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Vaccini

10, 100, 1000 Dottoressa Lesmo!

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Come noto, mercoledì 11 aprile scorso, Anno Domini 2018, la Dr.ssa Gabriella Maria Lesmo ha ricevuto la comunicazione di radiazione dall’Ordine dei Medici di Milano.

 

Nihil sub sole novum: il sistema sanitario, a quanto pare capitanato da un Ordine privato che, con poco senso, continua a rimanere in piedi contando praticamente nulla o al massimo come appunto un circoletto privato, accetta e comprende tutto.

 

Dalle botte in sala parto a protocolli non rispettati. Tutto. Purché non si parli di vaccini.

Lì, hic et nunc, scatta il reato d’opinione secondo il quale, in questo caso, si incolperebbe il medico per aver diffuso idee dannose per la salvaguardia della collettività.

Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

L’ordine accetta tutto, purché non si parli di vaccini

 
La Dottoressa Lesmo, alla stregua di quelli che già l’hanno preceduta sul rogo delle idee è stata radiata in sfregio alla sua professione  per essersi detta contraria alle vaccinazioni di massa indistinte.

Con evidenza, serviva un altro capro espiatorio serviva per ricordare che la caccia alle streghe è tornata ed è più aperta che mai. 

Serviva un altro capro espiatorio serviva per ricordare che la caccia alle streghe è tornata ed è più aperta che mai.

 
«Unum castigabis, centum emendabis». Così recita il celebre motto latino, traducibile con «colpirne uno per educarne cento» ben messo in pratica da Hitler, Mao Tse-Tung e ripreso, su simile modello, dalle Brigate Rosse.

 

Forse il paragone potrà sembrare forte, ma il modus operandi è semplicemente lo stesso. Con l’aggravante che quando i personaggi di cui sopra lo attuavano perlomeno non si spacciavano per democratici.

 

Per l’Ordine dei Medici milanesi la dottoressa Lesmo rappresenta un pericolo, nonostante – e questo non è secondario – da diversi anni operi in Svizzera, tenendosi ben lontana dagli ambienti italiani che ora, attraverso le cattedre dei luminari della medicina, dimentichi del fatto che la materia di cui trattano non è giammai una scienza esatta, le hanno dato il ben servito.

L’unica divinità adorabile, pena la scomunica latae sententiae, è la dea Siringa, un moloch che vive del sacrificio dei bambini arricchendo nel processo i suo sacerdoti

Il clima di dittatura sanitaria, specialmente dopo la legge 119/2017, si intuisce dai vari fermenti che negli ultimi tempi hanno circolato intorno al tema vaccini,  argomento oramai giunto all’apice della sua ebollizione, con pentoloni che si scoperchiano e ministre che fumano.

 

Da qualche tempo a questa parte, fra epidemie di meningiti (?), cancri all’utero a dismisura (??) e contagi di morbillo in ogni dove (???), la farmacovigilanza ha deciso di rinforzare le dosi di campagna mediatica a danno di chi prova ad alzare una flebile voce, dicendo che forse tutti questi imminenti problemoni ce lì stiamo un po’ inventando, o che comunque sarebbe bene rammentare di come i vaccini non abbiano mai costituito un dogma di Fede.

 

I gonzi della scienza «ufficiale» intanto esultano, e dall’alto dei loro parrucconi  brindano alla civiltà, appoggiati e acclamati da una parte di becero volgo a cui è stata inoculata l’automatica fiducia nello Stato, la cui unica divinità adorabile, pena la scomunica latae sententiae, è la dea Siringa, un moloch che vive del sacrificio dei bambini arricchendo nel processo i suo sacerdoti.

 

Il bene comune e collettivo, sempre secondo i gonzi magari dotati di cattedra, si raggiunge solo con la coercizione di massa: chiunque si ponga come ostacolo sul tappeto rosso steso alle élite farmaceutiche deve essere travolto.

chiunque si ponga come ostacolo sul tappeto rosso steso alle élite farmaceutiche deve essere travolto

In sfregio alla libertà di espressione, in sfregio alla libertà di scelta, in sfregio a tutti gli articoli, commi, convenzioni e via discorrendo, che, quando fa comodo, diventano i caposaldi dei paladini della democrazia pour tous.

