Geopolitica
Biden ha ricevuto il permesso da Mosca per visitare Kiev
La Casa Bianca ha avvertito i russi della visita per prevenire qualsiasi potenziale errore di calcolo durante la delicata sosta. Lo ha rivelato in un’intervista alla CBS il controverso advisor per gli Esteri del presidente USA Jake Sullivan.
«Abbiamo informato i russi che il presidente Biden si sarebbe recato a Kiev», ha detto Sullivan alla corrispondente della Casa Bianca, capo della CBS News, Nancy Cordes. «Lo abbiamo fatto alcune ore prima della sua partenza per scopi di deconflitto».
La rivelazione ci ricorda con maggiore decisione di quale farsa stiamo parlando – il viaggio «segreto» del presidente «coraggioso» che minaccia Mosca mentre suonano le sirene antiaeree.
«Per la prima volta nel secolo della guerra degli Stati Uniti contro la Russia, un presidente degli Stati Uniti in carica ha richiesto e ricevuto un cessate il fuoco formale e un impegno di salvacondotto (propusk) dal Cremlino per poter visitare un paese terzo”, ha scritto il giornalista con base a Mosca John Helmer nel suo blog «Dance with Bears» («Balla con gli orsi»).
Ovviamente l’occasione era troppo ghiotta anche per la mitica portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, che sostanzialmente ha dichiarato nella sua usuale conferenza stampa che Biden non ha osato visitare Kiev senza avvertire la Russia e senza chiedere alla parte russa di garantire la sua sicurezza.
«La visita del leader degli Stati Uniti è stata messa in scena con il dramma, ma, in realtà, assomigliava a un palcoscenico fallito in un teatro di provincia» ha detto la Zakharova, usando come sempre espressioni verbali inarrivabili.
«Se Washington ha voluto dare un altro esempio ai suoi alleati su come sostenere il regime di Kiev, non è andata troppo bene», ha detto la Maria. «Soprattutto tra le forti affermazioni secondo cui hanno il controllo totale della situazione e che Kiev ha resistito e sta per vincere».
E pensare che poco prima delle caustiche rivelazioni del Sullivano, il New York Times aveva esultato riguardo ad «un viaggio diverso da qualsiasi altro intrapreso da un moderno presidente americano», in grado di produrre «un’immagine indelebile dei due presidenti che si dirigevano a grandi passi verso un memoriale per i soldati caduti in pieno giorno anche mentre una sirena antiaerea suonava a tutto volume, uno spettacolo di sfida nei confronti di Mosca che si è rapidamente diffuso in tutto il mondo». Già, proprio così. Genii.
Come riportato da Renovatio 21, la scena tragicomica di Biden e Zelens’kyj che camminano tra sirene antiaeree – quando la stessa CNN annuncia che in effetti non c’erano raid aerei, e da giorni – è una delle scene più basse vedute sinora, perché rivela come il manovratore ritenga che lo spettatore sia ebete totale.
Va a finire invece che gli ebeti totali sono altri. E magari pure, in quanto grandi ebeti e financo dementi, perderanno la guerra in corso.
Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Israele attacca un centro culturale russo in Libano
Mosca ha accusato Israele di un «atto di aggressione immotivato» in seguito al bombardamento da parte delle forze israeliane di un centro culturale russo in Libano.
L’attacco alla struttura situata nella città meridionale di Nabatieh è stato reso noto domenica dal suo direttore, Asaad Diya, il quale ha precisato che l’edificio era vuoto al momento dell’incidente. Rossotrudnichestvo, l’agenzia russa per la cooperazione umanitaria internazionale che mantiene un ufficio ufficiale a Beirut, ha dichiarato che il proprio personale resta in contatto con i partner libanesi e sta fornendo attivamente assistenza ai civili colpiti dalle ostilità.
Israele ha ripreso gli attacchi aerei e le operazioni terrestri in Libano all’inizio di questo mese, concentrandosi su Hezbollah, dopo aver affiancato gli Stati Uniti in una guerra per un cambio di regime contro l’Iran.
Russian Cultural Center destroyed in Lebanon after Israeli strike
According to the center’s director, Assad Diya, no one was injured — the facility had been closed after the escalation of the conflict and staff had previously left the building. pic.twitter.com/Ti0K4usnPH
— NEXTA (@nexta_tv) March 9, 2026
🚨⚡️ RED LINE CROSSED! 🇷🇺🇮🇱
Israeli jets bombed the House of Russian Culture in Nabatiya, South Lebanon. Rossotrudnichestvo has officially confirmed the hit.
