Militaria
Attacchi di droni contro una base militare americana nel nord-est della Siria
Una base militare americana nella parte occupata della Siria nord-orientale è stata oggetto di un attacco di droni che ha ferito un membro del servizio, hanno riferito sabato i media.
La base si trova a Tel Baidar, nella provincia siriana orientale di Hasaka, ha riferito l’emittente libanese Al Mayadeen, con sede a Beirut.
Gli Stati Uniti hanno creato 24 basi militari e quattro avamposti in Siria nonostante le proteste del governo siriano.
Le installazioni militari statunitensi in Siria e Iraq sono state attaccate in più di una occasione a seguito dell’escalation del conflitto israelo-palestinese il mese scorso. Mentre gli Stati Uniti hanno attribuito questi attacchi a gruppi affiliati all’Iran, Teheran ha respinto queste accuse.
Come riportato da Renovatio 21, una settimana fa una milizia irachena aveva lanciato un altro attacco con droni alla guarnigione USA di stanza nella controversa base siriana di Al-Tanf, dove, secondo il presidente siriano Assad, gli USA addestrano terroristi islamisti.
Ulteriori scontri si sono registrati negli scorsi giorni presso Deir ez Zor, luogo di occupazione USA ricco di petrolio.
Bombardamenti ritorsivi da parte dell’aviazione statunitense si sono avuti in queste settimane, l’ultimo pochi giorni fa. Il Pentagono sostiene che i raid aerei sono attacchi a quelli che sostiene siano «proxy iraniani» in Siria.
Milizie arabe avevano attaccato gli americani in Siria ancora due mesi fa.
Gli Stati Uniti mantengono una forza di circa 900 militari in Siria, mantenendo un’impronta nel Paese dilaniato dalla guerra dal 2016. Tuttavia, la loro presenza laggiù non ha legalità, non avendo acquisito né il permesso di Damasco né un mandato da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Mesi fa l’alloraCapo di Stato Maggiore USA Mark Milley ha visitato le truppe americane che occupano parte della Siria. A marzo il deputato della Florida Matt Gaetz aveva tentato inutilmente di far votare una risoluzione – War Powers (H.Con.Res.21) – per la rimozione delle truppe statunitensi dalla Siria.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Medvedev: il mondo si troverà ad affrontare una nuova corsa agli armamenti se scade il nuovo START
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Militaria
La Germania chiede le scuse di Trump
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe scusarsi per aver sostenuto che gli alleati NATO di Washington abbiano evitato di combattere in prima linea in Afghanistan, ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius.
Durante un’intervista rilasciata la scorsa settimana a Fox News a Davos, in Svizzera, Trump ha affermato che gli Stati Uniti «non hanno mai avuto bisogno» di alcun aiuto e che gli alleati americani della NATO «si sono tenuti un po’ indietro, un po’ fuori dalla prima linea» nel corso della guerra in Afghanistan condotta dagli Stati Uniti.
Rispondendo domenica all’emittente pubblica tedesca ARD, Pistorius ha commentato: «Non è giusto e irrispettoso parlare in questo modo delle morti dei propri alleati. Erano tutti lì, al fianco degli Stati Uniti. Affermare il contrario oggi è semplicemente falso».
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I Paesi della NATO parteciparono all’invasione dell’Afghanistan nel 2001, dopo che gli Stati Uniti invocarono l’Articolo 5 – la clausola di difesa collettiva dell’Alleanza – in seguito agli attentati dell’11 settembre. Il conflitto si protrasse per quasi vent’anni e le ultime truppe straniere lasciarono il Paese nel 2021.
Il Pistorio ha annunciato che solleverà la questione nei prossimi incontri con il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth, precisando che le scuse di Trump rappresenterebbero «un segno di decenza, rispetto e anche di perspicacia».
La Germania ha schierato circa 5.000 militari in Afghanistan, 59 dei quali hanno perso la vita durante la missione.
Le parole del ministro della Difesa tedesco si aggiungono alle critiche espresse da altri leader europei. Tra questi, il primo ministro britannico Keir Starmer ha accusato Trump di sminuire il contributo delle forze armate britanniche, definendo le sue dichiarazioni «francamente spaventose».
Secondo la BBC, Londra ha rappresentato il secondo contingente occidentale più consistente in Afghanistan, con un picco di circa 11.000 soldati nel 2011 e un totale di 457 caduti britannici nel corso del conflitto.
Sabato Trump ha assunto un tono più distensivo, riconoscendo il ruolo svolto dalle truppe britanniche. Anche altri alleati NATO hanno manifestato irritazione per le affermazioni del presidente statunitense. La premier italiana Giorgia Meloni ha giudicato i commenti «inaccettabili», sottolineando che l’impegno della NATO è stato «uno straordinario atto di solidarietà nei confronti degli Stati Uniti».
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Immagine di ISAF Headquarters Public Affairs Office via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Militaria
Il capo della NATO Rutte: l’UE non può difendersi senza gli Stati Uniti
NOW – NATO Chief Rutte: “If anyone thinks here, again, that the European Union or Europe as a whole can defend itself without the U.S., keep on dreaming.” pic.twitter.com/HlJU2mZuVE
— Disclose.tv (@disclosetv) January 26, 2026
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