 

In questa macchina del fango che riesce a rovinare la vita delle persone, ogni tanto si inceppa qualche ingranaggio.

Questo accade perché maggioranza numerica non è mai sinonimo di vittoria certa. La verità, quando viene urlata forte e chiara, con coraggio, non è soggetta ai numeri.

 

Essa vince, anche se in minoranza, perché è unita in se stessa.

L’esercito di Sua Sanità italiana, infatti, non ha fatto bene i conti: mentre l’Ordine dei medici mozza teste di qua e di là, sostanzialmente macchiando d’infamia chi si oppone alla canonizzazione di San Vaccino, il malcontento cresce e la gente, anche quella ancora dubbiosa, comprende che c’è veramente qualcosa di anomalo.

 

Possibile che non sia mai radiato nessuno se non i medici scettici sul modo in cui si propongono in Italia le vaccinazioni?

Possibile che non sia mai radiato nessuno se non i medici scettici sul modo in cui si propongono in Italia le vaccinazioni?

 

Il popolo è bue, ma fino ad un certo punto. A questa immunità di gregge, i gonzi non arrivano; la soglia – per quanto altissima – non rientra nelle percentuali sperate e desiderate.

 

I medici d’altronde sono medici in aeternum, non si può togliere loro la laurea o la professionalità acquisita e dimostrata duranti gli anni di lavoro – e nel pubblico e nel privato, come è il caso della Dr.ssa Lesmo.

 

Questo è ciò che sfugge all’Ordine dei Medici, ignari del fatto che così facendo si creano dei casi nazionali.

 

Qualcuno dei più accaniti pro-vax faceva presente che tutte queste radiazioni portano acqua al mulino dei radiati. E non vi è cosa più vera!

Gava, Miedico e Rossaro  sono stati radiati tuttavia, oggi, ricevere comunicazione di radiazione è una vera e propria medaglia al valore, come diceva in un post di solidarietà alla Dr.ssa Lesmo il Dott. Montanari.

Tutta la nostra solidarietà a chi ha avuto il coraggio di  difendere i bambini da un palese attacco alla vita: 10, 100, 1000 Dr.ssa Lesmo!

 
La massima pena inflitta per lo psicoreato orwelliano di «lesa vaccinità» è campanello di allarme che fa crescere l’orizzonte dei dubbiosi, degli italiani che iniziano ad avanzare molte riserve sulla bontà del nostro sistema sanitario.

La certezza è che una simile ostentazione di metodologie cruente e infondate verso chi dissente dal diktat vaccinista tout court desterà sempre più menti assopite, più di quante già stanno iniziando a reagire

 

La Lesmo ne esce vittima innocente di una violenza con danno morale e professionale, che altro non farà se non confermare l’opinione di un certo ambiente saturo di luoghi comuni, paraocchi, e fede incondizionata verso i siringaioli statali.

 

Pazienza! Avrà invece un seguito ben più grande di genitori pieni di fiducia in lei, continuando ad operare come grande medico, interessato veramente alla salute dei bambini e votandosi ancora, come prima e più di prima, a quel primum non nocere a cui, a differenza di altri aguzzini col bianco camice, ha fatto solenne giuramento.

 

Tutta la nostra solidarietà a chi ha avuto il coraggio di  difendere i bambini da un palese attacco alla vita: 10, 100, 1000 Dr.ssa Lesmo!

 

 

Cristiano Lugli

 

 

 

P.S.: Senza voler insinuare nulla, ricordiamo anche che la Dr.ssa Lesmo si è creata finanche nemici politici che, per un certo mondo anti-vaccinista, risultavano e risultano ancor oggi amici. Noi, ovviamente, sottoscriviamo in pieno le posizioni della Dr.ssa aggiungendo che non vi è fuoco più divoratore del «fuoco amico».

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Gravidanza

Il vaccino COVID è associato a un rischio maggiore di complicazioni potenzialmente letali durante la gravidanza

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Secondo un nuovo studio del CDC, le donne che hanno ricevuto il vaccino contro il COVID-19 durante o subito prima della gravidanza hanno riportato tassi significativamente più elevati di disturbi ipertensivi potenzialmente letali correlati alla gravidanza rispetto alle donne non vaccinate. Le donne intervistate presentavano un rischio maggiore, indipendentemente dal tipo di vaccino contro il COVID-19 ricevuto o dal momento in cui lo avevano ricevuto durante la gravidanza.

