Connettiti con Renovato 21

Politica

Disastro Biden al dibattito contro Trump: i democratici pronto a sostituirlo

Pubblicato

il

L’atteso dibattito presidenziale tra Trump e Biden ha dato l’esito che molti immaginavano: un disastro completo per il presidente in carica, che ha dimostrato in più occasioni di non essere cognitivamente all’altezza del ruolo.

 

Molti commentatori hanno definito lo spettacolo come «painful to watch», doloroso da guardare: Biden non trova le parole, dice frasi sconnesse, al punto che Trump – che è stato addirittura generoso nel non infierire – ad un certo punto, quando gli è stata chiesta una replica, è sbottato: «non ho capito cosa ha detto, e non lo ha capito nemmeno lui».

 

 

Come noto, il dibattito TV era stato organizzato dalla CNN, la rete di salda fede antitrumpiana. Le regole stabilite per il dibattito erano di per sé bizzarre ed inedite: impossibilità di interrompere l’avversario sotto minaccia di spegnimento del microfono, nessun pubblico (che avrebbe potuto reagire ai guizzi di Trump, come era successo nel 2016 con Hillary Clinton).

 

Iscriviti al canale Telegram

Persino i famigliari di Trump sono stati tenuti lontani dalla sala di registrazione: la nuora Lara Trump, che ha ruoli politici nel Partito Repubblicano, ed è molto esposta politicamente, ha raccontato di aver dovuto seguire il dibattito dall’albergo.

 

Nei giorni scorsi, la CNN aveva staccato il microfono ad una portavoce di Trump che in TV stava ricordando la storia di ostilità pubblica contro Trump di uno dei moderatori.

 

Biden aveva rifiutato di sottoporsi ad un test per la droga richiesto dalla campagna Trump. Nelle ultime settimane, la storia di un presidente senile continuamente drogato per essere tenuto in stato semi-funzionale era stata ribadita da Tucker Carlson, che ha parlato di testimonianze di una «valigetta» piena di farmaci che lo staff porta sempre con sé.

 

In rete circolano furiosamente le clip dei momenti più imbarazzanti, alcuni dei quali sono chiaramente pronti a divenire dei meme.

 

Pazzesca quella in cui farfuglia di COVID perdendosi nel discorso.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Clip di natura cringe sono trapelate da parte di Biden, con la moglie Jill – la sua ufficiale caregiver – a fargli i complimenti davanti ad un gruppetto di sostenitori. La donna gli parla come si parla ad un bambino, o, appunto, ad un vecchio con difficoltà cognitive: «sei stato bravo, hai risposto a tutte le domande!» esclama la First Lady con la consueta espressione murina. (Ci mancava solo che gli dicesse «bravo, hai fatto la nanna» e «hai mangiato le pappe? Sei bravissimo!»)

 

 

Ancora più drammatico il filmato rubato di Jill che va a prendere il marito presidente a termine del dibattito, con l’uomo che fa i gradini con difficoltà.

 

 

L’arrivo di Trump ad Atlanta era stato salutato dal consueto bagno di folla con cartelli e striscioni della folla festante persino in autostrada.

 

 

Fuori dal palazzo, invece, antifa e attivisti pro-Palestina (la nuova causa goscista che spopola in USA) volevano impedire il dibattito.

 

Sostieni Renovatio 21

La notizia, ad ogni modo, è il fatto che gli stessi commentatori della CNN sono sembrati sconvolti ed irati per la performance senile di Biden, con alcuni a parlare di una rivolta di politici e governatori democratici che non vogliono essere associati a Biden per timore di perdere il prossimo ciclo elettorale.

 


I democratici, scrive il sottopancia della CNN, sarebbero in stato di «panico aggressivo» dopo la performance del presidente.

 

La vicepresidente Kamala Harris si trovata a difendere il presidente, nel suo solito modo artefatto e convoluto, l’integrità mentale del presidente dagli stessi giornalisti CNN. Un altro momento davvero «doloroso da guardare».

 

Aiuta Renovatio 21

Per coincidenza, notiamo, nel palazzo e in sala era presenta il governatore della California Gavin Newsom, da molti ritenuto il candidato ideale per sostituire Biden.

 

 

Newsom, ricordiamo, è il distruttore della California in lockdown, nonché figlio dell’uomo che aiutò Getty a pagare alla ‘Ndrangheta il riscatto per il figlio, a cui è seguito l’avvio del monopolio trilionario della cocaina in Europa da parte della mafia calabrese.

