero permesso di fronteggiare le minacce e le sfide di un mondo sempre più ostile.    Roche sa benissimo – come prima di lui molti altri Prelati non a caso posti a capo di importanti dicasteri – che il Vaticano II e la riforma liturgica sono opposti e inconciliabili con ciò che la Chiesa Cattolica ha insegnato e praticato per duemila anni, e che i cambiamenti introdotti avrebbero causato gravissimi danni al corpo ecclesiale: esattamente come le organizzazioni sanitarie che hanno promosso la «vaccinazione» erano consapevoli di somministrare un farmaco altamente dannoso che avrebbe causato sterilità, tumori, malattie autoimmuni e morte.   Lo scopo dei globalisti è infatti la depopolazione del pianeta, non il bene comune; lo scopo dei modernisti è perdere le anime, non condurle alla beatitudine eterna. Il nemico da abbattere, nella mente luciferina di costoro, è Cristo Re e Pontefice, Signore delle nazioni e della Chiesa. Il ruolo di queste quinte colonne consiste nel fornire una ragione apparente e plausibile che distragga dal riconoscere gli intenti eversivi che essi intendono portare a termine.   Così, per far ingoiare a sacerdoti e fedeli ciò che fino a ieri era inconcepibile, li si è rassicurati che la riforma liturgica post-conciliare avrebbe dovuto consentire una loro maggiore partecipazione all’azione sacra, una rinnovata conoscenza delle Sacre Scritture, un nuovo zelo missionario per affrontare le sfide del mondo moderno. Se si fosse detto loro che il Vaticano II doveva servire come strumento di distruzione della Chiesa Cattolica, nessuno lo avrebbe mai accettato, così come nessuno si sarebbe lasciato inoculare con un siero genico gravemente debilitante.   La prima dose sicura ed efficace di modernismo, inoculata col Vaticano II, necessita di un secondo richiamo liturgico, di un booster ecumenico, di una quarta iniezione di sinodalità, ogni volta spacciando il siero conciliare come miracoloso. Per questo considerano la Messa di San Pio V alla stregua dell’ivermectina, e ne proibiscono la celebrazione. Essa mostra quale sia la vera cura e allo stesso tempo indica anche quali sono le cause del male di cui soffre il corpo ecclesiale.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Se i fautori del Concilio fossero in buona fede, nulla impedirebbe loro di riconoscere l’errore e porvi rimedio, tornando a ciò che si è dimostrato efficace e valido per millenni. Ma è proprio la loro malafede a spingerli a negare l’evidenza e ad ostinarsi a spacciare il Vaticano II come un «evento profetico» dinanzi al quale nessun ripensamento, nessuna resipiscenza sono possibili.   Se i fedeli capissero l’inganno di cui sono stati vittime, comprenderebbero anche la disonestà con cui hanno agito e continuano ad agire Cardinali e Vescovi, e ne prenderebbero le distanze. Ecco perché non deve essere permessa alcuna deroga alla sua applicazione, a maggior ragione se queste deroghe dimostrano quanto migliore fosse la «vecchia liturgia» della Jvecchia chiesa».   Lo scritto di Roche distribuito ai Cardinali ci conferma questa malafede, perché continua a ripetere ossessivamente gli argomenti pretestuosi e falsi inizialmente addotti per giustificare la rivoluzione conciliare, quando sappiamo tutti che le menti eversive che la hanno orchestrata erano ben consapevoli di ciò che volevano ottenere. E dopo aver fatto tabula rasa di tutto l’insegnamento cattolico e della sua liturgia, non possono tornare indietro senza che appaia in tutta la sua evidenza il loro tradimento.   