 

Secondo un nuovo studio di registro dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), le donne che hanno ricevuto il vaccino contro il COVID-19 durante o subito prima della gravidanza hanno riportato tassi significativamente più elevati di disturbi ipertensivi potenzialmente letali correlati alla gravidanza rispetto alle donne non vaccinate.

 

I disturbi ipertensivi della gravidanza (HPD), tra cui l’ipertensione gestazionale e la preeclampsia, sono le principali cause di malattia e morte per madri e feti negli Stati Uniti.

 

Lo studio, sottoposto a revisione paritaria e pubblicato su Vaccine , ha analizzato i dati di oltre 16.000 gravidanze al primo figlio. I ricercatori hanno scoperto che le donne vaccinate presentavano un rischio di HPD superiore del 24%.

 

Le donne presentavano un rischio maggiore indipendentemente dal tipo di vaccino contro il COVID-19 ricevuto o dal momento in cui lo avevano ricevuto durante la gravidanza.

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«Alle donne incinte è stato detto che questi prodotti genetici erano sicuri»

Questo è il primo studio a riscontrare un rischio statisticamente significativo. Tale significatività è rimasta valida anche dopo l’aggiustamento per le variabili confondenti.

 

La maggior parte degli autori dello studio lavora presso il CDC. Hanno avvertito che i loro risultati non stabiliscono un nesso di causalità. Tuttavia, hanno affermato che i risultati dimostrano la necessità di un monitoraggio continuo della sicurezza e di analisi aggiornate del rapporto rischio-beneficio.

 

«Alle donne incinte è stato detto che questi prodotti genetici erano sicuri», ha affermato l’epidemiologo Nicolas Hulscher. «E ora, lo stesso CDC ha identificato un aumento statisticamente significativo di una delle più gravi complicazioni ostetriche. È giustificata la responsabilità globale per il danno inflitto alle madri e ai loro bambini non ancora nati».

 

L’ex direttrice del CDC Rochelle Walensky ha iniziato a esortare le donne incinte a vaccinarsi contro il COVID-19 nell’aprile 2021. Ha affermato che il vaccino era sicuro, anche se il CDC ha anche osservato che esistevano dati limitati sulla sicurezza dei vaccini durante la gravidanza.

 

L’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) continua a consigliare a tutte le donne incinte di vaccinarsi contro il COVID-19.

 

Il dott. Mark Turrentine afferma sul sito web dell’ACOG che le iniezioni sono «completamente sicure» da usare durante la gravidanza.

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Confronto tra gravidanze vaccinate e non vaccinate

I ricercatori hanno confrontato le donne vaccinate iscritte al registro delle gravidanze vaccinali COVID-19 del CDC con le donne non vaccinate selezionate dal sistema di monitoraggio della valutazione del rischio in gravidanza del CDC.

 

I partecipanti hanno auto-segnalato i propri sintomi ai registri.

 

Per ridurre i bias, i ricercatori hanno accoppiato le partecipanti individualmente. Hanno abbinato le donne in base a età, razza, etnia e durata della gravidanza al momento del parto. Tutte le partecipanti erano madri al primo figlio e avevano partorito un solo figlio. I ricercatori hanno escluso tutte le donne con ipertensione cronica nota.

 

Il 15% delle donne vaccinate ha segnalato HPD, rispetto al 12% delle donne non vaccinate. Anche tenendo conto di fattori come indice di massa corporea, diabete, stato di residenza e anno del parto, le donne vaccinate hanno continuato ad avere una probabilità significativamente maggiore di segnalare HDP.

 

Lo studio ha inoltre scoperto che le donne che hanno contratto il COVID-19 durante la gravidanza avevano un rischio di HPD del 28% più elevato rispetto a quelle che non l’hanno contratto.

 

In altre parole, hanno scoperto che il rischio di HPD derivante dalla vaccinazione è simile al rischio di infezione da COVID-19.

 

Ciò solleva seri interrogativi sulla comunicazione della sanità pubblica durante la pandemia, dato che i funzionari sanitari hanno costantemente avvertito le donne incinte che erano a maggior rischio di contrarre il COVID-19 e che il vaccino era sicuro.

