Politica
Conor McGregor si candida ufficialmente a presidente dell’Irlanda
L’ex campione di arti marziali miste UFC Conor McGregor ha annunciato nuovamente che si candiderà alla presidenza dell’Irlanda alle elezioni di quest’anno e ha promesso di opporsi al Patto dell’UE sull’immigrazione, adottato dal Parlamento europeo lo scorso anno, se vincerà.
«Le prossime elezioni presidenziali dovranno tenersi entro l’11 novembre 2025. Chi altro si opporrà al governo e a questa legge? Io!» ha scritto McGregor su X giovedì.
«Come Presidente, sottoporrei questa proposta di legge a referendum», ha scritto, aggiungendo che «non è una scelta mia o del governo. È la scelta del popolo irlandese!»
Come riportato da Renovatio 21, la mossa è stata ampiamente annunciata negli scorsi mesi.
Il post con la conferma ufficiale della candidatura arriva solo pochi giorni dopo l’incontro di McGregor con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca. Parlando alla stampa in seguito, McGregor ha accusato il governo irlandese di privare politicamente del diritto di voto il popolo irlandese.
HAPPY SAINT PATRICK’S DAY FROM CONOR MCGREGOR AT THE WHITE HOUSE! 🍀🇺🇸 @TheNotoriousMMA pic.twitter.com/YQPQDttUXB
— The White House (@WhiteHouse) March 17, 2025
Conor McGregor meets with President Trump in the Oval Office! 🇮🇪🍀🇺🇸 pic.twitter.com/xJB8ZauXAZ
— The White House (@WhiteHouse) March 17, 2025
Successivamente, il primo ministro irlandese – detto in lingua gaelica Taoisaech – Micheal Martin ha criticato McGregor su X.
Nel 2023, McGregor si è affermato come portavoce dell’ala destra sottorappresentata in Irlanda, criticando pubblicamente il sistema di immigrazione irlandese dopo che un uomo di origine algerina aveva accoltellato tre bambini e un’assistente sociale fuori da una scuola a Dublino.
Successivamente il governo irlandese aveva accusato il McGregor di «hate speech» e di aver fomentato le rivolte scoppiate in seguito all’attacco.
Nonostante un seguito di culto, il combattente rimane una figura divisiva e controversa.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso, un processo civile in una corte irlandese ha dichiarato McGregor colpevole di aver violentato una donna nel 2018. L’ex star dell’UFC ha fatto appello al verdetto, chiedendo di presentare prove e sostenendo di aver avuto solo sesso consensuale.
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I senatori americani temono che Trump possa inviare truppe di terra in Iran
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Pensiero
Chi era Ali Khamenei? Il sito di Meyssan offre una biografia critica
Renovatio 21 pubblica questo articolo di Réseau Voltaire, il sito del noto analista geopolitico francese Thierry Meyssan, che offre una breve biografia dai toni critici dell’aiatollà Khamenei. Si tratta forse dell’unico intervento dai toni talvolta aspri apparso in questi giorni riguardo la vita della guida della Rivoluzione Iraniana assassinato dall’operazione congiunta di USA ed Israele. Ricordiamo che le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Ali Khamenei era un erudito mussulmano. Difese ciò che aveva compreso della rivoluzione islamista di Ruhollah Khomeini e si ritagliò un potere su misura.
Iniziò la sua carriera all’ombra di Hachemi Rafsandjani, – presidente del parlamento dal 1980 al 1989, che trasse beneficio personale dell’Irangate, e presidente della Repubblica dal 1989 al 1997. Fu con il suo aiuto che Khamenei venne nominato Guida della Rivoluzione. In quell’occasione elaborò il concetto di Velayet-e-faqih, la tutela del saggio, con cui privò il già alleato Rafsandjani di ogni potere. Contrariamente a un’idea diffusa, non si tratta di un antico articolo di fede sciita, ma di un’idea moderna, che formula in termini religiosi sciiti un concetto di Platone.
Khamenei assegnò alla sua funzione di Guida della Rivoluzione – che non ha alcun rapporto con quella del predecessore Khomeini – un budget indipendente da quello dello Stato. Poté così beneficiare dell’aumento del prezzo del gas e del petrolio rispetto a quello usato come parametro per il bilancio dello Stato. Ebbe a disposizione finanziamenti esorbitanti di cui l’opinione pubblica non era consapevole.
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Diede impulso al Paese affinché si sviluppasse senza occidentalizzarsi, nella tradizione dello scrittore Jalal Al-e-Ahmad.
Trasformò la sua guardia personale, i Guardiani della Rivoluzione, noti come Pasdaran, in un super-esercito esterno e relativizzò il ruolo dell’esercito di leva.
Sabotò i tentativi di riforme liberali del residente Mohammad Khatami (1997-2005) e favorì l’elezione di un Guardiano della Rivoluzione, l’ingegnere nazionalista Mahmud Ahmadinejad, alla presidenza della Repubblica (2005-2013), di cui presto ostacolò il programma di laicizzazione della società.
Per contrastare ogni divisione interna del Paese, ogni volta che sorgeva un conflitto Khamenei favorì l’istituzione di commissioni di arbitrato. Alla fine, queste commissioni divennero talmente numerose da paralizzare ogni decisione politica: solo le attività dei Guardiani della Rivoluzione continuarono a funzionare.
Sebbene vivesse in modo molto sobrio, si circondò di un governo occulto, formato da «consiglieri» che disponevano, a loro volta, di poteri ben superiori a quelli dei ministri. Alcuni di loro mandarono le famiglie all’estero, dove poterono spendere a profusione il denaro del Paese.
Khamenei si preoccupò di coltivare il sostegno popolare al clero sciita. Lo riorganizzò in base all’anzianità, in modo che fosse amministrato dai membri più anziani. Lasciò la giustizia nelle mani della frangia più oscurantista del clero, aprendo la strada all’elezione alla presidenza della Repubblica del fanatico Ebrahim Raïssi (2021-2024).
Dal 2011 Khamenei coltivò l’ambizione di diventare la guida non solo della nazione iraniana, ma anche di tutto il mondo arabo. Organizzò conferenze internazionali a cui invitò tutte le fazioni mussulmane, compresa la Confraternita dei Fratelli Mussulmani.
L’esito fu la trasformazione della funzione di Guardiano della Rivoluzione in una gerontocrazia bigotta che impose, prima con il sorriso, poi con la violenza, il proprio ordine morale. Khamenei non è stato quindi un dittatore, ma un abile religioso che ha messo il Paese nelle mani di una giustizia oscurantista e lo ha condotto alla rovina.
Articolo ripubblicato su licenza Creative Commons CC BY-NC-ND
Fonte: «Chi era Ali Khamenei?», Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 6 marzo 2026.
Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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Immagine di Khamenei.ir via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
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