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

I tentativi patetici di dare parvenza di legittimità ad un’azione eversiva portata avanti da ecclesiastici eretici e corrotti non servono né la causa della Santa Chiesa, né la gloria di Dio, né la salvezza delle anime. Essi sono l’ultimo, arrogante gesto di chi sa di non avere altra opzione per mantenere il potere, se non l’imporre la propria volontà con l’autoritarismo dei tiranni. Ed è sconfortante vedere come le poche voci critiche all’interno del corpo ecclesiale – moderatissime, peraltro – non vogliano in alcun modo mettere in discussione il Concilio e il Novus Ordo, ma semplicemente affiancare ad essi il Magistero Cattolico e la Messa tridentina, senza comprendere che questa convivenza tra opposti è impossibile.    Questo Concistoro sancisce la continuità tra Bergoglio e Prevost su tutti i punti controversi dell’agenda sinodale e sulla irrevocabilità del Concilio. Sul fronte modernista, vi è la malafede di chi si dichiara inclusivo con tutti fuorché con i Cattolici; sul fronte conservatore – che potremmo chiamare ratzingeriano – vi è l’erronea persuasione che la liturgia tridentina e il rito montiniano siano due legittimi modi di esprimere una medesima Fede, che il Vaticano II non ha mutato. Roche sa bene che Vetus Ordo e Novus Ordo sono incompatibili non tanto per gli aspetti cerimoniali, ma perché il primo ha come sostrato dottrinale la Fede Cattolica e il secondo gli errori dogmatici ed ecclesiologici che il Concilio ha fatto propri. Eppure tra i conservatori vi è chi fa il gioco dei modernisti, insistendo con la versione dell’errata interpretazione del Vaticano II e con la continuità tra Chiesa Cattolica e chiesa sinodale.   E qui arriviamo al cuore della questione. Il Cattolico sa che la Santa Chiesa è indefettibile, in ragione delle promesse di Cristo; e che questa indefettibilità si esprime anche nella Successione Apostolica, la quale assicura la trasmissione del Depositum Fidei e la missione santificatrice delle anime sino alla fine del mondo, grazie all’azione speciale dello Spirito Santo. Ma questo non significa che la sua Gerarchia non possa venire infiltrata e occupata da emissari del nemico, che pretendono di essere riconosciuti come autorità legittime, mentre legiferano e governano contro la Chiesa stessa. Dai loro frutti li riconoscerete (Mt 7, 20).   Prendere atto del golpe conciliare e sinodale dovrebbe dunque essere il primo passo per potervi porre rimedio. Ma questo significherebbe anche riconoscere che l’autorità della Gerarchia è usurpata da falsi pastori, ai quali non è dovuta alcuna obbedienza. È questo che i conservatori non vogliono accettare, perché non riconoscono come golpe quel Concilio, del quale al massimo deplorano le erronee interpretazioni.   A titolo di esempio, basti citare la proposta che il Vescovo Schneider ha umiliato al Sacro Piede: una Costituzione Apostolica che regolarizzi la convivenza pacifica tra Vetus e Novus Ordo. Questa fittizia pax liturgica sancirebbe la de-dogmatizzazione della liturgia (e la de-liturgizzazione della dottrina), mediante la separazione artificiale e innaturale tra lex credendi e lex orandi. Il canone della Fede e il canone della preghiera non sarebbero più dunque uno espressione dell’altro: sarebbe possibile aderire agli errori del Vaticano II e celebrare la Messa tridentina, il che è evidentemente un paradosso inaccettabile.   Lascia sconcertati anche l’atteggiamento del card. Burke che parla del Concistoro come di «un grande beneficio» deplorandone semplicemente le criticità organizzative, mentre tace sul processo di sinodalizzazione della Chiesa in corso. Il portabandiera del conservatorismo non ha dato prova della combattività inizialmente mostrata all’epoca dei Dubia. Non volendo affrontare i veri problemi che affliggono la Chiesa ed essendo convinto che non via sia contraddizione tra la Fede Cattolica e il credo conciliare e sinodale, Sua Eminenza auspica una pax liturgica che scontenta tutti e che i suoi interlocutori in Vaticano si guarderanno bene dallo stipulare.   Leone non ha compiuto alcun gesto né pronunciato alcuna parola che ratifichi le pie illusioni dei conservatori. Egli ha al contrario ribadito verbo et opere la propria assoluta continuità con il predecessore Bergoglio nella costruzione di una chiesa sinodale, altra rispetto a quella che ha fondato Nostro Signore. L’asservimento della chiesa conciliare e sinodale ai principi rivoluzionari e all’agenda globalista è totale e ostentato. Esso costituisce la prova regina di una subalternità della Gerarchia all’élite eversiva che tiene in ostaggio l’Occidente e ad un potere che è ontologicamente antiumano e anticristico: deep church e deep state continuano a perseguire gli stessi scopi e si assicurano l’obbedienza di fedeli e cittadini, anche ricorrendo all’uso della forza.   Nulla lascia anche lontanamente presumere che questa corsa verso il baratro possa arrestarsi. Anzi: quanto più sono evidenti i risultati disastrosi ottenuti, tanto più governanti ed ecclesiastici insistono nel riproporre come presunto rimedio ciò che ne è invece la causa. Dinanzi a tanta ostinazione occorre prendere atto di una crisi endemica dell’autorità terrena – civile e religiosa – cui solo Nostro Signore porrà fine, quando Si riapproprierà della potestà regale e sacerdotale oggi usurpata.   + Carlo Maria Viganò Arcivescovo   18 Gennaio 2026 Dominica II post Epiphaniam Commeratio Cathedræ S. Petri Romæ   Renovatio 21 offre questo testo di monsignor Viganò per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
 
Continua a leggere

Spirito

«Fate regnare Cristo nei vostri cuori»: messaggio di mons. Viganò ai giovani cattolici americani

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 pubblicata questo il testo dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò ai giovani Cattolici americani riuniti a Tampa, Florida, Stati Uniti d’America

 

 

Cristo è Re

Messaggio ai giovani Cattolici americani riuniti a Tampa (Florida)

 

 

Cari Amici,

è per me una gioia potermi rivolgere a voi, riuniti a Tampa assieme a personalità del mondo cattolico tradizionale.