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In che modo i vaccini e il COVID influiscono sulla pressione sanguigna?

Gli autori hanno discusso diversi meccanismi biologicamente plausibili che potrebbero aiutare a spiegare i risultati.

 

Uno riguarda la proteina spike del SARS-CoV-2. Questa proteina interagisce con i recettori ACE2 sulle cellule placentari, i recettori primari del virus. Questi recettori sono coinvolti nella regolazione della pressione sanguigna.

 

Poiché i vaccini a mRNA stimolano l’organismo a produrre la proteina spike, i ricercatori hanno osservato aumenti temporanei della pressione sanguigna dopo la vaccinazione in popolazioni non in gravidanza.

 

Un’altra possibile causa è l’attivazione immunitaria e l’infiammazione causate dal vaccino, hanno affermato gli autori. L’infiammazione può interrompere il flusso sanguigno nella placenta all’inizio della gravidanza e causare disturbi ipertensivi.

 

Karl Jablonowski, ricercatore senior del Children’s Health Defense, ha dichiarato al The Defender che «questa non è una novità scientifica». Sebbene il CDC non abbia mai pubblicato queste informazioni prima, gli scienziati hanno identificato i collegamenti tra i recettori ACE2 e l’ipertensione nel 2020.

 

I ricercatori hanno anche identificato il legame tra l’infiammazione indotta dal vaccino e l’ipertensione prima che il CDC raccomandasse le iniezioni alle donne in gravidanza, ha affermato.

 

Jablonowski ha affermato che è degno di nota anche il fatto che il CDC riconosca i rischi per la sicurezza e che l’articolo sia stato pubblicato su Vaccine, che raramente pubblica studi critici sui vaccini.

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Gli autori chiedono una nuova valutazione dei rischi in gravidanza derivanti da COVID e vaccini

Gli autori hanno notato che lo studio presentava alcuni limiti. Si basava su diagnosi auto-riportate. I gruppi vaccinati e non vaccinati mostravano differenze in termini di tempistiche, mansioni e stress pandemico.

 

Quasi la metà dei partecipanti vaccinati erano operatori sanitari. Questo gruppo ha dovuto affrontare un forte stress durante la pandemia. Potrebbero anche avere abitudini di monitoraggio e segnalazione della salute diverse rispetto alla popolazione generale.

 

Le analisi di validazione hanno mostrato una forte corrispondenza tra l’ipertensione auto-riferita e le cartelle cliniche. Questo risultato è risultato vero nonostante i limiti.

 

Gli autori hanno osservato che, poiché i gruppi vaccinati e non vaccinati provenivano da sistemi di sorveglianza diversi e da periodi di tempo diversi, i risultati non possono essere considerati causali.

 

Gli autori hanno concluso chiedendo nuove valutazioni dei rischi in gravidanza derivanti dalla malattia COVID-19 e dalla vaccinazione.

 

L’attuale posizione del CDC sulla vaccinazione contro il COVID-19 durante la gravidanza non è chiara.

 

Sebbene l’agenzia abbia smesso di raccomandare sistematicamente il vaccino lo scorso anno, non ha ancora pubblicato nuove linee guida.

 

Il sito web del CDC sulla vaccinazione in gravidanza riporta la dicitura «nessuna indicazione/non applicabile» per i vaccini contro il COVID-19.

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Vaccini

I produttori di vaccini guadagnano due volte vendendo farmaci per curare i danni causati dai vaccini