 

Elon Musk ha dichiarato che l’intero dibattito altro non era che un «setup for a switch», «un’imboscata per un cambio». Pare ovvio, quindi che il candidato Biden sarà sostituito.

 

 

Riguardo ai contenuti del dibattito, bisogna dire che cose di certo peso sono state dette, come la dichiarazione di Trump secondo la quale Biden potrebbe venire perseguito penalmente in futuro.

 

«Suo figlio è un criminale condannato di altissimo livello. Suo figlio è stato condannato e lo sarà probabilmente numerose altre volte», ha detto Trump parlando di Hunter Biden. Poi, indicando Biden: «ma potrebbe essere un criminale condannato non appena lascerà l’incarico. Joe potrebbe essere un criminale condannato per tutte le cose che ha fatto. Ha fatto cose orribili».

 

Biden ha attaccato Trump per i suoi problemi con la legge. «Solo uno di noi è un criminale condannato, e lo sto guardando», ha detto il 46° presidente, riferendosi al verdetto della giuria di questo mese, in cui Trump è stato giudicato colpevole di aver falsificato documenti aziendali durante la campagna presidenziale del 2016. Biden ha anche osservato che Trump è attualmente indagato per altri crimini e che a gennaio ha perso una causa civile contro la giornalista E. Jean Carroll, che ha accusato l’ex presidente di averla aggredita sessualmente negli anni Novanta. «I crimini di cui sei ancora accusato – e pensa a tutte le sanzioni civili che hai», ha detto Biden.

 

Entrambi i candidati si sono accusati vicendevolmente di aver incoraggiato Putin nel suo conflitto con l’Ucraina.

Iscriviti al canale Telegram

Trump ha sostenuto che Biden ha danneggiato la reputazione dell’America sulla scena mondiale e che è stato uno dei fattori che hanno convinto il presidente russo Vladimir Putin a lanciare un’operazione militare nel febbraio 2022.

 

«Se avessimo avuto un presidente rispettato da Putin, non avrebbe mai invaso l’Ucraina», ha detto Trump. Biden «non ha fatto nulla per fermarlo. Sapete, penso che abbia incoraggiato la Russia ad entrare».

 

L’ex presidente ha suggerito che Putin «ha visto l’incompetenza» di Washington durante il ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan nel 2021. È stato «il momento più imbarazzante nella storia del nostro Paese», ha detto The Donald. «Quando Putin lo ha visto, ha detto: “sai una cosa, penso che andremo in [Ucraina]».

 

Quando è stato il turno di parlare di Biden, ha insistito sul fatto che è stato Trump a «incoraggiare Putin». «Questo ragazzo ha detto [a Putin]: “Fai quello che vuoi”. Ed è esattamente quello che Trump ha fatto a Putin: lo ha incoraggiato», ha detto Biden. Trump è intervenuto dicendo: «Non l’ho mai detto».

 

Alla domanda della moderatrice Dana Bash della CNN se i termini di pace proposti da Putin all’Ucraina siano «accettabili», Trump ha risposto: «no, non sono accettabili». Ha poi ribadito la sua affermazione che, se rieletto, avrebbe «risolto quella guerra».

 

Biden ha sottolineato che gli Stati Uniti devono continuare ad aiutare l’Ucraina e ha affermato che la Russia potrebbe potenzialmente attaccare un paese della NATO in futuro. «Se [Putin] prendesse l’Ucraina, cosa pensi che accadrebbe alla Polonia?» Biden ha detto al pubblico che guardava da casa. «Non ho mai sentito tante sciocchezze. Questo è un ragazzo che vuole uscire dalla NATO», ha detto di Trump. «Continua a dire: vai avanti, lascia che Putin entri e controlli l’Ucraina, per poi passare alla Polonia e ad altri luoghi. Cosa succede allora?».

Sostieni Renovatio 21

Trump ha quindi accusato Biden di aver reso gli USA un Paese del Terzo Mondo.

 

«In tutto il mondo non siamo più rispettati come Paese», ha detto Trump durante il dibattito ospitato dalla CNN. «Non rispettano la nostra leadership, non rispettano più gli Stati Uniti… Siamo diventati come una nazione del Terzo Mondo».

 

In un momento brutale, Trump parlando del deficit con la Cina, ha detto, indicando Biden: «è pagato dalla Cina. È il candidato della Manciuria». The Manchurian Candidate è uno romanzo ed un film degli anni Cinquanta che racconta di agenti telecontrollati dalla Cina dopo un lavaggio del cervello.

 


Incredibile anche la parte in cui Biden racconta i suoi punteggi al golf, e Trump dice che non è vero, e invita a terminare il discorso: «non comportiamoci da bambini».