 

Molti di voi hanno ben chiara la situazione di gravissima crisi istituzionale che stiamo vivendo tanto nella sfera civile quanto in quella ecclesiastica. È infatti dai vertici delle massime autorità dello Stato e della Chiesa che parte l’attacco contro i cittadini e i fedeli, in un capovolgimento delle finalità che sono loro proprie. Altri tra voi vivono questi momenti con sgomento, ancora increduli che chi è costituito in autorità possa consapevolmente agire per distruggere le istituzioni che essi presiedono.

 

Vi è, specialmente tra i cosiddetti «moderati», chi ancora pensa che l’azione dei politici e dei vescovi sia frutto di inesperienza, di ingenuità, di fraintendimenti. Eppure, a distanza di pochi anni dall’inizio della farsa psicopandemica che ha segnato una fase determinante di questo attacco, emerge l’evidenza di un unico copione sotto un’unica regia, scritto da chi non fa mistero della propria volontà di depopolare il Pianeta e schiavizzare la parte restante di umanità.

 

Questo copione non distingue tra mondo laico e mondo ecclesiastico: esso coinvolge due sfere della vita di ciascuno di noi che proprio il pensiero liberale e anticattolico ha artificialmente separato. Nell’ordine sociale cristiano, infatti, Chiesa e Stato sono comunque sottoposti alla suprema autorità di Dio, autore della natura e della Grazia, il Quale ha stabilito che la Chiesa si occupi della santificazione dei propri membri in ordine alla salvezza eterna e che lo Stato assicuri ai propri cittadini una vita ordinata, prospera e sicura.

 

È infatti Cristo stesso, mediante i propri vicari in terra, ad esercitare la propria Regalità nella società civile e il proprio Sommo Sacerdozio nella società ecclesiastica.

Aiuta Renovatio 21

La Rivoluzione ha capovolto queste finalità: ci troviamo una Gerarchia cattolica che propaga errori dottrinali e morali mettendo a rischio la vita eterna dei fedeli; e governanti che demoliscono il tessuto sociale delle Nazioni e si accaniscono sui propri cittadini, favorendo l’immigrazione, la criminalità, la perversione dei costumi con l’omosessualismo e l’ideologia LGBTQ+, l’impoverimento delle famiglie e delle imprese, il controllo delle masse.

 

Questo tradimento è potuto avvenire solo per una ragione, che purtroppo la mentalità contemporanea non riesce a comprendere, essendo stata indottrinata da secoli di ideologie antiumane e anticristiane. La ragione è l’abbandono di Dio in nome di una fratellanza che nega e rifiuta la Sua divina Paternità; l’abbandono di Nostro Signore Gesù Cristo, che è Re e Pontefice, al Quale le società terrene – Stato e Chiesa – hanno strappato la corona e lo scettro, nell’illusione che vi possa essere pace, concordia e prosperità dove regna Satana.

 

Se volete agire come Cattolici e come Americani degni di questo nome, dovete aver ben chiara la responsabilità che avete dinanzi a Dio: combattere la vostra battaglia quotidiana per conquistare il Cielo. Una battaglia in cui il Signore vi assicura le armi spirituali che vi sono necessarie per vincere: la vita in stato di Grazia, la preghiera, la frequenza dei Sacramenti, il Santo Sacrificio della Messa, le buone opere.

 

Fate regnare Cristo nei vostri cuori. Siate Suoi fedeli guerrieri, pronti al sacrificio per servirLo e trionfare con Lui. Non lasciatevi inquinare la mente dagli errori del mondo, né la volontà dai compromessi morali con il male.

 

Se apparterrete totalmente a Dio, sarà grazie a voi che Egli si degnerà di far rinascere le vostre comunità e la vostra Patria. Viriliter agite, dice il Salmo: comportatevi da uomini. Siano la vostra rettitudine e il vostro onore a rendervi degni testimoni del Battesimo che avete ricevuto.