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Una causa intentata da Children’s Health Defense contro l’American Academy of Pediatrics (AAP) sostiene che la promozione aggressiva dei vaccini infantili da parte dell’AAP ha creato un modello di business «a circuito chiuso» che ha spinto le aziende farmaceutiche a trarre profitto dai vaccini e dai farmaci utilizzati per curare i danni da vaccino.   Una causa intentata da Children’s Health Defense (CHD) contro l’American Academy of Pediatrics (AAP) sostiene che la promozione aggressiva dei vaccini infantili da parte dell’AAP ha creato un modello di business «a circuito chiuso» che ha spinto le aziende farmaceutiche a trarre profitto dai vaccini e dai farmaci utilizzati per curare i danni da vaccino.   La causa sostiene che l’AAP ha violato il Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act (RICO), mettendo in atto un sistema di racket durato decenni per frodare le famiglie americane sulla sicurezza del programma vaccinale infantile.   Secondo la denuncia, si parla di «racket» quando un servizio crea la propria domanda.   In questo caso, le stesse aziende che producono vaccini pediatrici hanno acquisito anche aziende che sviluppano trattamenti per malattie autoimmuni, allergie e disturbi dello sviluppo neurologico, condizioni riconosciute nei foglietti illustrativi dei vaccini come eventi avversi verificatisi durante le sperimentazioni cliniche o negli studi post-marketing.   La denuncia cita l’acquisizione di Anacor Pharmaceuticals da parte di Pfizer nel 2016 per 5,2 miliardi di dollari. Anacor produce Eucrisa , un farmaco per il trattamento dell’eczema. All’epoca, Eucrisa era approvato per i bambini di 2 anni. Successivamente è stato approvato anche per neonati di 3 mesi.   Secondo la denuncia, i dati post-marketing hanno collegato i vaccini, incluso il vaccino contro l’epatite B ENGERIX-B di GlaxoSmithKline, all’eczema. Studi di ricerca hanno anche collegato la condizione al COVID-19 e ai vaccini contro morbillo-parotite-rosolia (MPR).   In un altro esempio, nel 2020 Sanofi ha speso 3,7 miliardi di dollari per acquisire Principia Biopharma , azienda sviluppatrice di una terapia sperimentale per la trombocitopenia immune, una malattia autoimmune del sangue.   La trombocitopenia immune è elencata come reazione avversa ai vaccini prodotti da altre aziende che, secondo la causa, fanno parte della stessa organizzazione criminale. Tra questi vaccini figurano l’MMRII di Merck e il Pediarix di GlaxoSmithKline.

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Altri esempi includono l’acquisizione di Human Genome Sciences da parte di GlaxoSmithKline nel 2012 per 3,6 miliardi di dollari, che ha portato il farmaco contro il lupus Benlysta nel suo portafoglio, e l’acquisto di Pandion Therapeutics da parte di Merck nel 2021 per 1,85 miliardi di dollari, che ha ampliato la sua pipeline di trattamenti per le malattie infiammatorie intestinali.   Non inclusa nella causa, ma ampiamente discussa nel 2024, è stata l’acquisizione di Seagen da parte di Pfizer . L’azienda biotecnologica produce farmaci che utilizzano anticorpi monoclonali per veicolare agenti antitumorali ai tumori, limitando al contempo i danni ai tessuti circostanti.   Pfizer ha speso 43 miliardi di dollari per acquisire Seagen, che nel 2023 aveva previsto un fatturato di 2,2 miliardi di dollari. Studi hanno collegato i vaccini COVID-19 di Pfizer a un forte aumento dei tassi di cancro.   La causa sostiene che questo tipo di acquisizioni da parte dei produttori di vaccini creano un ciclo di ricavi in ​​cui i vaccini funzionano come un «meccanismo di acquisizione clienti», perché i trattamenti per le patologie croniche forniscono ricavi farmaceutici a lungo termine.   «L’azienda trae profitto dai vaccini e trae profitto anche dal trattamento degli effetti collaterali documentati nel foglietto illustrativo del vaccino», si legge nella denuncia .   Nella denuncia si sostiene inoltre che l’AAP contribuisce a mantenere questo sistema promuovendo programmi di vaccinazione più ampi e scoraggiando la ricerca che potrebbe esplorare potenziali collegamenti tra modifiche al programma e malattie croniche.   Le accuse giungono nel contesto del dibattito pubblico in corso sulla sicurezza dei vaccini, sull’influenza delle aziende in medicina e sulla trasparenza dei sistemi di sorveglianza post-marketing.   I funzionari sanitari sostengono da tempo che i programmi di vaccinazione infantile sono «sicuri ed efficaci» e che la sola segnalazione di eventi avversi non basta a stabilire un nesso di causalità.   Tuttavia, la fiducia del pubblico in queste autorità è ai minimi storici, poiché sempre più persone mettono in discussione le posizioni consolidati della sanità pubblica tradizionale.   Brenda Baletti Ph.D.   © 5 febbraio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.  