 

 

Mentre il dibattito era in corso, l’account X di Biden postava attacchi a Trump, spingendo alcuni utenti a replicare: se stai twittando, chi è sul palco in questo momento?

 

 

Oramai, tuttavia, l’establishment dello Stato-partito USA, cioè democratici e parte dei repubblicani fusi con il Deep State, hanno superato il momento dell’imbarazzo e della vergogna (che forse non hanno mai conosciuto), e sono pronti alla manovra radicale del cambio candidato a meno di sei mesi dal voto.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da Twitter

Continua a leggere

Politica

La Corte Suprema degli Stati Uniti stabilisce che Trump ha l’immunità presidenziale

Pubblicato

il

Da

I presidenti americani godono di «immunità assoluta» per le loro azioni ufficiali, ha stabilito lunedì la Corte Suprema degli Stati Uniti, affrontando una serie di accuse contro l’ex presidente Donald Trump.   I procuratori federali hanno accusato Trump di quattro capi d’imputazione penali relativi alle elezioni presidenziali del 2020, sostenendo che aveva «cospirato» per ribaltare i risultati diffondendo «affermazioni consapevolmente false» di frode per ostacolare la raccolta, il conteggio e la certificazione dei risultati. La decisione del massimo organo giudiziario statunitense, attesa da tempo, mette a dura prova i piani del procuratore speciale Jack Smith di perseguire Trump presso la corte federale di Washington prima delle elezioni di novembre.   Il verdetto della Corte Suprema consente ai tribunali inferiori di tenere udienze probatorie per determinare quali azioni di Trump potrebbero essere state non ufficiali.

Iscriviti al canale Telegram

«Sotto la nostra struttura costituzionale di poteri separati, la natura del potere presidenziale conferisce a un ex Presidente il diritto all’immunità assoluta da procedimenti penali per azioni nell’ambito della sua autorità costituzionale conclusiva e preclusiva», ha affermato la corte in una decisione 6-3. «E ha diritto almeno all’immunità presuntiva da procedimenti penali per tutti i suoi atti ufficiali. Non esiste immunità per atti non ufficiali».   Il presidente della Corte Suprema John Roberts ha redatto l’opinione della maggioranza, che ha visto i sei giudici di orientamento conservatore contrapporsi ai tre liberali.   La decisione favorisce l’ex presidente in relazione ai suoi tweet al pubblico americano del 6 gennaio e alle conversazioni con l’allora vicepresidente Mike Pence in merito alla sua presidenza della certificazione dei risultati elettorali, poiché entrambi rientravano chiaramente nell’ambito dei doveri ufficiali.   Tuttavia, il verdetto consente ai tribunali inferiori di tenere udienze probatorie per determinare quali azioni di Trump potrebbero essere state non ufficiali, come quando ha contattato i funzionari elettorali statali e locali in merito al voto del 2020.   «Nel distinguere la condotta ufficiale da quella non ufficiale, i tribunali non possono indagare sulle motivazioni del Presidente», ha avvertito la corte.   La Corte Suprema ha riservato il caso di immunità per l’ultimo giorno del suo mandato.   Trump ha contestato le elezioni del 2020, caratterizzate da una serie di procedure insolite, apparentemente adottate a causa della pandemia di COVID-19, definendole irregolari e probabilmente macchiate da frodi, sottolineando i ritardi nello spoglio dei voti per corrispondenza, improvvisamente andati a favore del democratico Joe Biden dopo la chiusura delle urne in una manciata di Stati.   I democratici hanno insistito sul fatto che le elezioni sono state le più sicure e legittime di sempre e che qualsiasi messa in discussione del risultato costituisce un attacco alla democrazia.   In reazione alla sentenza, l’attuale presidente Joe Biden ha attaccato la Corte Suprema, esortando i cittadini americani a «dissentire» contro la sentenza secondo cui i presidenti americani hanno «immunità assoluta» per le loro azioni ufficiali.   In una decisione presa lunedì con 6 voti contro 3, la corte suprema degli Stati Uniti ha stabilito che, secondo «il nostro sistema di poteri separati, il Presidente non può essere perseguito per aver esercitato i suoi principali poteri costituzionali e ha diritto almeno all’immunità presuntiva dall’azione penale per i suoi atti ufficiali».   Biden critica la decisione in una breve dichiarazione, definendola «un principio fondamentalmente nuovo» e un «precedente pericoloso perché il potere dell’ufficio non sarà più limitato dalla legge».