 

Vi benedico tutti: In Nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

 

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

17 Gennaio MMXXVI
S.cti Antonii Abbatis

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine:Hans Memling (circa 1433–1494), Polittico delle vanità terrene e della redenzione celeste (circa 1485), Musée des Beaux-Arts, Strasbourgo

Immagine di Rama via Wikimedia pubblicata su licenza CC-BY-SA-2.0-FR

Continua a leggere

Spirito

Papa Leone XIV inaugura l’Anno Giubilare per l’800° anniversario della morte di San Francesco

Pubblicato

il

Da

Sabato 10 gennaio 2026, papa Leone XIV ha inaugurato ufficialmente un Anno Giubilare speciale per celebrare l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Questa commemorazione, che si estenderà fino al 10 gennaio 2027, è proposta dalla Santa Sede come tempo di grazia e rinnovamento spirituale per la Chiesa universale.   Con decreto della Penitenzieria Apostolica, il Santo Padre ha concesso l’indulgenza plenaria ai fedeli che soddisfano le consuete condizioni, allo scopo di presentare la figura del «Poverello» come modello di santità e rifugio di pace in un contesto internazionale segnato da violenza e incertezza.  

Concessione dell’Indulgenza Plenaria e Condizioni del Giubileo

L’apertura di questo periodo giubilare consente ai fedeli di ottenere la remissione della pena temporale dovuta ai peccati secondo le disposizioni canoniche: i fedeli devono recarsi in pellegrinaggio a qualsiasi chiesa conventuale francescana o a un luogo di culto dedicato al santo di Assisi; e devono partecipare ai riti giubilari prescritti o dedicarsi alla preghiera e alla meditazione.   Le condizioni richieste per ottenere questa grazia sono quelle consuete: la confessione sacramentale, la Santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice. Coloro che, per motivi di salute, età avanzata o altre gravi cause, non possono uscire di casa, possono unirsi spiritualmente alle celebrazioni offrendo a Dio le proprie sofferenze e preghiere per partecipare ai frutti spirituali del Giubileo.

Iscriviti al canale Telegram

Lettera del Papa in occasione di questo Giubileo

Nell’ambito di queste celebrazioni, papa Leone XIV ha indirizzato una lettera ai Ministri Generali della Conferenza della Famiglia Francescana. In questo documento, datato 7 gennaio 2026, il Santo Padre sottolinea che la pace non è semplicemente il frutto di sforzi umani o accordi tecnici, ma un dono divino che deve essere accolto con umiltà.   La lettera evidenzia il tradizionale saluto francescano, «La pace sia con voi», come cuore di una grazia divina che assume oggi particolare importanza.   La lettera sottolinea l’eredità di San Francesco d’Assisi e ci ricorda che la pace comprende tre dimensioni inscindibili: la pace con Dio, la pace tra le persone e la pace con il creato. Questa visione è fondamentale in un’epoca segnata da quelle che il papa definisce «guerre apparentemente infinite» e da divisioni sociali che generano sfiducia.   A questo proposito, la Santa Sede ha annunciato che, dal 22 febbraio al 22 marzo 2026, il corpo di San Francesco sarà eccezionalmente traslato dalla sua cripta per facilitarne la venerazione dei fedeli durante questo centenario.  

Apertura solenne delle commemorazioni ad Assisi

L’apertura ufficiale delle celebrazioni ha avuto luogo nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, alla Porziuncola, luogo in cui il santo morì nell’autunno del 1226. La cerimonia è stata presieduta da Fra’ Francesco Piloni, Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, accompagnato dai sei Ministri Generali dei diversi rami dell’Ordine:   Massimo Fusarelli (Frati Minori), Fra’ Carlos Alberto Trovarelli (Frati Minori Conventuali), Fra’ Roberto Genuin (Frati Minori Cappuccini), Tibor Kauser (Ordine Francescano Secolare), Fra’ Amando Trujillo Cano (Terzo Ordine Regolare) e Suor Daisy Kalamparamban (Conferenza Francescana Internazionale).   Al termine delle cerimonie inaugurali, il papa ha recitato una preghiera dedicata a San Francesco d’Assisi, invocandolo come intercessore affinché i cristiani diventino «artigiani di pace» e «testimoni disarmati».   La preghiera invoca il coraggio di costruire ponti laddove il mondo erige confini e ci ricorda che la vera riconciliazione è quella che abbatte tutti i muri. Attraverso questa iniziativa, la Chiesa auspica che l’ottavo centenario della morte del santo non sia solo un evento storico, ma un catalizzatore di concordia e rispetto della dignità umana nella società contemporanea.   È auspicabile che la vita del santo di Assisi, profondamente trasformata dal Cristo crocifisso e manifestata nelle stimmate, non venga dimenticata, né che venga dimenticato lo zelo apostolico e missionario della Regola francescana, in netto contrasto con il «dialogo» proposto oggi dai suoi seguaci.   Articolo previamente apparso su FSSPX.News

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine: Cimabue (1240–1302), Frammento, Vergine in Maestà, con Bambino, quattro angeli e san Francesco (XIII secolo), Basilica inferiore di San Francesco, Assisi. Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Continua a leggere

Più popolari