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Vaccini

Funzionario del CDC: il vaccino MPR non garantisce la protezione contro il morbillo

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

In una lettera del 1° febbraio al Wall Street Journal, il dottor Ralph Abraham, vicedirettore principale del CDC, ha scritto che in una recente epidemia di morbillo in Colorado «collegata a un viaggiatore aereo internazionale infetto, quattro delle nove trasmissioni secondarie di morbillo si sono verificate tra contatti completamente vaccinati durante i viaggi». Abraham ha citato l’ultimo «Rapporto settimanale sulla morbilità e mortalità» del CDC, che ha confermato i numeri.

 

Secondo un importante funzionario dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), la vaccinazione non garantisce l’immunità contro il morbillo.

 

Il dottor Ralph Abraham, vicedirettore principale del CDC, ha rilasciato questa dichiarazione pochi giorni dopo che l’agenzia ha pubblicato un rapporto che dimostrava che alcune delle persone infette durante un’epidemia della malattia in Colorado l’anno scorso erano state vaccinate.

 

In una lettera del 1° febbraio pubblicata dal Wall Street Journal (WSJ), Abraham ha scritto: «sebbene la copertura vaccinale contro il morbillo sia superiore negli Stati Uniti rispetto ai paesi simili, non possiamo fare affidamento esclusivamente sulla vaccinazione».

 

La lettera di Abraham è stata pubblicata dopo l’edizione della scorsa settimana del «Morbidity and Mortality Weekly Report» del CDC, che ha pubblicato i dettagli sull’epidemia di morbillo verificatasi in Colorado tra maggio e giugno 2025.

 

Secondo il rapporto, l’epidemia è iniziata con una persona non vaccinata arrivata a Denver con un volo internazionale, che ha portato al contagio di 10 persone in Colorado: nove casi secondari, ovvero persone che hanno avuto un contatto diretto con la persona infetta, e un caso terziario, derivante dal contatto con un caso secondario.

 

Dei casi secondari, quattro si sono verificati «tra persone che avevano ricevuto 2 dosi di vaccino contro morbillo, parotite e rosolia [MPR] prima dell’esposizione», secondo il CDC. Altri quattro casi hanno coinvolto persone non vaccinate. Tutti sono guariti.

 

«Sebbene le persone vaccinate siano a basso rischio di contrarre il morbillo, possono comunque verificarsi infezioni recidivanti. È il caso di quattro viaggiatori aerei vaccinati», ha scritto il CDC in un post su X all’inizio di questa settimana.

 

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In una dichiarazione rilasciata a The Defender, Emily G. Hilliard, addetta stampa del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) degli Stati Uniti, ha affermato: «le attuali epidemie sono concentrate in gran parte in comunità affiatate e sotto-vaccinate, con frequenti viaggi internazionali che aumentano il rischio di importazione del morbillo».

 

«L’attenzione del CDC rimane rivolta alla prevenzione e all’educazione al trattamento del morbillo e agli interventi mirati di sanità pubblica per proteggere le comunità e fornire informazioni chiare e accurate a tutti gli americani», ha affermato Hilliard.

 

Brian Hooker, Ph.D., direttore scientifico di Children’s Health Defense (CHD), ha definito la dichiarazione di Abraham «incoraggiante» ma «incompleta».

 

«I cittadini degli Stati Uniti hanno bisogno di messaggi completi sulla salute pubblica, non solo di spot pubblicitari sui vaccini pubblicati dal CDC, utilizzando i soldi delle tasse federali», ha affermato Hooker.

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I dati sull’efficacia del vaccino MPR ignorano la «diminuzione dell’immunità nel tempo»

Secondo i dati del CDC, una singola dose del vaccino MPR fornisce una protezione del 93% contro il morbillo, mentre due dosi aumentano la protezione al 97%.

 

Secondo quanto riportato da Epoch Times, queste stime si basano su un articolo del 2013 pubblicato dal CDC, che cita cinque studi precedenti, tra cui uno studio del 1999 condotto dallo stesso CDC.

 

Hooker ha affermato che queste cifre potrebbero non essere più accurate e non tengono conto del declino nel tempo dell’immunità indotta dal vaccino.

 

«Questo numero non è mai stato corretto storicamente e non riflette il calo dell’immunità nel tempo. Alcune stime indicano che la componente anti-morbillo del vaccino MPR causerà ai vaccinati una perdita di circa il 4% all’anno della loro immunità duratura», ha affermato Hooker.