Sostieni Renovatio 21

«Non ci sono re in America. Ognuno, ognuno di noi è uguale davanti alla legge. Nessuno, nessuno è al di sopra della legge, nemmeno il presidente degli Stati Uniti», ha affermato Biden, anche se la sentenza della Corte Suprema ha affermato specificamente che «il presidente non è al di sopra della legge» e che «non c’è immunità per atti non ufficiali».   Trump ha definito la sentenza, che mette a repentaglio i piani dei democratici di processarlo presso la corte federale di Washington prima delle elezioni di novembre, una «grande vittoria per la nostra costituzione e la nostra democrazia».   Biden ha messo in guardia gli americani su un possibile ritorno di Trump, affermando che «le persone devono decidere se vogliono affidare… la presidenza a Donald Trump, sapendo ora che sarà ancora più incoraggiato a fare ciò che vuole quando vuole».   Biden ha continuato citando il dissenso della giudice Sotomayor, che ha scritto che «in ogni uso del potere ufficiale, il presidente è ora un re al di sopra della legge. Con timore per la nostra democrazia, dissento».   «Quindi, se il popolo americano dovesse dissentire, io dissentirei», ha aggiunto Biden, concludendo il suo discorso preparato e non rispondendo alle domande della stampa.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Continua a leggere

Politica

Lo speaker della Camera USA chiede la rimozione di Biden dalla presidenza: invocato il 25° emendamento

Pubblicato

il

Da

Joe Biden dovrebbe essere sostituito come presidente degli Stati Uniti, avendo dimostrato di «non essere all’altezza del compito» durante il suo dibattito con Donald Trump, ha affermato il presidente della Camera Mike Johnson.

 

La prestazione del presidente degli Stati Uniti nel suo primo confronto elettorale con Trump giovedì è stata ampiamente considerata un disastro sia da repubblicani che dai democratici. L’81enne è parso praticamente a tutti come fragile e confuso, faticava a finire le frasi e confondeva le parole.

 

Secondo quanto riportato dai grandi giornali, che a quanto pare avevano molti articoli pronti sull’argomento, l’apparato dei democratici è stato «preso dal panico» dopo il dibattito, e alcuni donatori hanno chiesto che il presidente fosse escluso dalla lista del partito per le elezioni del 5 novembre.

 

«Anch’io sarei nel panico se fossi un democratico oggi e quello fosse il mio candidato. Penso che sappiano di avere un problema serio», ha detto Johnson ai giornalisti giovedì.

Iscriviti al canale Telegram

Il politico repubblicano ha sostenuto che Biden non solo dovrebbe ritirarsi dalla corsa, ma anche essere immediatamente rimosso dall’incarico.

 

«Non è solo una questione politica. Non è solo il Partito Democratico. È l’intero Paese. Abbiamo un problema serio qui, perché abbiamo un presidente che, a quanto pare, non è all’altezza del compito», ha detto.

 

Johnson ha detto che l’amministrazione di Biden potrebbe costringerlo a dimettersi invocando il 25° emendamento, che stabilisce che il vicepresidente e i membri del gabinetto possono votare per dichiarare il presidente «incapace di esercitare i poteri e i doveri del suo ufficio», rendendo il vicepresidente il capo di stato facente funzione. Se il comandante in capo si rifiuta di ottemperare, la decisione finale sulla questione spetterebbe al Congresso.

 

Il 25° emendamento non è mai stato utilizzato nella storia degli Stati Uniti.

 

«Ci sono molte persone che chiedono informazioni sul 25° emendamento, invocandolo proprio adesso perché questa è una situazione allarmante», ha sottolineato il presidente della Camera.

 

A causa delle condizioni mentali di Biden, «i nostri avversari vedono la debolezza di questa Casa Bianca come tutti noi. Non provo alcun piacere nel dirlo».

 

«Penso che questa sia una situazione molto pericolosa… E deve essere considerata e gestita come tale. E speriamo che faranno il loro dovere, come tutti noi cerchiamo di fare il nostro dovere per fare del nostro meglio per il popolo americano», ha affermato Johnson. «Vorrei chiedere ai membri del Gabinetto di esaminare i loro cuori».