This is a direct attack on the cultural property of a UNSC permanent member and a nuclear-armed state. pic.twitter.com/2GUNT40EkR
— RussiaNews 🇷🇺 (@mog_russEN) March 9, 2026
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Rossotrudnichestvo ha sottolineato che il centro culturale di Nabatieh «non è stato coinvolto in alcuna attività militare» e che l’attacco risulta pertanto ingiustificabile.
L’agenzia ha inoltre ricordato che, durante la guerra del 1973 contro le nazioni arabe, Israele colpì il centro culturale sovietico a Damasco, in Siria, causando la morte di un’insegnante di lingua russa e di un dipendente locale. L’aereo responsabile del bombardamento fu abbattuto e il suo pilota catturato dalle forze siriane, ha aggiunto.
Nella guerra dello Yom Kippur, Israele si trovava nella posizione di parte in difesa. Sebbene il conflitto, di breve durata, si sia concluso con una situazione di stallo militare, esso spinse anche gli stati arabi produttori di petrolio a imporre un embargo nei confronti dei sostenitori di Israele, provocando uno shock globale dei prezzi.
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Geopolitica
La Von der Leyen evita di condannare la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran
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AB Komisyonu Başkanı Ursula von der Leyen:
”İran rejimi için gözyaşı dökülmemeli. Bu rejim kendi halkına ölüm getirdi ve baskı uyguladı. 17 bin genci katlettiler. Bu rejim, vekil güçleri aracılığıyla bölgede yıkım ve istikrarsızlık yarattı. Ülke içinde ve dünyanın dört bir… pic.twitter.com/kYR8FH3Vyz — Odak TV (@OdakTV1) March 9, 2026
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Geopolitica
Putin e Trump si sono telefonati
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo statunitense Donald Trump, ha riferito ai giornalisti il consigliere del Cremlino Yurij Ushakov. La chiamata è stata avviata dal presidente americano per discutere degli ultimi sviluppi internazionali, ha precisato.
Secondo l’assistente, il colloquio si è concentrato sul conflitto iraniano e sui negoziati trilaterali tra Mosca, Washington e Kiev finalizzati a risolvere il conflitto ucraino. Il dialogo tra i due leader è stato «professionale, aperto e costruttivo», ha dichiarato Ushakov, sottolineando che entrambi i presidenti si sono detti disponibili a mantenere contatti regolari.
Putin e Trump hanno parlato per circa un’ora, ha aggiunto l’Ushakov.
Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito l’interesse di Washington nel porre fine alle ostilità tra Mosca e Kiev e nel raggiungere una soluzione duratura del conflitto ucraino. Putin ha ringraziato Trump per gli sforzi di mediazione continui della sua amministrazione, secondo quanto riferito da Ushakov.
Putin ha inoltre condiviso le sue considerazioni sul conflitto in corso in Iran e ha riferito a Trump delle conversazioni avute la scorsa settimana con i leader delle nazioni del Golfo e con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Trump, da parte sua, ha espresso la propria opinione sulla situazione, ha detto Ushakov, precisando che la discussione sulla questione è stata molto «sostanziale».
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Trump ha definito la conversazione con Putin «un’ottima telefonata», dichiarando in una conferenza stampa tenutasi più tardi lunedì che i due leader hanno discusso sia della guerra con l’Iran sia della «lotta senza fine» in Ucraina.
L’ultima telefonata tra i due presidenti risaliva a dicembre. In quell’occasione, la Casa Bianca l’aveva descritta come «positiva».
Lunedì mattina, Putin aveva avvertito che la prosecuzione del conflitto in Medio Oriente rischia di compromettere gravemente i flussi globali di petrolio e gas, soprattutto a causa della chiusura di fatto dello Stretto di Ormuzzo, una rotta marittima cruciale.
Il conflitto potrebbe provocare un’interruzione della produzione petrolifera del Golfo e condurre a una «nuova… realtà dei prezzi», ha affermato durante una riunione di governo. Mosca resta un «fornitore di energia affidabile», ha dichiarato il presidente, aggiungendo che continuerà a fornire petrolio e gas alle nazioni che considera partner affidabili.
Mosca ha condannato la campagna di bombardamenti statunitense e israeliana contro l’Iran, definendola un «atto di aggressione premeditato e immotivato». Lo stesso Putin non ha espresso una valutazione pubblica complessiva dell’operazione, ma ha descritto l’uccisione della Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, come una «cinica violazione» della moralità e del diritto internazionale.
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