 

Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior presso il CHD, ha affermato che l’epidemia in Colorado mette in discussione la sicurezza e l’efficacia del vaccino MPR. Ha affermato:

 

«Considerando che una persona infetta ha portato all’infezione di altre 10 persone, cinque delle quali erano completamente vaccinate e un’altra di stato sconosciuto, non sembra che il vaccino sia particolarmente efficace».

 

«In effetti, dei quattro individui infetti che hanno condiviso lo stesso volo, tre erano adulti completamente vaccinati e uno era un neonato tenuto in braccio. O il vaccino contro il morbillo non è efficace come si dice, oppure si è verificata una sorprendente coincidenza di fallimenti vaccinali».

 

La pediatra dottoressa Michelle Perro ha affermato che il rapporto del CDC dimostra che «la vaccinazione contro il morbillo riduce, ma non previene completamente, l’infezione» e che «i casi di infezione acuta sono reali, diagnosticabili e spesso sottostimati».

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«La vaccinazione sta guidando l’evoluzione del morbillo di tipo selvaggio»

Altri esperti hanno ipotizzato che la vaccinazione su larga scala contro il morbillo potrebbe aver favorito l’evoluzione del virus, contribuendo alla diffusione di nuove infezioni.

 

«La vaccinazione sta guidando l’evoluzione del morbillo selvatico», ha affermato Jablonowski. «Il ceppo vaccinale è rimasto sostanzialmente invariato dagli anni ’50, mentre i ceppi selvatici sono aumentati vertiginosamente negli ultimi decenni», ha aggiunto Jablonowski.

 

Il medico dottor Ben Edwards ha citato studi che hanno confermato la prevalenza e la crescita delle infezioni da morbillo di tipo selvaggio. Ha affermato che le «dichiarazioni del CDC sulla possibilità di epidemie di morbillo nelle popolazioni vaccinate» rappresentano «un fatto storico».

 

Secondo uno di questi studi, pubblicato nel 2017, dei 194 campioni del virus del morbillo raccolti e analizzati nel 2015, «73 sono stati identificati come ceppi vaccinali».

 

Nella sua dichiarazione, Hilliard ha affermato: «La vaccinazione rimane il metodo più efficace per prevenire il morbillo». Ha aggiunto che il segretario dell’HHS Robert F. Kennedy Jr. «è stato chiaro e coerente su questo punto».

 

Ma nella sua lettera, Abraham ha scritto che, sotto la guida di Kennedy, il CDC si è allontanato dall’attenzione rivolta esclusivamente alla vaccinazione e ha invece «aumentato le risorse, compresi vaccini e terapie, a livello nazionale per supportare gli sforzi di risposta statali e locali e contenere le epidemie».

 

Perro ha affermato che il messaggio di Kennedy e dell’HHS riflette «una posizione onesta in un momento in cui la comunicazione sulla salute pubblica è frammentata».

 

«Riconoscendo che i vaccini, compreso il vaccino MPR, non sono infallibili e che si verificano infezioni rivoluzionarie, sta riportando il dibattito sul rigore scientifico e sulla trasparenza basata sulle prove piuttosto che sulla propaganda», ha affermato Perro.

 

Edwards ha affermato che, sebbene il vaccino MPR riduca effettivamente l’incidenza complessiva del morbillo, questa protezione potrebbe avere un costo. Ha affermato che le discussioni sul morbillo dovrebbero concentrarsi sul «modo migliore per sconfiggerlo in termini di conseguenze complessive per la salute».

 

«Dobbiamo tenere presente la totalità della morbilità e mortalità per tutte le cause», ha affermato Edwards. Ha suggerito che le politiche di sanità pubblica debbano prendere in considerazione la potenziale associazione della vaccinazione MPR con patologie come la SIDS (sindrome della morte improvvisa del lattante), il cancro, le malattie cardiache o l’autismo e bilanciare il rischio con i benefici della vaccinazione nella prevenzione del morbillo.

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«Definire il morbillo un fallimento della politica americana è inesatto e fuorviante»

Secondo il CDC, lo scorso anno negli Stati Uniti sono stati registrati 2.255 casi di morbillo, il numero più alto dal 1992. Quest’anno, secondo i dati del CDC aggiornati al 29 gennaio, sono stati registrati altri 588 casi negli Stati Uniti.