 

I risultati di un sondaggio di Morning Consult, pubblicato venerdì dalla testata Axios, suggeriscono che il 60% degli elettori ritiene che Biden dovrebbe «sicuramente» o «probabilmente» essere sostituito come candidato democratico alle presidenziali dopo la sua deludente prestazione nel dibattito.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

Continua a leggere

Politica

Gli exit poll prevedono che la Le Pen stravincerà

Pubblicato

il

Da

Il partito di destra Rassemblement National (RN) è pronto a vincere il primo turno delle elezioni parlamentari anticipate francesi tenutesi domenica, secondo gli exit poll. Il risultato è una sorprendente sconfitta per il presidente Emmanuel Macron e la sua coalizione centrista Ensemble.   Macron ha chiesto un voto anticipato in seguito alla scarsa performance del suo partito Renaissance durante le elezioni del Parlamento europeo del mese scorso, quando RN guidata da Jordan Bardella ha vinto il maggior numero di seggi assegnati alla Francia.   Secondo le proiezioni pubblicate domenica sera dai sondaggisti Ipsos e Talan, RN e i suoi alleati sono in testa con il 33,2% dei voti, seguiti dal blocco di sinistra Nouveau Front Populaire (28,1%). La coalizione di Macron Ensemble («Assieme») è terza con il 21%. Il tasso di affluenza è stato stimato al 65,5%, il più alto che la Francia abbia visto in quattro decenni.

Iscriviti al canale Telegram

Secondo le proiezioni di Radio France Internationale (RFI), RN è destinato ad assicurarsi tra 230 e 280 seggi nell’Assemblea nazionale composta da 577 membri, mentre una stima per il blocco di Macron è compresa tra 70 e 100 seggi.   I sostenitori del RN hanno festeggiato la vittoria, mentre i leader del partito li hanno esortati a “mobilitarsi” per il secondo turno di votazioni del 7 luglio.   «Il popolo francese ha quasi spazzato via il blocco macronista», ha affermato Marine Le Pen, domina del RN che attualmente guida la fazione del partito in Parlamento. «Il secondo turno determinerà l’esito finale», ha aggiunto, sottolineando che il RN deve ottenere una maggioranza assoluta affinché Macron possa nominare Bardella come primo ministro.   Macron ha reagito al ribaltamento esortando gli elettori a «bloccare l’estrema destra» e a formare una coalizione per impedire al RN di controllare il parlamento.   «È giunto il momento di un’alleanza ampia, inequivocabilmente democratica e repubblicana per il secondo turno», ha affermato Macron domenica, sottolineando che l’elevata affluenza ha dimostrato «l’importanza di queste elezioni per tutti i nostri compatrioti e la volontà di chiarire la situazione politica».   Il primo ministro Gabriel Attal ha affermato che «non dovrebbe andare un solo voto a RN», sostenendo che il Paese «deve impedire» alla destra di ottenere la maggioranza assoluta.   Il leader del Nuovo Fronte Popolare, Jean-Luc Melenchon, ha descritto i risultati di domenica come una sconfitta «pesante e indiscutibile» dell’alleanza di Macron, ma ha anche esortato il popolo francese a unirsi contro RN.  

Sostieni Renovatio 21

Bloomberg aveva pubblicato in settimana un articolo in cui definiva oramai «tossico» il marchio politico di Macron, di cui l’elettorato con evidenza ha rifiutato anche l’avventato avventurismo in fatto di guerra contro la Russia.
Il presidente francese si è spinto fino al punto di immaginare un ritorno della Crimea all’Ucraina. Putin ha sostenuto che truppe di Stati NATO già stanno operando sul fronte ucraino, e che l’Occidente sta flirtando con la guerra nucleare e la distruzione della civiltà. Le minacce francesi hanno invece trovato terreno fertile in Finlandia, Paese appena divenuto membro della NATO.
 
 
Tra la Francia e la Russia negli ultimi anni sono sorte frizioni a causa dell’Africa coloniale francese, oramai passata in larga parte sotto la diretta influenza di Mosca – a causa anche dell’antipatia ingeneratasi contro Parigi e le sue missioni militari, accusate di addestrare e manovrare i terroristi islamici che sostenevano di voler combattere.
 
Macron, in politica interna, ha incredibilmente accelerato riguardo a temi etici con manovre anticristiane ed antiumane come il rilancio dell’eutanasia e la costituzionalizzazione dell’aborto. Tutto questo avviene mentre fioccano, anche dall’altra parte dell’oceano, speciose voci sulla sua vita privata.
 
Renovatio 21 ha ipotizzato spiegazioni del comportamento del presidente d’Oltralpe su di un piano metafisico, preternaturale.
  Macron in queste settimane ha fatto strane dichiarazioni, pubbliche e private, sul fatto che l’elezione a bruciapelo costituiva l’equivalente di aver «gettato una granata innescata tra le gambe» della destra. In altri discorsi, ha preconizzato una guerra civile in Francia.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da YouTube
Continua a leggere

Più popolari