 

L’aumento dei casi di morbillo ha interessato epidemie nella Carolina del Sud, in Florida, nello Utah e nello stato di Washington, nonché un’epidemia in Texas l’anno scorso, ritenuta responsabile della morte di due bambini.

 

La scorsa settimana, la NPR ha riferito che l’aumento dei casi ha anche comportato che gli Stati Uniti rischiano di perdere lo status di eliminazione del morbillo, ovvero di rimanere liberi dal morbillo per un anno intero.

 

Nella sua lettera, Abraham ha respinto le narrazioni secondo cui queste epidemie sarebbero dovute esclusivamente ai non vaccinati o alle politiche di Kennedy come ministro della Salute. Ha sottolineato che Canada e Messico «hanno segnalato un numero sostanzialmente maggiore di casi di morbillo nel 2025 rispetto agli Stati Uniti… nonostante abbiano popolazioni significativamente più piccole».

 

«Attraverso confini porosi con elevati carichi di casi regionali, le ripetute reintroduzioni di un ceppo comune rendono difficile l’attribuzione precisa delle fonti dell’epidemia», ha scritto Abraham.

 

Abraham ha scritto che la sua lettera era una risposta a un editoriale del WSJ del 23 gennaio che criticava la politica del CDC sul morbillo di fronte alle epidemie verificatesi in diversi stati degli Stati Uniti nell’ultimo anno.

 

«Definire il morbillo un fallimento della politica americana è inesatto e fuorviante», ha affermato Abraham.

 

In alcune dichiarazioni condivise con NPR, Abraham ha minimizzato la potenziale perdita dello status di eliminazione del morbillo e ha difeso la scelta di alcune persone di non vaccinarsi.

 

«Sapete, il presidente, il Segretario [Kennedy], parliamo sempre di libertà religiosa, libertà sanitaria, libertà personale. E penso che dobbiamo rispettare quelle comunità che scelgono di intraprendere una strada in qualche modo diversa», ha detto Abraham.

 

Il Canada ha perso lo status di Paese che ha eliminato il morbillo alla fine dell’anno scorso, mentre il Messico lo ha perso il mese scorso, così come il Regno Unito.

 

Nella sua dichiarazione, Hilliard ha definito il morbillo «una sfida globale» e ha affermato che gli Stati Uniti «continuano ad avere un’incidenza complessiva di morbillo inferiore rispetto al Canada (che nel novembre 2025 ha perso il suo status di paese debellatore del morbillo), al Messico e a gran parte dell’Europa».

 

«Le attuali epidemie sono concentrate principalmente in comunità affiatate e sotto-vaccinate, con frequenti viaggi internazionali che aumentano il rischio di importazione del morbillo. Per la Carolina del Sud, la maggior parte dei casi si verifica in una comunità di immigrati sotto-vaccinati nell’area di Spartanburg», ha affermato Hilliard.

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Edwards ha affermato che le narrazioni che attribuiscono al morbillo la morte di due bambini in Texas l’anno scorso sono fuorvianti:

 

«Nel 2026, a mio parere, nessuno dovrebbe morire per complicazioni del morbillo. Abbiamo troppi strumenti, sia convenzionali che integrativi, a nostra disposizione per permettere che un bambino in America muoia per complicazioni del morbillo».

 

«Come abbiamo visto nel caso dei due bambini deceduti l’anno scorso durante l’epidemia nella contea di Gaines, in Texas, la mancanza di un’adeguata copertura antibiotica ha portato a complicazioni secondarie da infezioni batteriche. Queste possono essere facilmente evitate con adeguate competenze cliniche».

 

Hooker ha affermato che il CDC ha a malapena riconosciuto la possibilità di tali infezioni batteriche, né l’esistenza di trattamenti efficaci non vaccinali contro il morbillo.

 

«Il CDC ha diffuso pochissime informazioni sul trattamento dell’infezione da morbillo, tra cui l’assunzione di vitamina A ad alte dosi per i primi due giorni di sintomi e il trattamento con budesonide/albuterolo per le difficoltà respiratorie», ha affermato Hooker. «Né si fa menzione della possibilità di infezioni batteriche secondarie che possono causare polmonite. Tutto ciò è estremamente irresponsabile».

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